{"id":922,"date":"2017-07-18T12:40:57","date_gmt":"2017-07-18T10:40:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=922"},"modified":"2017-07-18T12:40:57","modified_gmt":"2017-07-18T10:40:57","slug":"opere-darte-mostre-startup-concerti-e-festival-empatia-tutto-per-i-migranti-dallitalia-solo-le-sciocchezze-non-migrano-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/07\/18\/opere-darte-mostre-startup-concerti-e-festival-empatia-tutto-per-i-migranti-dallitalia-solo-le-sciocchezze-non-migrano-mai\/","title":{"rendered":"Opere d\u2019arte, mostre, startup, concerti e festival. Empatia. Tutto per i migranti. Dall\u2019Italia solo le sciocchezze non migrano mai"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;E poi se ne vanno tutti! \u00a0Da qua se ne vanno tutti! Non te ne accorgi ma da qua, se ne vanno tutti!&#8221;, cantava Caparezza. Da qua se ne vanno tutti. Fuggono i cervelli per lavare piatti o per scoprire, guarda un po\u2019, quella cellula misteriosa, ignota fin dai tempi delle iscrizioni nelle caverne, che permetter\u00e0 di rianimare un cervello dopo un discorso di Gentiloni. Fuggono gli imprenditori per pagare meno tasse in Uk e spostare la sede fiscale dove la burocrazia \u00e8 lieve, come in Olanda. Italiani, scattisti, ottosettembristi, maratoneti occasionali. Spaghetti, pizza e scarpe da running. Fuggono i migranti; non a caso, stiamo combattendo la battaglia semantica, quella per rimanere attaccati con la maglietta incagliata, fortunatamente, nella caduta rovinosa nel burrone, all\u2019ultimo ramo del reale: le parole. Migranti, che continuano a migrare, non immigrati, cio\u00e8 partiti, giunti e chi s\u2019\u00e8 visto, s\u2019\u00e8 visto. Cos\u00ec non si possono chiamare, \u00e8 peccato, l&#8217;italiano. E infatti continuano a migrare i migranti, che arrivano in Italia, mangiano la pasta che non gli piace, dicono di stare male, ogni tanto si spogliano in mezzo a Parco della Vittoria, e poi vanno altrove, sempre che l\u2019Austria glielo conceda.<br \/>\nDel resto, il nomadismo \u00e8 la conquista della civilt\u00e0, dicono \u201ctutti\u201d. Fuggono le aziende tra le braccia di ricchi sceicchi o di nuovi sciocchi ricchi, e viene subito in mente che Gianluca Vacchi ha 49 anni, non \u00e8 pi\u00f9 un bambino. O che Lapo Elkann, in realt\u00e0, \u00e8 presidente, fondatore e maggior azionista di Italia Independent Group, \u00e8 amministratore non esecutivo di Ferrari ed \u00e8 stato responsabile Brand promotion di Fiat Group. Fuggono le idee, i talenti, gli svegli e i dormienti, i soldi e gli esperimenti, il buon senso e i sentimenti. Fuggono i figli dai patri fendenti, fuggono i padri dai figli deficienti. Fuggono i premier come i monarchi, rientrano dalle finestre travestiti da patriarchi, e quelli ancora lucidi sono eresiarchi.<\/p>\n<p>Da qua fugge tutto. Solo le <strong>stronzate non migrano mai dall\u2019Italia<\/strong>. Solo quel non richiesto senso di ebbra sciocchezza. Non richiesta leggerezza sorridente e accogliente. Non attesa da nessuno. Iniziative che non lasciano il segno, ma che lasciano sgomenti. Quel sapore lieve di inutilit\u00e0, di plastica, di bont\u00e0 finta, che non risolve, non affascina, non modifica, n\u00e9 influenza. Si mostra per quel che \u00e8, nuda assenza. Privazione d\u2019immaginazione, di fantasia, di sprezzatura, finanche. Di coraggio, lealt\u00e0, realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il buio di una realt\u00e0 surreale che in realt\u00e0 non ha pi\u00f9 nulla di reale, e da dire.