{"id":10331,"date":"2013-11-27T17:53:56","date_gmt":"2013-11-27T16:53:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10331"},"modified":"2013-11-27T18:00:08","modified_gmt":"2013-11-27T17:00:08","slug":"quelli-che-senza-gps-si-sentono-persi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/11\/27\/quelli-che-senza-gps-si-sentono-persi\/","title":{"rendered":"Quelli che senza gps si sentono persi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/11\/garmin-forerunner-610.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/11\/garmin-forerunner-610-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/11\/garmin-forerunner-610-300x178.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/11\/garmin-forerunner-610.jpg 788w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Stiamo andando a 5 e quindici&#8230;siamo troppo veloci. Ecco adesso 5 e venti. Perfetto&#8221;. Bip, bip. &#8220;E di quanto sarebbe &#8216;sta corsa? Ventuno chilometri? Ma figurati, il mio Gps segna 20 e 880 metri&#8230;&#8221;. E ancora bip, bip. Che non c&#8217;entra nulla Willy il Coyote o i cartoni animati dello &#8220;Scacciapensieri&#8221; che ha accompagnato i pomeriggi di intere generazioni di bambini davanti alla tv della Svizzera italiana quando ancora consolle, iPad e giochi sugli IPhone facevano parte delle fantasie e di un futuro che sembrava lontanissimo. Bip, bip e&#8217; il suono di un orologio da polso che sembra un orologio da polso ma che in realta&#8217; e&#8217; tante altre cose. E&#8217; il suono della tecnologia applicata alla corsa. Un bip ogni 100, 500, mille metri basta solo decidere l&#8217;impostazione e sul display dell&#8217;orologione ti appare tutto ci\u00f2 che non ti immagini. \u00c8 la magia dei satelliti che ci ci spiano, ci dicono se tra un mese sar\u00e0 nebbia, pioggia o grandine e ci dicono anche in tempo reale a che velocit\u00e0 stiamo correndo. Ci informano sui battiti del nostro cuore, sulle calorie che stiamo consumando, sul percorso che stiamo seguendo, se dobbiamo rallentare o accelerare rispetto alla nostra tabella di marcia, se stiamo per affrontare una salita, una discesa o se dobbiamo continuare ad andare dritti e in piano. Insomma ci guidano. Forse anche troppo. Gia perche negli anni gli orologioni sono diventati sempre piu precisi, stilosi, piccoli e funzionali. E si sono moltiplicati. Cosi oggi si puo&#8217; correre con gps da polso, da braccio, da mettere alla cintola dei calzoncini, nella suola delle scarpe. Si puo&#8217; correre con la musica o con la voce di un trainer che da un auricolare ti dice quando e&#8217; il momento di accelerare, di scattare e di recuperare. \u00c8 se si accorge che sei in crisi ti spiega anche come fare per non mollare. Quasi fantascienza, anzi no. Cosi&#8217; nella pancia del gruppo c&#8217;\u00e8 sempre quello con l&#8217;orologione al polso che detta il ritmo agli amici che corrono con lui. Funziona cos\u00ec perch\u00e9 al Gps da corsa non ci si arriva subito. Chi comincia a correre all&#8217;inizio non sa neppure che esista. Si affida alle proprie sensazioni e mette un piede davanti all&#8217;altro senza preoccuparsi troppo. Ma la corsa piano piano ti presenta il conto. All&#8217;inizio sembra una fatica immonda, poi diventa un po&#8217; (ma solo un po&#8217; ) pi\u00f9 piacevole e alla fine ti avvolge stravolgendoti la vita e le giornate. Sar\u00e0 che cambia il metabolismo, saranno le endorfine, sar\u00e0 che nonostante qualche doloretto ci si sente tutti un po&#8217; leoni ma lentamente nella testa di ogni corridore inizia un irreversibile processo di cambiamento. Cambiamento nel senso che si cominciano a cambiare tutti gli accessori della corsa che fino a qualche giorno prima sembravano perfetti. \u00c8 una questione di esigenze. Cos\u00ec scarpe pi\u00f9 &#8220;fiche&#8221; (come dice mio figlio)&#8217; pi\u00f9 tecniche e pi\u00f9 leggere, pantaloncini griffati e aderenti, maglia in rivoluzionario tessuto caldo d&#8217;inverno, freddo d&#8217;estate e tiepido nelle mezze stagioni (che per\u00f2 non ci sono pi\u00f9 ), guanti e cappellino hi-tec, calze turbo auto massaggianti per piedi e polpacci. \u00c8 il punto di non ritorno. Benvenuti nel mondo dei runner tecnologici, da cui non se ne esce pi\u00f9. \u00c8 da qui a mettersi al polso l&#8217;orologione satellitare il passo non \u00e8 breve: e&#8217; immediato. Librettino delle istruzioni, cavo, presa USB, computer, ricarica e via. Si parte per una dimensione assistita della corsa che nulla pi\u00f9 lascia al caso. Allenamenti, ripetute, distanze, tempi, recuperi, calorie consumate e da consumare, zone di frequenza cardiaca per &#8220;lipidici&#8221; e potenziamenti, altimetrie, velocit\u00e0 minima, media e massima indicate al millimetro. \u00c8 tutto indicato, tutto scritto su quel display quadrato che si pu\u00f2 dividere in tre, quattro, cinque finestre. E in ognuna c&#8217;\u00e8 il riassunto di un pezzettino della tua fatica. E chi se lo mette al polso dopo un primo momento di infantile, giustificabile euforia per le sorprendenti capacit\u00e0 del nuovo giocattolino poi sente l&#8217;irrefrenabile esigenza di condividere. \u00c8 torniamo nella pancia del gruppo, di una tapasciata, di una mezza o di una maratona. Dopo tanti anni di corse e di corridori incontrati non ho ancora ben capito cosa spinga qualcuno che ti sta correndo a fianco improvvisamente ad informanti sulle condizioni della tua corsa. Ogni volta la sorpresa e la stessa di quando ci si imbarca su un aereo e nei primi minuti di volo si resta un po&#8217; storditi e assort\u00ec nei propri pensieri un po&#8217; anche per la paura. \u00c8 la voce del comandante ti fa sussultare, un po&#8217; come quella del tipo col Gps che ti sta correndo al fianco. Bip,bip: &#8220;Stiamo correndo a 5 minuti al chilometro che equivale ad andare a 12 orari, abbiamo percorso 19 km e 770 metri, consumato 1870 calorie e se manteniamo questo passo l&#8217;arrivo al traguardo e&#8217; previsto per le ore 11.48&#8221;. Bip, bip. &#8220;Ah, dimenticavo&#8230;ci sono 18 gradi, una umidit\u00e0 dell&#8217;80 per cento e all&#8217;arrivo il tempo e&#8217; buono&#8221;. \u00c8 stavolta il bip, bip lo dico io&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Stiamo andando a 5 e quindici&#8230;siamo troppo veloci. Ecco adesso 5 e venti. Perfetto&#8221;. Bip, bip. &#8220;E di quanto sarebbe &#8216;sta corsa? Ventuno chilometri? Ma figurati, il mio Gps segna 20 e 880 metri&#8230;&#8221;. E ancora bip, bip. Che non c&#8217;entra nulla Willy il Coyote o i cartoni animati dello &#8220;Scacciapensieri&#8221; che ha accompagnato i pomeriggi di intere generazioni di bambini davanti alla tv della Svizzera italiana quando ancora consolle, iPad e giochi sugli IPhone facevano parte delle fantasie e di un futuro che sembrava lontanissimo. 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