{"id":1348,"date":"2015-09-30T07:40:10","date_gmt":"2015-09-30T07:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=1348"},"modified":"2015-09-30T09:14:42","modified_gmt":"2015-09-30T09:14:42","slug":"il-dietrofront-delluomo-di-obama-in-siria-abbiamo-sbagliato-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/30\/il-dietrofront-delluomo-di-obama-in-siria-abbiamo-sbagliato-tutto\/","title":{"rendered":"Il dietrofront dell&#8217;uomo di Obama: in Siria abbiamo sbagliato tutto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Philip_Gordon\">Philip Gordon<\/a>, \u00e8 stato consigl<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/1.citynews-today.stgy.it\/~media\/originale\/14787123951436\/obama-assad-3.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"199\" \/>iere speciale di Obama per il Medio Oriente; l\u2019uomo che dal 2009 al 2013 ha lavorato, pi\u00f9 di ogni altro,\u00a0sui dossier Siria, Iran e Eurasia.<br \/>\nQualche\u00a0giorno fa su <a href=\"http:\/\/www.politico.com\/magazine\/story\/2015\/09\/its-time-to-rethink-syria-213184\">Politico.com ha pubblicato un intervento<\/a> in cui (nel linguaggio paludato\u00a0di ogni diplomatico che si rispetti) ha riconosciuto\u00a0che,\u00a0<strong>in Siria, gli Usa hanno sbagliato tutto quello che c\u2019era da sbagliare. E forse anche qualcosa di pi\u00f9.<\/strong><br \/>\nLa cosa ci rallegra non tanto per l\u2019America, i cui errori stiamo scontando noi europei in maniera drammatica, quanto perch\u00e9 l&#8217;analisi di Gordon\u00a0zittisce quei\u00a0compulsivi atlantisti\u00a0per i quali, \u00a0criticare l&#8217;America, \u00e8 una sorta di lesa maest\u00e0 al diritto naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intervento di Gordon, lucido e approfondito, \u00e8 dirompente, anche perch\u00e9 analizza lo scenario mediorientale dopo l\u2019intervento della Russia e ammette la necessit\u00e0 di\u00a0<em>\u201cun nuovo processo diplomatico che porti i principali attori esterni ad un tavolo per concordare un compromesso (&#8230;) anche se questo significa rimandare la questione Assad&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3 ELEMENTI CAMBIANO LO SCENARIO<\/strong><br \/>\nTre sono gli elementi che per Gordon cambiano lo scenario siriano:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>L\u2019emergenza profughi<\/strong> che a \u201cdecine di migliaia\u201d (in realt\u00e0 a centinaia di migliaia e potenzialmente a milioni <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/23\/se-il-mediterraneo-esplode-i-numeri-veri-e-le-conseguenze-non-dette-dellemergenza-profughi\/\" target=\"_blank\">come abbiamo dimostrato qui<\/a>) stanno affluendo in Europa per fuggire alla guerra civile.<\/li>\n<li><strong>Il fallimento nell\u2019addestrare e formare una forza militare di opposizione \u201cmoderata\u201d<\/strong> in grado di rimuovere il governo di Assad e stabilizzare la Siria; opposizione che, ammette Gordon, oggi <em>\u201c\u00e8 profondamente frammentata e dominata da estremisti\u201d<\/em> (leggi jihadisti).<\/li>\n<li><strong>La comparsa della Russia nel teatro siriano<\/strong> a difesa dei suoi interessi geostrategici e del suo storico alleato Assad, ma anche per la preoccupazione, secondo Gordon <strong><em>\u201creale e fondata\u201d<\/em><\/strong>, che la caduta di Assad non porterebbe stabilit\u00e0 ma ancora pi\u00f9 caos.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">I tre elementi sono un &#8220;mea culpa&#8221; sul modo\u00a0con cui Washington si \u00e8 rapportato alla polveriera mediorientale\u00a0in questi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Analizziamoli:<br \/>\n&#8211; <strong>La questione profughi<\/strong> era altamente prevedibile e questo fa ritenere che, per la Casa Bianca, fosse tutto sommato un male minore rispetto al risultato di vedere l\u2019odiato Assad capitolare. Bastava analizzare l\u2019effetto dell\u2019intervento Nato in Libia, in termini di flussi migratori verso l\u2019Europa, per capire cosa avrebbe portato la destabilizzazione della Siria sommata alla non risolta questione libica (lasciata tuttora nel pieno di un caos).