{"id":428,"date":"2014-11-07T07:30:28","date_gmt":"2014-11-07T07:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=428"},"modified":"2015-01-30T03:19:55","modified_gmt":"2015-01-30T03:19:55","slug":"il-ritorno-di-tocque-ville","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/11\/07\/il-ritorno-di-tocque-ville\/","title":{"rendered":"Il ritorno di Tocque-ville"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/11\/tocqueville.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-429\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/11\/tocqueville-300x88.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"88\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/11\/tocqueville-300x88.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/11\/tocqueville.png 742w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Era il 2005: internet entrava nella sua fase di seconda espansione (primordiale e ingenua), la politica non aveva ancora capito nulla della forza simbolica e culturale della rete e i social-media erano ancora lontani dal diventare il pane quotidiano dell\u2019informazione; fu allora che un manipolo di giovani e agguerriti intellettuali fond\u00f2 una citt\u00e0.<br \/>\nMa cosa c\u2019entra una citt\u00e0 con il web? C\u2019entra innanzitutto perch\u00e9, come spiegava proprio in quegli anni <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manuel_Castells\" target=\"_blank\">Manuel Castells<\/a>, <em>\u201cla rete non \u00e8 una realt\u00e0 virtuale ma una virtualit\u00e0 reale\u201d<\/em>; e poi perch\u00e9 fu proprio una citt\u00e0 ad essere fondata (seppure online).<br \/>\nLa citt\u00e0 si chiam\u00f2 Tocque-ville, \u201cla citt\u00e0 dei liberi\u201d e prendeva il nome da uno dei padri del pensiero liberale.<br \/>\nIn breve \u201cla citt\u00e0 dei liberi\u201d divenne uno degli spazi pi\u00f9 straordinari di creativit\u00e0 culturale e nuovo linguaggio della politica che internet abbia mai conosciuto. I pochi anni raccolse oltre 3000 blogger (professionisti, studenti, manager, politici, intellettuali) che macinavano contenuti, idee, visioni e progetti; la piattaforma arriv\u00f2 ad avere un numero di lettori pari a quelli dei grandi quotidiani d\u2019opinione.<br \/>\nTocque-ville raccolse le pi\u00f9 svariate culture politiche di quello che qualcuno chiamava centrodestra: liberali, identitari, cattolici, laici riformisti, radicali ma anche j\u00fcngeriani alla ricerca del bosco, pensatori del conservatorismo pi\u00f9 innovativo, futuristi e dannunziani, hobbit, anarco-capitalisti.<br \/>\n<strong>La \u201ccitt\u00e0 dei liberi\u201d divenne uno dei pi\u00f9 grandi laboratori metapolitici degli ultimi anni<\/strong>. Provarono a copiarlo a sinistra ma con scarsissimi risultati perch\u00e9 la sua anarchia creativa era generata da quel sano individualismo libertario che la sinistra non ha nel suo Dna.<br \/>\nTocqueville fu un\u2019esperienza politico-culturale cos\u00ec interessante da diventare una case history a livello europeo tanto da essere emulato in Spagna e Francia.<br \/>\nPoi la crisi. I partiti di centrodestra e le loro ottuse classi dirigenti non si resero conto di quale strumento avevano tra le mani per provare a spostare l\u2019immaginario di un paese ancorato alla muffa del cattocomunismo. La citt\u00e0 dei liberi fu boicottata. Alla fine, lo spirito volontario si esaur\u00ec e la citt\u00e0 inizi\u00f2 ad essere abbandonata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi due dei pionieri di allora (<a href=\"https:\/\/twitter.com\/andreamancia\" target=\"_blank\">Andrea Manci<\/a>a e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/SimoneBressan\" target=\"_blank\">Simone Bressan<\/a>) l\u2019hanno riaperta: <strong>come una citt\u00e0 di frontiera in attesa della costruzione della ferrovia, come un villaggio di minatori che deve ritrovare la vena aurea perduta. La crisi del centrodestra riporta con s\u00e9 nuove energie. <a href=\"http:\/\/tocqueville.it\" target=\"_blank\">Tocque-ville.it<\/a> \u00e8 tornata per raccoglierle.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\" target=\"_blank\">Il Giornale Off<\/a>\u00a0 con il titolo <em><a href=\"http:\/\/ilgiornaleoff.ilgiornale.it\/bentornata-toqueville-citta-dei-liberi\/\" target=\"_blank\">&#8220;Bentornata Tocqueville.it&#8221;<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Era il 2005: internet entrava nella sua fase di seconda espansione (primordiale e ingenua), la politica non aveva ancora capito nulla della forza simbolica e culturale della rete e i social-media erano ancora lontani dal diventare il pane quotidiano dell\u2019informazione; fu allora che un manipolo di giovani e agguerriti intellettuali fond\u00f2 una citt\u00e0. Ma cosa c\u2019entra una citt\u00e0 con il web? C\u2019entra innanzitutto perch\u00e9, come spiegava proprio in quegli anni Manuel Castells, \u201cla rete non \u00e8 una realt\u00e0 virtuale ma una virtualit\u00e0 reale\u201d; e poi perch\u00e9 fu proprio una citt\u00e0 ad essere fondata (seppure online). 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