{"id":229,"date":"2014-08-31T10:50:24","date_gmt":"2014-08-31T10:50:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=229"},"modified":"2015-01-30T09:28:34","modified_gmt":"2015-01-30T09:28:34","slug":"lordine-globale-e-finito-parola-di-henry-kissinger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/08\/31\/lordine-globale-e-finito-parola-di-henry-kissinger\/","title":{"rendered":"L&#8217;ordine globale \u00e8 finito. Parola di Henry Kissinger"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/08\/Dreamspace-reloaded-39-2009-\u00a9-Denis-Olivier.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-233\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/08\/Dreamspace-reloaded-39-2009-\u00a9-Denis-Olivier-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/08\/Dreamspace-reloaded-39-2009-\u00a9-Denis-Olivier-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/08\/Dreamspace-reloaded-39-2009-\u00a9-Denis-Olivier-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/08\/Dreamspace-reloaded-39-2009-\u00a9-Denis-Olivier.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Henry Kissinger, a dispetto dei suoi 91 anni, resta una delle intelligenze pi\u00f9 lucide della politica estera internazionale. Fu lui, da Segretario di Stato di Nixon e Ford, a districare l\u2019America da alcune delle crisi pi\u00f9 delicate degli anni \u201970. Guid\u00f2 gli Usa fuori dal disastro del Vietnam, attravers\u00f2 il conflitto dello Yom Kippur e diede vita al processo di distensione con la Cina.<br \/>\nOggi, lui \u00e8 ci\u00f2 che manca alla politica estera statunitense: un realista lucido, in grado di conciliare l\u2019eccellenza americana con i bisogni di un mondo ormai multipolare.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/henry-kissinger-to-settle-the-ukraine-crisis-start-at-the-end\/2014\/03\/05\/46dad868-a496-11e3-8466-d34c451760b9_story.html\" target=\"_blank\"> Qualche mese fa sul Washington Post<\/a>\u00a0ammon\u00ec l\u2019amministrazione Obama sull\u2019Ucraina: <em>\u201cNella mia vita ho visto quattro guerre iniziate con grande entusiasmo e sostegno pubblico, alle quali poi non sapevamo come porre fine; da tre ci ritirammo unilateralmente\u201d<\/em>; e aggiunse che l&#8217;Occidente deve capire che, per la Russia, l&#8217;Ucraina non potr\u00e0 <em>\u201cmai essere solo un paese straniero\u201d<\/em>.<br \/>\nKissinger \u00e8 tornato a scrivere\u00a0<a href=\"http:\/\/online.wsj.com\/articles\/henry-kissinger-on-the-assembly-of-a-new-world-order-1409328075?KEYWORDS=kissinger\" target=\"_blank\">sul Wall Street Journal<\/a>,\u00a0anticipando parte dei contenuti del suo nuovo libro \u201cWorld Order\u201d ed offrendo cos\u00ec \u00a0un saggio che illumina i possibili scenari globali con chiarezza e visione.<br \/>\nPer secoli, scrive Kissinger,\u00a0<em>\u201cl\u2019ordine mondiale \u00e8 stato definito quasi esclusivamente dai concetti occidentali europei\u201d<\/em>: persone e Stati si consideravano <em>\u201cintrinsecamente competitivi\u201d<\/em> e, per limitarne le ambizioni di contrasto, ci si basava <em>\u201csull\u2019equilibrio del potere\u201d<\/em> e su una classe politica composta da statisti e leader <em>\u201cilluminati\u201d<\/em>.<br \/>\nDopo la seconda guerra mondiale, gli Usa, forti della loro vittoria e trascinati da un\u2019economia fortissima,\u00a0<em>\u201channo cominciato a prendere il testimone della leadership internazionale aggiungendovi una nuova dimensione: la diffusione della libert\u00e0 e della democrazia come forze capaci di realizzare giusta e duratura pace\u201d<\/em>. La visione del mondo americana ha considerato le persone <em>\u201cintrinsecamente ragionevoli e inclinate al compromesso pacifico\u201d<\/em>; su queste basi,\u00a0<em>\u201cla diffusione della democrazia e il libero mercato sono diventati l&#8217;obiettivo primario per l\u2019ordine internazionale\u201d<\/em>. Per sessant\u2019anni questa visione ha funzionato: la diffusione della democrazia e di una <em>\u201cgovernance partecipativa sono diventate aspirazioni condivise se non realt\u00e0 universali\u201d<\/em>.<br \/>\nOra tutto questo sta saltando. Innanzitutto qui da noi. Kissinger non attacca direttamente il progetto europeo, ma afferma chiaramente che l\u2019Europa ha deciso di superare gli stati nazionali senza creare in s\u00e9 gli<em> \u201cattributi della statualit\u00e0\u201d<\/em> generando un <em>\u201cvuoto di autorit\u00e0 all\u2019interno e uno squilibrio di potere lungo i suoi confini\u201d<\/em>; insomma, un fallimento causato dai progettisti da officina di questa Europa di tecnocrati.<br \/>\nNello stesso tempo, parti del Medio Oriente si sono dissolte in divisioni etniche e confessionali in conflitto tra loro che <em>\u201cviolano confini e sovranit\u00e0 producendo Stati falliti che non controllano il proprio territorio\u201d<\/em>.<br \/>\n<strong>Il rischio futuro non sar\u00e0 tanto una grande guerra tra Stati (tipo guerra mondiale), quanto un\u2019evoluzione in <em>\u201csfere d\u2019influenza\u201d<\/em> composte da diverse nazioni e forme di governo \u201c<em>ai cui margini ciascuna sfera sarebbe tentata di testare la sua forza contro altri soggetti ritenuti illegittimi; una lotta tra regioni potrebbe essere ancora pi\u00f9 debilitante della lotta tra nazioni\u201d.<\/em><\/strong><br \/>\nLa soluzione per Kissinger \u00e8 provare a costruire un nuovo <em>\u201cordine mondiale di Stati che affermino dignit\u00e0 individuale e governance partecipativa, e collaborino a livello internazionale secondo regole concordate\u201d<\/em>.<br \/>\nKissinger non parla pi\u00f9 di democrazia. I valori universali non risiedono in una forma specifica di governo da imporre a tutti i costi. La sfida per l\u2019America star\u00e0 nel vincere la contraddizione tra \u201cla celebrazione di principi universali e il riconoscimento della realt\u00e0 delle diverse storie, culture e della visione di sicurezza di altre regioni\u201d. <strong>Insomma Kissinger sembra dire che la democrazia non si esporta pi\u00f9<\/strong>. Se fosse cos\u00ec, un nuovo ordine globale non dovrebbe pi\u00f9 fondarsi su un umanitarismo universalista, ma sul ritorno ad un sano realismo conservatore che tenga conto che culture, tradizioni e identit\u00e0 non sono accidenti della storia ma il fondamento di ogni costruzione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Immagine: Denis Olivier, Dreamspace reloaded #39, 2009<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Henry Kissinger, a dispetto dei suoi 91 anni, resta una delle intelligenze pi\u00f9 lucide della politica estera internazionale. Fu lui, da Segretario di Stato di Nixon e Ford, a districare l\u2019America da alcune delle crisi pi\u00f9 delicate degli anni \u201970. Guid\u00f2 gli Usa fuori dal disastro del Vietnam, attravers\u00f2 il conflitto dello Yom Kippur e diede vita al processo di distensione con la Cina. 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