{"id":741,"date":"2016-12-24T12:12:39","date_gmt":"2016-12-24T11:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=741"},"modified":"2016-12-24T13:50:30","modified_gmt":"2016-12-24T12:50:30","slug":"ai-poveri-italiani-ai-cristiani-perseguitati-ai-terremotati-alla-tradizione-e-a-chi-lotta-coraggio-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2016\/12\/24\/ai-poveri-italiani-ai-cristiani-perseguitati-ai-terremotati-alla-tradizione-e-a-chi-lotta-coraggio-italia\/","title":{"rendered":"Ai poveri italiani, ai Cristiani perseguitati, ai terremotati, alla Tradizione e a chi lotta. Coraggio Italia"},"content":{"rendered":"<p>Un pensiero per rifiutare il cinismo. Per contrastare la negativit\u00e0 con cui il nostro sistema \u00e8 nutrito.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi lotta, nonostante il termine appartenga al medioevo delle idee. Buon Natale ai miei fratelli, che il medioevo lo vogliono superare con un nuovo Rinascimento.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi sta in una tenda, in una roulotte, in una casetta di legno. Il tremore di una candela accesa, durante un canto, vi faccia dimenticare quello della terra, impietosa. Che le luci di un albero di Natale nelle vostre piazze brillino negli occhi lucidi dei vostri figli.<\/p>\n<p>Buon Natale alle partite IVA, il tappeto elastico dello Stato. I veri evasori a cui togliere persino il piatto di carta in cui stavano mangiando due noci per Natale, secondo lo Stato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/12\/cristo-redentore-rio-italia-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-745 aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/12\/cristo-redentore-rio-italia-5-300x169.jpg\" alt=\"cristo-redentore-rio-italia-5\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/12\/cristo-redentore-rio-italia-5-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2016\/12\/cristo-redentore-rio-italia-5.jpg 642w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Buon Natale ai Cristiani perseguitati in Medioriente e in ogni parte del mondo. \u201cSe il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi\u201d (Gv 15,18-20). In voi \u00e8 il coraggio di una Fede pura, persa tra le stanze vaticane.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi si scalder\u00e0 l\u2019anima con la Tradizione, nel freddo del nichilismo crescente. A chi crede che essa non sia un ammennicolo impolverato nella vetrinetta porta bomboniere della zia tirchia; a chi crede che la Tradizione sia la conservazione del fuoco e non l\u2019adorazione delle ceneri.<\/p>\n<p>Buon Natale al prodigio, vera virt\u00f9 di un\u2019epoca scarna di entusiasmo.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi si batte contro il conformismo, grande male della nostra era, esaltazione di una fine piatta.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi non ha pi\u00f9 niente. Il sacrificio vi aprir\u00e0 presto la strada verso la redenzione. La rivincita \u00e8 per chi ha tenuto duro. Qui patitur vincit.<\/p>\n<p>Buon Natale agli oltre 4 milioni di poveri e ai 12 milioni che rischiano la povert\u00e0. Fratelli miei, avete creduto, avete lavorato. Avete gioito, avete sperato. Siete vittime del materialismo che squaglia ogni vicenda umana come acido, della Tecnica che corrode un mondo a dimensione umana. Non siate vittime di voi stessi. Mai. Non mollate, vi prego.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi sta preparando il cenone della Vigilia nelle zone del terremoto e a chi lo far\u00e0 in una mensa. Fratelli volontari, so cosa significa. La vostra presenza \u00e8 il riferimento. Hanno cercato e cercheranno voi come uscita dal male. Siete pi\u00f9 che uomini in divisa, siete pi\u00f9 che volontari.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi mi ha dato la possibilit\u00e0<\/p>\n<p>Buon Natale a chi percorre la via del Ritorno verso una dimensione umana delle cose e del tempo, per chi capisce che non ci sono scuse alla felicit\u00e0 se si ha la volont\u00e0 di cercare in qualcosa di possibile. Buon Natale a chi riscopre la delicatezza e la dignit\u00e0<\/p>\n<p>Buon Natale a chi sapr\u00e0 rinnovarne lo spirito, collegandosi con l\u2019Assoluto e per una volta, non col wifi. A chi sapr\u00e0 superare il bosco. A chi si aggrapper\u00e0 al tempo, a chi riuscir\u00e0 a distinguere il volto di una Civilt\u00e0 nei frammenti di uno specchio rotto, in una stanza immensa, cosparsa di fumo.