{"id":1538,"date":"2024-07-31T12:17:47","date_gmt":"2024-07-31T10:17:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1538"},"modified":"2024-07-31T12:17:47","modified_gmt":"2024-07-31T10:17:47","slug":"coraggio-angela-carini-metti-ko-linfantilismo-di-questo-tempo-imbecille-e-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2024\/07\/31\/coraggio-angela-carini-metti-ko-linfantilismo-di-questo-tempo-imbecille-e-pericoloso\/","title":{"rendered":"Coraggio, Angela Carini, metti KO l\u2019infantilismo di questo tempo imbecille e pericoloso"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono molti modi in cui Angela Carini, quando affronter\u00e0 il pugile trans Imane Khelif sul ring olimpico, pu\u00f2 ferire in profondit\u00e0 l\u2019imbecillit\u00e0 del nostro tempo. Menando le mani, offrendo tutta se stessa sull\u2019altare dell\u2019inclusivit\u00e0, o rifiutando di prestarsi a questo incubo di un senzatetto ubriaco alla stazione Termini che per convenzione chiamiamo \u201cnuova normalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, dietro a questa storia, una rimbombante simbologia che rischia di essere coperta dal suono meccanico dei tasti premuti sui computer delle redazioni, pi\u00f9 significativa, a mio modesto avviso, di una vicenda da umiliare nella cronaca che insegue altra cronaca: lo scontro frontale tra purezza e degrado, quello che orienta molto del nostro presente, anche se a volte non ci sembra sia cos\u00ec. Non \u00e8 un mondo al contrario, \u00e8 un mondo malato. Andare al contrario pu\u00f2 presupporre la ferrea e lucida volont\u00e0 di farlo, nella scelta di prendere una posizione opposta rispetto all\u2019imposto, ad esempio, valutati attentamente numerosi fattori in un processo culturale, che \u00e8 coltivazione della propria visione del mondo, dopo essersi interrogati, dilaniati nel pensare, disperati e incoraggiati nel trovare un\u2019alternativa. Ma ci\u00f2 che ogni giorno viviamo, per un verso o per l\u2019altro, amici, pare essere solo il risultato di una deviazione mentale, talmente densa di contraddizioni da manifestare un nuovo trend: l\u2019infantilismo, ovvero quella condizione di elevazione dell\u2019immaturit\u00e0 a norma di legge, come unica forma possibile di maturazione civile, in un tempo che dall&#8217;autorevolezza trascorre all&#8217;autorit\u00e0. \u00c8 autorevole, sulla base di una banalit\u00e0, quale affermare che i pugni di uomo fanno male, ancor pi\u00f9 in faccia a una donna, non mandare in scena il match tra Angela e il trans algerino; \u00e8 autorit\u00e0 cieca che non si nutre di alcuna forma di maturit\u00e0 sportiva e culturale o di pensiero complesso, ammettere Khelif, come nulla fosse, all&#8217;incontro. Autorevolezza del buon senso annichilita dall\u2019autorit\u00e0 ideologica.<\/p>\n<p>Siamo con le mani tra i capelli e le pupille ipertrofizzate innanzi a un mondo che \u00e8 sempre figlio da coccolare, rassicurare, garantire, mai sculacciare, che non deve crescere ma vedersi accontentato. Le opinioni autoritarie hanno sostituito le idee autorevoli. Proprio questo contesto da freak show partorisce mostri sbavanti e orribili.<\/p>\n<p>E ancora, vi \u00e8 altro da asciugare per essere seriamente preoccupati per il nostro presente: l\u2019istituzionalizzazione di questo infantilismo, altrimenti frutto dell\u2019estremismo progressista, di quella religione dell\u2019umanit\u00e0, come la definirebbe Jean Louis Harouel, in cui ognuno si redime solamente da se stesso, senza pi\u00f9 una connessione con l\u2019Alto ma solo con l\u2019Altro, nell\u2019unico dogma dei diritti umani. Un pianeta terra desolato fatto di replicanti senza Dio, n\u00e9 patria, senza confine, eternamente migranti e precari, in attesa di ordini e rassicurazioni, incapaci di dedicarsi la vita. Tutto ci\u00f2 si rende, giorno dopo giorno, istituzione, nelle leggi dello Stato, nella furiosa ossessione con cui siamo invitati a seguire determinati dettami e con cui siamo invitati a isolare da noi chi non li rispetta, e ora, in maniera estremamente vistosa da qualche anno, anche nello sport, fino al caso di Angela Carini.