{"id":884,"date":"2017-05-27T13:21:38","date_gmt":"2017-05-27T11:21:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=884"},"modified":"2017-05-27T13:21:38","modified_gmt":"2017-05-27T11:21:38","slug":"ius-soli-la-patria-non-e-un-cavillo-burocratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/05\/27\/ius-soli-la-patria-non-e-un-cavillo-burocratico\/","title":{"rendered":"Ius Soli. La Patria non \u00e8 un cavillo burocratico"},"content":{"rendered":"<p>Disfatta l\u2019italia ora bisogna disfare gli italiani.<\/p>\n<p>Progresso. Ma dopo, cosa c\u2019\u00e8? Dopo la vita e dopo la fine di Beautiful? Parliamo di cosa c\u2019\u00e8 dopo per la paura di vivere cosa c\u2019\u00e8 ora? Ce lo chiediamo perch\u00e9 la nostra natura \u00e8 l\u2019umile curiosit\u00e0. Al contrario, invece, \u00e8 perversione del coatto, come quella che segna la presunzione di un\u2019epoca. Un\u2019epoca che ha tutto: la tecnologia, gli hamburger vegani, il maglione per cani, le file all\u2019Apple Store e l\u2019Unione Europea. Ma che soprattutto si \u00e8 liberata dei pi\u00f9 grandi fardelli: si \u00e8 tolta dai piedi Dio e il senso di identit\u00e0 e confine; ha liquidato secoli di umanissime certezze (e quei valori non negoziabili che sono il piedistallo dell\u2019essere semplicemente umani, citando Torriero, sono stati gioiosamente messi sul mercato), ha travolto le aggregazioni e gli atti essenziali, come la famiglia, la dignit\u00e0, la partecipazione, la sovranit\u00e0, la legalit\u00e0, lo Stato padre, l\u2019identit\u00e0 come amore, e la spontaneit\u00e0 &#8211; se entra un ladro in casa, tanto vale preparagli un bel panino quaglie e broccoletti -. E poi, maestra di nichilismo, ha passato la spugna sulle cose semplici che sostengono il mondo, poich\u00e9 ci risulta eroticamente indispensabile credere che sia necessario coltivare gli uomini, per poter coltivare le idee e non crepare di futuro (repetita\u2026). Ha murato il cantuccio, l\u2019<em>angulus<\/em> oraziano, quello da cui cogliere la visuale senza essere ancora corrotti dal <em>mainstream<\/em>. Luogo noto e sicuro, per ritrovare sempre se stessi nell\u2019epoca della grande siccit\u00e0 dello Spirito.<\/p>\n<p><strong>Tutto questo, perch\u00e9, dicono, dobbiamo andare oltre. Ma oltre de che? <\/strong>Oltre il sangue, persino. E tutto si riduce ad una questione di marketing (elettorale. Francia docet). Prendete lo Ius Soli. Approvato alla Camera nel 2015, rischia di diventare certezza il prossimo giugno al Senato. <strong>Il divieto di sosta per gli italiani.\u00a0Ah la grande modernit\u00e0!\u00a0<\/strong>Ma lo sapevate che Kaled \u00e8 nato in ospedale e quindi \u00e8 un medico? Eh gi\u00e0, gli spetta di diritto. In tutti i sensi; anche se avrebbe voluto fare altro nella vita, il terrorista, ad esempio. Insomma non conoscevate la storia di Kaled. Curioso. In questo mondo iperconnesso. Storia, per altro, molto simile a quella di Omar, che \u00e8 nato in Italia da padre libico e madre spagnola ed \u00e8 italiano. Italianissimo, pugliese di Tripoli.<\/p>\n<p>Nel giro di due anni, il gioco \u00e8 fatto. Un Paese giovane, ancora alla ricerca di se stesso, che ancora deve sanare il divario tra Nord e Sud, tra secessionisti di confine ed il riconoscimento di un inno e di\u00a0una bandiera nazionale, in cui ancora dobbiamo integrarci tra noi, figuriamoci. Un popolo che si sente unito davanti all\u2019Italia che gioca per la qualificazione agli europei. Un Paese che ancora deve fare i conti con i vecchi italiani e che ora, gi\u00e0 ne fabbrica di nuovi.<\/p>\n<p>Le conquiste della civilt\u00e0:\u00a0<strong>cento anni dopo, esatti, dalla Grande Guerra, la Camera dei Deputati approva lo Ius Soli. Ora tocca al SenatoamicodiRenzi<\/strong>. Cento anni prima il dovere degli italiani di sentirsi italiani, cento anni dopo il dovere di far sentire italiano chiunque passi di qui. A saperlo prima, avremmo detto a quei poveri ragazzi in trincea, soprattutto a quelli del \u201999, cos\u00ec piccoli, di tornare a casa dalle mamme o dalle giovani mogli in Calabria, di lasciar perdere o al limite, di farla con i propri connazionali deliranti, la guerra, non con i dirimpettai o con qualche straniero. Connazionali\u2026o sarebbe meglio definirci coinquilini d\u2019ora in avanti? Disfatta l\u2019italia ora bisogna disfare gli italiani, perch\u00e9 la nazionalit\u00e0 s\u2019indossa come un vestito, si sceglie su un catalogo.