{"id":1116,"date":"2015-06-18T07:47:34","date_gmt":"2015-06-18T07:47:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=1116"},"modified":"2015-06-18T07:47:34","modified_gmt":"2015-06-18T07:47:34","slug":"twitter-terrorist","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/06\/18\/twitter-terrorist\/","title":{"rendered":"Twitter Terrorist"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/06\/twitter_terrorist.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1117\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/06\/twitter_terrorist-300x150.png\" alt=\"twitter_terrorist\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/06\/twitter_terrorist-300x150.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/06\/twitter_terrorist.png 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ALAA E ALI<\/strong><br \/>\nIn due non fanno 40 anni e rappresentano la nuova generazione di \u201cTwitter terrorist\u201d, giovani musulmani occidentali che usano i social per contribuire alla causa islamista, fare propaganda e proseliti e raccogliere fondi per i combattenti jihadisti.<br \/>\nLei si chiama <strong>Alaa Esayed<\/strong>, ha 22 anni e viene da Kennington a sud di Londra. L\u2019Old Bailey (il tribunale penale) l\u2019ha condannata a tre anni e mezzo di carcere.<br \/>\nSul suo account Twitter (@bentalislam, figlia dell\u2019Islam) <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/uk-news\/2015\/jun\/11\/alaa-esayed-jail-twitter-terrorism-london?CMP=share_btn_tw\" target=\"_blank\">ha pubblicato in meno di un anno oltre 45.000 messagg<\/a>i (pi\u00f9 di 100 tweet al giorno) inneggianti alla jihad e foto di jihadisti uccisi in combattimento o prigionieri \u201cinfedeli\u201d prima dell\u2019esecuzione; foto che venivano usate anche sul suo account Instagram. Tra il materiale che la prolifica \u201cTwitter terrorist\u201d amava pubblicare c\u2019erano anche esortazioni alle mamme islamiche affinch\u00e9 inviassero i loro figli a combattere per la Jihad: <em>\u201cquando tuo figlio inizia ad andare a scuola fai crescere in lui il desiderio del Kalashnikov invece di attaccarlo ad una PlayStation\u201d<\/em>. E poemi sul martirio: <em>\u201cIo vi dico che voglio essere martire per la terra della jihad e sono felice di rispondere a quella chiamata e il Allah mi aiuti a raggiungere ci\u00f2 che desidero, lo Stato islamico in Iraq e Siria\u201d<\/em>.<br \/>\nLei si \u00e8 difesa affermando di ignorare il contenuto del materiale che pubblicava, non conoscendo l\u2019arabo; e che il suo era solo un taglia e incolla da altri siti. Quindi per il suo difensore non poteva essere accusata d\u2019istigazione al terrorismo perch\u00e9 mancava <em>\u201cl\u2019elemento creativo\u201d<\/em>. Eppure, senza creativit\u00e0, il suo account era indicato, nei siti jihadisti, tra i primi 60 account da seguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lui invece si chiama <strong>Ali Shukri Amin<\/strong> ed \u00e8 un liceale americano di 17 anni dalla Virginia; con il suo account @Amreekiwitness, ha svolto <a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/local\/crime\/northern-va-teen-admits-running-pro-islamic-state-twitter-and-helping-man-join-terrorist-group\/2015\/06\/11\/1d0cb33e-0eef-11e5-9726-49d6fa26a8c6_story.html\" target=\"_blank\">un\u2019insospettabile attivit\u00e0 di reclutamento<\/a>, aiutando un suo amico ad unirsi alla jihad raggiungendo in Turchia i contatti che lui stesso aveva allacciato sul social media.