{"id":10574,"date":"2013-12-18T16:16:33","date_gmt":"2013-12-18T15:16:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10574"},"modified":"2013-12-18T20:21:17","modified_gmt":"2013-12-18T19:21:17","slug":"il-triathlon-e-il-nuovo-fitness-ma-serve-un-linus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/12\/18\/il-triathlon-e-il-nuovo-fitness-ma-serve-un-linus\/","title":{"rendered":"&#8220;Il triathlon \u00e8 il nuovo fitness ma serve un Linus&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/549324_10200632676529503_896462762_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10591\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/12\/549324_10200632676529503_896462762_n-300x287.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"287\" \/><\/a>&#8220;Il triathlon in Italia \u00a0sta crescendo perch\u00e8 \u00e8 uno sport completo. Ma soprattutto perch\u00e8 anche da noi ormai inizia ad essere considerato la nuova frontiera del fitness. Si sta facendo strada l&#8217;idea che\u00a0nuotare, pedalare e correre sulle varie distanze non sia pi\u00f9\u00a0 una fatica riservata solo ad atleti e superatleti ma che sia sia anche lo spazio per chi vuole divertirsi e fare sport per il proprio benessere &#8220;. Parola di <strong>Simone Diamantini ( <\/strong>a sinistra nella foto di Martina Folco Zambelli con<strong> Linus<\/strong> durante la cerimonia di premiazione degli Oscar <strong>del Triathlon)<\/strong>, un&#8217; istituzione del triathlon italiano,\u00a0gi\u00e0 docente di teoria dell&#8217;allenamento presso <strong>l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano,<\/strong> commissario tecnico\u00a0 della nazionale italiana nella spedizione di Pechino 2008 e ora responsabile tecnico della<strong>Dds di Settimo Milanese <\/strong>. Nessuno meglio di lui pu\u00f2\u00a0 spiegare un fenomeno come quello del triathlon italiano, uno sport che cresce e che negli ultimi anni \u00e8 anche diventato abbastanza di moda. &#8220;Il vantaggio delle tre discipline \u00e8 evidente- spiega-\u00a0 Nuoto, bici e corsa sono tre sport che migliorano la potenza aerobica e sono complemetari uno all&#8217;altro e\u00a0permettono a chi vuole fare sport per stare bene di variare il gesto atletico e quindi di divertirsi. Ma\u00a0permettono\u00a0\u00a0 di evitare soprattutto tra gli amatori gli infortuni dovuti al sovraccarico di fatica come accade per la corsa che \u00e8 uno sport molto impattante. E comunque permettono di evitare la noia&#8221;. Cos\u00ec negli ultimi anni tanti ci provano. E cos\u00ec sta cambiando un po&#8217; anche il mondo del triathlon e stanno cambiando le gare che si accorciano e diventano pi\u00f9 abbordabili. &#8220;Negli Stati uniti dove questo sport \u00e8 davvero molto diffuso- racconta <strong>Diamantini<\/strong>&#8211; le gare sono\u00a0 eventi aperti a tutti. Senza sminuirne il valore si pu\u00f2 tranquillamente dire che sono vere e proprie feste di Paese. Ci sono gli atleti elite che gareggiano su distanze e con tempi da professionisti, quelle federali e poi \u00a0ci sono poi le gare promozionali che fanno il pieno di amatori. Gente normale che nuota, pedala e corre con il solo obbiettivo di arrivare al traguardo e\u00a0divertirsi.\u00a0 Per loro \u00e8 fitness, ma anzich\u00e8 andare da soli in palestra lo fanno open air in mezzo a tanta gente. Ci\u00f2 ha permesso di cambiare la cultura di uno sport che si pensava riservato ai superuomini . Non solo. Negli anni voglia di\u00a0partecipare si \u00e8 talmente diffusa che si \u00e8 allargata anche alle gare di Ironman che non sono propriamente una passaggiata.