{"id":270,"date":"2015-11-17T16:33:37","date_gmt":"2015-11-17T15:33:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=270"},"modified":"2015-11-17T16:33:37","modified_gmt":"2015-11-17T15:33:37","slug":"la-televisione-bombarda-la-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/11\/17\/la-televisione-bombarda-la-nazione\/","title":{"rendered":"La televisione bombarda la nazione"},"content":{"rendered":"<p>Ma sono l\u2019unico ad essersi rotto un po\u2019 le palle?<\/p>\n<p>La Francia bombarda l\u2019Isis. Noi ci bombardiamo d&#8217;angoscia.<\/p>\n<p>Aggiornamenti continui, uno ogni due minuti, ti ricordano che potrebbe arrivarti addosso una pallottola di AK47, che qualcosa potrebbe saltare per aria. Inviati, collegamenti, ricostruzioni, news. Urla, strilli. Poi ancora mappe, titoli, sottotitoli, breaking news. Opinioni, opinioni, opinioni di esperti di tattica militare, di politologi, di scienzoidi. Tempi da riempire. Soluzioni reali, immaginifiche. Mistificazione totale. Bar. Milano, zona Porta Genova. Esci pensando a quando giocavi all\u2019asilo con gli amichetti in pantaloncini, torni con rinnovato terrore addosso: per sbaglio la tv era accesa, non per sbaglio, ogni canale, continuava a ricordare che: un terrorista \u00e8 in fuga, che forse \u00e8 in Italia al confine, che il mondo sta per finire, che Nostradamus l\u2019aveva detto e che Oriana Fallaci l\u2019aveva scritto in lungo, in largo ed anche in 3D.<\/p>\n<p>La litania dell\u2019ipocrisia: prendo un caff\u00e8, <strong>tv accesa, dramma in diretta<\/strong>, vado in palestra, tv accesa, dramma in diretta; quasi quasi mi vado a tagliare i capelli, poi vado a fare un giro nelle fogne: tv accesa, dramma in diretta.<\/p>\n<p><strong>Basta, per favore. Basta davvero. Basterebbe spegnere la tv? Certo che no<\/strong>. Non siamo pi\u00f9 noi ad accogliere l\u2019informazione come completamento del nostro essere vivi ed in societ\u00e0; \u00e8 l\u2019informazione che ci viene a scovare ovunque, ti viene a prendere.<\/p>\n<p>La psicosi. Quella che, comunque, dopo vittime e sparatorie innocenti, ci \u2018pu\u00f2 stare\u2019.<\/p>\n<p>Esplode palazzina a Milazzo, il Gabibbo cambia colore dopo venticinque anni, la casa del Grande Fratello \u00e8 in fiamme. Una cosa accade, poi deve essere comunicata. Qui si rafforza\u00a0il delirio.<\/p>\n<p>Quest\u2019Europa sclericata, senza pi\u00f9 rettitudine morale e valoriale, malata di Alzheimer ed eiaculazione precoce \u2013 vale la pena ricordarlo, sempre &#8211; preconfezionata e prossima alla scadenza, impacchettata nel pensiero unico, nella massificazione del sentimento, anche il pi\u00f9 istintivo, nella tragedia fa &#8216;ridere&#8217; con amarezza. Fa &#8216;ridere&#8217; nervosamente, come un tic prima dell\u2019esame alla prostata. Pare la figlia sciocchina di qualche imprenditore pluricornuto accontenta-amanti.<\/p>\n<p>Allora se da un lato prendere un treno, un treno, in questi giorni, \u00e8 come sentirsi ricercato dall\u2019Fbi o avere scritto in fronte \u201ccoglionella\u201d, tanto ti guardano tutti, tutti guardano tutto e tutti, dall\u2019altro ci\u00f2 che \u00e8 snervante, ci\u00f2 che \u00e8 massacrante, ci\u00f2 che \u00e8 terribilmente brutale \u00e8 come questo disastro di ipocrisia, pallottole, confusione spiritual\/geografica venga comunicato: la cucchiaiata d\u2019ansia ogni cinque minuti. Ora, passi il marketing, passi la competizione da auditel, passi la completezza del servizio ma basta.<\/p>\n<p>Terrorismo al contrario. Si badi bene, non armato, n\u00e9 pericoloso. Senza un sudicio barbone nero minaccioso. Sempre civile e di servizio. S\u00ec, un terrorismo di servizio. Sai che goduria nell\u2019offrire un costante senso di panico, mamma mia.<\/p>\n<p>Intanto noi \u2018siamo\u2019 per ricordarci che esistiamo: siamo Charlie, francesi, ma non russi o italiani che ricordano altri italiani di cento anni fa, o armeni nel centenario del primo grande genocidio europeo; \u2018siamo\u2019 per esprimere quell\u2019appartenenza che ci manca tanto e che con una forzatura incredibile, il pensiero unico c\u2019ha scippato. Va a finire che \u2018siamo\u2019 sempre ci\u00f2 che non siamo, ci\u00f2 che alla fine non ci sarebbe interessato essere. Siamo tante cose a comando, a richiesta, come le fermate del bus. Se ci fosse stata coerenza nell\u2019essere, se avessimo \u2018continuato ad &#8216;essere\u2019\u2026<\/p>\n<p>Mentre noi \u2018siamo\u2019 bandierine francesi su un profilo virtuale, quei disgraziati profeti della devastazione aspettano il momento giusto, nel frattempo veniamo completamente ricoperti da un conato di continuo allarmismo, in piena bulimia isterica di informazione. Neanche a rigor di logica, evidentemente, si capisce che i cittadini europei, italiani compresi, vivono gi\u00e0 in un regime di continua angoscia, dove camminare in citt\u00e0 equivale a sentirsi bersaglio, tanto vale la pena tenerli calmi, grazie al Cielo; ed invece no, neanche questo. Le citt\u00e0 devono aprire, la vita deve proseguire ma con il guinzaglio in diretta non ti puoi mai troppo allontanare dal terrore, mai, neanche mentre fai l\u2019amore, dunque almeno l\u00ec conviene spegnere la tv e questo mi pare anche banale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ma sono l\u2019unico ad essersi rotto un po\u2019 le palle? La Francia bombarda l\u2019Isis. Noi ci bombardiamo d&#8217;angoscia. Aggiornamenti continui, uno ogni due minuti, ti ricordano che potrebbe arrivarti addosso una pallottola di AK47, che qualcosa potrebbe saltare per aria. Inviati, collegamenti, ricostruzioni, news. Urla, strilli. Poi ancora mappe, titoli, sottotitoli, breaking news. Opinioni, opinioni, opinioni di esperti di tattica militare, di politologi, di scienzoidi. Tempi da riempire. Soluzioni reali, immaginifiche. Mistificazione totale. Bar. Milano, zona Porta Genova. 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