{"id":178,"date":"2015-10-19T12:47:48","date_gmt":"2015-10-19T10:47:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=178"},"modified":"2015-10-19T18:59:21","modified_gmt":"2015-10-19T16:59:21","slug":"i-camerati-della-lega-tra-nazione-e-secessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/10\/19\/i-camerati-della-lega-tra-nazione-e-secessione\/","title":{"rendered":"I &#8220;camerati&#8221; della Lega: neri per caso?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-179 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4--300x300.jpg\" alt=\"UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4=--\" width=\"254\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4--300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4--150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/UpkPfA5XLjhhARPw6lBVVbmeod4XM8YZTzWESIso7N4-.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a>In principio fu il celodurismo e \u201c<em>io un accordo con chi va con i fascisti non lo firmer\u00f2 mai, in questo caso addio<\/em>\u201d, era il 1994. Poi, con &#8220;loro&#8221;, ci cadde\u00a0dentro. In principio bisognava salvare la Lega dall\u2019estinzione. Il carroccio di un tempo ha mutato volto. Dall\u2019indipendentismo, dal federalismo ad una rivisitazione in chiave nazionalista, e non solo. Meno quartierismo, pi\u00f9 penisolismo. Insomma, la vecchia generazione del \u201cRoma Ladrona\u201d, storicamente capitanata dallo Sciur Bossi, ha inevitabilmente allentato il passo prima culturale, strutturale poi elettorale, per fare spazio a\u00a0Matteo Salvini, uno che, evidentemente, ha l\u2019hobby dei (riusciti) restauri e l\u2019armadio pieno di Tshirt. Immigrazione, sovranit\u00e0, lotta a \u201cquesta\u201d Europa, basta Euro. Apriti! Oh cielo \u2018nero\u2019.<\/p>\n<p>Ma allora la destra italiana, canonicamente intesa, cos\u2019\u00e8 diventata? Tra il significato simil-conservatore, populista e autarchico salviniano e quello delle destre consuete di casa nostra quale differenza sostanziale rimane? La\u00a0profonda storia culturale, valoriale, identitaria.<\/p>\n<p><strong>Dunque cos\u2019\u00e8 destra oggi?<\/strong> E, a questo punto, cos\u2019\u00e8 la Lega, oggi? Non c\u2019\u00e8 il rischio di non capirci pi\u00f9 niente?<\/p>\n<p>L\u2019abbraccio con Giorgia Meloni, poi, quello bilaterale con CasaPound. Dalle dichiarazioni del vicepresidente Di Stefano \u2013 in una recente intervista a Lettera43 -, che si dice pronto alla \u201clista unica con Salvini\u201d ad un non pi\u00f9 giovane piemontese da guerra come Mario Borghezio il mediatore; direzione destra radicale, sociale, popolare e nazionale, fino alle parole\u00a0di Gianluca Iannone, in un messaggio preelettorale per le scorse Europee:\u201d <em>Ho scelto e vi invito per questa volta a votare Lega con preferenza a Borghezio nella circoscrizione centrale [\u2026]per le posizioni antieuro, per le posizioni contro immigrazione, per i referendum contro la Fornero e la legge Mancino. Perch\u00e9 ho sentito Salvini parlare di orgoglio italiano). <\/em>\u00a0Eppure, <strong>la secessione rimane uno dei sogni hot della base leghista<\/strong>, quanto meno di una sua buona met\u00e0 rimasta per necessit\u00e0, forse per coerenza, legata alla logica primordiale, alla Secessione, al federalismo.