{"id":695,"date":"2016-11-09T12:23:35","date_gmt":"2016-11-09T11:23:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=695"},"modified":"2016-11-09T12:36:39","modified_gmt":"2016-11-09T11:36:39","slug":"trump-il-grande-calcio-nel-co-al-progressismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/11\/09\/trump-il-grande-calcio-nel-co-al-progressismo\/","title":{"rendered":"Trump: il grande calcio nel c\u2026o al progressismo"},"content":{"rendered":"<p>Solo delle riflessioni a caldo.<\/p>\n<p>Quando ho scoperto che Donald Trump \u00e8 il nuovo presidente Usa, ho avvertito un leggero solletico stuzzicante. Un tuffo di pancia, come la copertina del New Yorker di questa mattina. Un tuffo di pancia come quello di Trump che sbaraglia anche i suoi stessi amichetti repubblicani che lo hanno lasciato a piedi, vedi il sindaco di Miami.<\/p>\n<p>Oh s\u00ec, magnifica goduria nel vedere frenata la spocchia degli illuminati democratici. Quella dei ricatti e degli stereotipi.<\/p>\n<p>Trump era stato lasciato a piedi. Certo non sar\u00e0 il pi\u00f9 affascinante, con quel vecchio gatto persiano adagiato sulla testa, con quel savoir-faire un po\u2019 spaccone, seppur molto determinato. Non sar\u00e0 il pi\u00f9 affascinante ma era stato lasciato a piedi. Relegato come rozzo razzista, maschio maschilista, nuovo Adolf Hitler, incapace di dare un futuro agli Usa, nonostante quel suo motto: make America great again.<\/p>\n<p>Make America great again, a partire dalla vittoria. Ormai suggellata, sulla candida bella mente iuessei Hillary Clinton, moglie di tanto marito. Make America great again a partire dalla riscoperta dell\u2019identit\u00e0 e della democrazia, riassumibili in due frasi chiave gi\u00e0 pervenute alle nostre orecchie in queste prime ore: \u201csar\u00f2 il presidente di tutti gli americani (\u2026) torniamo ad essere uniti\u201d, renderemo grande l\u2019America da un lato, quindi, e dall\u2019altro \u201cVox populi, vox dei\u201d, la voce del popolo \u00e8 quella di Dio; s\u00ec, esatto, suona strano per noi italiani che non ci siamo pi\u00f9 abituati. Make America great again a partire dalla campagna elettorale tra le pi\u00f9 brutte della storia: morsicata, incattivita, teatrale \u2013 non che sia una novit\u00e0 negli States -, personale, viscerale. Make America great again a partire dal calcio in der culen che, finalmente, il progressismo mondiale e il politically correct \u2013 vedi la posizione Trumpiana sull\u2019immigrazione ad esempio &#8211; ha preso, frenato proprio da una premura nazionale e da un protezionismo \u2013 non solo economico \u2013 che Trump vorrebbe tornare a ristabilire per i suoi USA. Il coraggio di sostenere la classe media, motore di una grande potenza Occidentale, non tassando solo i ricchi, ricchi per davvero, come voleva Hillary, ma abbattendo la pressione fiscale proprio per quella fetta che l\u2019America la incarna, la rappresenta, la simboleggia; imporre una sorta di flat tax sui redditi d\u2019impresa, rilanciare l\u2019impantanata economia USA per cercare di garantire circa 25 milioni di posti di lavoro in dieci anni. \u00a0Si pu\u00f2 tornare a dire certe cose in questo grande e annichilito mondo malato di Alzheimer? Make America great again a partire da un senso isolazionista e, insieme, di apertura nei confronti della Russia di Putin. Prima gli USA poi il resto del mondo: \u201c<em>E\u2019 ora che l\u2019America cessi di spendere tutte le proprie energie in pantani internazionali. Gli Stati Uniti dovrebbero intervenire solo e unicamente per la risoluzione di problemi comuni da risolvere con il supporto di tutte quelle entit\u00e0, statali o economiche che siano, in grado di muoversi unidirezionalmente verso un obiettivo condiviso<\/em>\u201d, ebbe a dire qualche mese fa. Il nuovo presidente non \u00e8 <em>Nato<\/em>, ma sboccer\u00e0. Il mondo smetter\u00e0, lentamente, di essere il parco giochi di mamma Usa: \u201c<em>L\u2019altra frattura \u00e8 dentro l\u2019establishment. Le \u00e9lite americane sono diventate autoreferenziali, prive di contatto con il Paese reale e troppo ricche per restare eque. Il meccanismo di selezione di queste \u00e9lite si \u00e8 inceppato o pi\u00f9 probabilmente \u00e8 marcito: un\u2019America che elegge Bush padre e poi Bush figlio e che ora propone come presidente la moglie dell\u2019ex presidente Clinton denota gli stessi difetti dell\u2019aristocrazia europea, quella \u2013 per intenderci \u2013 spazzata via dalla Rivoluzione francese. Le email diffuse da Wikileaks e dalle indiscrezioni sulla Fondazione Clinton svelano la met\u00e0 nascosta del potere, fatto di