{"id":2475,"date":"2017-05-18T09:03:54","date_gmt":"2017-05-18T09:03:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=2475"},"modified":"2017-05-18T09:03:54","modified_gmt":"2017-05-18T09:03:54","slug":"i-forni-di-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/05\/18\/i-forni-di-assad\/","title":{"rendered":"I forni di Assad"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/crema.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2478\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/crema.jpeg\" alt=\"crema\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a>IL MATTATOIO<\/strong><br \/>\nIl Dipartimento di Stato americano ha comunicato al\u00a0mondo la notizia sconvolgente che Assad ha costruito forni crematori per eliminare ogni traccia delle esecuzioni di massa che sta conducendo contro gli oppositori.<br \/>\nIn una <a href=\"https:\/\/www.state.gov\/r\/pa\/prs\/ps\/2017\/05\/270865.htm\" target=\"_blank\">conferenza stampa il 15 maggio scorso<\/a>, Stuart Jones, vice-Segretario per gli Affari del Vicino Oriente, ha dichiarato che: <em>&#8220;a partire dal 2013 il regime siriano ha installato un forno crematorio\u00a0all&#8217;interno della prigione di Saydnaya. Lo scopo \u00e8 eliminare le prove e nascondere l&#8217;entit\u00e0 della omicidi di massa che avvengono nel carcere stesso&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il carcere di Saydnaya \u00e8 venuto alla ribalta della cronaca\u00a0nel Febbraio scorso, quando Amnesty International ha pubblicato un report di 40 pagine intitolato: <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/documents\/mde24\/5415\/2017\/en\/#\" target=\"_blank\">&#8220;Il mattatoio umano. Stermini di massa nella prigione siriana di Saydnaya&#8221;<\/a>.<br \/>\nIl documento \u00e8 un atto di accusa senza riserve dei crimini che il regime di Assad avrebbe commesso all\u2019interno della prigione militare a 30 km a nord di Damasco, dove dal 2011 <em>&#8220;migliaia di persone sono state giustiziate extragiudizialmente in massacri di massa effettuati di notte e nel massimo segreto&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il report, attualmente la prigione ospiterebbe tra i 20.000 e i 30.000 detenuti, nella stragrande maggioranza oppositori al regime, sia militari che civili.<br \/>\nSecondo le testimonianze raccolte da Amnesty, dal 2011 le esecuzioni nel carcere di Saydnaya hanno raggiunto il livello di vere <em>&#8220;impiccagioni di massa&#8221;<\/em>: Amnesty International stima che <em>&#8220;tra 5.000 e 13.000 persone&#8221;<\/em> sono state <em>&#8220;giustiziate senza processo&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo la ricostruzione del report, la procedura <strong>\u00e8 una vera e propria catena di montaggio dell\u2019orrore<\/strong>. I detenuti vengono condannati in un processo farsa della durata media di due minuti in una stazione di polizia di Damasco, portati a Saydnaya in attesa della esecuzione e infine impiccati in un seminterrato dell\u2019edificio bianco dopo essere stati picchiati o torturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amnesty non ha informazioni dirette di condanne a morte dopo il 2015 ma poich\u00e9 le detenzioni nel carcere continuano <em>\u201cnon c&#8217;\u00e8 ragione di credere che tali esecuzioni extragiudiziali si siano fermate\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/sayd.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2479\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/sayd-300x158.jpeg\" alt=\"sayd\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/sayd-300x158.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/sayd.jpeg 310w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>DUBBI SUL REPORT DI AMNESTY<\/strong><br \/>\nIl rapporto di Amnesty presenta un numero considerevole di incongruenze. Ai fini di questo articolo ne analizziamo un paio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>I TESTIMONI<\/strong><\/em>: Amnesty dichiara di aver raccolto le testimonianze di 85 persone; di cui, 31 ex detenuti, 4 guardie carcerarie che lavoravano nella prigione, 3 ex giudici siriani, 3 medici dell\u2019ospedale militare di Tishreen, 4 avvocati, 17 esperti di diritto carcerario internazionali e siriani, 22 parenti di persone ancora detenute nel carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poich\u00e9 Amnesty International non ha accesso alle zone della Siria sotto la giurisdizione governativa,<em><strong>\u00a0&#8220;la maggior parte di queste interviste sono state fatte nel sud della Turchia\u201d; altre effettuate &#8220;per telefono o attraverso strumenti remoti&#8221;<\/strong><\/em>.