{"id":1168,"date":"2015-07-10T07:41:35","date_gmt":"2015-07-10T07:41:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=1168"},"modified":"2015-07-10T09:57:43","modified_gmt":"2015-07-10T09:57:43","slug":"il-caso-mallegni-storia-di-una-persecuzione-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/07\/10\/il-caso-mallegni-storia-di-una-persecuzione-senza-fine\/","title":{"rendered":"Il caso Mallegni: storia di una persecuzione senza fine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/07\/giudice2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-1181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/07\/giudice2.jpg\" alt=\"giudice2\" width=\"251\" height=\"246\" \/><\/a>UN\u2019ITALIA FEUDALE<\/strong><br \/>\nDel caso Mallegni parlammo <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/vigilessa-giudice-e-sindaco-storia-che-imbarazza-renzi-1012601.html\">in quest\u2019articolo di un anno fa<\/a> che v\u2019invito a leggere, rileggere e rileggere ancora\u2026 anche pi\u00f9 di tre volte.\u00a0Perch\u00e9 la storia che l\u00ec \u00e8 raccontata non \u00e8 semplicemente un clamoroso errore giudiziario, definizione asettica con cui i media raccontano la distruzione di vite, famiglie e carriere professionali compiute da magistrati che non pagano mai. No, quello che successe a Massimo Mallegni fu qualcosa di pi\u00f9: <strong>fu il manifestarsi plateale e sfacciato di un\u2019Italia feudale in cui il potere di pochi pu\u00f2 stravolgere le regole della democrazia, della volont\u00e0 popolare e dei diritti altrui<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un sindaco (ottimo amministratore eletto per ben due volte dai suoi cittadini) portato via in manette dal Consiglio comunale, costretto a farsi <strong>sei mesi tra galera e arresti domiciliari, per<\/strong> <strong>cinquantuno capi d\u2019accusa<\/strong> (dall\u2019associazione a delinquere, alla corruzione) <strong>per i quali risult\u00f2 del tutto innocent<\/strong>e; accuse partite da una denuncia per mobbing fatta dal suo Comandante dei Vigili Urbani, Antonella Manzione.<br \/>\n<strong>Il suo arresto (ed \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 sconvolgente) fu <\/strong><strong>richiesto al GIP ed ottenuto,<\/strong><strong> dal fratello di lei magistrato (Domenico Manzione) che aveva condotto le indagini; arresto risultato persino illegittimo, come decret\u00f2 la Cassazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, prendetevi tutto il tempo che volete ma <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/vigilessa-giudice-e-sindaco-storia-che-imbarazza-renzi-1012601.html\" target=\"_blank\">leggetevi l\u2019articolo<\/a>\u00a0che spiega anche altre chicche di questa Italia; solo cos\u00ec potrete capire l\u2019assurdo di quello che sto ora per raccontarvi. Perch\u00e9 la storia non \u00e8 finita qui\u2026<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0PAUSA LETTURA<\/strong><br \/>\nL\u2019avete letto? Bene, ora ditemi, innanzitutto: come vi sentite? Che siate di destra o di sinistra, avete anche voi in bocca un retrogusto di indignazione e frustrazione? Avete anche voi l\u2019idea di non vivere in un paese civile ma nella Corea del Nord di Kim Jong-un dove una casta autoritaria e i suoi famigli possono decidere la libert\u00e0 (e quindi anche la vita) di uomini e donne?<br \/>\nVi ho detto che la storia non finiva qui. Tenetevi forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>TO BE CONTINUED&#8230;<\/strong><br \/>\nRiabilitato dalla sua vicenda giudiziaria Massimo Mallegni \u00e8 tornato a fare politica. Alle ultime ammnistrative, quelle del mese scorso, si \u00e8 candidato nuovamente sindaco nella sua Pietrasanta <strong>e nuovamente ha vinto<\/strong>. La sera dei risultati, una folla di duemila cittadini l\u2019ha accompagnato nella sede del Comune da dove quattro anni prima era stato portato via ingiustamente in manette e l\u00ec ha ricevuto la fascia tricolore dal sindaco uscente (di sinistra), un atto di riconoscimento che fa onore. Massimo Mallegni quella sera ha pianto di gioia.<br \/>\n<em>\u201cCome ti senti Massimo?\u201d<\/em>, gli ho chiesto; <em>\u201ccome uno che ritorna alla vita\u201d<\/em> mi ha risposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal giorno dopo, col suo fare da imprenditore versiliese, ha cominciato a lavorare per comporre la Giunta, sbrigare pratiche e governare la \u201cPiccola Atene\u201d (com\u2019\u00e8 chiamata la perla d\u2019arte e di artisti della Versilia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una settimana fa un nuovo colpo di scena: <strong>il Prefetto di Lucca l\u2019ha sospeso da sindaco per la Legge Severin<\/strong>o.