{"id":2220,"date":"2017-01-19T09:13:59","date_gmt":"2017-01-19T09:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=2220"},"modified":"2017-01-19T13:53:45","modified_gmt":"2017-01-19T13:53:45","slug":"26-000-bombe-per-asciugare-le-lacrime-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/01\/19\/26-000-bombe-per-asciugare-le-lacrime-di-obama\/","title":{"rendered":"26.000 bombe per asciugare le lacrime di Obama"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2222\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/obama-300x200.jpg\" alt=\"President Barack Obama wipes away tears as he delivers his farewell address at McCormick Place in Chicago\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/obama-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/obama.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>MA QUANTE BELLE BOMBE&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>26.172: sono le bombe che Barack Obama ha lanciato nel 2016 in sette paesi diversi: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan<\/strong>.<br \/>\n\u00c8 quanto emerge <a href=\"http:\/\/blogs.cfr.org\/zenko\/2017\/01\/05\/bombs-dropped-in-2016\/\" target=\"_blank\">dall\u2019analisi annuale del Council on Foreign Relations<\/a>.<br \/>\nDi queste oltre il 90% (24.287) sono state lanciate su Siria e Iraq nell\u2019ambito della Operation Inherent Resolve (OIR), la campagna contro lo Stato Islamico. Gli Stati Uniti hanno prodotto il 79% dei bombardamenti complessivi che la coalizione ha effettuato.<br \/>\nLa stima, come sottolinea Micah Zenko analista e curatore della ricerca, \u00e8 da ritenersi al ribasso perch\u00e9 ogni <em>&#8220;strike&#8221;<\/em> pu\u00f2 comportare pi\u00f9 bombe; ed inoltre perch\u00e9 i numeri sugli interventi aerei in Siria e Iraq non sono certi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Rispetto al 2015, <\/b><b>l\u2019America di Obama <\/b><b>ha sga<\/b><b>n<\/b><b>ciato oltre 3.000 bombe in pi\u00f9 e bombardato un paese, la <\/b><b>Libia, che non era stato tra gli obiettivi<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente in questo conteggio non sono calcolate le operazioni segrete che Obama ha dispensato per il mondo; le centinaia di \u201cbombardamenti mirati\u201d con droni anche in territori non inclusi nelle guerre ufficiali (come Africa), o gli appalti autorizzati dal Pentagono e dalla Cia a contractors e societ\u00e0 private per condurre attivit\u00e0 di guerra sotto traccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tutto questo dobbiamo aggiungere che Obama nei suoi sette anni, \u00e8 stato il Presidente Usa che ha autorizzato il maggior numero di vendite d\u2019armi in Medio Oriente nella storia americana (<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/obama-mercante-darmi\/\" target=\"_blank\">lo abbiamo spiegato in questo articolo<\/a>\u00a0con numeri e cifre).<br \/>\n<strong>Niente male per un Nobel per la Pace<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che tutto questo sforzo bellico che annovera <strong>Obama tra i presidenti pi\u00f9 guerrafondai di sempre<\/strong>, non \u00e8 servito a evitare il fallimento della politica estera americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/C2enjEOXUAgtlZi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2223\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/C2enjEOXUAgtlZi-300x213.jpg\" alt=\"C2enjEOXUAgtlZi\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/C2enjEOXUAgtlZi-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/01\/C2enjEOXUAgtlZi.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E LA DOTTRINA OBAMA?<\/strong><br \/>\nLa dottrina Obama, elogiata dalla sinistra internazionalista e umanitaria, <strong>doveva far dimenticare quella di George Bush e invece l&#8217;ha fatta rimpiangere<\/strong>; doveva ricostruire l\u2019immagine dell\u2019America disintegrata dall\u2019arroganza del Presidente cowboy e dal fallimento delle guerre in Afghanistan e Iraq e invece quell\u2019immagine l&#8217;ha ancora pi\u00f9 abbattuta mantenendo in vita le stesse guerre di Bush e aumentando crisi internazionali e fronti di guerra: \u00e8 sotto Obama che hanno preso forma l\u2019Isis e il suo Califfato; \u00e8 Obama che ha dato il via libera alla guerra in Libia, alimentato il conflitto siriano, aiutato la crisi nello Yemen e le destabilizzazioni delle Primavere arabe; e con Obama che la tensione con la Russia ha raggiunto un clima da Guerra Fredda; \u00e8 con Obama che si \u00e8 consumata la tragica farsa della rivoluzione ucraina e della Guerra civile che sta mettendo a rischio la stabilit\u00e0 nell&#8217;Europa orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sua dottrina doveva fondarsi su due capisaldi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1) &#8220;Light Footprint&#8221;<\/strong> o <em>&#8220;Impronta Leggera&#8221;<\/em>, cio\u00e8 diminuire l\u2019interventismo esplicito; non pi\u00f9 &#8220;stivali sul terreno&#8221; ma azioni impercettibili che avrebbero dovuto ottenere massimo risultato con il minimo sforzo (e minimo rischio). L\u2019eliminazione di Bin Laden nel 2011, sembr\u00f2 avvalorare questa strategia.