{"id":2043,"date":"2016-09-27T07:39:22","date_gmt":"2016-09-27T07:39:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=2043"},"modified":"2016-09-27T08:06:53","modified_gmt":"2016-09-27T08:06:53","slug":"il-cervello-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/09\/27\/il-cervello-di-trump\/","title":{"rendered":"Il cervello di Trump"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2047\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump2-300x225.jpg\" alt=\"trump2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump2-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump2.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>BRAINWASHING<\/strong><br \/>\nNel 1967, il governatore del Michigan <strong>George Romney<\/strong> era considerato uno dei potenziali candidati repubblicani alla presidenza; l\u2019America stava provando ad uscire dallo choc per l\u2019assassinio di <strong>J.F.Kennedy<\/strong> (ci sarebbe rientrata un anno dopo con l\u2019omicidio di suo fratello Bob) e <strong>Lyndon Johnson<\/strong>, il vicepresidente che ne aveva preso il posto, maturava la decisione di non candidarsi di fronte al disastro del Vietnam che lui aveva prodotto.<br \/>\nI repubblicani vedevano cos\u00ec la possibilit\u00e0 di riconquistare la Casa Bianca e la candidatura del mormone Romney (padre del <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_States_presidential_election,_2012\" target=\"_blank\">Mitt che poi sfider\u00e0 Obama nel 2012<\/a>) appariva per certi versi favorita anche rispetto a quella di <strong>Richard Nixon<\/strong>. Ma la sua corsa alle presidenziali termin\u00f2 prima ancora di iniziare dopo che fece una delle pi\u00f9 clamorose gaffe nella storia della politica americana: durante <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=fSdSiBehQpI\" target=\"_blank\">un\u2019intervista televisiva<\/a>, per giustificare il suo cambiamento di opinione sulla guerra in Vietnam (da favorevole a contrario), afferm\u00f2 che il suo appoggio precedente era stato la conseguenza di <em>&#8220;un efficace lavaggio del cervello&#8221; <\/em>che lui stesso aveva sub\u00ecto<em>\u00a0&#8220;dai militari e dal corpo diplomatico&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong>Per gli americani l\u2019immagine di un Presidente manipolabile nelle sue convinzioni e quindi non indipendente nelle decisioni, era inaccettabile e il Gop lo scaric\u00f2 per Nixon<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde in quegli anni di piena Guerra Fredda, <strong>l\u2019immaginario simbolico degli americani era stato scosso da uno dei film pi\u00f9 complottisti della storia di Hollywood: <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Manchurian_Candidate_(1962_film)\" target=\"_blank\"><em>The Manchurian Candidate<\/em><\/a><\/strong>, la storia del &#8220;lavaggio del cervello&#8221; che i comunisti sovietici avevano fatto ad un gruppo di soldati americani catturati in\u00a0Corea, per uccidere proprio un candidato presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il tema della manipolazione \u00e8 una costante della politica americana<\/strong>; un presidente Usa dev\u2019essere decisionista, determinato, ma sopratutto in grado di difendere gli interessi nazionali con autonomia di giudizio e libert\u00e0 di pensiero; <strong>il \u201cbrainwashing\u201d \u00e8 pi\u00f9 grave della corruzione perch\u00e9 implica una corruzione ancora pi\u00f9 profonda capace di mettere in pericolo la nazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/Manchurian_Candidate21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2048\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/Manchurian_Candidate21-300x163.jpg\" alt=\"Manchurian_Candidate21\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/Manchurian_Candidate21-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/Manchurian_Candidate21.