{"id":517,"date":"2016-04-25T08:58:40","date_gmt":"2016-04-25T06:58:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=517"},"modified":"2016-04-25T08:58:40","modified_gmt":"2016-04-25T06:58:40","slug":"25-aprile-basta-con-lidea-di-elevare-a-nazione-una-festa-di-partito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/04\/25\/25-aprile-basta-con-lidea-di-elevare-a-nazione-una-festa-di-partito\/","title":{"rendered":"25 aprile: basta con l&#8217;idea di elevare a Nazione una festa di partito"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di elevare a Nazione una festa di partito.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 figlia di pochi pregi e tanti errori, \u00e8 impossibile chiamare democrazia ci\u00f2 che scrivono solo i vincitori.<\/p>\n<p><strong>Fiano e Boldrini: ecco la nuova Resistenza?<\/strong><\/p>\n<p>Nella parolina magica, antifascismo, ormai, c\u2019\u00e8 un mondo. Un po\u2019 come dire oggi democristiano. Antifascismo \u00e8 un credo, una mezzo e una missione. Un accessorio vintage, una scusa per tutto\u00a0e un\u2019offerta promozionale: passa ad antifascismo ed avrai elevazione sociale, culturale, 4 gb al mese, 400 sms e 400 minuti di chiamate. Del fascista \u2013 sempre da intendersi come prolungamento naturale di antifascismo, quindi con assoluto disprezzo \u2013 oggi ci si da tutti, random. Un modo gretto ed assolutamente superficiale per indicare il male, momentaneo e di qualsiasi forma. Per decentrosocializzare e rendere alla portata di tutti un evento che con il presente non ha pi\u00f9 nulla a che fare. Chi sono i nuovo paladini della Resistenza, in una societ\u00e0 perennemente a base di antifascismo? I centri sociali, Emanuele Fiano, l\u2019uomo che vuole rendere illegale l\u2019anellino con la croce celtica e maledire a vita il suo portatore o Laura Boldrini, la distruttrice di obelischi, l\u2019apriporte alla Camera dei nonnetti con il fazzolettino al collo e la gita pagata \u2013 quelli che almeno mezzo mitra in mano l\u2019hanno tenuto? &#8211;<\/p>\n<p><strong>Societ\u00e0 liquida. <\/strong><\/p>\n<p>In una societ\u00e0 liquida in cui il polo d\u2019attrazione \u00e8 il centro e tutto il resto \u00e8 anacronismo, l\u2019ideologia \u00e8 anacronismo e rinnegamento, in cui va configurandosi l&#8217;antipolitica populista, canonicamente intesa, nello schieramento del poveraccio popolano costretto sempre alla sofferenza contro il\u00a0politico di professione, chi \u00e8 il vero Resistente, qual \u00e8 la vera Resistenza? Allora stanca da morire la brutalit\u00e0 e l\u2019ipocrisia con cui la retorica militante impone di leggere ancora oggi,\u00a0nel 2016 disastrato da crisi umane ed economiche continue, nel 2016 della decadenza occidentale, disumanizzante, in cui la Tecnica oltrepassa qualsiasi flusso di coscienza e lobotomizza le masse, il \u201cbenedetto\u201d valore della Resistenza. Forse utile a tenere aperti i circoli di quella creatura\u00a0mitologica definita Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia? Forse per acchiappare audience in momenti di estrema difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La storia negata.<\/strong><\/p>\n<p>I crimini fascisti, tutti segnati nel grande libro. Negata la storia. Allora pare che questa disgraziata Italia parta per il lungo viaggio verso la sua maturit\u00e0 solo da dopo la Resistenza. N\u00e9 il Rinascimento, n\u00e9 il Risorgimento, n\u00e9 il fascismo, ovviamente, n\u00e9 la Grande Guerra, troppo patriottica per essere il riferimento di slancio dell\u2019italica modernit\u00e0, per essere la protagonista dell\u2019Italia che cresce. Incuranti di alcuni dettagli che giammai potrebbero essere insegnati nelle scuole di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p>Dal concetto di guerra civile, che mise fratelli contro altri fratelli, che mai si pu\u00f2 definire tale, da intendersi invece come Resistenza, come mito della Resistenza, come necessit\u00e0 di Resistenza, come gesta della Resistenza e non come tale, protrattasi anche dopo la cessazione\u00a0del secondo conflitto. Dal Pci armato che subito dopo la guerra tentava di imporsi, fucili alla mano, per eliminare gli avversari della futura democrazia subito \u2013 \u201c<em>Nemici da uccidere sono anche i partigiani bianchi, i militari anticomunisti che hanno combattuto insieme agli Alleati, gli antifascisti liberali, i possidenti, i sacerdoti, i politici moderati, i socialisti riformisti\u201d, <\/em>quindi non solo fascisti in fuga nelle campagne, scrive Giampaolo Pansa nel suo<em> \u201c<\/em>I Vinti non dimenticano\u201d (Rizzoli, 2010) <em>&#8211;<\/em>, approfittando del conflitto ancora caldo, alle parole di Pietro Secchia &#8211; una della teste pi\u00f9 importanti della Resistenza italiana -, scritte negli anni \u201870, capaci di far intuire un certo scopo: \u201c<em>Particolarmente importante, come indice del nostro orientamento, mi sembra il fatto che gi\u00e0 nel settembre 1943 noi sottolineassimo che il nostro obiettivo era la lotta per una democrazia popolare. In seguito si parler\u00e0 di democrazia progressiva. Ma sin dall\u2019inizio il nostro obiettivo era chiaro ed esplicito: noi comunisti non ci battevamo per ritornare alla democrazia prefascista\u201d <\/em>o a quelle del generale Raffaele Cadorna, inviate nel 1945 all\u2019allora Ministro della Guerra, Alessandro Casati:<em>\u00a0\u201cIl PCI, che conduce il gioco, non nasconde