<br \/>\nSe la coesione sociale \u00e8 un problema serio, la governabilit\u00e0 \u00e8 sempre a rischio, i poveri ci sono sempre stati, l\u2019Italia inizia a diventare un lontano ricordo ed in questo paese, indiscutibilmente, oltre alle belle giornate di sole, alla pasta col pomodoro, al mare azzurro e alla pizza con i frutti di mare, si sta decisamente male, conviene aprire all\u2019internazionalizzazione. L\u2019ultima italianit\u00e0 rimarr\u00e0 chiusa in uno stereotipo e nell\u2019eco lontano, rimbombante delle note di Domenico Modugno, delle parole di Dante: \u201cSempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la palese interruzione democratica riparte il \u201ctreno dei diritti civili\u201d: la cittadinanza italiana \u00e8 un affare da appioppare. Torna lo Ius Soli, per il secondo round, tra ridicolezze, poco sense of humour ed il dramma del fatto che non si stia scherzando, anzi, si faccia decisamente sul serio. \u00a0Dal diritto di sangue a quello di transito. &#8220;<em>Acquista la cittadinanza per nascita chi \u00e8 nato nel territorio della repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Per ottenere la cittadinanza c&#8217;\u00e8 bisogno di una dichiarazione di volont\u00e0 espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilit\u00e0 genitoriale all&#8217;ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore et\u00e0. Se il genitore non ha reso tale dichiarazione, l&#8217;interessato pu\u00f2 fare richiesta di acquisto della cittadinanza entro due anni dal raggiungimento della maggiore et\u00e0<\/em>&#8220;, come riporta Repubblica e cos\u00ec come and\u00f2\u00a0alla Camera. Nessun cenno ad un giuramento, allo studio dell&#8217;identit\u00e0 di questo Paesaccio. Nessun sentimento. Nessun inno, nessun esame.<strong> Al limite lo ius culturae (tanto il latino sta bene con tutto, anche col beige), che consentir\u00e0 ai minori stranieri arrivati nel nostro Paese prima dei dodici anni di diventare italiani esibendo una semplice licenza di scuola elementare, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/se-ius-soli-diventa-legge-ci-alleveremo-terrore-casa-1401652.html\" target=\"_blank\">come risalta Gian Micalessin<\/a>, sottolineando il pericolo futuro e palpabile di ritrovarci in casa il terrorismo con inaudita facilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Il gioco \u00e8 fatto in barba a D\u2019Annunzio e al Capitano Giovanni De Medici.<\/p>\n<p>Cittadinanza, quindi, non \u00e8 un mero fatto giuridico. A farcelo presente \u00e8 anche <strong><a href=\"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/05\/ius-soli-perche-non-e-giusto\/\" target=\"_blank\">Giuliano Guzzo<\/a><\/strong>: &#8220;<em>L\u2019assegnazione della cittadinanza per il solo fatto di nascere in Italia pare dunque, ad essere buoni, un azzardo. A maggior ragione se si rammenta che la cittadinanza non \u00e8 un mero dato giuridico e che prevede la \u00abcondivisione di valori comuni che sono alla base del sentimento di appartenenza e dell\u2019integrazione del soggetto all\u2019interno di un comunit\u00e0\u00bb [2], condivisione che fa s\u00ec che una data comunit\u00e0 possa, grazie ai propri componenti di diritto, continuare ad esistere preservando i propri tratti identitari. Facile, qui, l\u2019obiezione: ma neppure tanti italiani onorano la loro cultura e la loro patria osservandone principi e regole. Certo, ma questo nulla toglie al valore della cittadinanza; in altre parole il problema, se molti cittadini non onorano i valori del loro Paese, non \u00e8 dei valori, bens\u00ec di questa parte di cittadini, e sarebbe sbagliato utilizzare il pretesto della scarsa disciplina di taluni per svuotare di rilevanza un diritto \u2013 quello della cittadinanza \u2013 che riguarda tutti nonch\u00e9, insistiamo, la sopravvivenza della comunit\u00e0&#8221;<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Occidente cadr\u00e0 da dentro. Come ogni impero che si rispetti.