{"id":1258,"date":"2015-09-23T12:43:56","date_gmt":"2015-09-23T12:43:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=1258"},"modified":"2015-09-23T12:43:56","modified_gmt":"2015-09-23T12:43:56","slug":"se-il-mediterraneo-esplode-i-numeri-veri-e-le-conseguenze-non-dette-dellemergenza-profughi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/23\/se-il-mediterraneo-esplode-i-numeri-veri-e-le-conseguenze-non-dette-dellemergenza-profughi\/","title":{"rendered":"Se il Mediterraneo esplode: i numeri (veri) e le conseguenze (non dette) dell&#8217;emergenza profughi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/profughi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1331\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/profughi-300x201.jpg\" alt=\"IMMIGRAZIONE:ALTRI SBARCHI A LAMPEDUSA MENTRE ARRIVA PREMIER\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/profughi-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/profughi.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>LA DESTABILIZZAZIONE DI UN MONDO<\/strong><br \/>\nLa priorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;accoglienza di quanti, disperati, sono fuggiti dai propri paesi devastati dalla guerra e dalla persecuzione. Questo \u00e8 chiaro. E non abbiamo bisogno delle lezioncine morali di mediocri\u00a0leader e tecnocrati imbelli per sapere che su questo si fonda la nostra civilt\u00e0 europea.<br \/>\n<strong>Quello a cui stiamo assistendo non \u00e8 un eccezionale flusso migratorio dovuto a circostanze particolari (guerre, carestie) ma alla completa destabilizzazione di una parte del mondo, precipitata in un caos (in buona parte generato dall&#8217;irresponsabilit\u00e0 dell&#8217;Occidente) e al sorgere di un esodo di dimensioni bibliche<\/strong>; qualcosa che non ha eguali nella storia recente. All&#8217;interno di questo flusso si mischiano molti fattori per i quali \u00e8 difficile discernere coloro che fuggono realmente perch\u00e9 impossibilitati a continuare a vivere nel loro paese o perch\u00e9 perseguitati e coloro che invece, per diverse ragioni, decidono volontariamente di andarsene dal paese d&#8217;origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire la portata di ci\u00f2 che sta succedendo (e che non raccontano) ci baseremo su una serie di dati ufficiali e di infografiche (alcune rielaborate da noi) che consentiranno di leggere il fenomeno in maniera non\u00a0filtrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>EPICENTRO SIRIA\u00a0<\/strong><br \/>\nNegli ultimi due anni, con l&#8217;intensificarsi della guerra civile e l&#8217;avanzata dell&#8217;Isis, la Siria \u00e8 diventata l&#8217;epicentro di un disastro annunciato. Se<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-Sirai-esodo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1274\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-Sirai-esodo-230x300.jpg\" alt=\"Infografica Sirai esodo\" width=\"200\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-Sirai-esodo-230x300.jpg 230w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-Sirai-esodo.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>condo l&#8217;Alto\u00a0Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), a luglio scorso erano <strong>oltre 4 milioni i siriani in fuga dal proprio paese; altri 7,6 milioni i profughi rimasti<\/strong> dentro il paese ma che hanno dovuto abbandonare le loro case e rifugiarsi in zone spesso impervie ed irraggiungibili agli aiuti umanitari.<br \/>\nIl Commissario Onu,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/559d648a9.html\" target=\"_blank\">Ant\u00f3nio Guterres, ha dichiarato:\u00a0<strong>siamo di fronte <em>&#8220;alla popolazione di rifugiati\u00a0pi\u00f9 grande mai manifestatasi\u00a0per singolo conflitto in una sola generazione&#8221;<\/em><\/strong><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 normale, questa impressionante moltitudine di uomini, donne e bambini si \u00e8 riversata inizialmente nei paesi confinanti che hanno sopportato il peso maggiore. Sempre secondo l&#8217;Unhcr, <strong>ad oggi, Turchia e Libano hanno accolto ciascuno \u00a01,5 milioni di profughi; oltre 600.000 ne ha accolti la Giordania<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL PI\u00d9 GRANDE ESODO<\/strong><br \/>\nI rifugiati sono\u00a0un problema mondiale che attiene non solo ai molteplici focolai di guerra ma anche a processi di esodo facilitati dalla globalizzazione.