{"id":2932,"date":"2017-11-05T09:50:04","date_gmt":"2017-11-05T09:50:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=2932"},"modified":"2017-11-05T09:50:04","modified_gmt":"2017-11-05T09:50:04","slug":"twitter-ha-censurato-trump-ecco-le-prove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/11\/05\/twitter-ha-censurato-trump-ecco-le-prove\/","title":{"rendered":"Twitter ha censurato Trump. Ecco le prove"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/trump-the-hash.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2935\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/trump-the-hash-300x225.jpg\" alt=\"trump-the-hash\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/trump-the-hash-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/trump-the-hash.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>SHADOW BANNING SU TRUMP<\/strong><br \/>\nAll\u2019inizio sembrava essere solo una voce: <strong>Twitter, uno dei pi\u00f9 importanti social network del mondo, era entrato a gamba tesa nella campagna elettorale americana <\/strong>danneggiando volutamente Donald Trump e favorendo la sinistra liberal di Hillary Clinton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi sospetti sorsero nel Luglio 2016, quando una serie di tweet pubblicati da Trump sul suo profilo, <a href=\"http:\/\/www.zerohedge.com\/news\/2016-07-31\/twitter-shadow-banning-donald-trump\" target=\"_blank\">non erano comparsi sui feed dei follower<\/a>; <strong>come se quei tweet non fossero mai esistiti<\/strong>. Qualcuno sospett\u00f2 che Twitter avesse messo in atto un&#8217;azione di <em>&#8220;shadow banning&#8221;<\/em> tecnicamente un <em>&#8220;gettare nell\u2019ombra&#8221;<\/em>\u00a0alcuni contenuti da lui pubblicati cos\u00ec da non farli vedere sulle bacheche dei suoi supporter.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche mese prima la rivista <a href=\"https:\/\/www.buzzfeed.com\/alexkantrowitz\/twitter-to-introduce-algorithmic-timeline-as-soon-as-next-we?utm_term=.tkob3qMYB#.rfgg3RrMv\" target=\"_blank\">BuzzFeed anticip\u00f2 il progetto<\/a> di Twitter di introdurre una timeline algoritmica per ordinare i contenuti; cosa che preoccup\u00f2 molti per il rischio che un filtro definito a monte (e non pi\u00f9 il naturale ordine cronologico) avrebbe deciso quali tweet rendere visibili ai follower e quali no.<br \/>\n<strong>In altre parole, gli utenti che avrebbero pubblicato i loro contenuti non avrebbero avuto pi\u00f9 la certezza che tutti i loro follower\u00a0sarebbero stati in grado di leggerli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Milo_Yiannopoulos\" target=\"_blank\">Milo\u00a0Yiannopoulos<\/a>, eretico pensatore della destra anglo-americana ed esperto dell&#8217;universo digital, <a href=\"http:\/\/www.breitbart.com\/tech\/2016\/02\/16\/exclusive-twitter-shadowbanning-is-real-say-inside-sources\/\" target=\"_blank\">svel\u00f2 come Twitter stesse creando proprio <\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.breitbart.com\/tech\/2016\/02\/16\/exclusive-twitter-shadowbanning-is-real-say-inside-sources\/\" target=\"_blank\">una blacklist di account non graditi<\/a> a cui l&#8217;algoritmo avrebbe oscurato i messaggi impedendone la divulgazione; e tra questi, nel settore della politica, gli account\u00a0conservatori e di destra<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA CONFESSIONE DI TWITTER<\/strong><br \/>\nIl sospetto che Twitter abbia manipolato la campagna elettorale Usa, \u00e8 ora una certezza, per ammissione diretta di Sean Edgett, Consigliere generale della societ\u00e0 di San Francisco.<br \/>\nQualche giorno fa, in <a href=\"https:\/\/www.lgraham.senate.gov\/public\/_cache\/files\/4766f54d-d433-4055-9f3d-c94f97eeb1c0\/testimony-of-sean-edgett-acting-general-counsel-twitter.pdf\" target=\"_blank\">audizione alla Commissione Giustizia del Senato americano, il manager ha ammesso<\/a> che <strong>Twitter ha svolto un\u2019azione di censura su alcuni contenuti vitali nella campagna elettorale<\/strong>, ufficialmente per arginare le azioni di spam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo aver spiegato che Twitter \u00e8 impegnato <em>&#8220;<\/em><i>a fornire un servizio che favoris<\/i><i>ce<\/i><i>\u00a0e facilita<\/i><i>\u00a0<\/i><i>il dibattito democratico libero e aperto, per promuovere<\/i><i>\u00a0un cambiamento positivo nel mondo&#8221;<b>,\u00a0<\/b><\/i>ha spiegato che durante la campagna elettorale\u00a0 i tecnici della piattaforma social\u00a0 <em>&#8220;<\/em><i>hanno contribuito a mitigare l&#8217;impatto dei Tweets automatizzati che pomuovevano l&#8217;hashtag #PodestaEmails, nato dalla pubblicazione di migliaia di email da parte di Wikileaks&#8221; r<\/i>elative a John Podesta\u00a0il potente capo della campagna elettorale della Clinton.