{"id":8,"date":"2014-06-20T08:09:39","date_gmt":"2014-06-20T08:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=8"},"modified":"2015-03-12T07:25:49","modified_gmt":"2015-03-12T07:25:49","slug":"la-veglia-funebre-della-destra-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/06\/20\/la-veglia-funebre-della-destra-italiana\/","title":{"rendered":"La veglia funebre della destra italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/06\/e_smith_spanish_village_veglia_funebre1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-16 aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/06\/e_smith_spanish_village_veglia_funebre1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/06\/e_smith_spanish_village_veglia_funebre1-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2014\/06\/e_smith_spanish_village_veglia_funebre1.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">C\u2019era una volta la destra: ed era una cosa seria. Aveva un suo cuore, un suo onore e un\u2019idea di come cambiare il mondo. Era spesso velleitaria e infantile ma aveva il pregio di sforzarsi di leggere il presente anche dal suo passato ingombrante; e lo faceva attraverso la forza di un pensiero fertile e creativo. In quella destra leggevano tutti, belli e brutti: gli esoterici leggevano Evola e Dylan Dog, gli avventurosi J\u00fcnger e Corto Maltese, gli ironici Marinetti e Asterix, i lirici Pound e Yeats, i romantici Tolkien, i trasgressivi Pasolini e Cioran, i dissacranti Bukowski e Tex Willer. In quella destra c\u2019erano cultura e manici di piccone; secchi di colla e notti insonni davanti ai muri dei propri caduti.<br \/>\nQuella destra, nel silenzio della sua marginalit\u00e0 storica, produsse anche grandi figure politiche incompiute perch\u00e9 strappate alla vita troppo presto. Penso a Pinuccio Tatarella, il grande stratega che vide il centrodestra prima del centrodestra; penso a Tony Augello, il tessitore lucido di una destra romana che fu uno dei pi\u00f9 grandi laboratori politici d\u2019Italia; penso a Marzio Tremaglia, che seppe conciliare pensiero e governo della politica; e penso a Paolo Colli che insegn\u00f2 alla destra l\u2019ecologia, la solidariet\u00e0 e l\u2019amore per la vita.<br \/>\nQuella destra aveva circoli, sezioni, militanti, entusiasmo. Era popolare e proletaria come quella dei <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rogo_di_Primavalle\" target=\"_blank\">fratelli Mattei<\/a>, i figli del netturbino missino bruciati vivi dai giovani ricchi che giocavano alla rivoluzione comunista; ed era colta e borghese come quella di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_Borsellino\" target=\"_blank\">Paolo Borsellino<\/a> e di un\u2019idea dello Stato lontana anni luce da quella che poi un cinico leader e i suoi ingordi colonnelli avrebbero incarnato.<br \/>\nQuella destra, romantica e moderna, ci piaceva assai; non i suoi eccessi, le risacche caricaturali o molti suoi esponenti da avanspettacolo. Ci piaceva quel suo essere comunit\u00e0 in cammino, consapevole che per entrare nella storia occorresse spintonare un po\u2019.<br \/>\n<strong>Oggi quella destra non esiste pi\u00f9, cancellata da una stagione politica umiliante, da una classe dirigente inadeguata e a volte cialtrona, travolta da nefandezze morali e incompetenze<\/strong>. Di quel mondo che ha affogato l\u2019anima nel cinismo rimangono due immagini: quella arrogante di Gianfranco Fini e quella surreale di Franco Fiorito.<br \/>\nUltimo ridicolo epilogo \u00e8 la recente nomina di Italo Bocchino a direttore editoriale del Secolo d\u2019Italia, il glorioso giornale che fu di Giovannini, Romualdi e Accame e che una gestione dissennata ha ridotto prima ad un foglio semiclandestino e ora ad un piccolo ma orgoglioso quotidiano online.<br \/>\nLa sua nomina, decisa dalla Fondazione di An, ha scatenato la rivolta dei militanti. Bocchino \u00e8 stato uno dei killer della destra italiana, l\u2019espressione sfrontata di una politica da guappi di una classe dirigente miracolata dalla discesa in campo di Berlusconi. Lui \u00e8 stato l\u2019anima nera di Gianfranco Fini e uno di quelli che con maggiore determinazione ha contributo al fallimento del Pdl e del governo di centrodestra nato dal pi\u00f9 ampio consenso popolare della storia repubblicana. I suoi compagni di merende che l\u2019hanno nominato (cio\u00e8 gli altri colonnelli che siedono nel cda della Fondazione) assicurano che il suo ruolo sar\u00e0 finalizzato al solo rilancio del giornale; invece di dare il segnale di un cambiamento, di un\u2019inversione di rotta che facesse pensare a una rinascita, hanno deciso di imbalsamare il cadavere.<br \/>\n<strong>La destra italiana \u00e8 ormai una lunga e interminabile veglia funebre<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019era una volta la destra: ed era una cosa seria. Aveva un suo cuore, un suo onore e un\u2019idea di come cambiare il mondo. Era spesso velleitaria e infantile ma aveva il pregio di sforzarsi di leggere il presente anche dal suo passato ingombrante; e lo faceva attraverso la forza di un pensiero fertile e creativo. In quella destra leggevano tutti, belli e brutti: gli esoterici leggevano Evola e Dylan Dog, gli avventurosi J\u00fcnger e Corto Maltese, gli ironici Marinetti e Asterix, i lirici Pound e Yeats, i romantici Tolkien, i trasgressivi Pasolini e Cioran, i dissacranti Bukowski e Tex [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/06\/20\/la-veglia-funebre-della-destra-italiana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64885,33146],"tags":[51124,89,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":784,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8\/revisions\/784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}