{"id":112,"date":"2014-08-01T08:53:19","date_gmt":"2014-08-01T08:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=112"},"modified":"2015-01-30T09:58:43","modified_gmt":"2015-01-30T09:58:43","slug":"gaza-come-hamas-manipola-linformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/08\/01\/gaza-come-hamas-manipola-linformazione\/","title":{"rendered":"Gaza: come Hamas manipola l&#8217;informazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gabriele Barbati<\/strong> \u00e8 un giornalista italiano inviato a Gaza per Tgcom24; in questo giorni ha raccontato su Twitter la guerra attraverso quel meccanismo immediato e drammaticamente sintetico dei social-media. Lo ha fatto raccogliendo, di volta in volta, testimonianze e fonti che aggiornavano le notizie sul conflitto. Due giorni fa, dopo aver lasciato Gaza, ha confermato nel suo ultimo tweet che <strong>la strage di bambini avvenuta nella scuola rifugio di Al-Shati non \u00e8 stata causata da Israele ma da un missile di Hamas<\/strong>; esattamente quello che le <a href=\"https:\/\/twitter.com\/IDFSpokesperson\/status\/493900772988682241\/photo\/1\">Forze Armate di Tel Aviv avevano denunciato poche ore dopo i\u00a0bombardamenti di Al-Shati e dell\u2019ospedale di Shifa<\/a>\u00a0(quest&#8217;ultimo, in verit\u00e0, non citato da Barbati).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/Tweet-Barbati.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-139 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/Tweet-Barbati-300x105.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/Tweet-Barbati-300x105.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/Tweet-Barbati.png 585w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da settimane, israeliani e palestinesi si rimbalzano accuse reciproche sulle vittime civili di questa guerra.\u2028 Eppure c&#8217;\u00e8 una frase, nel tweet di Barbati, che colpisce pi\u00f9 di altre. <strong>Il reporter italiano fa capire che ha potuto dire la verit\u00e0, solo dopo essere uscito da Gaza <em>&#8220;lontano dalla ritorsione di Hamas&#8221;<\/em> (testuale).<\/strong><br \/>\nDa giorni, diversi media internazionali denunciano casi di giornalisti interrogati e minacciati dai miliziani di Hamas per essere stati testimoni di cose che non dovevano vedere; molti anche i casi di fotografi che hanno subito il sequestro delle proprie apparecchiature.\u00a0\u00c8\u00a0ovvio che l&#8217;uso della censura in zone di guerra \u00e8 spesso una prassi necessaria ed attiene alla sicurezza dei combattenti e alla difesa degli obiettivi strategici: report \u00a0giornalistici e immagini sono elementi troppo utili al nemico per consentire che circolino liberamente.\u00a0Ma quella che sta avvenendo a Gaza, fuori dalle telecamere dei media ufficiali, \u00e8 una forma di pressione e di condizionamento che punta a modificare la realt\u00e0 della percezione della guerra in Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 21 luglio, <strong>Nick Casey<\/strong>, giornalista del Wall Street Journal, ha svelato su Twitter come Hamas utilizzasse i sotterranei dell&#8217;ospedale di Shifa come base operativa e addirittura come centro informativo dei media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/nick-casey-deleted-tweet2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-140 alignnone\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/nick-casey-deleted-tweet2.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/nick-casey-deleted-tweet2.jpg 404w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/nick-casey-deleted-tweet2-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ll tweet \u00e8 stato poco dopo rimosso dall&#8217;autore dopo aver subito diverse minacce sul suo account.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 28 luglio un altro corrispondente del Wall Street Journal,\u00a0<strong>Tamer El-Ghobashy<\/strong><span>, ha postato un&#8217;immagine dell&#8217;ospedale di Shifa colpito, suggerendo fosse stato causato da un missile fuori controllo di Hamas.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/wsj-tamer-el-ghobashy-deleted-tweet-e1406671030340.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-130\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/wsj-tamer-el-ghobashy-deleted-tweet-e1406671030340.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/wsj-tamer-el-ghobashy-deleted-tweet-e1406671030340.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/07\/wsj-tamer-el-ghobashy-deleted-tweet-e1406671030340-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche questo tweet \u00e8 stato cancellato e poi sostituito con un pi\u00f9 diplomatico: <a href=\"https:\/\/twitter.com\/TamerELG\/status\/493825106498424833\">&#8220;non chiara l&#8217;origine del proiettile&#8221;<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si moltiplicano i giornalisti che denunciano l&#8217;uso di scudi umani da parte di Hamas e l&#8217;utilizzo di aree civili (tra cui\u00a0<span>scuole e ospedali) come zone di lancio dei missili.