{"id":870,"date":"2017-05-19T11:40:57","date_gmt":"2017-05-19T09:40:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=870"},"modified":"2017-05-19T11:44:42","modified_gmt":"2017-05-19T09:44:42","slug":"almerigo-grilz-un-condannato-a-morte-dalla-storia-dalle-radici-del-suo-albero-rinasce-la-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/05\/19\/almerigo-grilz-un-condannato-a-morte-dalla-storia-dalle-radici-del-suo-albero-rinasce-la-memoria\/","title":{"rendered":"Almerigo Grilz, un condannato a morte dalla storia. Dalle radici del suo albero rinasce la memoria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/05\/almerigo-grilz-390x222.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-871\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/05\/almerigo-grilz-390x222-300x171.jpeg\" alt=\"almerigo-grilz-390x222\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/05\/almerigo-grilz-390x222-300x171.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/05\/almerigo-grilz-390x222.jpeg 390w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201c<em>Uno nel momento in cui si trova in quelle circostanze, in mezzo alla battaglia, pensa che non gli potr\u00e0 mai succedere di essere colpito; succeder\u00e0 ai soldati, ai guerriglieri che sono accanto a lui ma tu che sei in mezzo, sei l\u00ec per riportare, per vedere, per capire le situazioni non partecipe della battaglia, quindi non verrai colpito<\/em>\u201d. Poi la chitarra pizzicata di Sweet Home Alabama, per una volta, stonata, se ascoltata oggi. Il paradosso di chi, a trentanni, ignorava la sua fine e si trovava in televisione, in una rara apparizione \u2013 da Ambrogio Fogar su Jonathan, nel 1986 \u2013 <strong>a parlare con naturalezza del suo camminare a schiena abbassata per evitare di prendersi un colpo in testa, mimetizzato tra i guerriglieri, in ogni parte del mondo, avanzando verso la roccaforte nemica.<\/strong> Nella jungla e nella sabbia, tra le colline. Telecamera, taccuino, macchinetta fotografica e nessuna testata intergalattica alle spalle.<\/p>\n<p>1987. <strong>La fine e l\u2019inizio, quello di una generazione che nel vuoto sta costruendo la sua casa<\/strong>.<br \/>\nNella dissolutezza dei riferimenti, che ci costringono troppo spesso ad andare a pescare i pi\u00f9 lontani, ultimi certi, riconosciuti e riconoscibili, a volte fuori tempo, a volte sempre in tempo, a volte troppo accademici, <strong>Almerigo \u00e8 simbolo della realizzazione e dell\u2019integrit\u00e0, della missione compiuta<\/strong>. <strong>\u00c8<a href=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/almerigo_grilz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-143325\" src=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/almerigo_grilz-268x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"236\" \/><\/a>contemporaneo<\/strong>. In un\u2019epoca in cui Fiorello vince premi giornalistici e chi pu\u00f2 non vede l\u2019ora di consigliarti di smetterla di provare (o riuscire) a fare il giornalismo, di cambiare mestiere in fretta \u2013 tu povero idiota che ci credi, che ci investi quei due soldi che riesci a tirarci su -, in cui esso sembra inconciliabile con una propria visione del mondo e della vita, <strong>la storia di Almerigo Grilz, triestino, \u00e8 una spinta che, per\u00f2, non ricorda nessuno, nessuno si fila<\/strong>. N\u00e9 il gotha del giornalismo italiano, n\u00e9 la memoria pubblica e culturale, n\u00e9 gli addetti ai lavori. Non ha una grande sala, n\u00e9 un premio a suo nome e tranne una via nella sua Trieste o qualche coraggioso giovanotto seduto sulla sponda \u201csempre sbagliata\u201d, nessuno lo prende ad esempio. Chiss\u00e0, forse per il suo accento o per la \u201cmania\u201d di fare reportage, di stare appresso alle truppe Karen in Birmania o ai mujaheddin afghani in lotta contro l\u2019Armata Rossa; forse, per il suo essere stato missino, s\u00ec, missino, militante e dirigente del Fronte della Giovent\u00f9 e dell\u2019Msi, consigliere comunale triestino e vicesegretario del FdG nazionale. Vicesegretario.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/foto-262x300.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-143326 alignleft\" src=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/foto-262x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"227\" \/><\/a>Quella la sua vera tomba eterna.<\/strong> Per qualcuno era solo un \u201cattivista fascista morto in Angola\u201d, poco importa se, insieme ad altre due colonne del giornalismo italiano, Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, aveva fondato, dopo aver sostanzialmente abbandonato l\u2019impegno politico diretto, l\u2019agenzia Albatross Press Agency, che raccontava \u201cle guerre pi\u00f9 dimenticate del pianeta, vendendo cronache e filmati a televisioni e quotidiani di mezzo mondo\u201d, com\u2019\u00e8 lo stesso Biloslavo a ricordare.\u00a0 Almerigo fu missino. La congiura del silenzio, la condanna della dimenticanza. Non si pu\u00f2 dire, non si pu\u00f2 fare. Lascialo ricordare al ghetto, quel ghetto che non si \u00e8 mai dissolto, nonostante la distruzione infame di una comunit\u00e0 di uomini e di idee, che la storia tiene incollato, quasi sempre nel ricordo di ci\u00f2 che fu.<\/p>\n<p>Almerigo camminava, a trentaquattro anni, a testa bassa, in Mozambico mentre riprendeva i reparti anticomunisti della Renamo in battaglia. Erano in ritirata, diede le spalle al nemico, per qualche attimo, il tempo di capire. La Super8, ad un tratto, riprende il cielo azzurro. Almerigo, il 19 maggio 1987, a trentaquattro anni, camminava a testa bassa ma non bast\u00f2: un proiettile gli si infil\u00f2 nella nuca e lo lasci\u00f2 sull\u2019erba del Mozambico. <strong>I guerriglieri lo seppellirono sotto ad un grande albero non distante da dov\u2019era stato ucciso. L\u00ec riposa ancora oggi Almerigo, il primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine della seconda guerra mondiale.<\/strong><\/p>\n<p>A 30 anni esatti della sua morte, Il Giornale dedica un ampio spazio ad Almerigo Grilz che potrete trovare qui: <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/destra-quindi-dimenticato-memoria-almerigo-grilz-1399033.html\" target=\"_blank\">Di destra, quindi dimenticato. In memoria di Almerigo Grilz<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cUno nel momento in cui si trova in quelle circostanze, in mezzo alla battaglia, pensa che non gli potr\u00e0 mai succedere di essere colpito; succeder\u00e0 ai soldati, ai guerriglieri che sono accanto a lui ma tu che sei in mezzo, sei l\u00ec per riportare, per vedere, per capire le situazioni non partecipe della battaglia, quindi non verrai colpito\u201d. Poi la chitarra pizzicata di Sweet Home Alabama, per una volta, stonata, se ascoltata oggi. Il paradosso di chi, a trentanni, ignorava la sua fine e si trovava in televisione, in una rara apparizione \u2013 da Ambrogio Fogar su Jonathan, nel 1986 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/05\/19\/almerigo-grilz-un-condannato-a-morte-dalla-storia-dalle-radici-del-suo-albero-rinasce-la-memoria\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":872,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[262382,244822],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=870"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":875,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions\/875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}