{"id":358,"date":"2016-01-03T18:21:31","date_gmt":"2016-01-03T17:21:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=358"},"modified":"2016-01-03T18:29:52","modified_gmt":"2016-01-03T17:29:52","slug":"elogio-della-risata-a-cuor-leggero-in-questi-tempi-disgraziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/01\/03\/elogio-della-risata-a-cuor-leggero-in-questi-tempi-disgraziati\/","title":{"rendered":"Elogio della risata a cuor leggero (in questi tempi disgraziati)"},"content":{"rendered":"<p>In questi tempi snaturanti ed invasivi, pi\u00f9 nulla \u00e8 da dare per scontato. Tutti fermi al loro posto, a svolgere un\u00a0compitino, badando a non oltrepassare gli steccati della decenza, ad essere soldatini della \u201ccorrettezza\u201d.<\/p>\n<p>Zalone non fa filosofia, Zalone non \u00e8 un museo aperto che fa grandi numeri, non \u00e8 la ripresa economica, Zalone non \u00e8 un\u2019opera del Mantegna, n\u00e9 il nuovo Masaniello: Zalone \u00e8 una valvola di sfogo, fa ridere e questo, adesso, non \u00e8 poco.<\/p>\n<p>Beato chi riesce ancora a prendersi per il culo, a farsi una risata di cuore, riflettendo. Sedersi su una comoda poltrona e tornare alla piacevole leggerezza dell\u2019essere, d&#8217;altronde &#8220;Il riso \u00e8 il profumo della vita in un popolo civile&#8221;, parola di Aldo Palazzeschi, mica mia. Ecco, probabilmente, la vera vittoria di Checco Zalone. Troppo calvo per essere un intellettuale, troppo arguto per essere un imbecille. Cos\u00ec, Dio benedica la risata \u2013 per carit\u00e0, visti i tempi, prima che mi accusino di razzismo intergalattico, va bene anche qualsiasi divinit\u00e0 o essere superiore (per i pi\u00f9 materialisti va bene anche un bonsai) -. Forse in questo mare magnum di ragionamenti sopra le cose, di dottori nel tempio o di complottari, a muovere i piccoli uomini \u00e8 solo la magnetica semplicit\u00e0 che scardina i sistemi complessi, come un attraente desiderio inconscio, come uno stato di necessit\u00e0 primordiale, chiss\u00e0. Sta di fatto che, tornando con i piedi sotto la scrivania, forse c\u2019\u00e8 solo bisogno di ridere, in questa tristissima Italia, landa disperata, e noi, in questo, siamo maestri. Il finto pirla\/tanto italiano di Checco Zalone o il Sordi di Un borghese piccolo piccolo, il Tot\u00f2 che si infila gli spaghetti nelle tasche o il Carlo Verdone di Mimmo, di Furio e di Ivano; chiunque ci abbia fatto dimenticare il tempo trascorso ad essere italiani proprio mentre ci ricordava cosa significhi esserlo, ha vinto. Ha vinto al botteghino, ha vinto nel cuore e nel colore, ha vinto sul tempo; ha generato tradizione ben pi\u00f9 di ogni sermone, ahim\u00e8, ha fatto epoca e generazione. Tant\u2019\u00e8 che ti ritrovi a cercare, in una delle possibili italie delle virt\u00f9 che furono, proprio Verdone o Sordi sul canale la sera di Natale pi\u00f9 che sprazzi di morale (passata) o un senso culturale, a questo Paese.<\/p>\n<p>Zalone, come i suoi predecessori, trionfa nell\u2019anima del popolo pi\u00f9 duro che c\u2019\u00e8, tragicomico eppure autoironico, permaloso e vendicativo. Pi\u00f9 di una laicissima formula d\u2019esorcismo ideologico, pi\u00f9 di un pippone moralistico, ben pi\u00f9 di ogni teoria di filosofia politica e di ogni rendez-vous tra intellettuali. Se poi in due ore scarse c\u2019\u00e8 anche il coraggio di affrontare i cavilli, i vizi ed i guai di questa terra, anzich\u00e9 di infilarci in mezzo culi, tette, battute tristissime, pessime capacit\u00e0 recitative \u00a0ed una storia demenziale di tradimenti e denari facili, allora tanto di cappello. Pi\u00f9 Zalone, meno Cinepanettone: quella \u00e8 l\u2019Italia che ride, l\u2019altra l\u2019Italia che raglia.<\/p>\n<p>In definitiva, Checco inietta positivit\u00e0 e serenit\u00e0 a questo corpo morto, frigido, insensibile; nell\u2019epoca del trasformismo e dell\u2019opportunismo da un nome alle cose, nell\u2019epoca del dinamismo va a scovare le zavorre e le evidenzia, nell\u2019epoca della seriet\u00e0 schizofrenica, in cui ogni benedetta cosa pare costituire un problema, rompere il protocollo, dare fastidio, in cui ogni approfondimento spirituale, o che non sia materiale, pare una disgrazia, lui fa ridere. Serenamente, semplicemente. Lungi dai Bergman, per dirla alla Veneziani, figuriamoci da Machiavelli o, che so, dai Tommaso Campanella.<\/p>\n<p>Ho voglia di ridere, magari asciugandomi un paio di lacrimucce salatissime, ma ho voglia di farlo..<\/p>\n<p>Forse anche gli italiani ne hanno voglia\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In questi tempi snaturanti ed invasivi, pi\u00f9 nulla \u00e8 da dare per scontato. Tutti fermi al loro posto, a svolgere un\u00a0compitino, badando a non oltrepassare gli steccati della decenza, ad essere soldatini della \u201ccorrettezza\u201d. Zalone non fa filosofia, Zalone non \u00e8 un museo aperto che fa grandi numeri, non \u00e8 la ripresa economica, Zalone non \u00e8 un\u2019opera del Mantegna, n\u00e9 il nuovo Masaniello: Zalone \u00e8 una valvola di sfogo, fa ridere e questo, adesso, non \u00e8 poco. Beato chi riesce ancora a prendersi per il culo, a farsi una risata di cuore, riflettendo. 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