<br \/>\n<strong>Peter Stefanovic<\/strong>, corrispondente della Tv australiana Channel Nine, ha twittato in diretta la notizia del lancio di due missili di Hamas a duecento metri di distanza dal suo albergo scoprendo <a href=\"https:\/\/twitter.com\/peterstefanovic\/status\/491855161187659776\">una base missilistica nella porta accanto<\/a>.<br \/>\nIl capo redattore a Gerusalemme del Financial Times, <strong>John Reed<\/strong>, \u00a0ha dichiarato di aver visto lanciare <a href=\"https:\/\/twitter.com\/JohninJerusalem\/status\/491948431380738048\">due missili verso Israele da vicinanze dell&#8217;ospedale di al-Shifa<\/a> in piena attivit\u00e0 di soccorso ai feriti.<br \/>\nIl 24 luglio scorso, Lib\u00e9ration (testata francese non certo sospettabile di filo-sionismo) ha pubblicato la testimonianza di un giornalista franco-palestinese <strong>Radjaa Abou Dagga<\/strong>, inviato di un quotidiano francese e di una radio algerina,\u00a0che ha raccontato di essere stato portato nell\u2019ospedale di Al-Shaifa dove \u00e8 stato interrogato da un gruppo di miliziani della brigata integralista di Al-Qassam che l\u00ec avevano la loro base. Al giornalista, la cui famiglia risiede a Gaza, \u00e8 stato poi intimato lasciare la citt\u00e0 e smettere di lavorare. Oggi l\u2019intervista su Lib\u00e9ration <a href=\"http:\/\/www.liberation.fr\/monde\/2014\/07\/24\/tu-dois-quitter-gaza-au-plus-vite-et-arreter-de-travailler_1069701\" target=\"_blank\">\u00e8 stata oscurata su richiesta del giornalista stesso<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il controllo dell&#8217;informazione da parte di Hamas, a Gaza, non si basa solo sulla coercizione verso i giornalisti, ma anche su precisi indirizzi propagandistici.<br \/>\nIl Ministero degli Interni dell&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese di Gaza (in mano ad Hamas) ha prodotto un documento con le linee guida per la comunicazione con la stampa estera e sui social media. Il documento (<a href=\"http:\/\/www.memri.org\/report\/en\/0\/0\/0\/0\/0\/0\/8076.htm\" target=\"_blank\">tradotto in inglese su MEMRI<\/a>) ha come obiettivi: saldare la coesione di Hamas, prevenire la fuga notizie utili a fini militari per Israele, rafforzare l\u2019immagine della causa palestinese nel mondo arabo e in Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune regole sono un esempio perfetto di strategia manipolatoria e psicologia comunicativa:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>Qualsiasi morto, anche se \u201cmartirizzato\u201d (cio\u00e8 ucciso in combattimento) dev\u2019essere definito \u201ccivile di Gaza o palestinese\u201d.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ogni report deve iniziare con la frase: \u201cin risposta al crudele attacco israeliano\u201d<\/strong><\/li>\n<li><strong>Divieto di pubblicare foto di missili lanciati contro Israele<\/strong><\/li>\n<li><strong>Divieto di pubblicare qualsiasi foto di siti di lancio o di movimenti di militari<\/strong><\/li>\n<li><strong>Agli amministratori di pagine Facebook \u00e8 sconsigliato pubblicare foto di uomini mascherati e armati per non incorrere nella cancellazione dell&#8217;account<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento definisce anche le tecniche di persuasione nelle discussioni, invitando ad usare argomenti politici e razionali quando si discute con un occidentale e temi emotivi quando si parla con un arabo; non lodare i successi militari ma mantenere sempre un atteggiamento vittimistico<strong> e soprattutto evitare (quando si parla con gli 0ccidentali) di \u201cprovare a convincerli che l\u2019Olocausto \u00e8 una menzogna&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Manuel Castells, uno dei pi\u00f9 importanti sociologi contemporanei, nel suo libro &#8220;Comunicazione e Potere&#8221; ha scritto: <em>&#8220;i media non sono il Quarto Potere. Sono molto pi\u00f9 importanti; sono lo spazio dove si costruisce il potere&#8221;<\/em>.<br \/>\nHamas lo ha capito bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gabriele Barbati \u00e8 un giornalista italiano inviato a Gaza per Tgcom24; in questo giorni ha raccontato su Twitter la guerra attraverso quel meccanismo immediato e drammaticamente sintetico dei social-media. Lo ha fatto raccogliendo, di volta in volta, testimonianze e fonti che aggiornavano le notizie sul conflitto. Due giorni fa, dopo aver lasciato Gaza, ha confermato nel suo ultimo tweet che la strage di bambini avvenuta nella scuola rifugio di Al-Shati non \u00e8 stata causata da Israele ma da un missile di Hamas; esattamente quello che le Forze Armate di Tel Aviv avevano denunciato poche ore dopo i\u00a0bombardamenti di Al-Shati e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/08\/01\/gaza-come-hamas-manipola-linformazione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64892,64890,64893],"tags":[3771,49],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=112"}],"version-history":[{"count":71,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":776,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112\/revisions\/776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}