{"id":340,"date":"2015-12-13T10:41:18","date_gmt":"2015-12-13T09:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=340"},"modified":"2015-12-13T10:41:18","modified_gmt":"2015-12-13T09:41:18","slug":"gli-uomini-liberi-contro-la-decadenza-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/12\/13\/gli-uomini-liberi-contro-la-decadenza-delleuropa\/","title":{"rendered":"Gli uomini liberi contro la decadenza dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/12\/Jose_Ortega_y_Gasset_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-341 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/12\/Jose_Ortega_y_Gasset_1-300x225.jpg\" alt=\"Jose_Ortega_y_Gasset_1\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/12\/Jose_Ortega_y_Gasset_1-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/12\/Jose_Ortega_y_Gasset_1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dalla Spagna un\u2019iniezione di fiducia nell\u2019individuo ed un antidoto potente alla massificazione e ai vaneggiamenti della modernit\u00e0. Un elisir da diluire nella complessit\u00e0 di un ambiente sociale sempre meno adatto all\u2019uomo che non sa ragionare di s\u00e9, che non sa interpretare la propria vita. Un volto da attore consumato che tradisce ammaliante eleganza. Sguardo profondo e sotto, un sorriso smaliziato, appena accennato. Cos\u00ec immortalato ed immortale. Spagnolo, viene al mondo in una Madrid di fine \u2018800 in piena Restaurazione Borbonica. Figlio del giornalismo, della proprietaria e del direttore di \u201cEl Imparcial\u201d, primo quotidiano spagnolo di larga informazione e di stampo liberale. \u201cNato su una rotativa\u201d, arriver\u00e0 a dire ironicamente di se stesso. Stiamo parlando di Jos\u00e9 Ortega y Gasset. Autore prolifico, la cui produzione si divide tra una lunga sequela di saggi \u2013 da ricordare Meditazioni del Chisciotte (1914), Il tema del nostro tempo (1923) e, su tutti, La ribellione delle masse (1930) \u2013 ed articoli sui periodici. Una laurea in lettere e filosofia ed un ricco percorso di studi che nei primissimi anni del \u2018900 lo conduce in Germania, prima negli atenei di Lipsia e Berlino poi a Marburgo, tappa fondante per la composizione del suo pensiero, fino al raggiungimento di un importante obiettivo quale la cattedra di metafisica all\u2019 Universit\u00e0 \u201cComplutense\u201d di Madrid, nel 1910.<\/p>\n<p><strong>A sessant\u2019anni esatti dalla sua morte occorre tributare la lucidit\u00e0 di un precursore il cui pensiero, in bilico tra il pragmatismo e l\u2019esistenzialismo, \u00e8 difficilmente inscrivibile entro dei termini precisi<\/strong>. La vicinanza con i filosofi neokantiani, poi con Heidegger, l\u2019esilio del \u201936 contribuiscono a dipingere un personaggio complesso ed in continuo divenire, attento interprete di fenomeni politici e sociali che, dal suo tempo ed i suoi scritti, si riverberano fino ad oggi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 scrivere di lui? Perch\u00e9 Ortega y Gasset \u00e8 vivo, oggi pi\u00f9 di ieri. <strong>Perch\u00e9 \u00e8 amico dell\u2019uomo ed allergico alle derive del progresso, senza scadere in un autoreferenziale piagnisteo intellettuale<\/strong>. Perch\u00e9 l\u2019opera di Ortega y Gasset \u00a0contribuisce a far riconoscere \u201c<em>lo sforzo che un\u2019epoca compie nel desiderio di decifrarsi, di vedere in s\u00e9 i segni del proprio destino<\/em>\u201d (Cesare Greppi). Apprezzato per la chiarezza delle sue tesi e della sua comunicazione, il suo pensiero ritrova freschezza ed attualit\u00e0 nelle tesi che legano l\u2019uomo a se stesso ed al sistema sociale, alla teorizzazione di un social-liberismo puro ed