{"id":439,"date":"2016-02-23T14:07:01","date_gmt":"2016-02-23T13:07:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=439"},"modified":"2016-02-23T16:52:48","modified_gmt":"2016-02-23T15:52:48","slug":"la-destra-e-un-apostrofo-rosa-tra-le-parole-non-ci-si-capisce-piu-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/02\/23\/la-destra-e-un-apostrofo-rosa-tra-le-parole-non-ci-si-capisce-piu-niente\/","title":{"rendered":"Destra ormai \u00e8 solo sinonimo di confusione"},"content":{"rendered":"<p>La destra cos\u2019ha? Dove sta? Come si svolge e dove? Una riesumazione, una danza, una penitenza? Uno status symbol, un modo per dire tutto e non dire niente? Una forzatura, una direzione o una visione individuale, una chiave d\u2019interpretazione possibile della modernit\u00e0? E ancora, un intimo dialogo, una speranza, un augurio o uno scassamodernit\u00e0? Una delusione, un\u2019invenzione?<\/p>\n<p>Forse, \u00e8 un modo di dire. Stare a destra. Fra quarant\u2019anni, ormai canuti, ingobbiti e scontrosissimi, lo diremo ai nostri nipoti per dire \u201cVolevi fare tutto e non ha combinato niente, citrullo!\u201d, oppure posto dalla storia a designare una persona buona di cuore con uno spiccato senso degli affari, un mix letale che non la porter\u00e0 a non combinare un tubo nella vita. Perch\u00e9 la destra io ce la vedo su un dizionario, sinonimo di qualcosa. Stare a destra? Cosa significa, all\u2019indomani dell\u2019ennesimo testa e testa che anticipa le elezioni romane. Cosa significa per un missino, per un postfascista? Per un conservatore o per un moderato?<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 la destra? Un amore finito, un amore infinito, un libro su Beppe Niccolai, la piazza del popolo piena di Almirante, lo scioglimento di Alleanza Nazionale o Guido Bertolaso che parla di Rom e di Giachetti? Un veto, un voto? Distanze che si allargano e poi si ricolmano, con poco.<\/p>\n<p>Forse la destra \u00e8 un ripetersi di cognomi, o forse \u00e8 nausea, una nausea profonda, per single. Una stantia sensazione di nausea che ti pianta sul divano, da solo e ti fa stare malissimo. Ti fa incazzare stando fermo e ti costringe a pensare. A ricordare e a soffrire, sempre solo. Inutile chiamare l\u2019amico di sempre, quello di destra come te: sarebbe solo farsi del male, ancor pi\u00f9, ricordando i tempi che furono, quando destra qualcosa significava, dalla T di tradizione alla C di comunit\u00e0. Nausea in<em>fini<\/em>ta.<\/p>\n<p>E a destra, oggi, che si sta a fare? Ci si sta per ricordare, per rinnovare, per votare? Per ricominciare, per mantenere, per pulirsi la coscienza, per scaricarsi la responsabilit\u00e0 sociale? Per non passare dalla primarie, per non decidere niente, per militare a targhe alterne &#8211; quando lo dice \u201clui\u201d e sicuramente prima delle elezioni -, per truppacammellizzarsi pi\u00f9 di prima e portare l\u2019acqua con gli orecchi ed ormai con tutto il corpo, all\u2019ora x e nel luogo prestabilito?<\/p>\n<p>E destra cosa rappresenta oggi? La connessione col territorio, la politica strillata dell\u2019occasione, twittare e ritwittare, da condividere e ricondividere all\u2019infinito, anche detta takeaway \u2013 scegli la polemica e gustala dove vuoi -? Il culto del capo o il capo del culto? Comunit\u00e0 di uomini ed idee o comunit\u00e0 di recupero? Posti a sedere in prima fila o sedere, sempre, per terra? Nomi da togliere nel simbolo (Alfano il mistificatore docet).<\/p>\n<p>Chi \u00e8 destra? L\u2019assicuratore di Busto Arsizio che ogni anno fa la tessera e va ai banchetti quando piove, la domenica mattina, sotto quei portici in cui passeranno quattordici persone, contate, in una giornata, o quelli della generazione Atreju, quelli della generazione Msi, quelli della generazione anni di piombo? Forse quelli della generazione Almirante? Quella generazione, quelli della sezione, ma quando toccher\u00e0 a quelli di questa generazione, sempre troppo giovani per cominciare, sempre troppo vecchi per essere giovani?<\/p>\n<p>Di chi \u00e8 la destra? Dei forzuti, dei coerenti o degli scaldatori di minestre? Dei Verdini democristi,\u00a0dei Berlusconi che non mangiano pi\u00f9 la carne, degli Storace alla carica, delle Meloni col caschetto della Protezione Civile, dei Marchini bellocci, dei Bertolaso deliranti, dei Salvini ruspanti o dei Le Pen dipendenti? Di chi \u00e8 la destra? Dei camerati, dei carenati, dei pirati, dei carcerati, dei moderati, dei diseredati o degli innamorati?<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 destra? Un compito per casa, uno scarico di responsabilit\u00e0, un annuncio? Un modus operandi, per andare necessariamente \u201ccontro\u201d?<\/p>\n<p>Una volta un tizio, con una vistosa cicatrice degli anni \u201970, mi disse che destra significa amico. Per ora sembra solo un apostrofo rosa tra le parole &#8220;non capisco&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La destra cos\u2019ha? Dove sta? Come si svolge e dove? Una riesumazione, una danza, una penitenza? Uno status symbol, un modo per dire tutto e non dire niente? Una forzatura, una direzione o una visione individuale, una chiave d\u2019interpretazione possibile della modernit\u00e0? E ancora, un intimo dialogo, una speranza, un augurio o uno scassamodernit\u00e0? Una delusione, un\u2019invenzione? Forse, \u00e8 un modo di dire. Stare a destra. 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