{"id":432,"date":"2016-02-08T15:44:55","date_gmt":"2016-02-08T14:44:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=432"},"modified":"2016-02-08T15:51:28","modified_gmt":"2016-02-08T14:51:28","slug":"il-pd-come-le-sorprese-dellovetto-kinder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/02\/08\/il-pd-come-le-sorprese-dellovetto-kinder\/","title":{"rendered":"Il PD come le sorprese dell\u2019ovetto Kinder"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/02\/renzi-ovetto-kinder1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-436 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/02\/renzi-ovetto-kinder1.jpg\" alt=\"renzi-ovetto-kinder\" width=\"183\" height=\"239\" \/><\/a>In ogni confezione di democrazia, un Pd a sorpresa, dipinto a mano, sempre diverso. Intorno ai postcomunisti moderni, vi \u00e8 una mistica linguistica. Una storia politica in prosa, romanzata di chi, volendo o non volendo, per caso o per davvero, capace o meno, si trova sempre al posto di comando. PD, storia di (im)<strong>Possibili Declinazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>In principio fu il <strong>Partito Develtronico<\/strong>. Trauma e smarrimento quando Valter Veltroni, romanissimo duce, magno Caronte, fondatore del partito, si dimise. Primo segretario, con la fiducia delle primarie dell\u2019Ottobre 2007 in cui ottenne il 75,8 per cento dei voti, lasci\u00f2 al suo destino il PD appena nato, o meglio, lo lasci\u00f2 nelle mani di Dario Franceschini: per la prima volta nella storia, un partito legato alla sinistra italiana, comunque al PCI, si trovava guidato da un politico di formazione democristiana; la metamorfosi: il <strong>Partito Decomunistizzatico<\/strong>, passaggio che, sordidamente, accompagner\u00e0 sempre pi\u00f9 i piddini, fino ad oggi, fieramente.<\/p>\n<p>Il <strong>Partito Decromatico<\/strong> \u2013 scolorito, ingrigito, quasi a rischio d\u2019estinzione. Una fase maschia, animalesca nel ritorno al primordiale. Terminava l\u2019epoca del cinghiale bianco e montava quella dei giaguari da smacchiare. Franceschini fa il tonfo alle Europee del 2009, fallendo nell\u2019opera di traghettatore, facendogli prendere il 7% in meno circa rispetto all\u2019ultimo voto utile (siglato Veltroni segretario, quello delle Politiche 2008). Morto un Papa se ne fa subito un altro. Spinto da Massimo D\u2019Alema, bolscevico agitatore delle correnti interne, ecco spuntare Pier Luigi Bersani, l\u2019Omino Bianco dei Premier, lo smacchiatore di Giaguari. Con lui il partito recupera un po\u2019 di brio ideologico e forse anche un po\u2019 di colorito. E poi, di anno in anno, \u00a0<strong>Partito Democristianico<\/strong>, con l\u2019apertura della trattoria tipica \u201cDa Verdini al Nazareno\u201d, a Roma, un posto dove se magna bbene, il <strong>Partito Deromanico<\/strong>, con la cacciata di Marino dal Tempio, il <strong>Partito Deminoranza<\/strong>, vassalli, valvassori e valvassini, mal di pancia intestini, D\u2019Alema, Peppone Fioroni, Cuperlo, meno coraggio, pi\u00f9 Speranza, che tante volte ha dato il via al <strong>Partito Dimissionatico<\/strong>, pi\u00f9 di sinistra, meno di sinistra, pi\u00f9 Civati, meno Fassina, pi\u00f9 Togliatti e pi\u00f9 antifascismo residuale, obbligatorio e anacronistico, per la nuova rigurgitante fase: il <strong>Partito Defascistizzatico<\/strong>, che s\u2019accende ad intermittenza come le lucette di Natale per fare i dispettucci alla storia e agli avversari: vi nasconderemo i ninnoli e i gadget, Emanuele Fiano docet. Come non citare il <strong>Partito Dell\u2019altri<\/strong>, sempre (e solo) attento alle esigenze di rispetto altrui, di tolleranza e di integrazione. Multiculturale, urna elettorale, scopo commerciale. Come non ricordare la variante per un giorno: il <strong>Partito Denascosto<\/strong>, Rohani felice, le statue coperte.<\/p>\n<p>Su tutti, per\u00f2, il <strong>Partito Derenzianico<\/strong>: nel senso latino del moto da luogo: tutto viene da lui, lui pu\u00f2 tutto, lui \u00e8 tutto. Onnivoro, scioglilinguistico, sempre figo e cool, sempre giovane, mistico riformistico, poliglotta (de de de de, shish shish, suonavano la marcia in battaglia) fa stare sereni. La democrazia la decide lui. Ha sbaragliato chiunque: l\u2019Epifani(a) \u00e8 durata pochissimo, solo qualche mese, ha messo a letto Letta e chi gli voleva fare le scarpe, anche chi voleva allungargli i pantaloni sempre troppo corti o chi, magari, voleva fargli dimettere l\u2019esecutivo. \u00c8 lui l\u2019uomo nuovo del <strong>Partito Domani<\/strong>, quello che proprio ieri ha aggiunto una nuova fantastica interpretazione al suo divenire: il <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Partito Democlatico<\/strong><\/span>, alto esempio di accoglienza del pidd\u00ec di Renzi che ha deciso di ospitare in Sala tanti cinesi. L\u2019operazione delle <strong>Primarie Delocalizzate<\/strong> \u00e8 stata un successo, il <strong>Paziente Democratico<\/strong> \u00e8 uscito dalla Sala (operatoria) perfettamente. Festa grande a Chinatown e una promessa elettorale: via la foto di Mattarella dagli uffici pubblici, su quella di Mao Tse Tung.<\/p>\n<p>Storie d&#8217;Italia, storia del <strong>Partito Delle prese per il c&#8230;o<\/strong><\/p>\n<p><strong>PD, Per Dare Possibili Declinazioni.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In ogni confezione di democrazia, un Pd a sorpresa, dipinto a mano, sempre diverso. Intorno ai postcomunisti moderni, vi \u00e8 una mistica linguistica. Una storia politica in prosa, romanzata di chi, volendo o non volendo, per caso o per davvero, capace o meno, si trova sempre al posto di comando. PD, storia di (im)Possibili Declinazioni. In principio fu il Partito Develtronico. Trauma e smarrimento quando Valter Veltroni, romanissimo duce, magno Caronte, fondatore del partito, si dimise. 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