<\/p>\n<p>Poi ci fu \u201cPatriae\u201d, movimento politico-culturale nato per essere ponte tra il mondo della destra e la Lega Nord. Il contenitore perfetto per tanto \u201ccameratismo 2.0\u201d \u2013 <strong>ormai in piena diaspora, tanto da andare a finire anche nei quartieri del 5Stelle; <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/io-destra-sono-fascista-unaltra-cosa-padre-gela-battista-1184249.html\" target=\"_blank\">dopo le dichiarazioni di Di Battista padre, poi, non osiamo immaginare\u2026<\/a><\/strong> &#8211; e per tentare, anche tramite questo, come nuovo canale, l\u2019apertura, in termini di consensi, ad un bacino nazionale di sopravvivenza e rilancio importante; vedasi le scorse europee nel centro (122.509 indicazioni, pari al 2,14%) \u00a0e nel sud (43.393 preferenze, pari allo 0,75%), realt\u00e0 territoriali orfane di una destra organizzata, sanguigna, battagliera e culturale che comunque vede nella Meloni e nel sistema FdI-An un forte spiraglio.<\/p>\n<p>Poi la vicinanza al Front National, in ambito estero e le posizioni \u201cesterne\u201d che tutti gi\u00e0 ben conosciamo.<\/p>\n<p><strong>La ristrutturazione ha funzionato. L\u2019impensabile si \u00e8 palesato.<\/strong> L\u2019apertura a destra su tematiche tipiche e nazionali, ha fruttato nella circoscrizione Centro e persino Sud, nonch\u00e9 ha garantito allo stesso Salvini il fatto di essere il candidato con pi\u00f9 preferenze a livello nazionale, ben 331.381.<\/p>\n<p>Intanto vi \u00e8 una destra, secondo il pubblico ludibrio, quasi non pi\u00f9 utile, distratta, troppo aperta al \u2018compromesso\u2019, troppo muffa per \u201ccavalcare la tigre\u201d della contemporaneit\u00e0 dal cui piatto, per\u00f2, troppi paraculamente hanno fatto una ricca \u201cscarpetta\u201d per poi buttare il piatto stesso.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 l&#8217;incipit\u00a0culturale che fa movimento o il movimento che fa cultura e visione? Ed ancora, \u00e8 il risultato che fa schieramento o lo schieramento che fa risultato?<\/strong><\/p>\n<p>Anche da questo inatteso posizionamento della Cenerentola del nuovo centrodestra, si astrae la deriva postideologica<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-180 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse-300x196.jpg\" alt=\"01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse-300x196.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/01deskf01-lega-piazza-del-popolo-lapresse.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> del nostro sistema politico e, giustappunto, culturale. Rinnovamento della specie, d\u2019accordo. Rinascimento partitico, va bene. Rinvigorimento dei ranghi, perfetto. Prematura scomparsa del classico sistema ideologico, ci siamo. Per\u00f2, non si rischia di esagerare un pochino in nome della credibilit\u00e0 e della coerenza storica e valoriale oppure chissenefrega della teoria, evviva la pratica ed il reazionismo durissimo ai guai d\u2019Italia?<\/p>\n<p>Senza facile moralismo \u2018d\u2019area\u2019, non vi \u00e8 contrasto forte in questa nuova Lega, frettolosamente innalzata a paladina della nuova destra? Un po\u2019 secessionista, un po\u2019 nazionalista, un po\u2019 \u201cRoma Ladrona\u201d, un po\u2019 \u201cRoma generosa\u201d, visti gli ultimi risultati utili, un po\u2019 fuori dal centrodestra, un po\u2019 in lizza per il suo scranno pi\u00f9 alto, un po\u2019 sociale, popolare e nazionale, un po\u2019 intransigente, vecchio stile (in un intervento, Alessandro Morelli &#8211; direttore di Radio Padania &#8211; al Congresso nazionale Lega Nord 2014:\u201d <em>Abbiamo bisogno di una Lega che veda sventolare la bandiera con il Sole delle Alpi e forse un po\u2019 meno tricolori [\u2026] forse vedere dei leghisti che sventolano un tricolore \u00e8 un po\u2019 troppo<\/em>\u201d), un po\u2019 cameratesca, un po\u2019 indipendentista.