<br \/>\nNon solo, ma ha ammesso di utilizzare Twitter per diffondere consigli su come aiutare materialmente l\u2019Isis, a partire dall\u2019uso dei Bitcoin (le monete virtuali non tracciabili) per far arrivare contributi e donazioni ai combattenti islamici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FASCINAZIONE ISIS<\/strong><br \/>\nIl meccanismo di fascinazione che l\u2019Isis produce in molti giovani mussulmani occidentali, trova nei social media terreno fertile per produrre meccanismi di adesione spontanea e spesso irresponsabile. D\u2019altro canto la propaganda in rete dell\u2019Isis \u00e8 stata definita una <em>\u201cgold-standard\u201d<\/em> per qualit\u00e0 e quantit\u00e0; e Matt Olsen, ex-direttore del <a href=\"http:\/\/www.nctc.gov\" target=\"_blank\">National Counterterrorism Center<\/a>, spieg\u00f2 un anno fa che lo Stato Islamico ha prodotto <em><a href=\"http:\/\/thehill.com\/policy\/defense\/216601-us-officials-warn-isis-has-created-propaganda-machine\" target=\"_blank\">\u201cla pi\u00f9 significativa macchina di propaganda globale mai utilizzata da un\u2019organizzazione terroristica in particolare sui social media\u201d<\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E tra questi, Twitter \u00e8 tra i pi\u00f9 usati dalle organizzazioni integrlaiste. Secondo gli ossessivi controllori della nostra libert\u00e0 digitale, la responsabilit\u00e0 sarebbe dell\u2019azienda stessa: Twitter \u00e8 tra le poche web-company <a href=\"http:\/\/www.usatoday.com\/story\/tech\/2013\/06\/07\/nsa-prism-twitter\/2401605\/\">a non aver aderito a Prism,<\/a> il programma di controllo e sorveglianza globale costruito dagli americani sulle reti di comunicazione.<br \/>\nMa la ragione non \u00e8 solo questa. Twitter, per sua stessa natura ha poche informazioni da poter girare alle autorit\u00e0 di sicurezza Usa: la maggioranza dei suoi messaggi sono pubblici e non raccoglie dati sensibili dei suoi utenti (indirizzi, carte di credito o altre informazioni d\u2019identificazione oltre gli indirizzi IP).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UNA BATTAGLIA LUNGA<\/strong><br \/>\nMa, al di la di Twitter, il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 complesso: fino ad oggi le agenzia di controterrorismo non sono riuscite ad individuare una strategia capace di contrastare efficacemente la propaganda dell\u2019Isis ed a volte i tentaivi sono incredibilmente goffi; come quello di Richard Stengel, l\u2019ex direttore editoriale del Time, che Obama ha promosso \u201cSottosegratrio per gli Affari Pubblici\u201d, che vorrebbe <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2015\/02\/17\/world\/middleeast\/us-intensifies-effort-to-blunt-isis-message.html?_r=1\" target=\"_blank\">creare una controinformazione virale attraverso 350 account twitter direttamente alimentati dal Dipartimento di Stato<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che la battaglia sar\u00e0 lunga perch\u00e9 il nemico utilizza una cifra comunicativa (anche nelle immagini di violenza) del tutto simile a quella dell\u2019industria entertainemt occidentale. <strong>Troppo simile per non pensare che nasca proprio qui<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/10\/14\/isis-se-i-complottisti-hanno-ragione\/\" target=\"_blank\">Isis: se i &#8220;complottisti&#8221; hanno ragione<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/08\/01\/gaza-come-hamas-manipola-linformazione\/\" target=\"_blank\">Gaza: come Hamas manipola l&#8217;informazione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>ALAA E ALI In due non fanno 40 anni e rappresentano la nuova generazione di \u201cTwitter terrorist\u201d, giovani musulmani occidentali che usano i social per contribuire alla causa islamista, fare propaganda e proseliti e raccogliere fondi per i combattenti jihadisti. 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Sul suo account Twitter (@bentalislam, figlia dell\u2019Islam) ha pubblicato in meno di un anno oltre 45.000 messaggi (pi\u00f9 di 100 tweet al giorno) inneggianti alla jihad e foto di jihadisti [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/06\/18\/twitter-terrorist\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64864,64863,64893],"tags":[47456,1996],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1116"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1120,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1116\/revisions\/1120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}