{"id":10486,"date":"2013-12-13T15:14:11","date_gmt":"2013-12-13T14:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10486"},"modified":"2013-12-13T15:14:11","modified_gmt":"2013-12-13T14:14:11","slug":"londa-lunga-dellattentato-alla-maratona-di-boston","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/12\/13\/londa-lunga-dellattentato-alla-maratona-di-boston\/","title":{"rendered":"L&#8217;onda lunga dell&#8217;attentato alla maratona di Boston"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/201304161055-800-9af41292-8b00-4039-b020-cb0d7011c679.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10521\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/201304161055-800-9af41292-8b00-4039-b020-cb0d7011c679-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/201304161055-800-9af41292-8b00-4039-b020-cb0d7011c679-300x186.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/201304161055-800-9af41292-8b00-4039-b020-cb0d7011c679.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;onda lunga dell&#8217;attentato alla maratona di Boston. Una follia che ricordano in molti perch\u00e8 le immagini di quelle bombe che esplodevano sul traguardo sono arrivate in diretta nelle case\u00a0e poi hanno fatto il giro del mondo. Una, due, dieci cento, mille volte. E poi i dettagli, le inquadrature differenti, i video\u00a0di chi sfortunatamente era l\u00ec perch\u00e8 ormai con telefonini e smartphone ogni attimo della vita di tutti rischia di finire in diretta, diffuso da una rete\u00a0che amplifica tutto senza distinguere. E cosi morti e feriti sono diventati immagini, filmati e storie che le tv hanno trasmesso e ritrasmesso per giorni. E&#8217; l&#8217;effetto della comunicazione cos\u00ec come \u00e8 diventata. Una volta c&#8217;era solo il telegionale della sera ora le notizie ti arrivano addosso 24 ore su 24. Che \u00e8 sicuramente una conquista ma che, come sempre, ha un rovescio della medaglia. E in questo caso le controindicazioni sono importanti. La copertura televisiva e sul web dell\u2019attentato alla maratona di Boston del 15 aprile scorso, quasi in tempo reale e poi nelle ore successive, ha provocato un picco di casi di sindrome\u00a0 acuta da stress. Secondo lo studio dell\u2019 <strong>Universit\u00e0 della California,<\/strong> pubblicato su <strong>\u2019Proceedings of the National Academy of Sciences\u2019\u00a0<\/strong> passare sei o pi\u00f9 ore al giorno \u2019incollat\u00ec ai media a seguire una tragedia, come appunto la Maratona di Boston, ha provocato una maggior prevalenza (9 volte pi\u00f9 alta) di sintomi acuti di ansia e stress rispetto a chi ha avuto un\u2019esposizione mediatica minima (meno di un\u2019ora al giorno). I ricercatori hanno<br \/>\nesaminato un campione della popolazione americana di 4.675 adulti in un periodo di 2-4 settimane\u00a0e hanno valutato risposte allo stress acuto in proporzionane al grado di \u00a0esposizione diretta e indiretta all\u2019attentato alla maratona. I sintomi, poi, crescevano ad ogni ora aggiuntiva d\u2019esposizione ai \u2019bombardament\u00ec dei media, vecchi e nuovi.\u00a0\u00a0\u00abSiamo rimasti molto sorpresi nell&#8217; osservare come il grado di esposizione ripetuta ai media che raccontavano in diretta l&#8217;attentato si \u00e8 dimostrato fortemente associato ai sintomi di stress acuto anche dopo l\u2019evento &#8211; afferma<strong> Alison E. Holman,<\/strong> autore della ricerca &#8211; C&#8217;\u00e8 un rapporto tra l\u2019esposizione ripetuta a immagini e suoni violenti attraverso i media e lo sviluppo indiretto, soprattutto nelle persone vulnerabili, di una risposta ansiogena acuta\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0L\u2019indagine sembra aver sfatato la famosa &#8220;Cura Ludovico&#8221; raccontata nel film di<strong>Stanley Kubrick\u00a0 &#8220;Arancia Meccanica&#8221;,<\/strong> dove il violento Alex veniva rieducato costringendolo alla visione di immagini crude e atroci arricchite della <strong>nona Sinfonia<\/strong> di <strong>Beethoven.<\/strong> \u00abCi sono prove crescenti che assistere a video di eventi traumatici pu\u00f2 innescare \u2019flashback\u2019 e incoraggiare il condizionamento alla paura, senza nessun effetto libera\u00bb, precisa la ricerca. Infine, gli autori dello studio hanno sottolineano che nel loro lavoro non c\u2019\u00e8 mai stata la volont\u00e0 di minimizzare il punto di vista di chi ha vissuto di persona alcuni recenti eventi drammatici (come l\u201911 Settembre) ma piuttosto quello di evidenziare come anche l\u2019esposizione indiretta (via tv, internet o radio), possa provocare danni o disturbi. \u00abPerch\u00e8 le persone &#8211; sottolinea lo studio &#8211; non si rendono conto di quanto possa essere stressante l\u2019esposizione indiretta a morti e sangue sui media. E su questo rischio servono ulteriori approfondimenti\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;onda lunga dell&#8217;attentato alla maratona di Boston. Una follia che ricordano in molti perch\u00e8 le immagini di quelle bombe che esplodevano sul traguardo sono arrivate in diretta nelle case\u00a0e poi hanno fatto il giro del mondo. Una, due, dieci cento, mille volte. 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