corruzione implicita e talvolta esplicita, scambi di favori tra potenti, asservimento della stampa, logiche di clan, perseguimento di agende segrete troppo distanti da quelle proclamate in pubblico. Come pu\u00f2 essere credibile una famiglia, quella dei Clinton, che di fatto barattava colloqui personali \u2013 a quanto pare anche al Dipartimento di Stato \u2013 e comparsate a convegni a colpi di donazioni milionarie alla propria Fondazione? Donazioni che provenivano anche da Paesi inqualificabili? Tramite Assange abbiamo saputo che a volere la caduta di Gheddafi non \u00e8 stato l\u2019ex presidente francese Sarkozy, come ipotizzato finora, ma Hillary e contro addirittura la volont\u00e0 di Obama. Ecco perch\u00e9 quando ci si chiede quale sia il candidato migliore, io rispondo che bisogna chiedersi quale sia quello meno scadente e meno pericoloso per noi europei<\/em>\u201d, scrive Marcello Foa sul suo blog.<\/p>\n<p>Certo, da suddito poco mi cambia. Forse, staremo a vedere. Ma il sentore che il pensiero unico dominante \u2013 nella direzione morale, massificante ed economica &#8211; abbia preso una bella pizza a mano aperta, quantomeno, mi sollazza. Soprattutto verso la campagna denigratoria monolitica imposta verso di lui \u2013 di sicuro Madonna sar\u00e0 rimasta a bocca aperta. Ma come non ricordare lo star system americano, tutto ipocritamente unito verso Hillary Clinton? Scrive Maurizio Acerbi sul Giornale: \u201c<em>E adesso come la mettiamo con tutti gli endorsement dei divi di Hollywood? Con la lista delle 167 star che hanno appoggiato pubblicamente\u00a0la Clinton, la candidata alla Casa Bianca con il maggior numero di testimonial della storia?\u00a0Le stelle, per quattro anni, staranno a guardare, interrogandosi sul loro reale appeal sulla gente, pari a zero. Da DiCaprio a Clooney, da De Niro a Hoffman, da Damon a Penn (e mi fermo qua), tutti hanno fatto a gara per salire sul carro del presunto vincitore, ritrovandosi a piedi. A questi, aggiungeteci i \u201cgrandi elettori\u201d del mondo musicale (Madonna, tanto per citarne uno) e vedrete che lo scorsa notte si \u00e8 materializzata una verit\u00e0 ai pi\u00f9 invisa: lo star system conta in politica, come il due di coppe quando la briscola \u00e8 bastoni. A cosa \u00e8 servito mandare messaggi sempre pi\u00f9 espliciti e meno subliminali nei film?<\/em>\u201d &#8211; .<\/p>\n<p>La bellezza nel vedere rispettata la libert\u00e0 intellettuale degli americani che hanno scelto liberamente, contro tutto, contro tutti, contro il sistema dei sondaggi e delle previsioni dei potenti sciamani del mondo dei mass media, appunto, e democraticamente chi doveva essere il proprio 45esimo presidente, \u00e8 una ventata d\u2019aria fresca verso il putrido e marcescente puzzo oligarchico che, giusto da qualche anno, sta invadendo il mondo sotto e sopra, tenendolo in ostaggio con scelte perverse nelle alleanze mondiali, nella gestione delle societ\u00e0, capaci di intaccare profondamente ogni valore morale fondante alla base dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Il mito del progresso subir\u00e0 una botta d\u2019arresto? Le \u00e9lite arretreranno? Il mito democratico senza confini, senza Dio, senza Patria, armato di Ius soli e tanta \u00a0dovr\u00e0 ridimensionarsi? Maria Elena Boschi star\u00e0 piangendo nei bagni di un Autogrill? Tremer\u00e0 l\u2019Europa dei tecnocrati? La fiamma di Trump squaglier\u00e0 la plastica? Me lo auguro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Solo delle riflessioni a caldo. Quando ho scoperto che Donald Trump \u00e8 il nuovo presidente Usa, ho avvertito un leggero solletico stuzzicante. Un tuffo di pancia, come la copertina del New Yorker di questa mattina. Un tuffo di pancia come quello di Trump che sbaraglia anche i suoi stessi amichetti repubblicani che lo hanno lasciato a piedi, vedi il sindaco di Miami. Oh s\u00ec, magnifica goduria nel vedere frenata la spocchia degli illuminati democratici. Quella dei ricatti e degli stereotipi. Trump era stato lasciato a piedi. Certo non sar\u00e0 il pi\u00f9 affascinante, con quel vecchio gatto persiano adagiato sulla testa, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/11\/09\/trump-il-grande-calcio-nel-co-al-progressismo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":696,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[62770,829,18543,41453,193231,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=695"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":698,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions\/698"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}