<br \/>\nLa <strong>Nave della Tolleranza di Capalbio<\/strong> \u2013 (The Ship of Tolerance). &#8220;<em>Progetto itinerante dal forte valore simbolico e concettuale,\u00a0The Ship of Tolerance\u00a0\u00e8 promosso dalla Fondazione Kabakov, realt\u00e0 con cui i due grandi artisti ucraini s\u2019impegnano per la diffusione di valori positivi, tra spirito utopico e umanesimo: dialogo tra culture, battaglia per i diritti civili, libert\u00e0, uguaglianza, pace tra i popoli<\/em>&#8220;, riporta Artribune.com. La nave attualmente si trova nel giardino di Madonna Jacaranda Caracciolo Falck, erede di Carlo Caracciolo, nono principe di Castagneto, quarto duca di Melito e cognato di Gianni Agnelli; azionista storico del gruppo l\u2019Espresso con ricchezze che vanno dall\u201911% nel gruppo editoriale alle splendide tenute di Torretta Vecchia (Latina) e Garavicchio in Toscana, per un totale stimato di 250 milioni di euro \u2014. Storie altoborghesi molto simili a quei capalbiesi che i migranti non li volevano per <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/marcia-milano-stessi-intellettuali-capalbio-che-hanno-detto-1399702.html\" target=\"_blank\">non rovinarsi la vacanza<\/a><\/strong> -, il <strong>duo Manila Flamini e Giorgio Minisini<\/strong>, a cui sportivamente vanno i complimenti, che vince l\u2019oro di nuoto sincronizzato ai mondiali di Budapest, dedicando la coreografia ai migranti. \u201c<em>A scream from Lampedusa [\u2026] che fotografa il dramma, l&#8217;amore e la speranza di tante famiglie che ogni giorno fuggono dall&#8217;odio della guerra, dalla piaga della fame e dalla persecuzione politica e religiosa<\/em>\u201d, ci racconta Repubblica.it-, la <strong>startup che offre opportunit\u00e0 di lavoro ai rifugiati<\/strong>, StartRefugees, creata da Mauro Orso, fondatore di ISpoon; e <strong>Bono Vox<\/strong> che viene in Italia, riempie lo stadio, ci fa la solita morale e ringrazia che siamo cos\u00ec bravi e buoni da togliere le castagne dal fuoco a mezza Europa, tenendoci tutti i migranti. Lo stesso Bono titolare di 8 societ\u00e0 offshore, con un patrimonio di un miliardo e mezzo di Euro, con una passione per la turbofinanza e stima per la Merkel, considerata da lui \u201csimbolo morale\u201d, come ci ricorda Mario Giordano; e il <strong>Migrant Film Festival<\/strong>, a Potenza, iniziato lo scorso 15 luglio. Un festival dedicato interamente ai migranti, di cui ci d\u00e0 segnalazione Vulturenews.net che, nell\u2019articolo di presentazione titola (per davvero): \u201cA Palazzo San Gervasio <span style=\"text-decoration: underline\">sbarca<\/span> il \u201cMigrant Film Festival\u201d; lo stesso \u00e8 accaduto al <strong>SalinaDocFest<\/strong>, in Sicilia &#8211; dedicato ai migranti. Selezionati 4 film per raccontare ricchezza del &#8216;capitale umano&#8217;. Ansa riporta le parole di Giovanna Taviani. Nelle prime righe, dite se non suona familiare il discorso anche a molti giovanotti italiani\u2026: &#8220;<em>Sono film che parlano della scomparsa del padre, di una generazione tradita e costretta a rinunciare alla maternit\u00e0 per l&#8217;incapacit\u00e0 di mantenersi, e di minori non accompagnati, orfani di un&#8217;Europa che respinge con i muri e tradisce i principi della Costituzione<\/em>&#8221; -; e ancora il <strong>sito del Vaticano<\/strong> interamente dedicato ai migranti \u2013 \u201c<em>La difesa dei loro diritti inalienabili, la garanzia delle libert\u00e0 fondamentali e il rispetto della loro dignit\u00e0 sono compiti da cui nessuno si pu\u00f2 esimere<\/em> \u2013 ha detto Papa Francesco \u2013 <em>Proteggere questi fratelli e sorelle \u00e8 un imperativo morale\u00a0da tradurre adottando strumenti giuridici, internazionali e nazionali, chiari e pertinenti<\/em>\u201d. \u201c<em>La sezione migranti e rifugiati<\/em> \u2013 hanno spiegato in una conferenza stampa padre Baggio e padre Czerny, i due Sottosegretari del dicastero \u2013 <em>fornisce alla Chiesa un importante strumento pratico per stare accanto alle persone che <strong>Ges\u00f9 aveva pi\u00f9 a cuore<\/strong><\/em>\u201d. Che