{"id":1830,"date":"2016-07-09T07:33:23","date_gmt":"2016-07-09T07:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=1830"},"modified":"2016-07-09T07:33:23","modified_gmt":"2016-07-09T07:33:23","slug":"quel-memorandum-e-la-verita-sulliraq-in-una-pagina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/07\/09\/quel-memorandum-e-la-verita-sulliraq-in-una-pagina\/","title":{"rendered":"Quel &#8220;memorandum&#8221; e la verit\u00e0 sull&#8217;Iraq in una pagina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/blair-bush-722327.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1833\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/blair-bush-722327-300x193.jpg\" alt=\"blair-bush-722327\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/blair-bush-722327-300x193.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/blair-bush-722327.jpg 1008w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UNA\u00a0RIUNIONE SEGRETA<\/strong><br \/>\n\u00c8 il 23 luglio del 2002, <strong>otto mesi prima l\u2019inizio dell\u2019Operazione Iraqi Freedom.\u00a0<\/strong><br \/>\nA Downing Street, il Primo Ministro britannico <strong>Tony Blair riunisce segretamente gli uomini pi\u00f9 fidati del suo governo e i vertici dello Stato<\/strong>. Sono presenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>il Segretario alla Difesa <strong>Geoff Hoon<\/strong><\/li>\n<li>il Ministro degli Esteri <strong>Jack Straw<\/strong>, anello di congiunzione con l\u2019amministrazione Bush<\/li>\n<li>il capo del JIC (Joint Intelligence Commitee) <strong>John Scarlet<\/strong>t (che l\u2019anno dopo verr\u00e0 messo a dirigere l\u2019MI6)<\/li>\n<li>il Capo di Stato Maggiore <strong>Francis Richards<\/strong><\/li>\n<li>il capo dello Staff di Downing Street <strong>Jonhatan Powell<\/strong><\/li>\n<li>Personaggi di spicco del Partito Laburista come la baronessa <strong>Sally Morgan<\/strong>;<\/li>\n<li>il capo Strategie di Comunicazione, <strong>Alastair Campbell<\/strong> uomo di collegamento con il sistema dei media britannici<\/li>\n<li>il Procuratore Generale della Gran Bretagna, <strong>Lord Goldsmith<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/Unknown.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1835\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/Unknown.jpg\" alt=\"Unknown\" width=\"212\" height=\"238\" \/><\/a>L\u2019incontro serve ad analizzare i piani operativi sull\u2019Iraq, le fasi di sviluppo dei preparativi di guerra, a dare gli aggiornamenti sugli ultimi colloqui con l\u2019amministrazione Bush, ad individuare le basi giuridiche per l\u2019intervento e le strategie comunicative per addomesticare l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A verbalizzare la riunione c\u2019\u00e8 <strong>Matthew Rycroft<\/strong>, allora consulente strategico di Blair per la politica estera.<br \/>\nIl documento \u00e8, come raccomanda lo stesso Rycroft, <em>&#8220;materiale altamente sensibile, in unica copia mostrabile solo a coloro che possono conoscerne il contenuto&#8221;<\/em>.<br \/>\nE segreto rimane per tre anni, fino a quando non capita nelle mani di Michael Smith giornalista d\u2019inchiesta del Sunday Times che lo pubblica il 1\u00b0 Maggio del 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019effetto in Gran Bretagna \u00e8 devastante; il documento, passato alla storia come il <strong><em><a href=\"http:\/\/downingstreetmemo.com\/memos.html\" target=\"_blank\">&#8220;Memorandum di Downing Street&#8221;<\/a>,<\/em><\/strong> \u00e8 la famosa <i>&#8220;<\/i>pistola fumante&#8221; (smoking gun) che prova la manipolazione della guerra in Iraq sulle\u00a0&#8220;leggendarie&#8221; armi chimiche di Saddam e sulla lotta al terrorismo che invece \u00e8 stato alimentato proprio grazie a quella guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tre i passaggi del verbale che vanno consegnati alla storia:<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Scarlett riferisce i suoi colloqui con Washington ed il fatto che <strong><em>&#8220;l\u2019azione militare \u00e8 vista ormai come inevitabile (\u2026) Bush vuole rimuovere Saddam attraverso un&#8217;azione militare giustificata dal collegamento tra terrorismo e WMD&#8221;<\/em><\/strong>\u00a0<strong>costruito artificialmente dai servizi d\u2019intelligence<\/strong>. Inoltre <em>&#8220;c&#8217;\u00e8 poca discussione a Washington sulle conseguenze dell&#8217;azione militare&#8221;<\/em> nella gestione del dopoguerra.<\/li>\n<li>Hoon rivela che gli Usa hanno raggiunto in Iraq <strong><em>\u201cpicchi di attivit\u00e0\u201d<\/em><\/strong> per mettere sotto pressione il regime. In altre parole <strong>i bombardamenti erano iniziati mesi prima lo scoppio ufficiale e il via libera del Congresso americano all\u2019uso della forza.