{"id":1560,"date":"2026-05-17T10:22:25","date_gmt":"2026-05-17T08:22:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1560"},"modified":"2026-05-17T10:22:25","modified_gmt":"2026-05-17T08:22:25","slug":"modena-in-italia-e-vietato-dare-un-nome-alle-cose-la-battaglia-delle-parole-che-stiamo-perdendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2026\/05\/17\/modena-in-italia-e-vietato-dare-un-nome-alle-cose-la-battaglia-delle-parole-che-stiamo-perdendo\/","title":{"rendered":"Modena: in Italia \u00e8 vietato dare un nome alle cose. La battaglia (delle parole) che stiamo perdendo."},"content":{"rendered":"<p>Ed ecco qua: prima generazione, sesta generazione, pi\u00f9 italiano di tuo nonno, meno straniero di un piemontese, ma laureato qui, nato qui. Italiano, straniero, marziano, indefinito. Indefinibile. Qualcuno ha le gambe amputate, altri declinano.<\/p>\n<p>Provochiamo. Non si pu\u00f2 parlare di terrorismo, non si pu\u00f2 sfogare rabbia civile che ogni giorno viene accumulata subendo, inermi, la bulimia di informazione, che ci confonde, si attorciglia su opinioni autoritarie che ormai hanno sostituito le idee autorevoli, sulle emozioni che dominano la ragione. Non si pu\u00f2 nemmeno lontanamente sfiorare l&#8217;idea di potersi confrontare sull&#8217;efficacia reale \u2014 quella della prossimit\u00e0, dei quartieri, delle vie notturne, non dei banchi del Parlamento \u2014 dell&#8217;integrazione, se non si vuole finire dritti nel girone dei condannati alla gogna. Non si pu\u00f2 chiedere giustizia, se non si vuole passare per fascisti. A breve, non si potr\u00e0 nemmeno esultare per l&#8217;arresto dell\u2019omicida di Modena, se non si vuole passare per giustizieri.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2.<br \/>\nNon si pu\u00f2.<br \/>\nNon si pu\u00f2.<\/p>\n<p>Dopo il sangue di Modena, le macerie umane.<br \/>\nPi\u00f9 feroce della cronaca, vi \u00e8 la negazione a cui ogni giorno siamo sottoposti. E questa, non viene lavata via dal tempo che passa. La censura annoda la gola. La parola impossibile da dire. L&#8217;eliminazione, dal dibattito democratico, della possibilit\u00e0 di manifestare un&#8217;alternativa rispetto all&#8217;imposto. Coito perennemente interrotto, processo alle intenzioni. La manifestazione, l&#8217;espressione, la parola. Quella parola che, se detta, condanna immediatamente al rango degli indecenti, di quel gruppo di infantili e pericolosi trogloditi, incapaci di vivere a pieno le gioie del progresso, di abbandonarsi alle infinite passeggiate nel villaggio globale, attentato perenne alla democrazia. Gente da mettere al bando perch\u00e9 intrisa di immaturit\u00e0 e conservatorismo muffo e stantio. Gente contrapposta a quelli che possiamo definire decenti: coloro che hanno imparato a comportarsi bene non per integrit\u00e0, ma per non essere esclusi. Che annuiscono non per convinzione, ma per convenzione e convenienza. Il decente, l&#8217;uomo astratto, il corpo disabitato, il soldato della pubblica decenza, che abita, contemporaneamente, il palco di qualche prestigioso e rinomato premio e le strade sotto casa nostra. I buoni. Gli unici degni rappresentanti, con diritto di parola, della maturazione civile.<\/p>\n<p>Ogni giorno viviamo una sommersa guerra civile che si alimenta di battaglie: la battaglia semantica, cos\u00ec quella tra realt\u00e0 e percezione della realt\u00e0, tra decenti e indecenti.<\/p>\n<p>Per capire quando inizia la rovina, bisogna rendersi conto di quel preciso momento in cui si smette di chiamare le cose con il loro nome, specie quando \u00e8 la legge non scritta dell&#8217;imposizione a chiedere di farlo, prima ancora di quella ufficiale che, nel frattempo, si sta organizzando. E cos\u00ec, quando si dissoceranno i significati, si smetter\u00e0 di chiamare madre, una madre, Dio, l&#8217;Altissimo, gli uomini, uomini, il dolore, dolore, la guerra, guerra, un terrorista, terrorista, allora l&#8217;atto di autoannullamento sar\u00e0 cominciato. Cos\u00ec come il perverso conto alla rovescia che porta allo smontaggio graduale degli uomini stessi, che passa per un&#8217;invasione civile, politica ed intima.<br \/>\nQuando a uno stupidino non si potr\u00e0 pi\u00f9 dire stronzo, perch\u00e9 facendolo si finir\u00e0 in galera, allora forse si avr\u00e0 idea di quanto la libert\u00e0 che si credeva raggiunta \u00e8 in realt\u00e0 la ghigliottina che ci taglier\u00e0 la testa.<br \/>\nInnaturali, prodotti del politicamente corretto, stiamo perdendo la battaglia semantica, la quale, per sua natura, non \u00e8 un esercizio di stile dei migliori a scuola, ma lo svilimento infame dei significati e, quindi, della quotidianit\u00e0 della lingua e della direzione della societ\u00e0, della definizione stessa di Bene e di Male, che porta a una pericolosissima relativit\u00e0 da applicare a qualsiasi cosa si muova. Ridicola.