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>TRUMP \u00c8 IL MANCHURIAN CANDIDATE? <\/strong><br \/>\n<strong>Oggi, una delle accuse che l\u2019establishment di Washington rivolge Donald Trump \u00e8 proprio quello di essere un <em>&#8220;candidato dormiente&#8221;<\/em>, un <em>&#8220;Manchurian Candidate&#8221;<\/em> strumentale a potenze straniere che vogliono distruggere l\u2019America<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accusa, in realt\u00e0 \u00e8 nata pi\u00f9 come battuta che altro: nel settembre del 2015, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SCFS3e2_hTI\" target=\"_blank\">all\u2019interno dello show televisivo di Bill Maher<\/a>, Salman Rushdie scherz\u00f2 sul fatto che Trump fosse il Manchurian Candidate di Hillary, infiltrato dai Clinton per distruggere il partito repubblicano. Ma allora Trump era appena sceso in campo, era un semplice ed improbabile outsider dei conservatori e <strong>oggetto di derisione da parte dei soliti intelligentoni della sinistra radical-chic che, in America come in Italia, fanno a gara a dimostrare quanto non capiscano nulla di ci\u00f2 che avviene fuori dai loro salottini<\/strong>.<br \/>\nMa ora che Trump si gioca veramente la partita per diventare il 45esimo presidente degli Stati Uniti, l\u2019accusa di essere una pedina controllata dall\u2019esterno dell\u2019America, si fa seria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Luglio scorso <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/global-opinions\/how-a-trump-presidency-could-destabilize-europe\/2016\/07\/21\/9ec38a20-4f75-11e6-a422-83ab49ed5e6a_story.html?utm_term=.f9d6b21f5924\" target=\"_blank\">sul Washington Post, \u00e8 stata Anne Applebaum<\/a>, intellettuale polacco-americana di scuola neo-con, ad affermare che dietro Trump c\u2019\u00e8 l\u2019immancabile Russia di Putin (con tutto il corollario di scemenze complottiste non dimostrate). E pi\u00f9 volte, funzionari Usa, ex agenti Cia ed esperti da mainstream hanno paventato il pericolo Trump come un rischio\u00a0per la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2049\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2016\/09\/trump.jpeg\" alt=\"trump\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>TRUMP VS NEO-CON E LIBERAL<\/strong><br \/>\n<strong>In realt\u00e0 Trump spaventa l\u2019America del potere<\/strong> non per le sue idee su immigrazione o Islam, per le sue ricette economiche, <strong>ma per le sue posizioni in politica estera, lontane anni luce dalle isterie guerrafondaie degli ultimi 20 anni dei neo-con e dei liberal alla Clinton<\/strong>.<br \/>\nTrump ha ricordato che la guerra in Iraq fu generata da una bugia (quella sulle armi chimiche,\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/07\/09\/quel-memorandum-e-la-verita-sulliraq-in-una-pagina\/\" target=\"_blank\">cosa ormai ufficializzata<\/a>) e quell\u2019invasione <em>&#8220;la peggiore decisione&#8221;<\/em> per l\u2019America; che l\u2019intervento in Libia \u00e8 stato sbagliato, che la Russia di Putin non \u00e8 necessariamente un nemico degli Usa, che la Nato \u00e8 un\u2019alleanza obsoleta e che gli Stati Uniti non possono pi\u00f9 permettersi di sostenere la spese per proteggere e difendere alleati ricchi come Arabia Saudita e Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tutto questo suona come eresia alle orecchie di chi, in questi anni, ha prosperato sull\u2019imbroglio delle &#8220;guerre umanitarie&#8221;, della lotta al terrorismo che produce\u00a0pi\u00f9 terrorismo (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/08\/02\/la-politica-usa-produce-terrorismo-i-numeri-lo-dimostrano\/\" target=\"_blank\">come abbiamo dimostrato qui<\/a>) e sull\u2019idea che l\u2019America sia il gendarme del mondo e che debba mantenere, costi quel che costi, il suo ruolo globale<\/strong>.<br \/>\nPer questo, nel marzo scorso, alcuni dei pi\u00f9 influenti intellettuali neo-con hanno pubblicato <a href=\"http:\/\/warontherocks.com\/2016\/03\/open-letter-on-donald-trump-from-gop-national-security-leaders\/\" target=\"_blank\">una lettera aperta<\/a> in cui hanno preso le distanze da Donald Trump; ed alcuni di loro, come per esempio Robert Kagan, teorico della guerra globale americana (e marito di quella Victoria Nuland artefice, per conto di Obama, della crisi in Ucraina e dello scontro con la Russia) sono passati armi e bagagli con la Clinton e i democratici; paradosso di chi accusa Trump di essere strumento di potenze straniere e poi sceglie <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/08\/29\/hillary-la-saudita\/\" target=\"_blank\">una candidata che riceve milioni di dollari di finanziamento da governi tirannici stranieri<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL REALISMO DI TRUMP<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0 Donald Trump non vuole ridimensionare l&#8217;America ma ridisegnare il suo ruolo in un mondo multipolare.