{"id":842,"date":"2015-02-20T08:46:11","date_gmt":"2015-02-20T08:46:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/?p=842"},"modified":"2015-02-20T14:59:41","modified_gmt":"2015-02-20T14:59:41","slug":"isis-e-foreign-fighters-le-5-cose-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/02\/20\/isis-e-foreign-fighters-le-5-cose-da-sapere\/","title":{"rendered":"Isis e Foreign Fighters: le 5 cose da sapere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/02\/ff.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-848\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/02\/ff-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/02\/ff-300x175.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/files\/2015\/02\/ff.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I <strong>Foreign Fighters<\/strong>, i combattenti stranieri islamici impiegati in Siria e in Libia, sono oggi considerati una delle principali minacce alla sicurezza dell\u2019Occidente, principalmente per due ragioni:<br \/>\n1)\u00a0\u00a0\u00a0 il fattore di rischio espansione del conflitto (legato a combattenti che non operano con legami territoriali);<br \/>\n2)\u00a0\u00a0\u00a0 la possibilit\u00e0 che molti di loro possano rientrare nei paesi di origine (soprattutto europei) sotto forma di minaccia terroristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco cinque cose da sapere su di loro per compredere il pericolo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1) QUANTI SONO VERAMENTE?<\/strong><br \/>\nLe cifre sui Foreign Fighters impegnati in Siria sono controverse perch\u00e9 non esistono dati ufficiali e i servizi d\u2019intelligence faticano ad avere informazioni certe.<br \/>\nThe International Centre for the Study of Radicalisation (ICSR), analizza da anni il fenomeno attraverso un complesso database proveniente da fonti aperte sia dirette (analisi dei social media e dei siti jihadisti), sia indirette (oltre 1.500 fonti media internazionali).<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/icsr.info\/2015\/01\/foreign-fighter-total-syriairaq-now-exceeds-20000-surpasses-afghanistan-conflict-1980s\/\" target=\"_blank\">L\u2019ultimo report del Gennaio scorso<\/a> stima a 20.000 il numero dei combattenti stranieri in Siria<\/strong> dal 2011 ad oggi, <strong>di cui un quinto (4.000) cittadini europei<\/strong>. I numeri comprendono anche coloro che sono morti o quelli che sono rientrati nei loro paesi d\u2019origine.<br \/>\nLa cifra \u00e8 cresciuta quasi del doppio in meno di due anni: il precedente report dell\u2019Aprile del 2013 stimava un massimo di 11.000 Foreign Fighters di cui circa 1.000 europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nel teatro di guerra afghano si sono contati circa ventimila combattenti stranieri ma in un arco di tempo che andava dal 1979 (invasione russa) al 2001 (inizio invasione occidentale). <strong>Quindi il conflitto in Siria \u00e8 <em>\u201cla pi\u00f9 grande mobilitazione di combattenti stranieri islamici almeno dal 1945<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2) DA DOVE PROVENGONO?<\/strong><br \/>\nComplessivamente sono 50 i paesi coinvolti nel fenomeno, ma il 10% dei combattenti islamici (circa 2.000 unit\u00e0) verrebbero dalla sola Arabia Saudita.<br \/>\nLa stragrande maggioranza proviene dal Medio Oriente (11.000); mentre 3.000 dai paesi dell\u2019ex Unione Sovietica (Russia e Uzbekistan in testa).<br \/>\n<strong>In Europa, il paese che fornisce pi\u00f9 combattenti islamici \u00e8 la Francia<\/strong> (1.200) una cifra molto pi\u00f9 ampia di quella fornita nel settembre scorso dalle autorit\u00e0 di Parigi. Poi Gran Bretagna e Germania con circa 600 Foreign Fighters ciascuno.<br \/>\nDa notare che, <strong>rispetto alla popolazione residente, il paese con il maggior numero di jihadisti attivi \u00e8 il Belgio<\/strong>: 440 islamisti (40 per milione di abitanti). Seguono Danimarca e Svezia; tutti e tre paesi con politiche d\u2019immigrazione e d\u2019integrazione particolarmente aperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3) CON CHI COMBATTONO?<\/strong><br \/>\nIl dato, relativo solo agli operativi in Siria, dimostra che <strong>il 55% dei Foreign Fighters combatte con l\u2019Isis<\/strong> ed il 14% con <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fronte_al-Nusra\" target=\"_blank\">Jabhat al-Nusra<\/a> (l\u2019organizzazione estremista affiliata ad Al Qaeda).<br \/>\nSolo il 2% \u00e8 nelle file del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esercito_siriano_libero\" target=\"_blank\">Free Syrian Army <\/a>e di altri gruppi ribelli minoritari filo-occidentali. Un restante 30% circa non sarebbe militante di alcun gruppo specifico.<br \/>\n<strong>Questo dimostra l\u2019errore strategico degli Usa nell\u2019aver addestrato ed armato combattenti stranieri in Siria<\/strong>, (con l\u2019obiettivo di far cadere il regime di Assad), pensando poi di poterli controllare dall\u2019interno delle formazioni moderate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>4) SONO UN FENOMENO NUOVO?