<br \/>\nD\u2019altronde se il terrorismo islamista era senza territorio a che serviva occuparne uno? Salvo poi accorgersi che l\u2019Isis un territorio se lo stava costruendo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/11\/17\/sauditi-gli-amici-delloccidente-che-hanno-creato-lisis\/\" target=\"_blank\">grazie ai soldi degli alleati sauditi<\/a> e alle trame occulte della Cia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2)<\/strong> <strong>&#8220;Leading from behind&#8221;<\/strong> o <em>&#8220;Guidare da dietro le quinte&#8221;<\/em>. La strategia tipica di chi tira il sasso nascondendo la mano. Potremmo tradurla con un <em>&#8220;agire nell\u2019ombra&#8221;<\/em>; come in Ucraina per esempio dove \u00e8 stato molto pi\u00f9 comodo <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-_FIAF2h4XA\" target=\"_blank\">finanziare con svariati miliardi di dollari la rivoluzione<\/a>\u00a0che ha portato alla guerra civile e poi infilare i propri dipendenti del Dipartimento di Stato dentro il nuovo governo di Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>OBAMA? UN&#8217;ALLUCINAZIONE<\/strong><br \/>\nIl giudizio sereno e veramente obiettivo su di lui potr\u00e0 essere consegnato solo dopo che il tempo avr\u00e0 attraversato le ultime convulsioni di questi 8 anni.<br \/>\n<strong>Eppure quelle lacrime si asciugano velocemente pensando all\u2019ipocrisia di quella retorica pacifista che ha accompagnato questi anni<\/strong>; alle bombe e alle guerre (umanitarie ovviamente) giustificate dalla\u00a0protezione che il mondo ovattato dei media, degli intellettuali, degli attori di Hollywood, dei maggiordomi europei, gli hanno dato e continuano a dargli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Obama \u00e8 stato una grande allucinazione; non solo in politica estera<\/strong>. Secondo <a href=\"http:\/\/www.gallup.com\/poll\/201683\/americans-assess-progress-obama.aspx?g_source=Politics&amp;g_medium=newsfeed&amp;g_campaign=tiles\" target=\"_blank\">un recente sondaggio Gallup<\/a>, la presidenza Obama ha peggiorato la condizione dei neri, la questione razziale e il divario tra ricchi e poveri; i punti forti della sua visione del mondo.<br \/>\n<strong>Donald Trump non ha vinto grazie a Putin; ha vinto grazie ad Obama ed al suo fallimento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E ora, mentre ci apprestiamo ad assistere all\u2019insediamento del nuovo Presidente Trump, guardiamo con stupore le lacrime che Obama ha versato nel suo discorso di commiato; probabilmente lacrime sincere di un uomo che non \u00e8 riuscito ad essere all&#8217;altezza del ruolo che la storia improvvisamente gli aveva dato ed il mondo si aspettava.<br \/>\n<strong>Ma le 26.000 bombe sganciate nel 2016 e le decine di migliaia di altre bombe gettate negli otto anni della sua Presidenza\u00a0asciugano quelle lacrime di speranze \u00a0fallite<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/10\/22\/america-guerra-e-disillusione\/\" target=\"_blank\">America, guerra e disillusione<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/obama-armi-ribelli-siria\/\" target=\"_blank\">Obama: ancora armi ai ribelli siriani<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/10\/19\/obama-il-tramonto-di-un-leader-in-unintervista\/\" target=\"_blank\">Il tramonto di un leader in un&#8217;intervista<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/09\/30\/il-dietrofront-delluomo-di-obama-in-siria-abbiamo-sbagliato-tutto\/\" target=\"_blank\">Il dietrofront dell&#8217;uomo di Obama: in Siria abbiamo sbagliato tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>MA QUANTE BELLE BOMBE&#8230; 26.172: sono le bombe che Barack Obama ha lanciato nel 2016 in sette paesi diversi: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan. \u00c8 quanto emerge dall\u2019analisi annuale del Council on Foreign Relations. Di queste oltre il 90% (24.287) sono state lanciate su Siria e Iraq nell\u2019ambito della Operation Inherent Resolve (OIR), la campagna contro lo Stato Islamico. Gli Stati Uniti hanno prodotto il 79% dei bombardamenti complessivi che la coalizione ha effettuato. La stima, come sottolinea Micah Zenko analista e curatore della ricerca, \u00e8 da ritenersi al ribasso perch\u00e9 ogni &#8220;strike&#8221; pu\u00f2 comportare pi\u00f9 bombe; [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/01\/19\/26-000-bombe-per-asciugare-le-lacrime-di-obama\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[146,64873],"tags":[317141,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2220"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2220"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2229,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2220\/revisions\/2229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}