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 progresso. E quindi Dobbiamo andare oltre. Ma oltre de che?<\/strong><\/p>\n<p>Millantiamo un mondo libero, che ha capito i propri recenti errori, e poi se non metti il velo tuo padre ti gonfia come una zampogna, ci sono tir che travolgono e missili in cielo; si evocano fascisti ogni minuto, si lasciano crepare i giovani di futuro. I ricchi si arricchiscono, i medi muoiono, i poveri aumentano. Le domande etiche esplodono: io che ho un p\u00e8ne, ma vorrei una vagina, e mi rendo conto che, in realt\u00e0, il sesso \u00e8 solo un ingombro, posso partorire pur non avendo l\u2019utero?<\/p>\n<p>Tutto questo perch\u00e9, dicono, dobbiamo andare oltre. Abbracciare il Progresso.<br \/>\nSe la maestra Eugenia ogni volta che inizia a spiegare una parte di storia non la termina e va avanti con nuovi argomenti, improvvisamente, proiettando gli scolaretti nella confusione e costringendoli a tempestare l\u2019ingenua Eugenia di domande, non \u00e8 andare avanti, \u00e8 creare confusione. Non \u00e8 trasmettere conoscenza e consapevolezza. Per metter ordine al caos, serve ordine: non altro caos. I giovani virgulti, a fine anno c\u2019arrivano lo stesso; i promossi, saranno promossi, i bocciati verranno frustati a casa dai genitori e Padoan continuer\u00e0 a non sapere quanto costa un litro di latte; eppure i ragazzi, di storia, non c\u2019avranno capito un cavolo, saranno confusi, si saranno dovuti adeguare in fretta e si accontenteranno cos\u00ec. L\u2019importante \u00e8 andare avanti.<br \/>\nNon sempre ci\u00f2 che vien dopo \u00e8 progresso. Ecco appunto. Ci\u00f2 che vien dopo. Ma oltre de che? Oltre la funzione e l\u2019essenza stessa degli uomini? Eppure a giudicare dalla lingua che parliamo, e quindi il luogo che viviamo, per essere fedeli ad Emil Cioran, la vita \u00e8 un tutto un post.<\/p>\n<p>Faccio un post-it per ricordarmi di scrivere un post che esprima sdegno sulla post verit\u00e0 che avanza mentre percepisco, dalla fondamentale battaglia per la democrazia di Emanuele Fiano, contro la vendita di gadget del Ventennio nel nostro Paese, che la post ideologia avanza e ci rende nuovi. Post, ma in che tempo? Posto cosa? Quale premessa? Dopo di che? Dopo il pudore, dopo il rispetto, dopo la famiglia, dopo il sesso biologico, e dopo Dio? Diritti, ora, quando, proprio per tutti<\/p>\n<p><strong>A posteriori verso il postribolo. Tutto a post, tranquilli.<\/strong><\/p>\n<p>Nel dubbio ti\u00e8 pij\u2019t la cittadinanza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>_____________________________________________________<\/p>\n<p>[2] Trapanese R. <em>Cittadinanza e politiche sociali<\/em>, Liguori Editore, Napoli 2005, p. 21; [3] Magrin G. <em>La repubblica dei moderni. Diritti e democrazia nel liberalismo rivoluzionario<\/em>, FrancoAngeli, Milano 2007, p. 74<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Disfatta l\u2019italia ora bisogna disfare gli italiani. Progresso. Ma dopo, cosa c\u2019\u00e8? Dopo la vita e dopo la fine di Beautiful? Parliamo di cosa c\u2019\u00e8 dopo per la paura di vivere cosa c\u2019\u00e8 ora? Ce lo chiediamo perch\u00e9 la nostra natura \u00e8 l\u2019umile curiosit\u00e0. Al contrario, invece, \u00e8 perversione del coatto, come quella che segna la presunzione di un\u2019epoca. Un\u2019epoca che ha tutto: la tecnologia, gli hamburger vegani, il maglione per cani, le file all\u2019Apple Store e l\u2019Unione Europea. Ma che soprattutto si \u00e8 liberata dei pi\u00f9 grandi fardelli: si \u00e8 tolta dai piedi Dio e il senso di identit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/05\/27\/ius-soli-la-patria-non-e-un-cavillo-burocratico\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":885,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[29596],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=884"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":886,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/884\/revisions\/886"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}