<br \/>\nGli intervistati attualmente risiedono in Siria (ma non si specifica se nei territori governativi o in quelli sotto i ribelli o sotto l\u2019Isis), in Libano, in Giordania, in alcuni paesi Europei e negli Stati Uniti.<br \/>\nOvviamente tutti i testimoni, <strong>oppositori del regime siriano<\/strong>, sono anonimi per motivi di sicurezza loro e quella dei loro parenti rimasti in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I testimoni sono stati rintracciati attraverso tre Ong delle quali, almeno due, appartengono all\u2019universo di organizzazioni civili finanziate direttamente o indirettamente da governi occidentali o ostili ad Assad<\/strong>:<br \/>\n1) il <a href=\"https:\/\/syriaaccountability.org\/\" target=\"_blank\">Syria Justice and Accountability Centre<\/a>, organizzazione fondata in Turchia e con sede a Washington<br \/>\n2) la <a href=\"http:\/\/sn4hr.org\/\" target=\"_blank\">Rete Siriana per i Diritti Umani<\/a>\u00a0(SNHR), fondata in Gran Bretagna, per molti legata ai Servizi britannici e parte del World Federalist Movement &#8211; Institute for Global Policy, finanziato da diversi governi occidentali e da fondazioni private come la Open Society di Soros e la Ford Foundation.<br \/>\n<strong>Insomma, non certo soggetti neutrali e imparziali nel giudizio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>NUMERO VITTIME<\/strong><\/em>: una stima tra &#8220;5.000 e 13.000&#8221; rappresenta un delta del 150% e sarebbe inattendibile per qualsiasi inchiesta internazionale.<br \/>\nI numeri di Amnesty si basano solo su ricordi di testimoni oculari che dichiarano cose tipo: <em>&#8220;di solito venivano eseguite tra le 7 e le 20 condanne ogni 10-15 giorni&#8221;<\/em>, oppure <em>&#8220;nei seguenti 11 mesi, 20 e 50 esecuzioni una volta la settimana&#8221; (p. 17)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Degli 85 testimoni, solamente 2 descrivono un\u2019impiccagione ma non \u00e8 specificato se per visione diretta o per sentito dire (pp. 25-26). Nessuno degli altri ha mai assistito alle uccisioni in serie che avvenivano nel carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente non esistono registri, n\u00e9 liste, n\u00e9 alcun altro tipo di prova che possa suffragare questi dati. A tal punto che le conclusioni di Amnesty si basano su un ragionamento tipo: <strong><em>&#8220;se questi sono i dati, le cifre sono queste&#8221;<\/em>, una cosa che per qualsiasi tribunale internazionale sarebbe carta straccia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amnesty dichiara di conoscere i nomi di 36 condannati a morte sui 5000-13000; meno dell\u20191% nel caso della cifra minore dei morti.<br \/>\nA questi vanno aggiunte altre 375 persone che sono morte dal 2011 al 2016 a seguito delle torture subite nel carcere. I loro nomi sono comunicati dai loro compagni di cella sopravvissuti. Ma nello stesso report Amnesty confessa che <em>&#8220;\u00e8 impossibile stabilire il numero esatto dei morti di Saydnaya&#8221; <\/em>(p. 40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dal momento della sua uscita, il report \u00e8 stato enfatizzato sui media occidentali senza alcuna analisi critica<\/strong>, con l&#8217;evidente scopo, funzionale alla propaganda occidentale, di alimentare le posizioni pi\u00f9 ostili nei confronti del regime di Assad: dai <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2017\/02\/07\/middleeast\/syria-executions-amnesty-international-report\/\" target=\"_blank\">media Usa<\/a>, a quelli <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2017\/feb\/07\/up-to-13000-secretly-hanged-in-syrian-jail-says-amnesty\" target=\"_blank\">europei<\/a>, da <a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/02\/syria-hanged-13000-saydnaya-prison-amnesty-170207035230495.html\" target=\"_blank\">Al Jazeera<\/a>, ai <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/02\/07\/siria-13mila-impiccagioni-nelle-celle-di-saydnaya-cosi-assad-silenzia-gli-oppositori\/3370787\/\" target=\"_blank\">giornali italiani<\/a>\u00a0 \u00e8 stata data per scontata la cifra maggiore dei morti (il top lo ha raggiunto l\u2019Ansa che \u00e8 persino riuscita a superare Amnesty International, dichiarando <em><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/2017\/02\/07\/siria-damasco-13000-giustiziati-5-anni_d331c54b-a36c-4bb0-9771-76b589dfc06f.html\" target=\"_blank\">&#8220;oltre 13.000 persone giustiziate&#8221;<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONDANNE A MORTE IN SIRIA<\/strong><br \/>\nIl report ha molte altri aspetti dubbi (per esempio le analisi dei meccanismi giudiziari che sembrano incoerenti col sistema legislativo siriano) ma c&#8217;\u00e8 un aspetto di tipo storico che invece forse conviene sottolineare: <strong>prima dello scoppio della guerra civile, la Siria era uno dei paesi col minor numero di condanne a morte nel mondo<\/strong>. Secondo <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/datablog\/2011\/mar\/29\/death-penalty-countries-world#data\" target=\"_blank\">una ricerca proprio di Amnesty International<\/a>, nel periodo 2007-2012 <strong>le esecuzioni capitali in Siria sono state 34<\/strong> contro le migliaia in Cina, le oltre 1500 in Iran, le 400 in Arabia Saudita e le 220 negli Usa. <strong>In pratica il criminale regime di Assad ha condannato a morte lo stesso numero di persone condannate a morte in Giappone e un sesto di quelle giustiziate nella pi\u00f9 grande democrazia del mondo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 plausibile che con lo scoppio della guerra civile, la brutalit\u00e0 del conflitto e l&#8217;introduzione di leggi speciali, i meccanismi repressivi del regime siano aumentati ma \u00e8 difficile, con i dati a disposizione, riuscire realisticamente a disegnare un quadro come quello descritto a Saydnaya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/download.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2480\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/05\/download-300x168.jpeg\" alt=\"download\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>E I FORNI?<\/strong><br \/>\n<strong>Nessuno degli 85 testimoni ascoltati da Amnesty International ha mai parlato o accennato alla possibile esistenza di strutture di cremazione all\u2019interno del carcere<\/strong>. <strong>Come \u00e8 possibile?<\/strong><br \/>\nAnzi, al contrario, due dei funzionari hanno specificato che i corpi dei condannati, dopo il loro riconoscimento nell\u2019Ospedale militare di Tishreen, <strong>venivano seppelliti in fosse comuni<\/strong> in due cimiteri a nord di Damasco . Amnesty documenta persino le foto satellitari dei cimiteri, dove, ovviamente nulla dimostra l\u2019esistenza di queste presunte fosse comuni tanto che Amnesty afferma nel suo report che non <em>&#8220;\u00e8 in grado di verificare queste dichiarazioni&#8221;<\/em> (p. 28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma quindi\u00a0da dove sono uscite fuori le dichiarazioni del Dipartimento di Stato? Come \u00e8 possibile che una prova cos\u00ec lampante dei crimini di Assad non sia presente nel report di Amnesty? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altro canto le prove portate dal Dipartimento di Stato (e anche qui prese dai media internazionali come oro colato) si riducono a: foto satellitari (non di satelliti militari) di un edificio della prigione che presenterebbe dal 2013 canne fumarie, strutture di ventilazione HVAC e prese d\u2019aria <em>&#8220;coerenti con un crematorio&#8221;<\/em>. Ma in realt\u00e0 coerenti anche con un grande locale caldaia.<br \/>\nE se, come dichiarano gli americani, il crematorio \u00e8 operativo dal 2013, come \u00e8 possibile che nessuno nel carcere n\u00e9 fuori se ne sia accorto o ne abbia sentito parlare visto che le testimonianze raccolte nel report di Amnesty riguardano il periodo 2011-2015?