<\/strong><br \/>\n<strong>Quello dei Foreign Fighters islamici non \u00e8 un fenomeno nuovo<\/strong>; tutt\u2019altro. Abbiamo visto come fu riscontrato massicciamente durante l\u2019invasone sovietica in Afghanistan dove per\u00f2 i combattenti stranieri era tutti mediorientali. Anche in Bosnia (1992) e in Cecenia (1996 e 1999) si conobbero ma in misura ridotta. Foreign Fighters hanno operato, in maniera marginale, anche in Somalia e in Mali.<br \/>\nDall\u2019invasione occidentale in Afghanistan (2001) e poi, soprattutto, con quella dell\u2019Iraq <strong>si \u00e8 iniziato a monitorare anche il fenomeno dei jihadisti europei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da notare che se quelle in Afghanistan, Cecenia e Bosnia, erano considerate guerre difensive (la protezione dei fratelli mussulmani), quelle in Iraq e Siria sono (anche nella propaganda di molti predicatori) guerre finalizzate alla costruzione di uno Stato Islamico (sotto forma di Emirato o Califfato); cosa che ha dato motivazione al reclutamento e all\u2019adesione di molti pi\u00f9 volontari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>5) CHE PERICOLO RAPPRESENTANO?<\/strong><br \/>\nNella stragrande maggioranza dei casi <strong>i Foreign Fighters non sono truppe di \u00e9lite<\/strong>. Reclutati prevalentemente per motivi ideologici e\/o religiosi, essi ricevono un addestramento limitato al combattimento in zona di guerra; tecniche base d\u2019ingaggio, tecniche di combattimento corpo a corpo e capacit\u00e0 di utilizzo di armi di piccolo calibro (fucili d&#8217;assalto, bombe a mano e pistole). Pochissimi di questi jihadisti hanno un addestramento avanzato necessario per condurre un attacco terroristico in un ambiente ostile. Quasi nessuno di loro \u00e8 addestrato al <a href=\"https:\/\/www.stratfor.com\/weekly\/terrorism-tradecraft\" target=\"_blank\">\u201cterrorism tradecraft\u201d<\/a>, quell\u2019insieme di capacit\u00e0 operative che includono: organizzazione e gestione di nuclei operativi, comunicazione clandestina, conoscenza articolata di esplosivi e tecniche di attentati, pianificazione sorveglianza e capacit\u00e0 di depistaggio dal controllo dell\u2019intelligence nemica.<br \/>\nIl rischio maggiore non sembra essere quello di replicare attentati spettacolari (stile 11 Settembre); ma quello di <strong>produrre attacchi di tipo pi\u00f9 tradizionale attraverso \u201ccellule dormienti\u201d rientrate in patria e magari lasciate \u201cin letargo\u201d per pi\u00f9 tempo e innescabili in maniera spontanea<\/strong> e per questo imprevedibili (come nel caso della strage di Charlie Hebdo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><br \/>\nInsomma quello dei Foreign Fighters non \u00e8 un pericolo nuovo ma <strong>uno dei tanti pericoli sotttovalutati dall\u2019Occidente<\/strong> (Europa in primis) <strong>e che oggi si salda con il tema dell\u2019immigrazione incontrollata dalle aree di guerra<\/strong>. Con il Mediterraneo che si trasforma in una polveriera con masse di profughi che premono sui confini sud dell\u2019Europa e una sostanziale <strong>impreparazione (soprattutto di tipo culturale) delle leadership occidentali ad affrontare l\u2019emergenza<\/strong>, il fenomeno dei Foreign Fighters rischia di trovare terreno ancora pi\u00f9 fertile per sviluparsi.<\/p>\n<p><strong>Su Twitter: @GiampaoloRossi<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em>Articoli correlati:<\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/01\/08\/e-guerra\/\" target=\"_blank\">\u00c8\u00a0guerra!<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2014\/10\/14\/isis-se-i-complottisti-hanno-ragione\/\" target=\"_blank\">Isis: se i complottisti hanno ragione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I Foreign Fighters, i combattenti stranieri islamici impiegati in Siria e in Libia, sono oggi considerati una delle principali minacce alla sicurezza dell\u2019Occidente, principalmente per due ragioni: 1)\u00a0\u00a0\u00a0 il fattore di rischio espansione del conflitto (legato a combattenti che non operano con legami territoriali); 2)\u00a0\u00a0\u00a0 la possibilit\u00e0 che molti di loro possano rientrare nei paesi di origine (soprattutto europei) sotto forma di minaccia terroristica. Ecco cinque cose da sapere su di loro per compredere il pericolo: 1) QUANTI SONO VERAMENTE? Le cifre sui Foreign Fighters impegnati in Siria sono controverse perch\u00e9 non esistono dati ufficiali e i servizi d\u2019intelligence faticano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/2015\/02\/20\/isis-e-foreign-fighters-le-5-cose-da-sapere\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1036,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64865,53057,64863,64887],"tags":[53050,3777],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/842"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1036"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=842"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/842\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":861,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/842\/revisions\/861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/rossi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}