onesto, contrapponibile ad uno spirito totalizzante. All\u2019alba della mutazione genetica di un occidente iperdemocratico, come quello odierno, votato all\u2019idolatria del materialismo, ad un\u2019identit\u00e0 collettivistica, al mito del progresso e della tecnologia, le tesi orteghiane possono essere utili per controbilanciare un sistema sociale ed economico che \u00e8 sempre meno a dimensione umana, in cui \u201cdedicarsi la vita\u201d (M.Veneziani) \u00e8 quasi impossibile, in questo caos, in cui precetti morali e chiare identit\u00e0 valoriali vanno costantemente fuori moda. Egli crede in un uomo libero, che accetta e ragiona, costruisce ed elabora il proprio destino \u2013\u00a0 con un richiamo al senso primario dell\u2019<em>Amor Fati<\/em> di Nietzsche -.<\/p>\n<p>La compiutezza ed il ragionamento, la concretezza, l\u2019accettazione e la consapevolezza forgiano l\u2019individuo orteghiano che non pu\u00f2 esimersi dalla realt\u00e0, dalla quotidianit\u00e0 e dalla circostanza intesa come ambiente fisico e sociale, come luogo e tempo, come base che si impone ad ogni uomo fin dalla sua nascita. Ed \u00e8 proprio nel rapporto tra le circostanze e gli individui che si gioca la prima fondamentale partita: \u201c<em>Il senso della\u00a0vita, quindi, non \u00e8 altro che accettare ognuno la propria circostanza e, nell\u2019accettarla, trasformarla in una creazione nostra. L\u2019uomo \u00e8 l\u2019essere condannato a tradurre la necessit\u00e0 in libert\u00e0\u201d<\/em>(J. Ortega y Gasset, Il Tema del nostro tempo<em>). <\/em>Da qui, l\u2019uomo \u201cresponsabile\u201d di Ortega y Gasset che pone un gioco forza ai tempi ed alla sua condizione naturale per imporsi eroicamente e saldamente, che da vita al \u201ccircostanzialismo\u201d orteghiano:<em> \u201cio sono io e la mia circostanza e se non salvo questa non salvo neppure me<\/em>\u201d (Meditazioni del Chisciotte)<\/p>\n<p>Quel forte attaccamento alla propria umanit\u00e0 che determina se stessi e l\u2019ambiente sociale, plasma un<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/9788877104953g.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-59599\" src=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/9788877104953g-169x300.jpg\" alt=\"J.Ortega y Gasset, La ribellione delle masse, SE, 2001\" width=\"169\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>individualismo netto che \u00e8, a sua volta, fattore fondamentale di libert\u00e0, purch\u00e9 non scada negli eccessi \u2013 \u201c<em>\u00c8 stato l\u2019individualismo\u00a0che ha arricchito il mondo e tutti gli uomini del mondo<\/em>.\u201d (La ribellione delle masse) \u2013 \u00a0ma, soprattutto, \u00e8 l\u2019arma pi\u00f9 potente per non essere pedina, schiavo, per non essere massa: \u201c<em>Massa \u00e8 tutto ci\u00f2 che non valuta se stesso \u2013 n\u00e9 in bene n\u00e9 in male \u2013 mediante ragioni speciali, ma che si sente \u201ccome tutto il mondo\u201d, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri<\/em>\u201d (La ribellione delle masse).<\/p>\n<p>Ed ecco che, prorompente, il pensiero del filosofo spagnolo torna d\u2019attualit\u00e0. L\u2019avversione per l\u2019agglomerato indistinguibile che ingloba e nasconde i \u201cmigliori\u201d \u2013 \u201c<em>gli attori sono assorbiti dal coro<\/em>\u201d \u2013 \u00e8 una riflessione irrinunciabile per Ortega y Gasset che arriva a sognare un\u2019Europa consapevole e forte, costruita non casualmente e soprattutto non dall\u2019uomo-massa, inteso come uomo medio, che arriva a definire con cocente disprezzo: \u201c<em>[\u2026] una forma di omogeneit\u00e0 [\u2026] dovunque ha fatto la sua comparsa l\u2019uomo-massa, un tipo