{"id":10157,"date":"2013-10-31T18:44:35","date_gmt":"2013-10-31T17:44:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10157"},"modified":"2013-10-31T18:49:55","modified_gmt":"2013-10-31T17:49:55","slug":"san-patrignano-corre-a-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/10\/31\/san-patrignano-corre-a-new-york\/","title":{"rendered":"San Patrignano corre a New York"},"content":{"rendered":"<p>Da Sanpa a New York il passo non e&#8217; breve ma lunghissimo. Lungo quanto i 42 chilometri di una maratona, anzi molto di piu&#8217;: c&#8217;e&#8217; una vita in mezzo. Quella di una decina di ragazzi che hanno scommesso sul loro riscatto e sono arrivati la&#8217; dove, solo qualche anno fa, sembrava impossibile. Il via in una maratona, il via a New York per dimostrare che quando si vuole si puo&#8217; quasi tutto. Anzi tutto. La gara sara&#8217; un dettaglio, l&#8217;importante domenica mattina e&#8217; essere li&#8217; a Staten Island, essere tra quei 4O mila come promesso. E comunque vada sara&#8217; un successo. Si ricomincia da l\u00ec, dalla maratona. Da San Patrignano che sogna New York. Perch\u00e8 quei 42 lunghissimi chilometri, soprattutto per chi ha sbagliato sulla sua pelle, sono la carta per giocarsi il riscatto. Anche l\u00ec a volte si cade, anche l\u00ec si fa una fatica tremenda e anche l\u00ec arriva sempre un momento in cui si pensa di non farcela pi\u00f9. C\u2019\u00e8 il rischio di cercare una scorciatoia. Per\u00f2 non si molla, si arriva fino in fondo, per conquistarsi il proprio personalissimo, immenso, pezzetto di gloria. Storie dove la droga non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma \u00e8 come se fosse in sospeso. Storie dove la solitudine pu\u00f2 trasformarsi in uno zen. Storie di una decina di ragazzi che sono precipitati in un baratro ma hanno trovato un appiglio. E si aggrappano. Grazie a Letizia Moratti che ci ha creduto e grazie a Gabriele Rosa, che domenica non seguira&#8217; con lo sguardo e con il pensiero solo i suoi campioni keniani che probabilmente vinceranno, ma anche questa decina di sconosciuti ragazzi a cui ha insegnato a correre, ad allenarsi, a non mollare. Da \u00abSanpa\u00bb alla maratona di New York e&#8217; anche una sfida per raccogliere fondi per sostenere un progetto sulle tossicodipendenze, un&#8217;opera di sensibilizzazione in collaborazione con l&#8217;Onu che si sta facendo sempre pi\u00f9 importante e che qui a New York verr\u00e0 presentata al mondo. \u00abHo accettato di seguire i ragazzi di San Patrignano- spiega Gabriele Rosa &#8211; perch\u00e8 credo che la corsa sia uno strumento che ti permette di fare grandi cose. Da allenatore ho visto atleti che dal nulla sono diventati campioni olimpici. Da medico vedo che muoversi d\u00e0 vantaggi incredibili alle persone: dai bimbi agli anziani, dai diabetici ai cardiopatici\u00bb. E adesso \u00e8 il turno dei ragazzi di San Patrignano. Tocca a loro. Perche la corsa non tradisce mai. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Sanpa a New York il passo non e&#8217; breve ma lunghissimo. Lungo quanto i 42 chilometri di una maratona, anzi molto di piu&#8217;: c&#8217;e&#8217; una vita in mezzo. Quella di una decina di ragazzi che hanno scommesso sul loro riscatto e sono arrivati la&#8217; dove, solo qualche anno fa, sembrava impossibile. Il via in una maratona, il via a New York per dimostrare che quando si vuole si puo&#8217; quasi tutto. Anzi tutto. La gara sara&#8217; un dettaglio, l&#8217;importante domenica mattina e&#8217; essere li&#8217; a Staten Island, essere tra quei 4O mila come promesso. 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