<\/p>\n<p>Buon Natale a chi ha capito di aver sbagliato<\/p>\n<p><em><strong>Il coraggio di essere ultraitaliani.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ultraitaliano \u00e8 colui che interpreta nella essenza profonda la propria italianit\u00e0. Ultra come ultr\u00e0. L\u2019immagine perfetta la restituiscono i tifosi dell\u2019Hellas Verona, stagione 2015-2016: la propria squadra che perde fino a retrocedere; la loro curva sempre piena, orgogliosa e \u2013 s\u00ec &#8211; vittoriosa. Perch\u00e9 la citt\u00e0, cucita in quella maglia, si sostiene in ogni caso, che vinca o che perda. Al suo destino si partecipa sempre. Gi\u00e0, il sangue e il suolo non sono fatti accidentali: lo dimostrano, e lo insegnano, i tifosi di tutti i \u201ccampanili\u201d d\u2019Italia. Adesso per\u00f2 \u2013 per uscire dalla crisi di identit\u00e0 in cui il Paese \u00e8 precipitato &#8211; \u00e8 necessario trasformare i campanili in una casa comune. La formula, in fondo, \u00e8 semplice. Il primo elemento ce lo d\u00e0 Pier Paolo Pasolini, quando spiega come \u00abil tifo \u00e8 una malattia giovanile che dura tutta la vita\u00bb. Se a questo ci aggiungiamo l\u2019altro elemento, la Nazione, il \u00abplebiscito di ogni giorno\u00bb di cui parlava Renan, il gioco \u00e8 fatto. Perch\u00e9 il Paese ha bisogno del coraggio degli \u201cultraitaliani\u201d in ogni campo \u2013 dal lavoro all\u2019arte, dalla societ\u00e0 alla politica \u2013 contro gli starnazzi degli italiani occasionali che alimentano il falso romanzo collettivo sull\u2019Italia malata di accidia. Come contraltare esistono loro: sostenitori che tutto il giorno scendono sul rettangolo di gioco dove si fa il Paese. \u00c8 arrivato il momento di tifare per loro. E, perch\u00e9 no, di scendere in campo come loro [&#8230;]<\/p>\n<p>E i giovani italiani? Hanno tutto per diventare ultraitaliani. Certo, pi\u00f9 comunitari dei loro padri, per\u00f2 solo virtualmente, sono insofferenti, affannati a costruirsi un futuro, a riempire il portfolio, intenzionati a non prender un bel calcio nel curriculum; si ritrovano a combattere per trovare il proprio ruolo e incarnare un\u2019identit\u00e0 che superi il virtuale, mentre la nave affonda e il web strilla: \u00abSi salvi chi pu\u00f2\u00bb. Sessualmente curiosi ma schiacciati dalla noia e annoiati dalla politica. Invitati a banchettare sul baratro dall\u2019individualismo, uniti per condizione nel collettivismo isolato: siamo in tanti ma non ci vediamo da mesi; non fratelli ma coinquilini. Che immagine hanno di s\u00e9? Nello specchio del nichilismo vedono il volto sfocato di chi li ha preceduti e ha lasciato loro un debito anzich\u00e9 un\u2019eredit\u00e0. Nell\u2019epoca della velocit\u00e0 siderale, leggono poco, strillano e scrivono molto. A cavallo tra l\u2019<em>Autarca<\/em> che basta a s\u00e9 stesso, che ha raggiunto la condizione dell\u2019autosufficienza e quindi la saggezza, la felicit\u00e0, e l\u2019<em>Anarca<\/em> di J\u00fcnger, in cui vive la sovranit\u00e0 dell\u2019individuo, il rifiuto del potere e l\u2019assenza di uno spirito di appartenenza ad una ideologia esatta. Generazione Y, generazione cavia, de-generazione, giovani con l\u2019<em>horror vacui <\/em>tatuato nel cuore?