<strong>\u00a0Le sue posizioni in politica estera riprendono la tradizione del grande realismo conservatore americano: <\/strong>\u00e8 consapevole del disastro compiuto in questi anni in Medio Oriente e del fatto che l&#8217;America non \u00e8 pi\u00f9 la superpotenza economica capace di sostenere da sola l&#8217;ordine del mondo; e con il mondo bisogna fare i conti.<strong>\u00a0In realt\u00e0 colui che viene dipinto come un candidato spericolato, \u00e8 il pi\u00f9 attento alle complessit\u00e0\u00a0dello scenario internazionale e della reale situazione in cui versano gli Stati Uniti (<\/strong><a href=\"http:\/\/www.realclearworld.com\/articles\/2016\/09\/15\/donald_trump_foreign_policy_right_economy_112046.html\" target=\"_blank\">e qualcuno inizia a riconoscerlo)<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Barack Obama<\/strong> aveva affascinato la comunit\u00e0 internazionale con la sua visione di un mondo multipolare che avrebbe ridato all\u2019America il ruolo di guida morale e non pi\u00f9 di gendarme del mondo. <strong>Poi, una volta eletto e incassato il\u00a0Nobel per la Pace sulla fiducia, \u00e8 diventato il presidente pi\u00f9 guerrafondaio della storia<\/strong>: ha aumentato l&#8217;impegno militare Usa, moltiplicato le guerre umanitarie, finanziato le\u00a0destabilizzazioni internazionali (dalla Primavera Araba all&#8217;Ucraina), trasformato definitivamente la Nato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/04\/10\/laccerchiamento-della-russia\/\" target=\"_blank\">nello strumento di espansione americana in Europa<\/a>, riempito Africa e Asia di basi segrete da cui far partire i micidiali droni per i bombardamenti sicuri, approvato i piani della &#8220;guerra invisibile&#8221; del Pentagono disseminando di\u00a0reparti speciali e contractor addestrati dalla Cia decine di paesi del mondo dove si svolgono conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump, almeno a parole, intende fare esattamente il contrario.\u00a0Il candidato presidente pi\u00f9 inverosimile della storia americana sembra avere, almeno in politica estera, idee molto chiare; per questo nel primo dibattito televisivo con la Clinton, si \u00e8 fatto in modo che\u00a0questi argomenti non venissero quasi toccati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Contro Trump c&#8217;\u00e8 l&#8217;intero sistema di potere americano, non solo la sua diretta rivale politica<\/strong>: lo combattono Wall Street e Goldman Sachs, la Cia e una parte del Pentagono, il\u00a0mainstream e gli ambienti diplomatici, il\u00a0circo degli intellettuali influenti e Hollywood. In una democrazia in cui vota poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei cittadini, tutto questo conta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma il cervello di Trump non \u00e8 manipolato, tutt\u2019altro. Funziona assai bene; ed \u00e8 questo che i suoi avversari non possono accettare.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-_FIAF2h4XA\" target=\"_blank\">Tre domande sull&#8217;Ucraina<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/08\/29\/hillary-la-saudita\/\" target=\"_blank\">Hillary la saudita<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>BRAINWASHING Nel 1967, il governatore del Michigan George Romney era considerato uno dei potenziali candidati repubblicani alla presidenza; l\u2019America stava provando ad uscire dallo choc per l\u2019assassinio di J.F.Kennedy (ci sarebbe rientrata un anno dopo con l\u2019omicidio di suo fratello Bob) e Lyndon Johnson, il vicepresidente che ne aveva preso il posto, maturava la decisione di non candidarsi di fronte al disastro del Vietnam che lui aveva prodotto. I repubblicani vedevano cos\u00ec la possibilit\u00e0 di riconquistare la Casa Bianca e la candidatura del mormone Romney (padre del Mitt che poi sfider\u00e0 Obama nel 2012) appariva per certi versi favorita anche [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/09\/27\/il-cervello-di-trump\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2043"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2055,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions\/2055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}