\u00a0Complessivamente, nel 2014, sono stati stimati <strong>nel mondo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1277\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-2-300x280.png\" alt=\"Infografica 2\" width=\"200\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-2-300x280.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Infografica-2.png 636w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>oltre 59 milioni tra profughi e rifugiati, quasi tutti concentrati in Africa e Medio Oriente<\/a><\/strong>. La seconda infografica dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.ispionline.it\" target=\"_blank\">Ispi<\/a> (l&#8217;Istituto per gli Studi della Politica Internazionale) mostra come oltre alla Siria, epicentro in questo momento, i primi 10 paesi che conoscono il dramma dell&#8217;esodo sono: Iraq, Afghanistan, Somalia, Sudan, Congo, Eritrea, Pakistan e Repubblica Centrafricana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stessa infografica (<a href=\"http:\/\/www.ispionline.it\/it\/infografiche\/i-rifugiati-nel-mondo\" target=\"_blank\">che si pu\u00f2 vedere interamente qui<\/a>) spiega che l&#8217;86% dei rifugiati \u00e8 accolto in paesi in via di sviluppo; il Kenya, Ciad, Uganda, Etiopia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>GLI ARRIVI IN EUROPA<\/strong><br \/>\nLa terza infografica mostra i numeri dell&#8217;esodo in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Cifre-esodo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1330\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Cifre-esodo-331x1024.jpg\" alt=\"Cifre esodo\" width=\"200\" height=\"618\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Cifre-esodo-331x1024.jpg 331w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Cifre-esodo-97x300.jpg 97w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/Cifre-esodo.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\n<li><strong>In quanti sono arrivati?<\/strong><br \/>\nSecondo i dati dell\u2019UNHCR,<strong> dall\u2019inizio del 2015<\/strong> al momento in cui stiamo scrivendo questo post, <strong>sono arrivate in Europa 442.421\u00a0persone<\/strong> tra migranti, profughi e rifugiati (<strong>il 70% in pi\u00f9 dell\u2019intero scorso anno<\/strong>)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Dove approdano?<\/strong><br \/>\nIl 71%\u00a0(318.489) hanno raggiunto le coste greche, il 28% quelle italiane (121.500) e meno dell\u20191% \u00e8 approdato in Spagna e a Malta.\u00a0Fino allo scorso anno le moltitudini di migranti o profughi approdavano prevalentemente in Italia. Dal 2010 al 2014 su quasi 600.000 clandestini, circa 300.000 sono arrivati in Italia.\u00a0Quest\u2019anno il disastro umanitario in Siria spinge buona parte dei fuggitivi in Grecia, privilegiando la rotta balcanica a quella del Mediterraneo Centrale<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Da dove vengono?<\/strong><br \/>\nIl 51% delle persone proviene, ovviamente, dalla Siria\u00a0devastata dalla Guerra civile; il 14% dall\u2019Afghanistan, l&#8217;8% dall\u2019Eritrea, il 4% da Nigeria e\u00a0poi da restanti paesi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Un raffronto temporale<\/strong><br \/>\nUn dato\u00a0interessante\u00a0riguarda l\u2019arco temporale degli ultimi 5 anni: nel 2010 le persone che con mezzi di fortuna arrivarono in Europa attraverso il Mediterraneo furono solo 9.700; con l\u2019inizio della Primavera Araba (fine 2010) e soprattutto con l\u2019abbattimento del regime libico e la morte di Gheddafi (ottobre 2011) il numero sal\u00ec a 70.000.\u00a0Nel 2014 (con la destabilizzazione dell\u2019intera area),\u00a0sono approdate sulle coste europee 220.000 persone, <strong>un numero tre volte superiore<\/strong>; numero gi\u00e0 ampiamente superato nei primi 9 mesi del 2015. <strong>Negli ultimi 5 anni l&#8217;Europa ha accolto 750.000 profughi che diventeranno circa 1 milione entro la fine dell&#8217;anno.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Chi sono?<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 forse il dato pi\u00f9 complesso da analizzare. <strong>La stragrande maggioranza (il 72%)\u00a0di coloro che approdano in Europa\u00a0sono maschi adulti, con netta prevalenza della fascia 18-34 anni.