Ges\u00f9 aveva pi\u00f9 a cuore\u2026 -, o il contest per le vignette dedicate ai migranti, nel contesto dell\u2019Internet Festival di Pisa dello scorso anno, intitolato <strong>\u201cLa satira naviga\u2026 con la marea nel Mediterraneo\u201d. <\/strong>E poi<strong> un\u2019infinita <\/strong>serie di mostre, opere d\u2019arte, giornate mondiali, fotografie, piazze, monumenti, tipi di pizza, serate di festa e riflessione, giochi popolari, squadre di calcio, pianeti, zolle di terra, slarghi, curve, sagre, leggi, iniziative, nuove specie di pesci, elementi della tavola periodica, linee di abbigliamento, concerti, poesie, dedicate ai migranti in tutta Italia. Tutto dedicato a chi scappa soffrendo.<\/p>\n<p>L\u2019empatia \u00e8 tutta concentrata l\u00ec. Nessuno si pu\u00f2 permettere di far sentire coccolati, circondati di solidariet\u00e0, a proprio agio, quelle migliaia di italiani che stanno vivendo come cani questa porzione di storia.<\/p>\n<p><strong>La strada dell\u2019integrazione, verso la maturit\u00e0 sociale, o la via per la speculazione mascherata da emozione?<\/strong> Come spesso Il Giornale ha dimostrato (<strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/speciali\/business-dellimmigrazione-126583.html\" target=\"_blank\">leggere per credere lo speciale \u201cIl business dell\u2019immigrazione\u201d<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tutto questo impegno non c\u2019\u00e8 per quel padre italiano separato che ha perso il lavoro e deve mantenere comunque la famiglia? E per fermare l\u2019emorragia di connazionali che fuggono per disperazione, che vanno a fare il cervello solo fuori? E per quelle giovani partite Iva che nell\u2019unica vita disponibile dovranno rinunciare ad avere dei figli? E per formare umanamente quei ragazzi lontani da ogni riferimento, che non riescono ad assumersi la responsabilit\u00e0 della propria esistenza, e non studiano, non lavorano e non cercano lavoro? E per quelle giovani mamme rimaste sole? E per le mamme a prescindere da ogni dramma, che se vengono beccate ad allattare al parco, qualcuno chiama la Polizia? E per quella milionata di poveri italiani rovista-cassonetti? E per l\u2019assenza di un confine culturale che disegna l\u2019identit\u00e0 di una terra, di una gente millenaria, che non significa esclusione, ma consapevolezza della forza e della bellezza del proprio volto riflesso nello specchio del Mediterraneo e che, al contempo, ostruisce la strada del pensiero \u201cintegrazione=sostituzione\u201d?<\/p>\n<p>Tra metro e telegiornale, si respira tensione. Tensione evolutiva, come la chiama Jovanotti, il Bono Vox italiano. Si respira tensione.<\/p>\n<p>Segui il trend, incanta la massa. Massa che non \u00e8 pi\u00f9 condizione di quantit\u00e0, ma di singolare qualit\u00e0. Barcamenarsi. Finito il pranzo, passata la notte, colazione di nozioni. \u00c8 un indifferenziato che si ripete in un tipo generico, occupa ogni luogo della societ\u00e0, specie i pi\u00f9 alti. Non attiva processi culturali, se non casualmente, ma pretende di governare gli altri. Trascinato dalla corrente della moltitudine, della scelta collettiva, egli guadagna quelle posizioni che, da solo, probabilmente non sarebbe riuscito a raggiungere. Assiste allo svolgersi del mondo, ma non ne partecipa. Si dedica il sabato sera, ma non la vita. E alle elezioni promette il voto a tutti.<\/p>\n<p>Ripete dei mantra masticati, mentre la vita lo sfiora, l\u2019ombra lo divora. Eppure percepisce se stesso come l\u2019uomo del domani, perch\u00e9 puro, incorrotto. \u201c<em>Massa \u00e8 tutto ci\u00f2 che non valuta se stesso \u2212 n\u00e9 in bene n\u00e9 in male \u2212 mediante ragioni speciali, ma che si sente &#8220;come tutto il mondo&#8221;, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri<\/em>\u201d, profetizzava il grande esploratore della moltitudine, Jos\u00e9 Ortega y Gasset.