<\/p>\n<p>Certamente non \u00e8 &#8211; quantomeno del tutto &#8211; colpa degli elettori di destra se, negli ultimi vent\u2019anni, l\u2019area &#8211; dalle idee chiare, dal passato nitido &#8211; si sia fatta trascinare prima nel berlusconismo, quasi dimenticando padri e la strada di casa, poi nel populismo pieno, nonostante tutto da non demonizzarsi per forza o da non constatarsi meramente come maledizione di questi tempi. E viene anche da chiedersi, proprio come ha fatto Francesco Storace: &#8220;se le colpe sono state di Fini, perch\u00e9 senza Fini non ci si riesce ad unire? Senza Fini, siamo pi\u00f9 compatti o meno compatti? Se il &#8220;traditore&#8221; era lui, perch\u00e9 senza il &#8220;traditore&#8221; i &#8220;puri&#8221; non riescono a marciare uniti?&#8221;<\/p>\n<p>Una figura liquida, quella di Salvini, fluida come il panorama politico tutt&#8217;attorno. Ma c&#8217;\u00e8 un manuale vero e proprio, che inquadra non il fenomeno ma il metodo: \u00e8 &#8220;<a href=\"http:\/\/www.sperling.it\/il-metodo-salvini-domenico-ferrara-francesco-del-vigo\/\" target=\"_blank\">Il metodo Salvini<\/a>&#8221; (Sperling &amp; Kupfer, 2015, pp.252, Euro 19,00) di Francesco Maria Del Vigo e Domenico Ferrara, entrambi giornalisti de Il Giornale, con ricca prefazione di Vittorio Feltri. Tentare di capire se la Lega e Salvini siano, a questo punto, neri per caso oppure no. Ne &#8220;Il metodo Salvini&#8221;, il Matteo padano a trecentosessanta gradi,\u00a0dalla radio alla tv passando per le piazze e i social network. Il leader 2.0, che ha unito la crossmedialit\u00e0 ai comizi, Internet alla stretta di mano ed un approfondimento interno sulla virata a destra, sul rapporto con Casapound &#8211; con intervista a Gianluca Iannone &#8211; e con Marine Le Pen.<\/p>\n<p>Quesiti sullo sfondamento a destra che si \u00e8 posto anche Antonio Rapisarda in <a href=\"http:\/\/www.cealiberti.it\/libro\/9788899276119\">All&#8217;armi siam leghisti. Come e perch\u00e9 Matteo Salvini ha conquistato la destra<\/a>\u00a0(Aliberti, 2015, pp. 240, Euro 16,00) con prefazione di Pietrangelo Buttafuoco. Un libro indagine in cui l\u2019autore \u201cricostruisce in maniera puntuale l&#8217;ascesa di Salvini e della nuova Lega\u201d \u2013 come riporta l\u2019Huffington Post \u2013 \u201cAl centro di questa ricostruzione c&#8217;\u00e8 un&#8217;interpretazione di fondo ossia che Salvini e la sua Lega siano oggi la nuova vera destra in Italia, l&#8217;unica competitiva realmente. Esternamente per la vicinanza con il Front National, grande protagonista recentemente in Francia, entrambi alleati contro le burocrazie di Bruxelles, l&#8217;invasione degli immigrati, i grandi colossi bancari, internamente per la capacit\u00e0 di aver saputo trasformare la Lega in un vero partito nazionale, innestandolo senza difficolt\u00e0 in aree del Centro e del Sud e nello stesso tempo saldando alleanze con le diverse realt\u00e0 della destra minoritaria, neo o post fascista, che rimasta orfana e frammentata potrebbe trovare nella nuova Lega un contenitore per esercitare il proprio peso\u201d.<\/p>\n<p>Al momento siamo tutti orfani del buon senso e dei padri, del legame indissolubile con un\u2019identit\u00e0 realmente a destra e sempre pi\u00f9 figli dell\u2019utilitarismo. Le assonanze non bastano, per dire \u201cdestra\u201d ci vuole di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In principio fu il celodurismo e \u201cio un accordo con chi va con i fascisti non lo firmer\u00f2 mai, in questo caso addio\u201d, era il 1994. Poi, con &#8220;loro&#8221;, ci cadde\u00a0dentro. In principio bisognava salvare la Lega dall\u2019estinzione. Il carroccio di un tempo ha mutato volto. Dall\u2019indipendentismo, dal federalismo ad una rivisitazione in chiave nazionalista, e non solo. Meno quartierismo, pi\u00f9 penisolismo. 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