{"id":249,"date":"2015-11-12T09:44:11","date_gmt":"2015-11-12T08:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=249"},"modified":"2015-11-12T09:44:11","modified_gmt":"2015-11-12T08:44:11","slug":"il-genocidio-armeno-centanni-loblio-e-la-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/11\/12\/il-genocidio-armeno-centanni-loblio-e-la-memoria\/","title":{"rendered":"Il genocidio armeno. Cent&#8217;anni, l&#8217;oblio e la memoria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/11\/Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-250 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/11\/Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene-300x214.jpg\" alt=\"Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/11\/Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/11\/Deir-el-Zoor-crocifissione-di-donne-cristiane-armene.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma quanto \u00e8 maturo l\u2019occidente? Qual \u00e8 il criterio per esserne parte? In quale modo l\u2019epurazione dovrebbe garantire l\u2019identit\u00e0, forse conferma solo la paura di perderla?<\/p>\n<p>La lunga tribolazione dei cristiani fuori dalle sicure mura di cinta della Citt\u00e0 del Vaticano \u00e8 infinita e parte da lontan, per approdare ad oggi. Oggi, che la stessa radice spirituale cristiana, in Europa, pare ridotta un freno incredibile al progresso materialista, godereccio e banchereccio del vecchio continente. E su questa oscena farsa obliosa \u00e8 plasmato anche il presente italiano, eccezion fatta per Papa Francesco. Pesa l\u2019ignorante silenzio degli \u2018improvvisati al potere\u2019 quelli per cui cento anni fa pare che nulla sia accaduto, che nessuno sia stato al fronte, che nessuno abbia ucciso nessun\u2019altro, pesa come un buco nero.<\/p>\n<p>Per fortuna, i \u2018minimi\u2019 s\u2019attrezzano per la continuit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2018Il grande male\u2019. La lingua armena pare ingentilire la bestialit\u00e0, arginando l\u2019espressione che designa la strage nei confini della dignit\u00e0 di un popolo che \u00e8 stato spezzato con la forza. Il genocidio armeno non \u00e8 stato solo il loro grande male, lo \u00e8 stato per tutti. Buchi neri che non ti faranno mai capire quanto \u00e8 maturo l\u2019occidente. Una ferita sanguina e se non si prosegue nella memoria, s\u2019infetta.<br \/>\nL\u2019animalesca abitudine del branco, quella della \u2018pulizia etnica\u2019. Cento anni fa il passato, il genocidio degli armeni, con oltre 1.200.000 vittime, quasi tutte cristiane, per mano turca. Cento anni dopo il presente, nel libro di Antonella Monzoni. Non una narrazione romanzata, non un\u2019inchiesta: la potenza delle immagini, diretta. Osserva ci\u00f2 che \u00e8. \u201c<strong>Ferita armena<\/strong>\u201d (Polyorama, pp.176, Euro 32,30) \u00e8 un reportage fotografico nella terra del primo genocidio del XX secolo. Antonella Monzoni c\u2019\u00e8 andata in Armenia, l\u2019ha percorsa. Modenese, big della fotografia nazionale, vincitrice di numerosi premi nazionali ed internazionali \u2013 tra cui nel 2012 il primo premio VIPA, Vienna International Photo Award &#8211; , con il reportage nel genoma. Impressionare gli uomini che fanno gli uomini, nel loro spazio, nel loro tempo.<\/p>\n<p>Cento anni dopo il \u2018grande male\u2019ha raccolto gli scatti di viaggio in un libro. \u201cL\u2019Armenia \u00e8 stata una scoperta per me. Ho sentito da subito il suo tormento, i territori che attraversavo si presentavano aspri, ostinati, rocciosi, un \u201cregno di pietre urlanti\u201d come lo ha definito Osip Mandel\u2019stam. L\u2019Armenia mi ha raccontato le sue ferite, la sua storia, il suo orgoglio. L\u2019ho visitata tutta, camminando, conoscendo persone che amavano condividere con me il proprio vissuto e tutti, anche giovanissimi, parlavano della ferita pi\u00f9 grande del loro popolo, che si chiama Il Grande Male\u201d.<\/p>\n<p>Nessun luogo, nessun collegamento tra il passato ed il presente \u00e8 stato risparmiato all\u2019obiettivo. Nessun immagine \u00e8 stata interdetta al ricordo.Non un volume ma una candela accesa. Un momento di raccoglimento. L\u2019assimilazione culturale del ricordo.<\/p>\n<p>Dal 7 novembre al 2 dicembre 2015, alla QR Photogallery di Bologna, \u201cFerita Armena\u201d in mostra.<\/p>\n<p>Alessandro Aramu, Gian Micalessin e Anna Mazzone, invece, sono gli autori di <strong>Il genocidio Armeno: 100 anni di silenzio<\/strong>\u00bb (Arkadia Editore, 2015 &#8211; Euro 15,00). A distanza di cento anni da quel genocidio parlano da Yerevan gli ultimi sopravvissuti di una tragedia che ancora oggi la Turchia si rifiuta di riconoscere. Oltre alle eccezionali e uniche testimonianze, il libro descrive il terrificante passato facendo i dovuti parallelismi con quanto accade ora in Medio Oriente, in cui il governo di Ankara, ancora oggi, persegue una politica brutale e finanzia movimenti come l&#8217;Isis.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ma quanto \u00e8 maturo l\u2019occidente? Qual \u00e8 il criterio per esserne parte? In quale modo l\u2019epurazione dovrebbe garantire l\u2019identit\u00e0, forse conferma solo la paura di perderla? La lunga tribolazione dei cristiani fuori dalle sicure mura di cinta della Citt\u00e0 del Vaticano \u00e8 infinita e parte da lontan, per approdare ad oggi. Oggi, che la stessa radice spirituale cristiana, in Europa, pare ridotta un freno incredibile al progresso materialista, godereccio e banchereccio del vecchio continente. E su questa oscena farsa obliosa \u00e8 plasmato anche il presente italiano, eccezion fatta per Papa Francesco. 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