\u00a0<\/strong><\/li>\n<li>Straw ammette che la decisione della guerra era ormai presa dagli americani. Ma la questione \u00e8 delicata. <strong><em>&#8220;Saddam non \u00e8 una minaccia per i suoi vicini&#8221; la sua capacit\u00e0 di &#8220;fornirsi di armi di distruzione di massa risulta inferiore a quella di Libia, Corea del Nord e Iran&#8221;<\/em><\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, il teatrino messo in campo in quei mesi con le risoluzioni Onu e il tira e molla degli ispettori erano una pantomima che serviva a coprire scelte\u00a0gi\u00e0 prese. La guerra era decisa, gli americani la volevano <em>&#8220;entro 30 giorni delle elezioni del Congresso&#8221;<\/em>(Midterm); bisognava solo trovare il casus belli.<br \/>\n<strong>Nel memorandum si conferma che i report dell\u2019intelligence furono piegati alla volont\u00e0 politica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/die.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1836\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/die-300x201.jpg\" alt=\"die\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/die-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/07\/die.jpg 736w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>IRAQ: LA MADRE DI TUTTE LE GUERRE<\/strong><br \/>\nAlla fine le armi chimiche non sono state trovate ed erano inesistenti i presunti collegamenti tra il regime iracheno e Al Qaeda che giustificarono il principio della &#8220;Guerra preventiva&#8221;.<br \/>\n<strong>Quella in Iraq \u00e8 stata la madre di tutte le guerre in Medio Oriente; da qui \u00e8 partita la destabilizzazione voluta\u00a0dagli\u00a0strateghi neo-con<\/strong> che hanno dominato la politica estera di Washington e Londra\u00a0degli ultimi 15 anni (prima nelle amministrazioni Bush e Blair poi in quelle Obama e Cameron e che ora appoggiano in Usa <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/03\/09\/la-clinton-presidente-e-un-rischio-per-leuropa\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\">la candidatura della signora Clinton<\/a>): le primavere arabe pilotate, il regime change in Egitto, l\u2019intervento in Libia (fotocopia di quello in Iraq <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/03\/21\/libia-le-manipolazioni-della-clinton-e-di-luttwak\/\" target=\"_blank\">con tanto di manipolazione dei report d\u2019intelligence<\/a>), fino alla tentativo di dissoluzione della Siria per costruire un&#8217;entit\u00e0 salafita (il Califfato) garanzia di espansione al Mediterraneo per gli alleati sauditi sotto il controllo dell&#8217;Isis. Un caos voluto e pianificato per ridisegnare il Medio Oriente in funzione del Nuovo Secolo americano preconizzato nei documenti ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1.116 vs 2.600.000<\/strong><br \/>\nIn questi giorni si sta parlando molto del <a href=\"http:\/\/www.mirror.co.uk\/news\/uk-news\/chilcot-report-due-what-it-8350484\" target=\"_blank\">rapporto Chilcot<\/a>, il lavoro concluso dalla Commissione d\u2019inchiesta britannica che inchioda l\u2019ex Premier Tony Blair alle sue responsabilit\u00e0 circa la decisione e la condotta della guerra in Iraq; 7 anni di lavoro, oltre <strong>2,6 milioni di parole<\/strong> in un documento conclusivo che \u00e8 lungo tre volte l\u2019Opera omnia di Shakespeare.<br \/>\nEppure per capire veramente cosa \u00e8 stata la guerra in Iraq, il processo di manipolazione e falsificazione che l\u2019ha generata, non serve questa mole di lavoro; <strong>di parole ne bastano 1.116: quelle del\u00a0Memorandum di Downing Street<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<br \/>\n<\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/01\/25\/caro-muammar-tuo-tony\/\" target=\"_blank\">&#8220;Caro Mu&#8217;ammar&#8230; tuo Tony&#8221;<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/10\/09\/cosi-hanno-ridotto-la-libia-cosi-vogliono-ridurre-la-siria\/\" target=\"_blank\">Cos\u00ec hanno ridotto la Libia, cos\u00ec vogliono ridurre la Siria<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>UNA\u00a0RIUNIONE SEGRETA \u00c8 il 23 luglio del 2002, otto mesi prima l\u2019inizio dell\u2019Operazione Iraqi Freedom.\u00a0 A Downing Street, il Primo Ministro britannico Tony Blair riunisce segretamente gli uomini pi\u00f9 fidati del suo governo e i vertici dello Stato. Sono presenti: il Segretario alla Difesa Geoff Hoon il Ministro degli Esteri Jack Straw, anello di congiunzione con l\u2019amministrazione Bush il capo del JIC (Joint Intelligence Commitee) John Scarlett (che l\u2019anno dopo verr\u00e0 messo a dirigere l\u2019MI6) il Capo di Stato Maggiore Francis Richards il capo dello Staff di Downing Street Jonhatan Powell Personaggi di spicco del Partito Laburista come la baronessa [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/07\/09\/quel-memorandum-e-la-verita-sulliraq-in-una-pagina\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108,107],"tags":[63214,317138,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1830"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1841,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions\/1841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}