{"id":564,"date":"2016-05-29T12:18:14","date_gmt":"2016-05-29T10:18:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=564"},"modified":"2016-05-29T12:18:14","modified_gmt":"2016-05-29T10:18:14","slug":"la-schiena-dritta-di-girone-e-un-cazzotto-in-faccia-a-questa-italia-schifosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/05\/29\/la-schiena-dritta-di-girone-e-un-cazzotto-in-faccia-a-questa-italia-schifosa\/","title":{"rendered":"La schiena dritta di Girone \u00e8 un cazzotto in faccia a questa Italia schifosa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/05\/13321803_636131256535206_1118527917270616700_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-566 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/05\/13321803_636131256535206_1118527917270616700_n-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/05\/13321803_636131256535206_1118527917270616700_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/05\/13321803_636131256535206_1118527917270616700_n.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;<em>L&#8217;Italia \u00e8 bella, amo l&#8217;Italia, ringrazio tutti, siamo un bel popolo&#8221;<\/em>. Le prime parole di Salvatore Girone, mar\u00f2, di nuovo italiano. Un cazzotto in faccia alla Repubblica di Arlecchino, servitore di due padroni, pusillanime.<br \/>\nDivisa perfetta, saluto militare a chi ha le chiavi della patria in mano, a chi ne regge il trono ma non ne rappresenta l\u2019anima.<br \/>\nLa schiena dritta di Salvatore Girone ricorda quella strana, antica sensazione di (cosa significhi) essere italiani. Riporta ad una dignit\u00e0 superiore che un tempo abitava queste terre, non solo popolate da mafiosi e corrotti, da disonore e pessimi esempi, da paraculi, strozzini e raccomandati. Da vigliacchi.<br \/>\nGli italiani la schiena dritta ce l\u2019hanno sempre avuta. Ce lo siamo dimenticati, sicuro, perch\u00e9 abbiamo perso l\u2019abitudine all\u2019italianit\u00e0, a ricordarci di noi e della nostra storia, dei suoi uomini, confusi nell\u2019idolatria della Tecnica. Essa non conviene, evidenzia la pochezza dell&#8217;oggi, non produce denari e rinforza lo spirito nazionale, non si pu\u00f2 fare.<br \/>\nLa compostezza \u00e8 una vittoria, di questi tempi. Poteva essere un Girone infernale di polemiche. L\u2019abbandono, la pochezza diplomatica, la svogliatezza, le prese per il culo \u2013 contro i mar\u00f2, un vero e proprio tormentone, dalle pagine Facebook, alle imitazioni tv, fino alle frasi scritte sui muri -, le accuse. Cos\u00ec non \u00e8 stato.\u00a0Non \u00e8 da dare pi\u00f9 nulla per scontato nell\u2019Italia del Sacro Toscano Impero di Renzi, nulla, neanche quando sei ingiustamente detenuto in terra straniera, neanche quando non hai colpe, neanche quando sei fedele alla Repubblica, alla Costituzione, alla Bandiera. A meno che tu non sia Giuliana Sgrena, Vanessa e Greta, o un prodotto del progressismo, meno romantico, meno nostalgico, meno teatrale, secondo loro. L\u2019odio, la frustrazione, avrebbero dovuto calcare la scena, come ignobilmente accade per ogni foglia che si muove al vento, da queste parti. Ma non c\u2019\u00e8 stata soddisfazione per i macellai mediatici, n\u00e9 per il regime del belpensare. Non offrirsi alla strumentalizzazione, non cadere nella sciatta superficialit\u00e0, mantenendosi integro fino in fondo. Militare, fedele. Non nutrire la bestia italica.<\/p>\n<p>Mantenere la schiena dritta, essere esempio. Non essere ospite di Barbara D\u2019Urso.<br \/>\nQuando tutto non avr\u00e0 pi\u00f9 un senso, da Aosta a S.Maria di Leuca, ce ne ricorderemo. Per oggi, noi pochi altri, rimarremo cantori poveracci di un\u2019anima che ci appartiene.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Italia di Falcone e Borsellino, dei martiri di Nassiriya, nelle parole estreme di Fabrizio Quattrocchi, nel richiamo all\u2019ordine del comandante Gregorio De Falco, nei voli nello spazio di Samantha Cristoforetti, nella schiena dritta di Salvatore Girone, voglio vedere la generazione di un nuovo esempio, di uomini, che nutra le nuove leve di italiani e gli ricordi l\u2019onore, l\u2019umanit\u00e0, la dignit\u00e0 nel caos di questa incredibile farsa spacciata per patria, in questi 2000 vuoto a perdere, in cui muoiono gli esempi collaudati, le certezze di un&#8217;identit\u00e0, di un&#8217;epoca. Anni in cui comunque stiamo facendo la storia ma senza accorgercene come fosse un fatto estraneo al nostro tempo, a noi, come se la storia si fosse fatta solo nel passato o fosse solo l&#8217;ennesima notizia, l&#8217;ennesima breaking news. Estranei a noi stessi, perdiamo pezzi, costretti ad adorare il ricordo, ricordare la morte, ignorare il presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;L&#8217;Italia \u00e8 bella, amo l&#8217;Italia, ringrazio tutti, siamo un bel popolo&#8221;. Le prime parole di Salvatore Girone, mar\u00f2, di nuovo italiano. Un cazzotto in faccia alla Repubblica di Arlecchino, servitore di due padroni, pusillanime. Divisa perfetta, saluto militare a chi ha le chiavi della patria in mano, a chi ne regge il trono ma non ne rappresenta l\u2019anima. La schiena dritta di Salvatore Girone ricorda quella strana, antica sensazione di (cosa significhi) essere italiani. 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