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; <strong>Il fallimento del programma di reclutamento e addestramento dei ribelli anti-Assad<\/strong>, \u00e8 forse quello pi\u00f9 sconcertante e non ha eguali nella storia militare americana. Lo stesso Gordon \u00e8 costretto ad ammettere che attualmente \u201c<em>meno di dieci combattenti addestrati negli Stati Uniti&#8221;<\/em> stanno fronteggiando\u00a0l&#8217;Isis, a fronte di un impiego di risorse di miliardi di dollari.\u00a0Questa storia, che rasenta il ridicolo, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/18\/i-ribelli-siriani-armati-dagli-usa-sono-4-forse-5\/\" target=\"_blank\">noi siamo stati tra i pochi a raccontarla<\/a>\u00a0nello sconsolato silenzio del mainstream occidentalista; una storia che Peter Baker sul New York Times (giornale vicino all&#8217;attuale establishment Usa) ha definito <em>\u201cun fallimento abissale dell\u2019amministrazione Obama\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; <strong>La mossa russa<\/strong> in Siria ha cambiato le regole di un gioco che l&#8217;America, comunque, non controllava pi\u00f9. Se da una parte diminuisce il ruolo di Washington, dall&#8217;altra toglie la Casa Bianca dal vicolo cieco in cui si era nuovamente infilata (dopo la famosa storia della &#8220;red line&#8221;). Ora la scusa c&#8217;\u00e8: la rimozione di Assad non pu\u00f2 pi\u00f9 essere perseguita, non perch\u00e9 \u00e8 fallito il progetto americano ma perch\u00e9 ora ci sono i russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>PRIMA CONSIDERAZIONE<\/strong><\/em><br \/>\nInteressante notare come <strong>per Gordon, l\u2019ascesa dell\u2019Isis non \u00e8 elencata tra le variabili impreviste che dovrebbero spingere l\u2019America a cambiare la sua strategia in Siria.\u00a0<\/strong>Erano imprevisti i profughi, era imprevisto il fallimento dell\u2019addestramento ai ribelli, era imprevista la discesa in campo della Russia ma non la travolgente comparsa sulla scena\u00a0del Califfato.\u00a0Perch\u00e9? <strong>Non \u00e8 che per caso, gli strateghi di Washington, questo lo hanno previsto\u00a0e magari aiutato\u00a0in chiave anti-Assad, per poi non essere pi\u00f9 in grado di controllarlo<\/strong>? Ci fermiamo qui\u00a0per non cadere nella solita accusa di complottismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>OBIETTIVI E MEZZI<\/strong><br \/>\nSecondo Gordon, che riconosce <strong>con grande onest\u00e0 intellettuale<\/strong>\u00a0di essere stato<em> &#8220;tra\u00a0quelli che hanno sostenuto una maggiore assistenza, anche militare, all&#8217;opposizione siriana&#8221;<\/em><strong>, \u00a0<\/strong>il problema essenziale &#8220;<strong><em>\u00e8 stata la mancata corrispondenza tra obiettivi e mezzi: l&#8217;obiettivo di rimuovere il regime di Assad si \u00e8\u00a0dimostrato irraggiungibile con i mezzi che sono stati usati&#8221;<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spieghiamolo, uscendo dal linguaggio tecnico: <strong>pensare di effettuare il regime change con la guerra per procura \u00e8 stata un\u2019ingenuit\u00e0<\/strong>.<br \/>\nIn Libia fu possibile perch\u00e9 francesi e inglesi si prestarono alla mattanza; l\u2019Onu accolse le menzogne e i dossier taroccati della Cia e di Hillary Clinton su presunti crimini commessi da Gheddafi (ma negati dalle stesse organizzazioni umanitarie e dal Pentagono)<br \/>\ne la guerra a Tripoli si trasform\u00f2\u00a0nella solita guerra umanitaria generatrice di disumanit\u00e0 ed orrori prolungati (<em>Su come la Cia e Hillary Clinton manipolarono le informazioni per scatenare l&#8217;intervento Nato su Gheddafi, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/03\/21\/libia-le-manipolazioni-della-clinton-e-di-luttwak\/\" target=\"_blank\">rimando a questo articolo di una storia<\/a>\u00a0anch&#8217;essa ovviamente ignorata dai grandi mezzi d&#8217;informazione democratici)<strong>.