<br \/>\n<i><b><\/b><\/i><b>In altre parole Twitter (dietro la scusa degli spam) ha censurato molti tweet di Wikileaks che trattavano lo scandalo di intrighi e illegalit\u00e0 in cui \u00e8 stata coinvolta Hillary Clinton ed il suo potente collaboratore.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>&#8220;Dei circa 426.000 tweet pubblicati in due mesi da 57.000 utenti&#8221; <\/i>ha dichiarato Edgett<i><b>\u00a0, &#8220;il 25% di quelli che usavano l\u2019hashtag #PodestaEmails e il<\/b><b> 48% di quelli che usavano l\u2019hashtag DNCLeaks&#8221; <\/b><\/i><b>sono stati oscurati.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA BALLA DEI RUSSI<\/strong><br \/>\nIl manager di Twitter ha rivelato anche che<strong><em> &#8220;meno del 4% dei Tweets contenenti l&#8217;hashtag #PodestaEmails \u00e8 venuto da account con potenziali collegamenti con la Russia&#8221;<\/em>; e solo il 2% di quelli con #DNCLeaks.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si mostrasse il dato degli account italiani o inglesi che hanno utilizzato questi hashtag, probabilmente ci troveremo percentuali pi\u00f9 alte; <strong>dimostrazione ennesima che la famosa ingerenza russa nella campagna elettorale di Trump \u00e8 una balla colossale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/twitter-jail-AP-640x480.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/twitter-jail-AP-640x480-300x225.jpg\" alt=\"twitter-jail-AP-640x480\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/twitter-jail-AP-640x480-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/11\/twitter-jail-AP-640x480.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E LA NEUTRALIT\u00c0?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 la prova che <strong>Twitter spesso non svolge una funzione neutra nel processo di comunicazione globale<\/strong>; ma entra in campo, si schiera, prende posizioni politiche a favore o contro candidati o battaglie politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altro canto Adam Sharp\u00a0uno dei capi di Twitter e gi\u00e0 consulente strategico del Partito Democratico, lo anticip\u00f2 in un&#8217;intervista nel Gennaio 2016; in quell&#8217;occasione disse che soldi, endorsement o strutture territoriali <em>&#8220;sono ormai secondarie per fornire un messaggio convincente alla base degli elettori&#8221;<\/em> e che strumenti come Twitter avrebbero consentito di <em>&#8220;bypassare&#8221;<\/em> gli strumenti tradizionali delle campagne elettorali<span style=\"color: #111111;font-size: small\"><i>.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Trump l&#8217;ha capito, per questo \u00e8 stato il candidato presidenziale che ha meno investito in campagne sul mainstream (pur avendo la maggiore disponibilit\u00e0 economica) e ha pi\u00f9 lavorato sui social network. Anche Twitter l&#8217;ha capito, per questo ha cercato di boicottarlo.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/10\/12\/clinton-isis-e-sauditi-una-rivelazione-clamorosa\/\" target=\"_blank\">Clinton, Isis e sauditi: una rivelazione clamorosa<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/05\/31\/trump-e-come-kennedy-ma-non-ditelo-al-deep-state\/\" target=\"_blank\">Trump \u00e8 come Kennedy ma non ditelo al Deep State<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/11\/12\/ma-studiatevi-il-voto-fighetti-radical-chic\/\" target=\"_blank\">Usa: ma studiatevi il voto, fighetti radical-chic<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/05\/31\/trump-e-come-kennedy-ma-non-ditelo-al-deep-state\/\" target=\"_blank\">Normalizzare Trump: Stato Profondo vs Popolo<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/05\/31\/trump-e-come-kennedy-ma-non-ditelo-al-deep-state\/\" target=\"_blank\">Il delirio di George Soros<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>SHADOW BANNING SU TRUMP All\u2019inizio sembrava essere solo una voce: Twitter, uno dei pi\u00f9 importanti social network del mondo, era entrato a gamba tesa nella campagna elettorale americana danneggiando volutamente Donald Trump e favorendo la sinistra liberal di Hillary Clinton. I primi sospetti sorsero nel Luglio 2016, quando una serie di tweet pubblicati da Trump sul suo profilo, non erano comparsi sui feed dei follower; come se quei tweet non fossero mai esistiti. Qualcuno sospett\u00f2 che Twitter avesse messo in atto un&#8217;azione di &#8220;shadow banning&#8221; tecnicamente un &#8220;gettare nell\u2019ombra&#8221;\u00a0alcuni contenuti da lui pubblicati cos\u00ec da non farli vedere sulle bacheche [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/11\/05\/twitter-ha-censurato-trump-ecco-le-prove\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38,64893,192070,64873],"tags":[170,317151,1996,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2932"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2932"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2937,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2932\/revisions\/2937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}