{"id":10536,"date":"2013-12-15T16:44:53","date_gmt":"2013-12-15T15:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10536"},"modified":"2013-12-15T16:45:36","modified_gmt":"2013-12-15T15:45:36","slug":"un-record-in-bici-per-i-bimbi-farfalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/12\/15\/un-record-in-bici-per-i-bimbi-farfalla\/","title":{"rendered":"Un record in bici per i bimbi farfalla"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/56052_10151233100844446_300988136_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-10537\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/56052_10151233100844446_300988136_o-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/mei2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-10538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/mei2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/mei-005.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-10539\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/mei-005-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/a>Chiss\u00e0 cosa si pensa. Chiss\u00e0 se fanno pi\u00f9 fatica il cuore e le gambe oppure la testa. Chiss\u00e0 dove si trova la forza per non scendere dalla bicicletta e dire basta. Trentadue ore pedalando senza mai fermarsi. Quasi un week end. Trentadue ore a girare in tondo su una pista di 250 metri, quella di <strong>Montichiari a Brescia<\/strong>, che alla fine fanno pi\u00f9 di 900 chilometri come da Milano a Bari e forse anche qualcosina in pi\u00f9. Trentadue ore per dare una mano, come sempre, ai <strong>\u00abbimbi farfalla\u00bb,<\/strong> i piccoli colpiti dall\u2019epidermolisi bollosa, una rara malattia genetica che rende la pelle fragilissima.<strong> Anna Mei,<\/strong> milanese di 46 anni insegnante di \u00abmotoria\u00bb che una volta alle elementari si chiamava ginnastica, non la non \u00e8 nuova a queste imprese. E cos\u00ec si ripete due anni dopo migliorando il suo record del mondo sulle 24 ore e quello dell\u2019americana <strong>Seana Hogan<\/strong> che lo scorso anno l\u2019aveva ritoccato: 2955 giri (738,851 km) compiuti nell\u2019arco di una giornata che significano il nuovo primato mondiale di durata. \u00abNo, non c\u2019entra la gloria &#8211; racconta la <strong>Mei<\/strong> dopo l\u2019impresa- A tutti quelli che mi chiedono chi me lo fa fare rispondo sempre allo stesso modo: io mi sento solo lo strumento per far s\u00ec che si parli di una malattia che colpisce alcuni bambini e di cui poco si sa e pochi parlano\u00bb. Cos\u00ec Anna pedala. Veloce come solo lei sa fare e veloce come il suo allenatore <strong>Fabio Vedana<\/strong> le ha scritto sulla tabella di marcia che deve seguire: \u00abLa mia concentrazione &#8211; spiega &#8211; era tutta sul cronometro del velodromo. Sapevo che non avrei dovuto scendere sotto i trenta chilometri orari perch\u00e8 solo cos\u00ec avrei potuto centrare il record\u00bb. E cos\u00ec \u00e8 stato, trenta all\u2019ora come un metronomo, giro dopo giro, senza mai fermarsi se non per mangiare minestroni e frullati che gli ha preparato quel \u00absanto\u00bb di suo marito <strong>Stefano<\/strong> che lo scorso anno ha sposato, tanto per mettere subito le cose in chiaro, sul Ghisallo la montagna dei ciclisti. Una lunga, difficile, pedalata quella sull\u2019abete siberiano della pista di Montichiari. Con qualche momento di difficolt\u00e0 fisica come \u00e8 ovvio che sia in un\u2019impresa cos\u00ec importante ma soprattutto con la difficolt\u00e0 di non perdere la concentrazione mentre i giri, i minuti, le ore, il giorno e la notte scorrono. Una lunga pedalata preparata con un anno di sacrifici, di allenamenti e di molte rinunce. \u00abLa pi\u00f9 grande- racconta la <strong>Mei<\/strong>&#8211; \u00e8 stata quella di dovere programmare una stagione praticamente senza gare. Che pu\u00f2 sembrare nulla ma che per una atleta \u00e8 una rinuncia importante perch\u00e8 ti manca il riscontro, ti manca la gratificazione&#8230;\u00bb. Una lunga pedalata senza pensare ad altro n\u00e8 alla fatica n\u00e8 al sonno: \u00abNon pensa a nulla- racconta la Mei- O almeno ci si prova. Ci si concentra su ci\u00f2 che si sta facendo cercando di tenere sgombra la mente da tutto ci\u00f2 che possa distrarti. In verit\u00e0 poi i pensieri girano e rigirano. Io mi sono ritrovata spesso a recitare poesie, a ripetere strofa dopo strofa il 5 Maggio o alcuni pezzi della Divina Commedia. Ma ho anche pregato molto. L\u2019Ave Maria mi aiuta a respirare e mi fa bene al cuore&#8230;\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 cosa si pensa. Chiss\u00e0 se fanno pi\u00f9 fatica il cuore e le gambe oppure la testa. Chiss\u00e0 dove si trova la forza per non scendere dalla bicicletta e dire basta. Trentadue ore pedalando senza mai fermarsi. Quasi un week end. Trentadue ore a girare in tondo su una pista di 250 metri, quella di Montichiari a Brescia, che alla fine fanno pi\u00f9 di 900 chilometri come da Milano a Bari e forse anche qualcosina in pi\u00f9. 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