{"id":379,"date":"2016-01-10T12:19:06","date_gmt":"2016-01-10T11:19:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=379"},"modified":"2016-01-11T15:07:57","modified_gmt":"2016-01-11T14:07:57","slug":"de-carolis-il-campione-del-mondo-gentiluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/01\/10\/de-carolis-il-campione-del-mondo-gentiluomo\/","title":{"rendered":"De Carolis, il campione (del mondo) gentiluomo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/01\/12439269_540856109417277_5531169480727757457_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-381 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/01\/12439269_540856109417277_5531169480727757457_n-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/01\/12439269_540856109417277_5531169480727757457_n-300x186.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/01\/12439269_540856109417277_5531169480727757457_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nello sport il concetto di semplicit\u00e0 \u00e8 quasi contraddittorio. Nulla \u00e8 semplice, tutto lo sembra. Da fuori, quando assisti allo sforzo supremo, ai muscoli che si comprimono come nessun&#8217; altra macchina figlia della tecnica, alle smorfie sul volto, tutto sembra facile. Da fuori, sul divano. Ma la realt\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;altra, e questa non \u00e8 una novit\u00e0. Da fuori, sul divano, vincere un titolo del mondo di pugilato, mettersi la cintura in vita, lontano da casa, in Germania, dopo averne perso ingiustamente uno contro un giovane e determinatissimo Vincent Feigenbutz, con un pubblico ostico e schizofrenico, pare facile. E lo \u00e8, per un campione. Ma la realt\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;altra. Vincere un mondiale pu\u00f2 essere semplice, molto meno non perdere la testa, non montarsela solo un attimo, non schiaffarsi una tigre dentata d\u2019inchiostro sul pettorale a tutti i costi, non gloriarsi di un passato malandrino. Questo non \u00e8 affatto semplice; crescere due figli, rinnovare lo stesso amore ad una musa, ad una compagna condottiera, agguerrita, sempre la stessa, credere in un progetto, aprire una palestra e battezzarla al motto di <em>Credendo Vides, <\/em>per dare continuit\u00e0, per trasmettere l&#8217;essenza spirituale, ancor prima che fisica,\u00a0del pugilato, per essere testimone.<\/p>\n<p>Esserci sempre, essere sempre lo stesso, umile, timido, mantenersi puro, non sentire il distacco, non dare lo stacco, mai. Gentile. Non ostentare. Ore sul ring appresso al sogno di un ragazzo qualunque che si infila i guanti da sacco per cominciare, che non te lo dice, ma vuole diventare come te, appresso ad una vita normale, anche a chi, con i precetti e i movimenti della sacra e nobile arte, vuole buttare via il rotolone natalizio e basta, indegnamente; poi di corsa in palestra a sessanta chilometri, ad allenarti che il match dei match si avvicina. Ecco, tutto questo, ogni maledetto giorno, ripresa dopo ripresa gi\u00f9 in provincia, a Monterosi, nel viterbese, questo \u00e8 incredibilmente difficile.<\/p>\n<p>Giovanni De Carolis lo troverai sempre l\u00ec, ad amare la boxe, ad amare la vita e sua moglie Veronica, una tipa coraggiosa, marmorea e sempre sorridente. Lo troverai lontano dai bagordi del pugile che si crede un dio, nella sua alcova; un&#8217;azienda a conduzione familiare pi\u00f9 che un tempio dell\u2019estetica, la loro, uno spicchio di italianit\u00e0 rimasto intatto e protetto dal tumulto, dal rincoglionimento progressivo che ammorba questi tempi, in cui anche la cosa pi\u00f9 semplice pare dover essere stravolta e resa complessa, per forza. L\u00ec si fa la boxe, quella vera, e non si fabbrica rabbia, ma stile e tecnica.<\/p>\n<p>La ditta De Carolis\/Iovino accoglie i ragazzi in palestra mai come clienti. Studenti, amici. La ditta De Carolis\/Iovino, ieri sera, ha portato a casa la cinta di Campione del Mondo Wba dei supermedi. Tutto cambia perch\u00e8 nulla cambi. La dentro, Giovanni \u00e8 il re, re dei suoi ragazzi. Volutamente distante da quel bagno di dollari in cui vedrai crogiolarsi un altro tipetto non male del pugilato mondiale, Floyd Mayweather Junior, dai diamanti grandi come la dignit\u00e0 di un imbroglione che ha dimenticato padri e insegnamenti, radici e spontaneit\u00e0. Giovanni De Carolis non lo senti al centro delle cronache, ma solo in quello del ring a deformare il paradenti dallo sforzo. Diplomato, una carriera universitaria iniziata, fa la boxe perch\u00e9 \u201cgli piace\u201d.<\/p>\n<p>Una vita normale, oggi, \u00e8 un esempio, \u00e8 il ritorno ad una condizione umana accettabile, prossima, riconoscibile. Perch\u00e9, forse, la vera avanguardia risiede nel ritorno alle origini capaci di sciogliere la complessit\u00e0. Ma \u00e8 anche emblema dello sport nazionale, dell\u2019umilt\u00e0 e del sacrificio che paga, riferimento per tanti ragazzi, un gancio in bocca all\u2019annichilimento, alla banalit\u00e0, alla frigidit\u00e0 degli stereotipi, soprattutto sportivi. Ecco, la testimonianza concreta che si frappone ad un mondo che corre senza fiato ed in lacrime verso la convenienza, verso il denaro, verso la materialit\u00e0. Allora rimbombano dentro le parole di Ortega y Gasset: \u201c<em>La forma superiore dell\u2019esistenza umana \u00e8 proprio lo sport [\u2026]al lavoro si contrappone un altro tipo di sforzo che non nasce da un&#8217;imposizione, ma da un impulso veramente libero e generoso della potenza vitale: lo sport [&#8230;] Si tratta di uno sforzo lussuoso, che si d\u00e0 a mani piene senza speranza di ricompensa, come il traboccare di un&#8217;intima energia. Perci\u00f2 la qualit\u00e0 dello sforzo sportivo \u00e8 sempre egregia, squisita<\/em>\u201d. Pensando alle immagini di ieri sera.<\/p>\n<p>De Carolis il gentiluomo del ring, come lo ha definito Repubblica, non lo cambia nulla. Essere un campione, talvolta, \u00e8 facile. Mantenersi un gentiluomo, oggigiorno, integro, puro, soprattutto quando sei sul tetto del mondo, per Ko prima del limite, tra le urla di gioia di Alessandro Duran, \u00e8 il vero match, \u00e8 una vittoria di pochi.<\/p>\n<p>Poi viene la cronaca dell\u2019incontro\u2026<\/p>\n<p>Giovanni ha vinto e con lui, ha vinto l\u2019Italia e la dignit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nello sport il concetto di semplicit\u00e0 \u00e8 quasi contraddittorio. Nulla \u00e8 semplice, tutto lo sembra. Da fuori, quando assisti allo sforzo supremo, ai muscoli che si comprimono come nessun&#8217; altra macchina figlia della tecnica, alle smorfie sul volto, tutto sembra facile. Da fuori, sul divano. Ma la realt\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;altra, e questa non \u00e8 una novit\u00e0. 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