{"id":2977,"date":"2017-12-12T13:11:41","date_gmt":"2017-12-12T13:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=2977"},"modified":"2017-12-12T20:37:16","modified_gmt":"2017-12-12T20:37:16","slug":"gianfry-e-angelino-mai-sfidare-linsfidabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2017\/12\/12\/gianfry-e-angelino-mai-sfidare-linsfidabile\/","title":{"rendered":"Gianfry e Angelino: mai sfidare l&#8217;Insfidabile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/alfano-fini-contro-berlusconi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2979\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/alfano-fini-contro-berlusconi-300x188.jpg\" alt=\"alfano-fini-contro-berlusconi\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/alfano-fini-contro-berlusconi-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/alfano-fini-contro-berlusconi.jpg 738w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>MAI SFIDARE L&#8217;INSFIDABILE<\/strong><br \/>\nGianfry e Angelino vengono da storie diverse ma hanno avuto un destino comune. <strong>Hanno sfidato l\u2019Insfidabile<\/strong>, hanno provato ad &#8220;uccidere il Padre&#8221; e ne sono stati divorati: dal padre ma anche da se stessi, dal proprio narcisismo e dalla convinzione che la politica fosse solo un gioco di cinismo, tatticismi, finte di corpo e spregiudicatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La storia di Gianfry<\/strong> \u00e8 quella del leader di una destra che contava qualcosa fino a quando lui decise che non dovessero contare pi\u00f9 nulla n\u00e9 lui, n\u00e9 la destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La storia di Angelino<\/strong> \u00e8 quella di un non-leader che non contava persino quando fu messo, per acclamazione, alla guida di quello che era il principale partito liberal-conservatore europeo; su ordine del Capo supremo che davanti ai delegati del Pdl riuniti\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/11_luglio_01\/consiglio-nazionale-pdl-berlusconi-alfano_870bd872-a3bf-11e0-831c-4f5919d97524.shtml\" target=\"_blank\">dichiar\u00f2<\/a>: <em>&#8220;Io da Presidente e fondatore del partito vi propongo l&#8217;elezione di Alfano con questo applauso&#8221;<\/em>. E il clap clap cambi\u00f2 la storia del centrodestra italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gianfry, bolognese<\/strong>, veniva da pi\u00f9 lontano di Angelino e non solo per l\u2019et\u00e0. Ha attraversato gli anni di piombo nella parte politica sbagliata, dentro una nazione insanguinata <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/04\/29\/sergio-ramelli-odio-e-spranghe-della-borghesia-radical-chic\/\" target=\"_blank\">dalla violenza cieca su ragazzi inermi e incolpevoli<\/a>.<br \/>\n<strong>Aveva dietro di s\u00e9 una comunit\u00e0 umana e politica che non lo ha mai amato veramente perch\u00e9 sapeva che in fondo era lui a non amarla<\/strong>; una comunit\u00e0 di uomini e donne che per\u00f2 lo ha sempre rispettato pi\u00f9 di quanto lui abbia rispettato loro, convinto com\u2019era che da solo, senza il fardello di quella storia, avrebbe sciolto le sue vele verso il mare aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Angelino, agrigentino<\/strong>, \u00e8 entrato in politica dalla porta pi\u00f9 comoda: quella della DC siciliana e poi in Forza Italia, quando la Sicilia produceva pi\u00f9 voti azzurri che arance.<br \/>\nIl suo percorso \u00e8 stato lineare, limpido: consigliere regionale a 25 anni, poi deputato a 31, nel governo Berlusconi a 37 diventando il pi\u00f9 giovane ministro della storia repubblicana. <strong>Sempre all\u2019ombra del Cavaliere <\/strong>che adocchi\u00f2 benevolmente questo scorpionico siciliano dalla parlantina fluente e novecentesca e dalla mimica mediterranea e barocca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Entrambi, Gianfry e Angelino, dovevano tutto a Silvio Berlusconi<\/strong>.<br \/>\n<strong>Gianfry doveva a Berlusconi lo sdoganamento<\/strong>, la legittimazione politica nelle Istituzioni democratiche che\u00a0permise a lui e alla sua classe dirigente di uscire fuori dal cono d\u2019ombra della loro storia maledetta; fu &#8220;l\u2019imprenditore Berlusconi&#8221;, ancora non sceso in campo, a sdoganare la destra impresentabile del Msi e di un giovane Gianfry che ancora rilasciava interviste su &#8220;Il fascismo del 2000&#8221;<strong><strong>.<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong> <strong>Angelino <\/strong><\/strong><strong><strong>doveva a Berlusconi la sua stessa ragion d\u2019essere<\/strong><\/strong>; non solo il percorso politico ma anche la consacrazione in un partito in cui le unzioni sacre del Re taumaturgo contavano pi\u00f9 delle regole congressuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/421093-995x434.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2985\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/421093-995x434-300x131.jpg\" alt=\"421093-995x434\" width=\"300\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/421093-995x434-300x131.