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 possibile? Presto detto: oltre ai cinquantuno reati da cui \u00e8 stato assolto, ce n\u2019era un cinquantaduesimo caduto in prescrizione; un abuso d\u2019ufficio per <em>\u201cistigazione al rilascio di Passo Carrabile\u201d<\/em> (non ridete che \u00e8 tutto tragicamente vero!).<br \/>\nChi conosce i riti giudiziari sa che funziona cos\u00ec: quando un castello di accuse \u00e8 clamorosamente smontato in sede processuale, per non ammettere l\u2019errore, ti appioppano un reato minore in prescrizione cos\u00ec che comunque il sospetto che qualcosa hai fatto possa rimanere. Ne parlammo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/09\/25\/mauro-rotelli-lennesimo-caso-di-una-giustizia-assurda\/\" target=\"_blank\">in quest\u2019altro articolo\u00a0relativo ad un altro clamoroso caso di ingiustizia, quello di Mauro Rotelli<\/a>.<br \/>\nIn teoria alla prescrizione si pu\u00f2 ricorrere in appello ma tutti sanno che, chi esce da una persecuzione giudiziaria di anni, \u00e8 distrutto psicologicamente ed economicamente e il livello di frustrazione \u00e8 tale che difficilmente ricorrer\u00e0 in appello pur di scappare da quel girone infernale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UNO STRANO RINVIO<\/strong><br \/>\n<strong>Invece Massimo Mallegni in appello c\u2019\u00e8 voluto andare<\/strong>. L\u2019udienza era stata fissata al 30 giugno (quindici giorni dopo le elezioni) ma, Sim Sala Bim, la Procura generale di Firenze, l\u2019ha spostata di dodici mesi (un anno!!!).<br \/>\n\u00c8 allora che entra in scena il Prefetto che, su questo rinvio, pensa bene di applicare la Legge Severino sospendendo Mallegni dall\u2019incarico di sindaco. Si, avete capito bene: <strong>quella legge che non si applica a De Magistris e a De Luca (amministratori di sinistra condannati per reati gravi) si applica al sindaco di centrodestra di un piccolo comune toscano per un reato ridicolo prescritto<\/strong>.<br \/>\nLa decisione lascia allibiti perch\u00e9 comunque vada l&#8217;appello, Mallegni tornerebbe a fare il sindaco essendo il suo reato prescritto. Quindi perch\u00e9 continuare a perseguitare un uomo gi\u00e0 ingiustamente perseguitato e calpestare la volont\u00e0 dei cittadini che per la terza volta lo hanno scelto come sindaco?<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 stupefacente \u00e8 che questo Stato che ha rimandato di un anno l\u2019Appello, c\u2019ha messo un giorno (28 ore) per leggersi le pratiche e sospendere il sindaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo so cosa state pensando, voi maligni: che se Mallegni fosse stato di sinistra nella Toscana rossa, delle cooperative rosse, dei banchieri rossi e di qualche magistrato rosso, non sarebbe stato sospeso; e forse neppure mai perseguitato. Ma siete voi che pensate male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rimane il problema fondamentale: c\u2019\u00e8 un pezzo di magistratura di questo Paese che sembra incompatibile con la democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ULTIMO COLPO DI SCENA<\/strong><br \/>\nInfine, qualche giorno fa, di fronte all\u2019imbarazzo per l\u2019accaduto, l\u2019udienza di appello di Mallegni \u00e8 stata anticipata al 10 settembre prossimo (di ben nove mesi, incredibile vero?), appena si rientrer\u00e0 dalle vacanze.<br \/>\n<strong>In Italia la democrazia pu\u00f2 aspettare, le ferie del magistrato, no<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/09\/25\/mauro-rotelli-lennesimo-caso-di-una-giustizia-assurda\/\" target=\"_blank\">Mauro Rotelli: l&#8217;ennesimo caso di una giustizia assurda<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>UN\u2019ITALIA FEUDALE Del caso Mallegni parlammo in quest\u2019articolo di un anno fa che v\u2019invito a leggere, rileggere e rileggere ancora\u2026 anche pi\u00f9 di tre volte.\u00a0Perch\u00e9 la storia che l\u00ec \u00e8 raccontata non \u00e8 semplicemente un clamoroso errore giudiziario, definizione asettica con cui i media raccontano la distruzione di vite, famiglie e carriere professionali compiute da magistrati che non pagano mai. No, quello che successe a Massimo Mallegni fu qualcosa di pi\u00f9: fu il manifestarsi plateale e sfacciato di un\u2019Italia feudale in cui il potere di pochi pu\u00f2 stravolgere le regole della democrazia, della volont\u00e0 popolare e dei diritti altrui. Un [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/07\/10\/il-caso-mallegni-storia-di-una-persecuzione-senza-fine\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38,53041],"tags":[73195,53070],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1168"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1192,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions\/1192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}