{"id":257,"date":"2014-09-10T13:18:13","date_gmt":"2014-09-10T13:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=257"},"modified":"2015-01-30T09:20:11","modified_gmt":"2015-01-30T09:20:11","slug":"i-numeri-della-guerra-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/09\/10\/i-numeri-della-guerra-di-gaza\/","title":{"rendered":"I numeri della guerra di Gaza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/gaza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-260\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/gaza-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/gaza-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/gaza.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per l\u2019Occidente, il contrasto militare all\u2019espansione dell\u2019integralismo islamico implica lo scontro con una diversa concezione della guerra che hanno islamisti e gruppi jihadisti. Isis, Al Qaeda ma anche Hezbollah e Hamas applicano quella che, tecnicamente, gli analisti chiamano \u201cguerra asimmetrica\u201d; una guerra non convenzionale che tende rendere inutilizzabili alcuni criteri giuridici ed etici fondanti: dalla distinzione netta tra combattenti e civili, al rispetto degli accordi di tregua, al trattamento dei prigionieri di guerra.<br \/>\nPer questo <strong>l\u2019Occidente si trova spesso in un difficile equilibrio tra il rispetto delle regole internazionali e il rischio di inseguire questi soggetti nella loro idea di una \u201cguerra senza regole\u201d<\/strong> con grave impatto sull\u2019emotivit\u00e0 della propria opinione pubblica.<br \/>\nPer capirlo proviamo a vedere un recente conflitto gi\u00e0 dimenticato, sostituito dall\u2019emergere dell\u2019offensiva jihadista in Iraq e Siria e dalla tregua duratura tra i contendenti: quello tra Israele e Hamas. Alcuni numeri di quest\u2019ultimo conflitto ci aiutano a capire questa doppia natura della guerra tra Occidente e islamismo.<br \/>\nDall\u2019inizio dell\u2019operazione \u201cProtective Edge\u201d, Hamas ha sparato verso Israele 4.564 tra razzi e colpi di mortaio (circa 91 al giorno); di questi il 20% (923) sono esplosi fuori dal territorio ebraico. Dei restanti 3.641, solo 224 hanno colpito zone residenziali o densamente abitate. Da notare che solo 735 missili sono stati neutralizzati da Iron Drome il discusso sistema di difesa israeliano da sempre al centro di polemiche per gli eccessivi costi e la non sicura precisione.<br \/>\nLe Forze Armate israeliane hanno annunciato di aver colpito quasi 5.300 obiettivi palestinesi (siti di lancio, magazzini armi, uffici e basi di Hamas) e di aver distrutto 34 tunnel costruiti per infiltrare terroristi in territorio israeliano.<br \/>\nLa vera differenza tra i due belligeranti \u00e8 sul tragico calcolo delle vittime delle operazioni militari. Ufficialmente Israele ha avuto 72 morti (64 soldati e 6 civili, tra cui 2 bambini).<br \/>\nSecondo le fonti di Gaza i morti palestinesi sarebbero stati 2.139, perlopi\u00f9 civili e tra questi 490 bambini.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di vittime palestinesi civili \u00e8 alla base delle accuse nei confronti di Israele che hanno messo in discussione la legittimit\u00e0 dell\u2019uso di una forza che sembrava sproporzionata ed indiscriminata; neppure le prove di come Hamas utilizzasse ospedali, scuole e moschee come basi di lancio dei propri missili e i propri civili come scudi umani, sembrava giustificare la violenza delle operazioni israeliane.<br \/>\nEppure, poich\u00e9 le guerre sono purtroppo anche numeri e statistiche, nel drammatico conteggio qualche osservazione va fatta.<br \/>\nIl 29 luglio scorso <a href=\"http:\/\/time.com\/3035937\/gaza-israel-hamas-palestinian-casualties\/\" target=\"_blank\">il Time ha pubblicato un\u2019analisi accurata<\/a> sui dati delle vittime palestinesi che secondo le autorit\u00e0 di Hamas, alla fine di luglio, erano per l\u201980% civili. La prima anomalia \u00e8 che il 44% era composto da giovani maschi di et\u00e0 compresa tra i 17 e i 30 anni; un picco eccessivo considerando che quella fascia di et\u00e0 corrisponde al 10% degli abitanti di Gaza. Le vittime femminili erano meno del 10% pur rappresentando un quarto della popolazione locale. I bambini (che sono oltre la met\u00e0 degli abitanti di Gaza) il 20%. Queste cifre, nel loro orrore e nella freddezza di un calcolo che sembra disumano, aiutano per\u00f2 a capire la difficolt\u00e0 di orientarsi in una guerra in cui le regole sono diverse tra i contendenti.<br \/>\nPer Hamas, come per molti dei gruppi integralisti islamici, non deve esistere una chiara distinzione tra combattenti e civili; ecco che quindi la differenza tra i dati dei decessi e la composizione della popolazione di Gaza fa ritenere che una grande quantit\u00e0 delle vittime appartenesse a quella zona grigia nella quale le organizzazioni integraliste reclutano i loro giovani e li spingono a combattere come soldati pur essendo civili.<br \/>\n<strong>La difficolta dell\u2019Occidente ad orientarsi nei conflitti mediorientali riguarda anche il fatto che noi abbiamo un\u2019idea chiara e definita di cos\u2019\u00e8 una guerra; un\u2019idea costruita in secoli di riflessioni giuridiche e filosofiche sul tema della legittimit\u00e0 e del comportamento da tenersi in guerra, che hanno sempre attraversato coscienze e contraddizioni. Per altre culture non \u00e8 cos<\/strong>\u00ec: dal 2001 sono stati oltre 25.000 i razzi lanciati dai palestinesi contro obiettivi civili israeliani, il maggior numero nei periodi di pace o di tregua. A questa pioggia di fuoco Israele ha sempre privilegiato la protezione della sua popolazione rispetto alle possibili e legittime risposte. Nella tradizione occidentale le guerre si dichiarano e poi si combattono. Anche in questa \u00e8 una differenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per l\u2019Occidente, il contrasto militare all\u2019espansione dell\u2019integralismo islamico implica lo scontro con una diversa concezione della guerra che hanno islamisti e gruppi jihadisti. 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