<\/p>\n<p>Terminer\u00e0 questo match olimpico, con un occhio nero o con un parto di burocrazia sportiva; ma l\u2019incubo degli uomini alla deriva, ancor prima di ogni trattato di geopolitica o del prossimo saggio sull\u2019economia, purtroppo no. Non ci resta che rimanere il pi\u00f9 possibile proprietari del nostro critico pensare, lucidi e integri rispetto a ogni deviazione mentale diffusa.<\/p>\n<p>Allora \u00e8 cerebrale. Il danno dell\u2019Occidente \u00e8 permanente e cerebrale. L\u2019avvento di un culto che pretende di ridisegnare l\u2019architettura umana e la sua contemporanea negazione, affinch\u00e9 il mostro non esista, o meglio, esista sotto traccia in qualit\u00e0 di paranoia per conservatori. Un\u2019epoca di tirannia linguistica e morale, in cui si viaggia dal reale, alla percezione del reale. La stessa che oggi ci porta a fare questa banalissima considerazione. Un uomo non pu\u00f2 pi\u00f9 corteggiare o avvicinare una donna, con lei non pu\u00f2 pi\u00f9 giocare\/provarci\/fare l&#8217;amore\/ragionare\/scherzare\/prendere posizione a fianco\/dormire\/provare fiducia e rispetto\/fischiare\/lavare i panni. Tutto ci\u00f2 sarebbe oltraggioso, fuori dalla nuova moralizzazione del Giusto universale che non edifica un Bene universale come accrescimento dell\u2019individuo sulla portata di determinati valori universali, da non condannare alla musealizzazione del conservatorismo, ma da vivere a pieno come fulcro di un identit\u00e0 precisa. Per\u00f2, un uomo pu\u00f2 improvvisamente sentirsi una donna e gonfiare una donna vera su un ring olimpico, in maniera certificata e istituzionalizzata cos\u00ec tanto da far venire le lacrime agli occhi ai portatori di monopattino mentre si recano in sandali da Starbucks?<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 mai abbastanza ricordare quanto la battaglia di questo nostro tempo sia quella contro l\u2019autoannullamento degli uomini. Contro la scomposizione delle geometrie del reale, fin nell\u2019intimit\u00e0, affinch\u00e9 ogni salvifico pensiero critico casalingo venga scardinato, banalizzando il male e attribuendolo a determinati valori, fino a riscrivere il significato del Bene, portandolo, quindi, a non essere pi\u00f9 fine ed elevazione, ma acritica accettazione aziendale, per creare un nuovo reale, che viaggi sull\u2019onda delle emozioni di massa, di una nuova lingua, delle breaking news, della colpevolizzazione, impostato su un timer mediatico, entro cui scrivere nuove regole per essere accettati e riconosciuti come civili, contrapposti ai barbari, per essere linea retta, contro ogni eresia. Per essere decenti, contro gli indecenti. E ognuno, in cuor suo, vuole essere riconoscibile e accettato, anche per avere minori rogne nel gi\u00e0 difficile vivere, in un mondo in cui si \u00e8 costretti a sentirsi responsabili di ogni cosa, dalla morte dei bambini, al pianto greco degli ambientalisti che fermano le auto.<\/p>\n<p>In ogni caso, che Angela salga sul ring compiendo un rito apotropaico rispetto all\u2019imbecillit\u00e0 di questo tempo, ricco e soddisfacente come una vittoria della purezza contro certo degrado, che, invece, scelga di rifiutarsi di combattere, dopo aver presentato un adeguato ricorso, una cosa \u00e8 certa: di fronte a questo scenario annichilente e drammatico stiamo perdendo tutti.<\/p>\n<p>Ma se un\u2019ultima questione mi \u00e8 concessa, vorrei fosse questa: picchia forte, Angela, con tutta la tecnica e la rabbia che hai in corpo, cos\u00ec come, in altro caso, con tutta la degna intelligenza. Picchia, dato che si tratta di un incontro di pugilato, per realizzare un sogno di purezza e di giustizia. Picchia quell\u2019uomo sul ring, se proprio il match si far\u00e0, e sar\u00e0 come prendere a pugni questo tempo imbecille.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono molti modi in cui Angela Carini, quando affronter\u00e0 il pugile trans Imane Khelif sul ring olimpico, pu\u00f2 ferire in profondit\u00e0 l\u2019imbecillit\u00e0 del nostro tempo. Menando le mani, offrendo tutta se stessa sull\u2019altare dell\u2019inclusivit\u00e0, o rifiutando di prestarsi a questo incubo di un senzatetto ubriaco alla stazione Termini che per convenzione chiamiamo \u201cnuova normalit\u00e0\u201d. 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