<\/p>\n<p>Al contrario. Sotto le macerie di questo tempo vi \u00e8 una vitalit\u00e0 intrappolata che pu\u00f2 riscattare la tragedia: lo abbiamo visto nella gesta dei tanti ultraitaliani nonostante l\u2019Italia \u00ablegale\u00bb. Cova l\u00ec il fuoco di chi non si arrende alle statistiche storpianti. Ecco perch\u00e9 un appello alla giovent\u00f9 ultraliana \u00e8 urgente. Perch\u00e9 solo questa ha la forza per irrompere sulla vera frattura post-ideologica del nostro tempo: che non \u00e8 pi\u00f9 destra contro sinistra, non \u00e8 solo \u00e9lite contro popolo, ma chiaramente \u00e8 giovent\u00f9 contro status quo. Non \u00e8 una guerra contro gli anziani, attenzione. Ma contro l\u2019inamovibilit\u00e0 di un intero apparato sociale che contempla (sempre peggio) tutti e tutto tranne che i giovani, o meglio i prossimi. Quest\u2019ultimi li hanno parcheggiati nelle Universit\u00e0, lauree tre pi\u00f9 due, master, tirocini, e tanto altro ancora prima di far loro respirare la maturit\u00e0 esistenziale. Cos\u00ec, molti fra questi sono diventati narcisi digitali che si nutrono di social network, cullati dagli schermi che accarezzano sensualmente. Padroni, ma solo in pectore, del nuovo mondo, quello digitale, che paradossalmente subiscono invece di usarlo per impadronirsi del nuovo tempo che appartiene loro. Nativi digitali, moribondi del reale. Si accontentano della visibilit\u00e0 invece di farsi visionari.<\/p>\n<p>Come diventare, allora, una giovent\u00f9 ultraitaliana? Fra le piazze virtuali e quelle reali, come far esplodere una protesta costruttiva? Cosa manca? L\u2019unione. Anzi un termine non abusato: una complicit\u00e0 generazionale. Ossia la voglia di uscire dagli schermi e sfidare le bassezze a cui sono sottoposti. Gi\u00e0 detto? No. Qui parliamo di partire con semplici operazioni di protesta. Non accettare lavori a basso prezzo per non fornire alibi a chi crede che sia normale farli vivere dentro un eterno stage. Tirocinanti della vita. Creare gruppi di lavoro, comunit\u00e0 di giovani professionisti capaci di ideare progetti collettanei. Avere il coraggio di tornare anche alla terra, ma con il valore aggiunto delle nuove tecnologie e delle proprie conoscenze accademiche. Multidisciplinari. Destreggiarsi fra le bellezze del nostro Paese. Visitare i musei, comprendere la maestosit\u00e0 di chi ha costruito l\u2019epica artistica italiana. Creare delle <em>start up<\/em>, certo, senza dimenticare per\u00f2 di investire sulla lentezza, quel pensiero meridiano che ci rende capaci di riflettere e di sedimentare fuori dagli schemi del puro produttivismo. E poi: non baster\u00e0 inglesizzare la lingua, ma servir\u00e0 amplificare il nostro ruolo di crocevia geografico, che ci permette di relazionarci con l\u2019altro e con il resto del mondo mettendo a frutto le nostre radici. L\u2019Italia \u00e8 infatti il cuore del Mediterraneo ed \u00e8 il luogo simbolico di un processo culturale che si pu\u00f2 fare carico delle contraddizioni del mondo attuale, poich\u00e9 essa \u00e8 il ponte immerso fra l\u2019arcaico sentire e il futuro presente che ha da sempre unito, oltre le differenze.<\/p>\n<p>La giovent\u00f9 ultraitaliana ha il compito di incidere sulle sorti di un continente, mettendo al centro dell\u2019azione politica quel sentimento ancestrale di <em>pietas<\/em>, <em>humanitas<\/em> e <em>religio<\/em> che la Storia ha impresso nel nostro dna di italiani. Non arrendersi vuol dire lottare per rimanere nel proprio Paese, in direzione ostinata e contraria ai 107mila compatrioti che secondo le recenti statistiche hanno abbandonato l\u2019Italia nel 2015. Non arrendersi vuol dire rimanere per sbugiardare chi con l\u2019indice traccia per noi rotte straniere verso altri Paesi e continenti. Significa non farsi sostituire da una statistica, dal pregiudizio, dagli stereotipi, lottando per non scomparire. Significa prendere spazio. Perch\u00e9 i giovani italiani hanno voglia di girare il mondo, di fare esperienza, ma con la forte idea di ritornare e viverci, in questa eterna Italia. Perch\u00e9 sono italiani e impareranno a esserlo, ultraitaliani.<\/p>\n<p><em>(Premessa e postfazione di &#8220;Il coraggio di essere ultraitaliani&#8221;, di Ricucci-Rapisarda-Bovalino, 2016, edito da Il Giornale)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un pensiero per rifiutare il cinismo. Per contrastare la negativit\u00e0 con cui il nostro sistema \u00e8 nutrito. Buon Natale a chi lotta, nonostante il termine appartenga al medioevo delle idee. Buon Natale ai miei fratelli, che il medioevo lo vogliono superare con un nuovo Rinascimento. Buon Natale a chi sta in una tenda, in una roulotte, in una casetta di legno. 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