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ian Grant (<span class=\"username u-dir\" dir=\"ltr\"><a class=\"ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Gjoene\">@<b class=\"u-linkComplex-target\">Gjoene<\/b><\/a>)<\/span>, analista militare olandese esperto di questioni siriane, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Gjoene\/status\/864179069016997889\" target=\"_blank\">ha dimostrato<\/a>\u00a0inoltre che le bocche di ventilazione che secondo gli americani il regime ha costruito dall&#8217;agosto 2013 per smaltire il cumulo di cadaveri prodotti, erano gi\u00e0 presenti prima e quindi quel locale \u00e8 sempre esistito; <strong>e allora a cosa si riferiscono le foto mostrate dal Dipartimento di Stato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL BRAND &#8220;HITLER&#8221;<\/strong><br \/>\nCi sono due possibilit\u00e0: che le dichiarazioni del Dipartimento di Stato siano false (o meglio imprecise) o che sia falso il report di Amnesty (o meglio impreciso).<br \/>\n<strong>In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 una terza ipotesi, la pi\u00f9 probabile: che siano falsi (o meglio imprecisi) tutti e due.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo? Trasmettere nell\u2019opinione pubblica occidentale l&#8217;immagine di <strong>Assad come nuovo Hitler<\/strong> (cos\u00ec come lo sono stati prima di lui Milosevic, Saddam e Gheddafi); perch\u00e9 Hitler \u00e8 il brand necessario per giustificare ogni guerra umanitaria. <strong><br \/>\nE cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 orribile per la memoria dell\u2019Occidente di un forno crematorio<\/strong>? E puntuale, prima ancora di qualsiasi verifica\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/17_maggio_15\/avevamo-detto-mai-piu-6104e1ea-39ab-11e7-8def-9f1d8d7aa055.shtml\" target=\"_blank\">\u00e8 arrivata la mobilitazione morale della coscienza civile che abita nei media mainstream<\/a>.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/04\/14\/non-e-stato-assad\/\" target=\"_blank\">Dopo il bombardamento chimico a Khan Shaykun dell&#8217;aprile scorso<\/a>, il forno crematorio di Assad sembra l\u2019ultima trovata hollywoodiana dei registi\u00a0caos globale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rimane l\u2019amarezza di vedere la libera informazione democratica incapace da anni di porre un minimo dubbio alle certezze che i signori della guerra mondiale\u00a0permanente impongono sotto l\u2019ipocrisia delle loro ragioni\u00a0umanitarie<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/04\/14\/non-e-stato-assad\/\" target=\"_blank\">Non \u00e8 stato Assad<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/04\/27\/come-la-francia-prepara-lattacco-alla-siria\/\" target=\"_blank\">Come la Francia prepara l&#8217;attacco alla Siria<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/02\/11\/ucraina-putin-hitler-e-la-retorica-di-chi-vuole-la-guerra\/\" target=\"_blank\">Hitler e la retorica di chi vuole la guerra<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>IL MATTATOIO Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato al\u00a0mondo la notizia sconvolgente che Assad ha costruito forni crematori per eliminare ogni traccia delle esecuzioni di massa che sta conducendo contro gli oppositori. In una conferenza stampa il 15 maggio scorso, Stuart Jones, vice-Segretario per gli Affari del Vicino Oriente, ha dichiarato che: &#8220;a partire dal 2013 il regime siriano ha installato un forno crematorio\u00a0all&#8217;interno della prigione di Saydnaya. Lo scopo \u00e8 eliminare le prove e nascondere l&#8217;entit\u00e0 della omicidi di massa che avvengono nel carcere stesso&#8221;. Il carcere di Saydnaya \u00e8 venuto alla ribalta della cronaca\u00a0nel Febbraio scorso, quando [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/05\/18\/i-forni-di-assad\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64887],"tags":[3780,3777,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2475"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2475"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2482,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2475\/revisions\/2482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}