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la Siria non \u00e8\u00a0la Libia; e Assad non \u00e8 Gheddafi; non \u00e8 un leader isolato nel contesto internazionale ma ha alleati potenti e determinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gordon, nel suo lungo articolo, spiega con dovizia e cura analitica i precedenti di Bosnia e Iraq, polemizzando con quanti accusano l&#8217;amministrazione Obama di debolezza in Siria senza tenere conto che per realizzare l&#8217;obiettivo della rimozione di Assad (vera ossessione dei falchi di Washington di destra e di sinistra), occorrerebbe una cosa sola:<em> &#8220;mettere gli stivali sul terreno&#8221;<\/em>, cio\u00e8 essere disposti ad un&#8217;invasione militare di terra, cosa, ovviamente\u00a0insostenibile.<br \/>\nE allora,<em>&#8220;se potenziare i nostri mezzi per raggiungere i nostri obiettivi non \u00e8 un&#8217;opzione praticabile, l&#8217;alternativa \u00e8 quella di modificare i nostri obiettivi, accettando\u00a0che, a questo punto, sia sufficiente fermare il conflitto&#8221;<\/em> (quindi non pi\u00f9 rimuovere il regime\u00a0di Assad); ma &#8220;<em>fermare il conflitto richieder\u00e0 che tutte le potenze regionali \u00a0<strong>che ora lo stanno alimentando &#8211;<\/strong>\u00a0tra cui Russia, Iran, l&#8217;Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti &#8211; facciano \u00a0i conti con la realt\u00e0 che i loro obiettivi massimi non possono essere raggiunti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>SECONDA CONSIDERAZIONE<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8\u00a0interessante notare come tra i soggetti che Gordon immagina debbano risolvere il problema siriano, l\u2019Europa non c&#8217;\u00e8;\u00a0nonostante il Mediterraneo\u00a0sia area geopolitica centrale degli interessi strategici\u00a0dell&#8217;Unione,\u00a0<strong>l\u2019Europa non \u00e8 considerata un attore\u00a0politico degno di partecipare alla soluzione del problema<\/strong>.<br \/>\nQuesta fantasmagorica costruzione artificiale, che le fanfare dell&#8217;europeismo militante ci decantano continuamente, in realt\u00e0 non conta nulla nello scacchiere internazionale: \u00e8 solo una moneta creata dal nulla ed un costoso e inutile apparato burocratico. <strong>I\u00a0leader europei\u00a0sono semplici esecutori di volont\u00e0 altrui; esattamente come dev&#8217;essere per la marginale\u00a0provincia di un impero in crisi<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/category\/esteri-2\/siria-esteri\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\">I ribelli armati dagli Usa? Sono 4, forse 5<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/11\/putin-in-siria-fa-un-favore-alleuropa\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\">Putin in Siria, un favore all&#8217;Europa?<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Philip Gordon, \u00e8 stato consigliere speciale di Obama per il Medio Oriente; l\u2019uomo che dal 2009 al 2013 ha lavorato, pi\u00f9 di ogni altro,\u00a0sui dossier Siria, Iran e Eurasia. Qualche\u00a0giorno fa su Politico.com ha pubblicato un intervento in cui (nel linguaggio paludato\u00a0di ogni diplomatico che si rispetti) ha riconosciuto\u00a0che,\u00a0in Siria, gli Usa hanno sbagliato tutto quello che c\u2019era da sbagliare. E forse anche qualcosa di pi\u00f9. La cosa ci rallegra non tanto per l\u2019America, i cui errori stiamo scontando noi europei in maniera drammatica, quanto perch\u00e9 l&#8217;analisi di Gordon\u00a0zittisce quei\u00a0compulsivi atlantisti\u00a0per i quali, \u00a0criticare l&#8217;America, \u00e8 una sorta di lesa [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/30\/il-dietrofront-delluomo-di-obama-in-siria-abbiamo-sbagliato-tutto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64880,64864,64887,64873],"tags":[3780,317141,3777,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1348"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1348"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1360,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1348\/revisions\/1360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}