<\/strong> Questione delicata, perch\u00e9 in realt\u00e0 le categorie pi\u00f9 esposte ad una guerra sono donne e bambini che invece sono proprio quelli che non giungono in Europa. Alcuni fattori sono spiegabili: gli uomini adulti sono pi\u00f9 adatti ad affrontare l&#8217;enorme pericolosit\u00e0 del viaggio. Ma forse c&#8217;\u00e8 un ulteriore elemento che \u00e8 confermato dai dati dei richiedenti asilo (e che vedremo dopo):<strong> e cio\u00e8 che la maggioranza di coloro che vengono non sono profughi<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Dove vogliono andare?<\/strong><br \/>\nSecondo i dati Eurostat del 2014,\u00a0<strong>9 nazioni europee su 28 raccolgono il 90% dei richiedenti asilo<\/strong>. Nell&#8217;ordine: Germania, Svezia, Italia, Francia, Ungheria, Gran Bretagna, Austria, Olanda e Belgio. In percentuale Italia e Ungheria sono i paesi che hanno incrementato maggiormente le richieste d&#8217;asilo rispetto all&#8217;anno precedente (<strong>Italia +143%, Ungheria + 126%<\/strong>)<\/li>\n<li><strong>Quanti non ce l&#8217;hanno fatta?<\/strong><br \/>\n\u00c8 il dato pi\u00f9 terribile: a Settembre 2015 sono 2.814 i morti o dispersi. Il numero maggiore (2.621) nel tratto di mare che separa la Libia dall&#8217;Italia. <strong>I morti\/dispersi nel Mediterraneo, rappresentano oltre il 70% dell&#8217;intero numero di morti e dispersi tra i rifugiati del mondo<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>SONO MIGRANTI, PROFUGHI O RIFUGIATI?<\/strong><br \/>\nNel lessico comune, i tre termini vengono spesso assimilati; si tratta invece di categorie diverse che prevedono diverse metodologie di approccio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/RICHIESTE-ASILO.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1332\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/RICHIESTE-ASILO-134x300.jpg\" alt=\"RICHIESTE ASILO\" width=\"190\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/RICHIESTE-ASILO-134x300.jpg 134w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/RICHIESTE-ASILO-459x1024.jpg 459w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/09\/RICHIESTE-ASILO.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a><strong>Migrante<\/strong>: \u00e8 colui che lascia la sua patria <strong>\u201cvolontariamente\u201d<\/strong> per cercare condizioni di vita migliori in altri paesi (lavoro o diverso status sociale).<br \/>\n<strong>Profugo<\/strong>: \u00a0\u00e8 colui <strong>costretto<\/strong> a lasciare la sua casa o il suo paese <strong>per cause non legate ad una dimensione individuale<\/strong> (guerre, carestie, catastrofi naturali). Il profugo ha diritto ad una \u201cprotezione umanitaria\u201d che gli garantisca gli elementari diritti e aiuti alla sopravvivenza.<br \/>\n<strong>Rifugiato<\/strong>: \u00e8 colui costretto a lasciare il proprio paese perch\u00e9 perseguitato per ragioni individuali legate alla <em>\u201crazza, religione, nazionalit\u00e0, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche\u201d<\/em>. La figura del rifugiato \u00e8 stabilita\u00a0dalla Convenzione di Ginevra del 1951.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A rifugiati e profughi vanno riconosciuti il diritto di asilo politico, di protezione sussidiaria o comunque l&#8217;accoglienza per ragioni umanitarie. Mentre i migranti, al pari di qualsiasi altro cittadino straniero, possono essere accolti nel rispetto delle legislazioni nazionali di ingresso e permanenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2104, \u00a0su 357.000 immigrati che hanno fatto\u00a0richiesta\u00a0di asilo\u00a0nei 28 paesi UE, solo a 160.000 (il 45%)\u00a0sono stati\u00a0riconosciuti i requisiti per lo status di rifugiato (90.000), la &#8220;protezione sussidiaria&#8221; (55.000) o l&#8217;accoglienza per &#8220;ragioni umanitarie&#8221; (15.500).<br \/>\n<strong>Questo significa che pi\u00f9 della met\u00e0 di coloro\u00a0che sono arrivati\u00a0in Europa lo scorso anno non sono n\u00e9 profughi, n\u00e9 rifugiati; non sono perseguitati e non\u00a0incorrerebbero in reali pericoli se dovessero tornare nel loro paese<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa situazione tender\u00e0 a modificarsi nei prossimi anni.\u00a0Gi\u00e0 ques&#8217;anno oltre il 75% di coloro che sono arrivati, proviene da Paesi ritenuti ad alta densit\u00e0 di profughi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>TRE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<ol>\n<li><strong>UN PRECEDENTE<\/strong>:\u00a0Nel 1948 la guerra arabo-israeliana produsse 700.000 rifugiati palestinesi. Quell&#8217;esodo, 7 volte pi\u00f9 piccolo di quello che sta avvenendo in Siria, ha prodotto per 60 anni la destabilizzazione di un&#8217;intera area, un focolaio perenne di guerra e terrorismo su piano internazionale. <strong>Ci\u00f2\u00a0che potrebbe generare\u00a0nei prossimi anni la crisi siriana \u00e8 solo lontanamente immaginabile<\/strong>; nel caso di una caduta del regime di Assad, una vittoria dei jihadisti dell&#8217;Isis, il consolidarsi del Califfato e la frantumazione (sul modello libico) della Siria produrrebbero un effetto domino su tutta l&#8217;area del Mediterraneo meridionale e orientale gi\u00e0 attraversate da crisi profonde.