d\u2019uomo fatto in fretta e furia, costruito su nient\u2019altro che su poche e povere astrazioni, che perci\u00f2 stesso \u00e8 identico da un capo all\u2019altro dell\u2019Europa. A lui si deve il triste spettacolo di asfissiante monotonia che va producendo in tutto il continente. Quest\u2019uomo-massa \u00e8 l\u2019uomo previamente svuotato della propria storia, senza viscere di passato, e dunque docile a tutte le discipline chiamate \u201cinternazionali\u201d. Pi\u00f9 che un uomo \u00e8 soltanto un guscio d\u2019uomo, costituito da meri idola fori; manca di un dentro, di un\u2019intimit\u00e0 sua, inesorabile e inalienabile, di un io che non si pu\u00f2 revocare [\u2026] ha soltanto appetiti, crede di avere solo dei diritti e non crede di avere obblighi; \u00e8 l\u2019uomo privo della nobilt\u00e0 che obbliga, snob\u201d<\/em> (La ribellione delle masse).<\/p>\n<p>Quell\u2019uomo-massa che si arroga il diritto di sovrastare e condurre rivoluzioni frettolose, senza essere dotato di adeguate basi culturali e sociali per poterlo fare. Viene da s\u00e9 il contatto con la novella di Verga, \u201cLibert\u00e0\u201d. Uomo-massa che \u00e8 parte integrante della visione critica del filosofo alle nuove modalit\u00e0 politiche europee e spagnole che andavano insediandosi nei primi anni del \u2018900, le stesse che trovano compimento, in parte, odiernamente. Ortega y Gasset, ne \u201cLa ribellione delle masse\u201d scrive: \u201c<em>Il politicismo integrale, l\u2019assorbimento di tutte le cose e di tutto l\u2019uomo da parte della politica fa tutt\u2019uno con il fenomeno della ribellione delle masse [\u2026] La massa ribelle ha perduto ogni capacit\u00e0 di religione e di conoscenza. Non pu\u00f2 contenere altro che politica, una politica esorbitante, frenetica, fuori di s\u00e9, dal momento che pretende di soppiantare la conoscenza, la religione, la sagesse \u2013 insomma, le uniche cose che per la loro sostanza sono atte a occupare il centro della mente umana. La politica svuota l\u2019uomo di solitudine e di intimit\u00e0, e per questo motivo la predicazione del politicismo integrale \u00e8 una delle tecniche che si usa per socializzare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nella visione dell\u2019individuo e della societ\u00e0, nella critica all\u2019iperdemocrazia,<\/strong> di quell\u2019 emancipazione senza assunzione di responsabilit\u00e0 e al \u201cpoliticismo integrale\u201d risiede forse la maggiore attualit\u00e0 della visione di Ortega y Gasset.<\/p>\n<p>Solo un uomo determinato e capace di determinarsi realmente pu\u00f2 costruire il futuro ed assistere ad un progresso stabile ed a lui adatto. Per questo pare inutile, secondo le riflessioni del filosofo spagnolo, aggirare questo processo, proiettandosi in realt\u00e0 parallele e virtuali effimere che non contribuiscono a generare un\u2019identit\u00e0 chiara, affidandosi ad esempio alla virtualit\u00e0, alienandosi poich\u00e9 incapaci di \u201c<em>accettare ognuno la propria circostanza e, nell\u2019accettarla, trasformarla in una creazione nostra\u201d<\/em>\u00a0 \u2013 \u201c<em>l\u2019uomo \u00e8 un animale fantastico, del tutto diverso da ogni altro, poich\u00e9 \u00e8 il solo a non potersi mai definitivamente adattare al mondo circostante; in virt\u00f9 del suo potere immaginativo, l\u2019uomo duplica la realt\u00e0, creando un mondo interno e suo. Certo, l\u2019uomo \u00e8 anche un animale \u201ctecnologico\u201d, che si serve delle innovazioni tecnologiche per piegare la circostanza, aggredendo il mondo, ma si tratta di vittorie fragili e di breve durata, che in definitiva vedono l\u2019uomo sempre come perdente<\/em><em>\u201d <\/em>(G. Baldin \u2013 D.Fusaro)<em> &#8211;<\/em><\/p>\n<p><strong>Il trionfo del vitalismo e del raziovitalismo, dell\u2019energia vitale che si fonde alla ragione per costruire il destino<\/strong>, sul meccanicismo e della visione della vita come sport, visto come sforzo puro, \u201cantieconomico\u201d, \u2013 \u201c<em>La cultura non \u00e8 figlia del lavoro ma dello\u00a0sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell\u2019affermare che la forma superiore dell\u2019esistenza umana \u00e8 proprio lo sport [\u2026]Al lavoro si contrappone un altro tipo di sforzo che non nasce da un\u2019imposizione, ma da un impulso veramente libero e generoso della potenza vitale: lo sport [\u2026] Si tratta di uno sforzo lussuoso, che si d\u00e0 a mani piene senza speranza di ricompensa, come il traboccare di un\u2019intima energia. Perci\u00f2 la qualit\u00e0 dello sforzo sportivo \u00e8 sempre egregia, squisita [\u2026] Lo sport \u00e8 sforzo fatto liberamente, per pura soddisfazione in s\u00e9, mentre il lavoro \u00e8 uno sforzo a cui si \u00e8 costretti in vista del suo rendimento<\/em><em>\u201d<\/em> (J. Ortega y Gasset) \u2013 , sull\u2019utilitarismo ed il materialismo completano i punti di contatto con la realt\u00e0 odierna del pensiero orteghiano in costante lotta contro la massificazione e la massa, \u2013 \u201c<em>Ortega prende in esame la crisi culturale e spirituale che travaglia l\u2019Europa a lui contemporanea, ravvisandone l\u2019origine nell\u2019 \u201cavvento delle masse al pieno potere sociale\u201d. Ci\u00f2 \u00e8 il segno del venir meno della funzione della cultura, minacciata dalla massificazione dei valori e dei comportamenti: \u201cla massa travolge tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso, singolare, individuale, qualificato e selezionato. Chi non sia \u2018come tutto il mondo\u2019, chi non pensi come \u2018tutto il mondo\u2019 corre il rischio di essere eliminato\u201d. L\u2019uomo-massa, non identificabile con una particolare classe sociale, \u00e8 l\u2019uomo medio, senza qualit\u00e0, soddisfatto di essere quel che \u00e8, non intenzionato a migliorare perch\u00e9 si considera gi\u00e0 perfetto. La sua \u2018cultura\u2019 \u00e8 fatta di \u201cluoghi comuni, di pregiudizi, di parvenze di idee, o semplicemente di vocaboli vacui che il caso ha ammucchiato nella sua coscienza\u201d. Insomma, essa non \u00e8 che barbarie: l\u2019unico desiderio che ha l\u2019uomo-massa \u00e8 di soppiantare gli uomini a lui superiori; ed \u00e8 cos\u00ec che, appunto, nasce la ribellione delle masse [\u2026]\u201d\u00a0 <\/em>(G. Baldin \u2013 D.Fusaro)<em>&#8211; <\/em>per l\u2019affermazione di un social-liberismo autentico che da un lato persegua l\u2019emancipazione vera dell\u2019individuo e dall\u2019altro abbandoni la statolatria, ponendo al contempo, limiti al perseguimento di un egualitarismo eccessivo.<\/p>\n<p>Per l\u2019accrescimento della propria coscienza storica, affinch\u00e9 la memoria del proprio passato insegni all\u2019uomo, continuo mutamento nel progredire, a qualificare anche il suo presente, per raggiungere la felicit\u00e0 servendosi di una pace interiore e spirituale che allontani gli eccessi della materialit\u00e0 e \u201cbilanci un\u2019epoca di crisi, di trasformazione e rifiuto delle idee e delle norme tradizionali\u201d che possa servire ad abbandonarsi a Dio come via per la salvezza, per stemperare l\u2019incertezza del futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dalla Spagna un\u2019iniezione di fiducia nell\u2019individuo ed un antidoto potente alla massificazione e ai vaneggiamenti della modernit\u00e0. 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