<\/p>\n<p>La grande mistificazione. La crisi economica infinita? Solo un&#8217;occasione per dimostrare di non essere bamboccioni. I confini, la cittadinanza? Questione di burocrazia; per favore, cercate di uscire prima possibile dal Risorgimento che avete in testa. Il sesso nelle mutande? Un p\u00e8ne e una vagina non possono definire chi sei.\u00a0 E la lista potrebbe continuare per molto.<\/p>\n<p>Prima ancora che ingegneri, architetti, studenti, operai, lettori, eruditi, gelatai, provate a dire &#8220;non \u00e8 giusto!&#8221;. A provare schifo e, poi, a farvi dare retta, studiando per una vita, combattendo al limite dell&#8217;emarginazione economica e sociale. Provate a non impazzire nell&#8217;illogicit\u00e0, nella solitudine di voi stessi, etichettati come vecchi arnesi, provate a non impazzire nell&#8217;ira.<\/p>\n<p>Abbiamo perso la battaglia semantica, ecco il problema. Non \u00e8 pi\u00f9 questione di destra o sinistra ma di sconfitta dell&#8217;intelligenza comune, passata per maturazione civile, per progresso. Una sconfitta generale che vede imporsi le regole del villaggio globale: vietato dubitare, vietato dissentire, vietato alternare.<br \/>\nEduard Limonov lo aveva gi\u00e0 chiamato con il suo nome: il Grande ospizio occidentale. Noi siamo i pazienti. I decenti, quelli che si comportano in modo obbediente, vengono accuditi. Gli indecenti, quelli che pensano male, vengono repressi. Prima con l&#8217;esclusione. Poi con la legge. Infine con il silenzio \u2014 che \u00e8 la forma pi\u00f9 elegante di entrambe.<\/p>\n<p>Dal fatto della cronaca, alla decomposizione cronica. Costante.<br \/>\nE allora, tra parole e percezioni, anche per i fatti di Modena, oer qualcuno non si tratter\u00e0 di terrorismo, ma di depressione, di problemi di natura psichiatrica. Non andranno creati allarmismi, si sar\u00e0 trattato di un caso isolato, di un ragazzo, per altro, laureato e pi\u00f9 italiano di chiunque si affretti oggi a giudicarlo. Eccedere nei giudizi, pertanto, sar\u00e0 solo l&#8217;ennesimo modo per manifestare razzismo, figlio legittimo di ogni forma di fascismo.<\/p>\n<p>Dunque, solo un ultimo pensiero.<br \/>\nNell&#8217;epoca della vigliaccheria, dell&#8217;igiene sociale, che ci porta a saltare il dolore altrui come una pozzanghera, per evitare di sporcarsi le scarpe nuove, sempre se non lo stiamo riprendendo col telefono, venga assegnato a quest&#8217;uomo ogni alto riconoscimento di Stato. Abbia ogni consolazione e ogni forza dai suoi vicini, dai suoi concittadini, dai prossimi che incontra. Cos\u00ec chi \u00e8 ferito, ancora pi\u00f9 gravemente: che possa trovare amore e coraggio diffuso dalla minoranza italiana ancora presente in questo Paese.<br \/>\nPer il resto, inutile commentare, polarizzare, ideologizzare, scrivere, ragionare: abbiamo gi\u00e0 perso. E questo \u00e8 solo un ennesimo tassello che si aggiunge al mosaico della nostra fine. Nient&#8217;altro, se non certificare la vittoria del villaggio globale e delle sue regole.<\/p>\n<p>Arrendiamoci, indecenti, siamo circondati. Prima, durante e dopo i fatti di Modena. Arrendiamoci all&#8217;epoca dell&#8217;infantilismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ed ecco qua: prima generazione, sesta generazione, pi\u00f9 italiano di tuo nonno, meno straniero di un piemontese, ma laureato qui, nato qui. Italiano, straniero, marziano, indefinito. Indefinibile. Qualcuno ha le gambe amputate, altri declinano. Provochiamo. Non si pu\u00f2 parlare di terrorismo, non si pu\u00f2 sfogare rabbia civile che ogni giorno viene accumulata subendo, inermi, la bulimia di informazione, che ci confonde, si attorciglia su opinioni autoritarie che ormai hanno sostituito le idee autorevoli, sulle emozioni che dominano la ragione. Non si pu\u00f2 nemmeno lontanamente sfiorare l&#8217;idea di potersi confrontare sull&#8217;efficacia reale \u2014 quella della prossimit\u00e0, dei quartieri, delle vie notturne, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2026\/05\/17\/modena-in-italia-e-vietato-dare-un-nome-alle-cose-la-battaglia-delle-parole-che-stiamo-perdendo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[15882,425743,80428,35233,602167],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1560"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1560"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1561,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1560\/revisions\/1561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}