\u00a0<strong>I flussi migratori di questi ultimi mesi sono solo un piccolissimo &#8220;assaggio&#8221; di quello che l&#8217;Europa potrebbe subire nei prossimi anni<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>SI FUGGE DAL CAOS NON DALLA DITTATURA<\/strong>:\u00a0i\u00a0milioni di profughi non fuggono dalle dittature di despoti cattivi ma dal caos generato dalle guerre alimentate da Washington e Londra.\u00a0Non fuggivano i libici da Gheddafi e non fuggivano\u00a0i siriani da Assad. Fuggono ora che\u00a0Washington e Londra hanno abbattuto o dissolto governi (autoritari ma legittimi) e l&#8217;ordine statuale che c&#8217;era in quei paesi; fuggono perch\u00e9 qualcuno ha voluto &#8220;esportare la democrazia&#8221;.\u00a0<strong>Sono le bombe umanitarie a creare i disastri umanitari<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>L\u2019EUROPA SI SVEGLI!!!\u00a0<\/strong>Di fronte a tutto questo, l\u2019Europa non esiste. L\u2019attuale situazione, prevista con largo anticipo,\u00a0ha trovato le classi dirigenti europee distratte o stupidamente passive. Da mesi i leader europei si riuniscono per discutere le regole sull&#8217;accoglienza, stabilire quote, ridisegnare norme, ma nessuno che prenda l&#8217;iniziativa per fermare una sciagurata strategia politica che, dalla Primavera Araba, alla guerra alla Libia fino all&#8217;attuale disastro siriano, \u00e8 stata voluta e perpetuata da Usa e Gran Bretagna.\u00a0<strong>\u00c8 impressionante notare come l\u2019Europa non abbia una minima idea di quali siano i suoi interessi strategici nelle aree vitali per la propria sicurezza (Mediterraneo e Balcani); aree che gli europei sembrano considerare al pari del Togo o del Madagascar<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L&#8217;UMANITARISMO NON BASTER\u00c0<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;Europa s&#8217;impegni a pensare il Mediterraneo come un suo spazio vitale non solo come il laboratorio degli esperimenti geopolitici di lobby atlantiste<\/strong>; e si ponga come centro di un processo di mediazione con Russia, Israele e mondo arabo per trovare una soluzione che riporti almeno una parvenza di ordine statuale nel caos prodotto scientificamente dai Dott. Stranamore d&#8217;oltreoceano e d&#8217;oltremanica; <strong>anche se questo comporter\u00e0 la ricerca di nuove alleanze e diversi spazi d&#8217;influenza<\/strong>.<br \/>\nLo faccia, se non vuole essere travolta dalla disperazione di ci\u00f2 che ha contribuito a produrre, perch\u00e9, ormai \u00e8 chiaro: <strong>l&#8217;umanitarismo\u00a0non baster\u00e0 a salvarla, se il Mediterraneo esplode.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/04\/25\/la-bomba-demografica-contro-leuropa\/\" target=\"_blank\">La bomba demografica contro l&#8217;Europa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>LA DESTABILIZZAZIONE DI UN MONDO La priorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;accoglienza di quanti, disperati, sono fuggiti dai propri paesi devastati dalla guerra e dalla persecuzione. Questo \u00e8 chiaro. E non abbiamo bisogno delle lezioncine morali di mediocri\u00a0leader e tecnocrati imbelli per sapere che su questo si fonda la nostra civilt\u00e0 europea. Quello a cui stiamo assistendo non \u00e8 un eccezionale flusso migratorio dovuto a circostanze particolari (guerre, carestie) ma alla completa destabilizzazione di una parte del mondo, precipitata in un caos (in buona parte generato dall&#8217;irresponsabilit\u00e0 dell&#8217;Occidente) e al sorgere di un esodo di dimensioni bibliche; qualcosa che non ha eguali nella [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/23\/se-il-mediterraneo-esplode-i-numeri-veri-e-le-conseguenze-non-dette-dellemergenza-profughi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64910,15],"tags":[42,24815],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1258"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1345,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258\/revisions\/1345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}