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2017\/12\/421093-995x434.jpg 995w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ODIO E VENDETTA<\/strong><br \/>\n<strong>Per\u00f2, secondo un comportamento umano troppo umano, succede che chi non ha meriti pensi di averne molti; anzi tutti<\/strong>. E cos\u00ec entrambi, Gianfry e Angelino, ad un certo punto si sono convinti che fosse arrivato il tempo di <strong>mettere da parte il loro Demiurgo e lo hanno tradito: uno per odio, l\u2019altro per vendetta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gianfry ha sempre odiato il Cavaliere<\/strong>; e il suo odio nasceva da una frustrazione profonda, un complesso di inferiorit\u00e0 tipico di chi nella vita si \u00e8 solo trovato al punto giusto al momento giusto. L\u2019uomo che poteva essere l\u2019erede di Berlusconi decise di inventarsi <strong>un partito (Fli) che nacque dal nulla finendo nel nulla prima ancora di partire<\/strong>. Un partito che doveva servire per distruggere il progetto berlusconiano (<a href=\"https:\/\/blogdellanarca.wordpress.com\/2010\/08\/05\/fini-la-kerkaporta-del-pdl\/\" target=\"_blank\">come scrivemmo in tempi non sospetti<\/a>). Lui e un manipolo di intellettuali e politici, misero in piedi una delle operazioni pi\u00f9 suicide della storia politica italiana illudendosi che gli Osanna che i media della sinistra radical-chic concedevano loro fossero veri, mentre erano solo la variante post-moderna degli \u201cutili idioti\u201d di leninista memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Angelino non ha mai odiato Berlusconi anzi gli ha voluto bene veramente<\/strong>. Ma voleva vendicarsi di lui. Non gli ha mai perdonato quella frase schietta ma crudele che il Cavaliere ha pronunciato anche se poi smentito: <em>&#8220;non ha il Quid&#8221;<\/em>.<br \/>\nE cos\u00ec <strong>ha voluto dimostrare al suo padre scettico, che il Quid ce l\u2019aveva, nel modo peggiore<\/strong>: nel momento di massima caduta di Berlusconi, dopo la sua condanna e la sua estromissione giudiziaria dalla politica, nei convulsi mesi del Novembre 2013, decise di non aderire a FI, fondare l\u2019ennesimo inutile partito (NCD) e passare armi e bagagli con la sinistra al governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL MAGO INCANTATORE<\/strong><br \/>\nGianfry e Angelino sono inciampati entrambi nello stesso mago incantatore. L\u2019uomo che in questi ultimi 20 anni anni ha condizionato e <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/ora-anche-londra-conferma-colpo-stato-contro-cav-1019760.html\" target=\"_blank\">devastato la democrazia italiana: <\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/ora-anche-londra-conferma-colpo-stato-contro-cav-1019760.html\" target=\"_blank\">Giorgio Napolitano<\/a>. Fu lui a convincere prima l\u2019uno e poi l\u2019altro che tradendo Berlusconi avrebbero preso il suo posto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E cos\u00ec <strong>Gianfry divenne per mezza stagione il mito del potere salottiero<\/strong>, dei giornali, degli intellettuali di quel mondo di cartapesta che lo nomin\u00f2 <a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/297585\/conferimento-a-gianfranco-fini-del-premio-de-il-riformista-come-politico-dellanno-2009\" target=\"_blank\">&#8220;Politico dell\u2019anno&#8221;<\/a>\u00a0sapendo quanto il suo desiderio di essere accettato a sinistra lo rendesse incline alle lusinghe dei suoi veri nemici.<br \/>\n<strong>Angelino divenne addirittura il Ministro degli Esteri del governo Renzi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FORZA\u00a0DELL&#8217;AMBIZIONE E DEBOLEZZA DELL&#8217;ARRIVISMO<\/strong><br \/>\nOra, le loro storie cos\u00ec diverse, s&#8217;incrociano in un destino comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gianfry \u00e8 stato travolto da qualcosa di peggio della sua fine politica: la sua fine morale. Lo scandalo della Casa di Montecarlo, le menzogne, le umiliazioni familiari lo hanno relegato nella soffitta della storia italiana in maniera anche eccessiva rispetto ai suoi reali demeriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Angelino, di fronte alla crudelt\u00e0 dei risultati politici, ha deciso di lasciare la politica<\/strong> una volta capito che nessuno l\u2019avrebbe candidato e che da solo non avrebbe avuto neppure i voti degli amici d\u2019infanzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il loro mesto tramonto\u00a0risalta ancora di pi\u00f9 di fronte alla nuova alba del Cavaliere<\/strong>, tornato al centro\u00a0della vita politica del Paese, persino <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/conversione-scalfari-berlusconi-meglio-maio-1465849.html\" target=\"_blank\">rivalutato dai suoi stessi nemici storici<\/a>, arbitro di nuovo dei futuri equilibri.<br \/>\n<strong>Entrambi lo avevano dato per spacciato e lo hanno sfidato Ma il Cavaliere, che non ama n\u00e9\u00a0duelli\u00a0n\u00e9 singolar tenzoni, \u00e8 un Insfidabile<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le storie\u00a0di Gianfry e Angelino insegnano una cosa che i politici dovrebbero tenere a mente; una lezione che, a sinistra, ha travolto anche il Rottamatore. <strong>La lezione \u00e8 questa:\u00a0occorre saper distinguere tra forza dell&#8217;ambizione e la debolezza dell&#8217;arrivismo.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/02\/26\/spioni-e-dissimulatori\/\" target=\"_blank\">Spioni e dissimulatori<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/03\/11\/ruby-e-il-rodimento-di-repubblica\/\" target=\"_blank\">Ruby e il rodimento di Repubblica<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2016\/02\/08\/la-lingua-di-renzi\/\" target=\"_blank\">La lingua di Renzi<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/01\/14\/se-ne-va-napolitano-il-poroshenko-italiano\/\" target=\"_blank\">Napolitano: il Poroshenko italiano<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>MAI SFIDARE L&#8217;INSFIDABILE Gianfry e Angelino vengono da storie diverse ma hanno avuto un destino comune. 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