{"id":10079,"date":"2013-10-23T11:28:42","date_gmt":"2013-10-23T09:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10079"},"modified":"2013-10-23T11:28:42","modified_gmt":"2013-10-23T09:28:42","slug":"maratona-in-tv-il-solito-flop-annunciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/10\/23\/maratona-in-tv-il-solito-flop-annunciato\/","title":{"rendered":"Maratona in tv, il solito flop annunciato?"},"content":{"rendered":"<p>Raccontava nei giorni scorsi in riunione di redazione il mio vicedirettore Nicola Porro che ormai in televisione funziona solo il calcio. \u00c8 che quindi chiunque conduca una trasmissione (e lui fa Virus su Raidue) cerca di stare bene alla larga da anticipi, posticipi, champions e amichevoli varie. Va cos\u00ec , siamo un Paese di commissari tecnici da sempre e probabilmente continueremo ad esserlo chiss\u00e0 per quante generazioni ancora. Per\u00f2 se gli altri sport fanno ascolti inutili, vengono relegati in orari improbabili e continuano ad essere considerati &#8220;minori&#8221; forse non \u00e8 tutta  colpa della scarsissima cultura sportiva del Belpaese. Prendiamo ad esempio la maratona. Domenica mattina si corre a Venezia e la gara sar\u00e0 trasmessa in diretta per tre ore su Raiduesport. Non \u00e8 poco e non \u00e8 male. Anzi. Ci sono sport che farebbero carte false per avere uno spazio  simile. E poi ci sono tutte le condizioni per trasformare la diretta in uno &#8220;spot&#8221; lungo 42 chilometri. C&#8217;\u00e8 il debutto di Andrea Lalli che pu\u00f2 essere il futuro azzurro, ci sono oltre settemila appassionati al via che arrivano da ogni parte del mondo con la loro passione e le loro storie, c&#8217;\u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 belle del mondo da riprendere e da raccontare. Ma mi viene da scommettere che non sar\u00e0 cos\u00ec. Magari mi sbaglio, ma la cronaca della 28ma Venice marathon sar\u00e0 ancora una volta quella del gruppetto dei primi che correranno per vincere. Il solito gruppetto di keniani, fortissimi e campioni per carit\u00e0, ma dai nomi impronunciabili e assolutamente impossibili da ricordare anche per gli ottimi Bragagna e Monetti. Saranno ancora gli interventi tecnici di Pizzolato e della Fogli che seguono in bici. Si parlera&#8217; ancora una volta solo di crono, di tempi, di secondi in meno al chilometro, di glicogeno, carboidrati, maltodestrine aminoacidi e ripetute. Sara&#8217; dato lo spazio che serve, quindi moltissimo, all&#8217;assessore, al vice assessore, al sostituto del  vice assessore che &#8220;ringraziamo tutti per questa magnifica giornata di sport&#8230;&#8221;. Insomma il solito schema. Lo stesso di sempre  per Roma, Milano, Torino, Carpi e via trasmettendo. \u00c8 non solo nel canovaccio Rai, va detto. Perche&#8217; non e&#8217; che le telecronache del La7 siano state una rivoluzione. Difficile cosi&#8217; per chi non sia un maratoneta restare sintonizzato e non cedere alla tentazione di schiacciare sul telecomando. Parliamoci chiaro. Una maratona al 15mo, al 24mo ma anche al 38mo chilometro non \u00e8 uno spettacolo televisivo che ti da&#8217; chiss\u00e0 quale scarica di adrenalina. \u00c8 se poi la&#8217; davanti a giocarsela la non c&#8217;\u00e8 nemmeno un italiano&#8230;E allora come fare per catturare in tre ore di trasmissione qualche spettatore e farlo incuriosire  alla maratona? Innanzitutto cedere alla tentazione di raccontare la gara in modo pi\u00f9 &#8220;pop&#8221;&#8216; andando a scovare le tante, tantissime storie che si nascondono nella pancia del gruppo, le sfide, i sogni e le emozioni della gente normale. Cercare di trasmettere a chi guarda in tv che la corsa non \u00e8 solo un affare da professionisti inarrivabili che filano via a oltre 20 chilometri orari. Chi non hai mai corso non deve chiedersi &#8220;come fanno?&#8221; ma &#8220;come posso fare?&#8221;. Per catturare la gente che non corre il racconto di una maratona deve scontentare gli addetti ai lavori, i fissati come me, i tecnici e gli atleti che sono davanti ala tv perch\u00e9 infortunati o perch\u00e9 correranno la domenica dopo. Loro sanno gi\u00e0 tutto. Una maratona e&#8217; un lungo viaggio tra un popolo che \u00e8 felice di far fatica, in citt\u00e0 che hanno quasi sempre storia e storie da raccontare, tra tecnicismi che devono essere tradotti in banalit\u00e0. Devono cambiare le immagini che non possono  essere sempre quelle di chi corre l\u00e0 davanti, i commenti tecnici che se sono quelli di addetti ai lavori si rivolgono sempre agli addetti ai lavori e devono cambiare le forze in campo. Per tre ore di diretta non bastano un ottimo telecronista e un&#8217;ottima spalla, servirebbe almeno un paio di giornalisti inviati in pi\u00f9. Altrimenti la noia ti uccide e il telecomando e&#8217; sempre li&#8217; a portata di mano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Raccontava nei giorni scorsi in riunione di redazione il mio vicedirettore Nicola Porro che ormai in televisione funziona solo il calcio. \u00c8 che quindi chiunque conduca una trasmissione (e lui fa Virus su Raidue) cerca di stare bene alla larga da anticipi, posticipi, champions e amichevoli varie. Va cos\u00ec , siamo un Paese di commissari tecnici da sempre e probabilmente continueremo ad esserlo chiss\u00e0 per quante generazioni ancora. Per\u00f2 se gli altri sport fanno ascolti inutili, vengono relegati in orari improbabili e continuano ad essere considerati &#8220;minori&#8221; forse non \u00e8 tutta colpa della scarsissima cultura sportiva del Belpaese. 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