affatto che il suo scopo \u00e8 di prendere il potere. Per instaurare un regime russo che chiama popolare progressivo. I suoi capi nell\u2019Italia del Nord sono stati addestrati in Unione Sovietica. E sono passati attraverso la trafila delle Brigate internazionali in Spagna e del comunismo in Francia. Dichiarano apertamente di volersi appoggiare all\u2019Urss e a Tito. E recalcitrano al pensiero di doversi sottomettere agli ordini degli alleati occidentali\u201d. <\/em>Degli omicidi metaconflitto, degli stupri di ragazzine, umiliate e poi uccise \u2013 come nel caso di <strong><span style=\"color: #0000ff\"><a style=\"color: #0000ff\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/su-giuseppina-ghersi-levata-scudi-liberticida.html\" target=\"_blank\">Giuseppina Ghersi<\/a>\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff\"><span style=\"color: #000000\">&#8211;<\/span><\/span>, del \u201ctriangolo della morte\u201d, finanche delle crocifissioni \u2013 Il \u2018triangolo della morte\u2019, una specifica zona del Nord Italia in cui trovarono la fine numerose persone per mano partigiana, di cui non tutte furono legate direttamente al fascismo. Dall\u2019uccisione di Rolando Rivi, poi Beato della Chiesa Cattolica, giovane seminarista di 14 anni, ai sette fratelli Govoni, di cui soltanto due aderirono de facto alla Rsi, facenti parte del secondo \u2018Eccidio di Argelato\u2019, compiuto nel maggio del 1945; in entrambi gli accadimenti, persero la vita pi\u00f9 di 30 persone. La strage della \u2018cartiera Burgo\u2019 a Mignagola, in cui vennero rinvenuti nei pressi della stessa cartiera pi\u00f9 di 80 cadaveri occultati da componenti delle brigate \u2018Garibaldi\u2019. Oltre ai civili massacrati, vi era Luigi Lorenzi, sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana. Testimoni oculari affermarono che, ancora vivo, fu inchiodato ad una specie di croce formata da due legni e che poco prima di morire disse: \u201c<em>La croce che Ges\u00f9 Cristo ha portato non pu\u00f2 far paura a un cristiano<\/em>\u201d -, di queste azioni condotte da frange della Resistenza, da componenti della Resistenza e delle varie Brigate appartenenti alla grande famiglia del CLN o del CLNAI, poi riconosciuti con\u00a0onore unici eroi, unici degni figli dalla futura Repubblica Italiana, non si pu\u00f2 e non si deve parlare. Disturberebbe quantomeno la retorica della Resistenza che, invece, deve secondo qualcuno perpetuarsi nei secoli a venire. Tutta fantascienza di cattivo gusto.<\/p>\n<p>Solo alcuni esempi. Tranquilli, un \u00a0parto della\u00a0fantasia.<\/p>\n<p><strong>I risvolti e l&#8217;augurio<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Il 25 aprile non \u00e8 mai stata una festa inclusiva e nazionale, ma \u00e8 sempre stata la festa delle bandiere rosse, che rappresentano legittimamente una parte degli italiani, ma solo una parte, non sono l\u2019Italia. \u00c8 una festa nata contro \u201cgli italiani del giorno prima\u201d, ovvero non considerava che gli italiani fino ad allora non erano stati certo antifascisti. Non \u00e8 un festa di tutti gli italiani, perch\u00e9 non rende onore al nemico, anzi nega dignit\u00e0 e memoria a tutti costoro, anche a chi ha dato la vita per la patria, solo per la patria, pur sapendo che si trattava di una guerra perduta. Oggi c\u2019\u00e8 una rinnovata enfasi corale per un evento che pi\u00f9 si allontana nel tempo, pi\u00f9 \u00e8 lontano dalla sensibilit\u00e0 della gente e pi\u00f9 viene imposto mediaticamente. Per cui mi sono convinto che sia necessario ridiscutere il valore di questa festa cos\u00ec come viene concepita<\/em>\u201d, scrive Marcello Veneziani. Impossibile la riappacificazione nazionale, unico gesto utile a rendere memoria a chi ha ceduto la vita combattendo per un\u2019idea, verso cui dignitosamente va riconosciuta memoria, questo s\u00ec. Unico gesto utile a garantire una reale coscienza nazionale, un reale impulso democratico.<\/p>\n<p>Per evitare di celebrare la \u201cfesta\u201d di una guerra civile \u2013 come l\u2019hanno definita Giorgio Pisan\u00f2 e Claudio Pavone \u2013, per tendere davvero a valori nazionali condivisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;idea di elevare a Nazione una festa di partito. L&#8217;Italia \u00e8 figlia di pochi pregi e tanti errori, \u00e8 impossibile chiamare democrazia ci\u00f2 che scrivono solo i vincitori. Fiano e Boldrini: ecco la nuova Resistenza? Nella parolina magica, antifascismo, ormai, c\u2019\u00e8 un mondo. Un po\u2019 come dire oggi democristiano. Antifascismo \u00e8 un credo, una mezzo e una missione. Un accessorio vintage, una scusa per tutto\u00a0e un\u2019offerta promozionale: passa ad antifascismo ed avrai elevazione sociale, culturale, 4 gb al mese, 400 sms e 400 minuti di chiamate. Del fascista \u2013 sempre da intendersi come prolungamento naturale di antifascismo, quindi con assoluto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/04\/25\/25-aprile-basta-con-lidea-di-elevare-a-nazione-una-festa-di-partito\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":518,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[67655,29842,65851,154164,66188,59898,4625],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=517"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":519,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions\/519"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}