{"id":309,"date":"2014-09-25T11:00:28","date_gmt":"2014-09-25T11:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=309"},"modified":"2015-01-30T08:42:39","modified_gmt":"2015-01-30T08:42:39","slug":"mauro-rotelli-lennesimo-caso-di-una-giustizia-assurda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/09\/25\/mauro-rotelli-lennesimo-caso-di-una-giustizia-assurda\/","title":{"rendered":"Mauro Rotelli: l&#8217;ennesimo caso di una giustizia assurda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/Mauro-Rotelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-318\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/Mauro-Rotelli.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/Mauro-Rotelli.jpg 280w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/09\/Mauro-Rotelli-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>&#8220;Pronto, ciao Mauro, ma \u00e8 vera \u2018sta storia?\u201d.<\/em><br \/>\n<em> \u201cQuale storia?\u201d<\/em><br \/>\n<em>\u201cChe c\u2019\u00e8 un mandato di arresto nei tuoi confronti\u201d.<\/em><br \/>\n\u00c8 l\u2019Ottobre del 2007 quando <strong>Mauro Rotelli<\/strong>, giovane assessore della giunta di centrodestra di Viterbo, riceve a casa questa telefonata da un suo amico cronista. Dopo pochi minuti di smarrimento, ne riceve una seconda; \u00e8 la sua segreteria: <em>\u201cAssessore dovrebbe venire in ufficio; c\u2019\u00e8 la polizia giudiziaria\u201d<\/em>.<br \/>\nIl tragitto verso l\u2019assessorato \u00e8 breve, meno di 5 minuti in scooter. Viterbo \u00e8 una citt\u00e0 piccola, un gioiello medioevale che ha mantenuto intatta la sua dimensione comunitaria. Lungo il percorso Rotelli viene avvicinato da alcuni cittadini e da un altro giornalista di una testata locale: <em>\u201cMa che \u00e8 questa storia del tuo arresto?\u201d<\/em><br \/>\nTutti sapevano tutto, tranne lui, il diretto interessato. <strong>Prassi ordinaria di una giustizia che funziona a mezzo stampa e viola la pi\u00f9 elementare garanzia di un cittadino: quella di una riservatezza che tuteli privacy e dignit\u00e0, partendo dal presupposto che si \u00e8 innocenti fin quando non si \u00e8 colpevoli<\/strong>.<br \/>\nIn ufficio Rotelli trova la PG che gli notifica l\u2019arresto. Nel frattempo una piccola folla di curiosi e giornalisti aspetta di sotto. La voce si \u00e8 sparsa come il vento. Le foto del giovane assessore caricato in auto dalla polizia che gli tiene bassa la testa come un delinquente comune, fanno il giro d\u2019Italia. \u00c8 dai tempi di Enzo Tortora che funziona cos\u00ec; era il 1983 quando i carabinieri lo andarono a prelevare in albergo, lo portarono in commissariato e da l\u00ec lo trasferirono in carcere parcheggiando l\u2019auto 100 metri dopo, in modo tale che Tortora passasse ammanettato tra un doppio cordone di cameraman e fotografi nel frattempo avvertiti. <strong>La gogna mediatica \u00e8 uno strumento egualitario: rende simili il famoso presentatore e il giovane assessore di provincia.<\/strong><br \/>\nL\u2019accusa nei confronti di Rotelli \u00e8 \u201ccorruzione e turbativa d\u2019asta\u201d. Secondo i Pm, l\u2019assessore avrebbe pilotato un bando pubblico affidando la gestione delle mense scolastiche ad un\u2019azienda politicamente vicina, in cambio di assunzioni di amici e \u201ctesseramenti ad Alleanza Nazionale\u201d, il suo partito di riferimento. Rotelli al momento dell\u2019arresto aveva 36 anni e apparteneva a quella \u201cGenerazione Atreju\u201d inventata da Giorgia Meloni dalle ceneri del Fronte della Giovent\u00f9 e cresciuta con il mito di Falcone e Borsellino.<br \/>\nRotelli si fece 54 giorni di arresti domiciliari e un\u2019interminabile serie di udienze. <strong>Ieri, dopo sette anni, \u00e8 stato prosciolto<\/strong> insieme agli altri imputati (un dirigente del comune di Viterbo e la titolare dell\u2019azienda implicata). Rotelli non ha corrotto e non ha turbato alcuna asta. In compenso, gli \u00e8 stato ipotizzato un \u201cabuso d\u2019ufficio\u201d, tra l\u2019altro prescritto. Gli esperti di questioni giudiziarie, quelli che capiscono i codici segreti dei processi, mi spiegano che spesso funziona cos\u00ec: tu sei accusato di un reato molto grave e dopo anni, se vieni prosciolto, te ne contestano un altro, lievissimo e indimostrabile perch\u00e9 prescritto di cui non sapevi nemmeno di essere indagato e per il quale quindi, non ti sei difeso. Il codice penale diventa un libro alchemico con cui trasformare la natura di un reato. Come a dire: \u201cuna macchia la devi comunque avere\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 che rimane sono i 54 giorni di arresto cautelare (e sette anni di processi) \u00a0per un presunto reato che non li prevedeva, solo ipotizzato a posteriori e non dimostrabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci sono storie di giustizia ingiusta che sono difficili da decifrare perch\u00e9, al di l\u00e0 dell\u2019esito finale, producono effetti collaterali che sfuggono alle analisi tecniche: percorsi di vita distrutti, relazioni sociali frantumate, affetti, immagine pubblica o lavoro compromessi<\/strong>.<br \/>\nNoi, in passato abbiamo raccontato alcune di queste storie: come quella di<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/vigilessa-giudice-e-sindaco-storia-che-imbarazza-renzi-1012601.html\" target=\"_blank\"> Massimo Mallegni l\u2019ex sindaco della Versilia vittima di un sistema di potere che ha intrecciato i magistrati con i loro parenti<\/a>, in un\u2019Italia manzoniana fatta di soprusi, piuttosto che in uno Stato di diritto.<br \/>\nO come <a href=\"http:\/\/blogdellanarca.wordpress.com\/2012\/09\/03\/intercettazioni-lassurdo-caso-di-pietro-pilello\/\" target=\"_blank\">il caso di Pietro Pilello<\/a>, il professionista vittima del circo mediatico-giudiziario entrato in un girone dantesco per una telefonata di 57 secondi.<br \/>\nCasi in cui cittadini hanno pagato errori di altri che non pagano mai.<br \/>\n<strong>Mauro Rotelli alla fine pu\u00f2 dirsi fortunato: nel suo caso la giustizia ha fatto il suo corso. Anche se in fondo si \u00e8 sbagliata. Questo \u00e8 l\u2019assurdo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Pronto, ciao Mauro, ma \u00e8 vera \u2018sta storia?\u201d. \u201cQuale storia?\u201d \u201cChe c\u2019\u00e8 un mandato di arresto nei tuoi confronti\u201d. \u00c8 l\u2019Ottobre del 2007 quando Mauro Rotelli, giovane assessore della giunta di centrodestra di Viterbo, riceve a casa questa telefonata da un suo amico cronista. Dopo pochi minuti di smarrimento, ne riceve una seconda; \u00e8 la sua segreteria: \u201cAssessore dovrebbe venire in ufficio; c\u2019\u00e8 la polizia giudiziaria\u201d. Il tragitto verso l\u2019assessorato \u00e8 breve, meno di 5 minuti in scooter. Viterbo \u00e8 una citt\u00e0 piccola, un gioiello medioevale che ha mantenuto intatta la sua dimensione comunitaria. 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