<\/p>\n<p>I promotori di queste iniziative hanno bisogno di visibilit\u00e0, gli uomini-moltitudine di empatia. Dolce, tenera, empatia. Empatia selettiva, razzista, umanista. Generalizzata come un tondo disegnato su un foglio bagnato. Un\u2019empatia immatura che include i migranti, include chi fa parte del progetto, ed esclude gli altri, gli italiani, che dopo millenni hanno stufato di essere e chiedere, i lucidi, i vivi, gli ardenti, i coraggiosi, chi dice no, a chi non va gi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>E i migranti, diventano l\u2019unica scusa per l\u2019arte, per la protesta, per il sentimento di questo tempo.<\/strong> Per l\u2019impegno concreto, economico, immediato, totale. L\u2019unico tema che unisce un popolo di fratelli sono gli ospiti? L\u2019unico sentimento che unisce una famiglia sono gli ospiti? Come se non ci fosse altro; e l\u2019altro che c\u2019\u00e8, rimane nelle parole di un cantautore sognatore che, al massimo arriva a Sanremo Giovani; versi diversi che per\u00f2 nessuna etichetta con le palle caga, nessun giornalista registra, e\u00a0intanto il mondo migra. Nella mostra sbattuta in provincia, come in gattabuia nella Roma del Papa re, e intanto\u00a0il mondo migra. Negli articoli vivi che nessuno fa girare, come questo, e tutto il mondo migra. E migra, e migra. E mangia. E guai a negare: mangiate, mangiate, per carit\u00e0! Diceva quello seduto davanti al ragionier Fantozzi al ristorante Giapponese. Mangiate o il Samurai vi taglia le mani. Mangiate bocconi di umanit\u00e0, mangiatene. Non dubitate, mai. Non criticate. Non accusate questo tempo di essere sciocchino. Di avere il dubbio che qualcuno possa mettere in atto una grande pantomima empatica tanto per guadagnare un po\u2019 di immagine, per compiacere al tempo e agli uomini che lo popolano, e ingozzarsi di altra empatia, che va in circolo come il veleno anche nelle arterie pi\u00f9 spesse e in salute. Mangiate, ingozzatevi, siate buoni solo con chi vi pare e per il resto indignatevi.<\/p>\n<p>Zitti.<\/p>\n<p>Bella la nave della tolleranza, bello il balletto in acqua. Bello tutto. Tutto molto bello. Un modo per\u00a0pagare acqua, luce, gas, tasse in aumento, iva, inps, Irpef, scuola ai figli, libri ai figli, imu, tari, tasi, fare la spesa all&#8217;ultimo discount che mette un kg di pasta a 0,06 centesimi, scordarsi le ferie, staccare dal lavoro, non sentirsi male, non andare in depressione, un modo per cantare l&#8217;inno d&#8217;Italia, ci sar\u00e0, no?<\/p>\n<p>Chi c\u2019ha i soldini lotta per i poveri. Come la sinistra; la stessa che li ama talmente tanto che ogni volta che va al potere, li aumenta di numero, diceva il grande maestro Indro Montanelli. Va dove ti si porta alla massa e arriverai in alto. Intanto Gentiloni chiama Renzi e, parlando dello Ius Soli, dice: \u201c<em>Matteo, nel Paese c&#8217;\u00e8 un brutto clima<\/em>\u201d. &#8220;Ecco &#8211; risponde Matteo -, <em>la prossima volta prima di prenotare controllo il tempo&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;E poi se ne vanno tutti! \u00a0Da qua se ne vanno tutti! Non te ne accorgi ma da qua, se ne vanno tutti!&#8221;, cantava Caparezza. Da qua se ne vanno tutti. Fuggono i cervelli per lavare piatti o per scoprire, guarda un po\u2019, quella cellula misteriosa, ignota fin dai tempi delle iscrizioni nelle caverne, che permetter\u00e0 di rianimare un cervello dopo un discorso di Gentiloni. Fuggono gli imprenditori per pagare meno tasse in Uk e spostare la sede fiscale dove la burocrazia \u00e8 lieve, come in Olanda. Italiani, scattisti, ottosettembristi, maratoneti occasionali. Spaghetti, pizza e scarpe da running. 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