\u00a0 Per\u00f2 negli Stati Uniti \u00e8 passato il concetto che se uno nuota per 3,9 chilometri, pedala per 180 e alla fine corre anche una maratona comunque vada, comunque arrivi ha vinto.E cos\u00ec si sicrivono&#8230;&#8221;. Ed \u00e8 ci\u00f2 che sta succedendo in Italia anche se siamo solo all&#8217;inizio. &#8220;Si pi\u00f9 o meno \u00e8 cos\u00ec- spiega il <strong>Direttore tecnico della Dds<\/strong>&#8211; anche se da noi questo salto culturale \u00e8 ancora da completare. Negli anni passati gli amatori che facevano triathlon pensavano e si comportavano come se fossero tutti professionisti. L&#8217;approccio alla disciplina era sempre molto agonistico. Quasi esasperato: una cura maniacale negli allenamenti, nelle tabelle da seguire, nei materiali dalla muta alle bici da crono, all&#8217;alimentazione. E oggi in buona parte \u00e8 ancora cos\u00ec. Certo c&#8217;\u00e8 una parte di amatori che si comporta e vive la performace con un vero approccio da amatore ma non \u00e8 la maggiorparte. Non \u00e8 ancora successo ci\u00f2 che qualche tempo fa \u00e8 successo con la corsa e con la maratona. Ma l\u00ec c&#8217;\u00e8 stato un personaggio popolare come <strong>Linus<\/strong> che ha tirato la volata a un movimento. Ecco servirebbe un <strong>Linus<\/strong> anche nel triathlon&#8230;&gt;. Per\u00f2 basta guardare il numero dei tesserati che ormai supera i 17mila per capire che le file del triathlon italiano si stanno facendo importanti. Un movimento che cresce trainato da campioni come <strong>Daniel Fontana<\/strong> e <strong>Alessandro Fabian<\/strong> tra gli uomin e <strong>Anna Maria Mazzetti<\/strong> e<strong> Alice Betto<\/strong> tra le donne. , Un travaso che avviene innzitutto dal podismo. \u00a0Maratoneti stanchi dei lunghi allenamenti solitari, delle ripetute, di mettere giorno dopo giorno un passo di corsa davanti all&#8217;altro. E allora si tuffano nella nuova avventura. &#8221; Molti arrivano dalla corsa e capiscono all&#8217;istante che lo scoglio pi\u00f9 grosso per chi comincia \u00e8 ovviamente il nuoto- <strong>spiega Diamantini<\/strong>&#8211; Non \u00e8 una disciplina che si improvvisa, c&#8217;\u00e8 tanta tecnica e anche chi ha nuotato magari anni prima deve rpartire dai fondamentali. E come l&#8217;inglese: lo studi, lo impari anche bene a scuola ma poi se non parli perdi tutto. E cos\u00ec quando si torna al bordo di una vasca la cosa migliore \u00e8 ricominciare con un corso di nuoto. In genere bastano una decina di lezioni oppure \u00a0affiancarsi ad un tecnico che allena una squadra di master&#8221;. Poi tocca pedalare. E anche qui se uno non \u00e8 mai andato in bici sul serio qualche difficolt\u00e0 la trova. Si pu\u00f2 magari cominciare da quelle gare che consentono di usare la mouintanbike che \u00e8 un po pi\u00f9 semplice rispetto alla bici da strada. &#8220;Per partire in questa avventura- consiglia <strong>Diamantini<\/strong>&#8211;\u00a0bisogna escludere il fai-da-te. Salire su una bici da corsa\u00a0in modo scorretto pu\u00f2 provocare dolori alla schiena quindi il mio consiglio \u00e8 quello di farsi mettere in sella da un tecnico che prenda le giuste misure. Stesso discorso vale per i materiali che non devono esser improvvisati anche perch\u00e8 oggi dalle scarpe all&#8217;abbigliamento si possono fare i giusti acquisti senza spendere una fortuna. Comunque il vero vero segreto \u00e8 partire dalle gare brevi. Ci sono gli sprint che con 750 metri di nuoto, 20km in bici e 5 di corsa sono pi\u00f9 abbardabili ma meglio ancora le gare promozionali che sono pi\u00f9 corte ancora. Da qui si comincia. E diciamo che con tre allenamenti alla settimana nelle tre discipline se uno non ha mire di tempo o simili una gara cos\u00ec la pu\u00f2 tranquillamente preparare&#8221;.\u00a0 Chiaro che il discorso cambia per gli amatori pi\u00f9 &#8220;raffinati&#8221; e se chi si avvicina al triathlon\u00a0\u00e8 un ragazzo o additur\u00ecttura un bambino. &#8220;Per i giovanissiami il discorso \u00e8 completamente diverso- spiega il respondabile tecnico della <strong>Dds<\/strong>&#8211; Premesso che in ogni caso si deve partire da una visita medica agonistica, \u00a0per i bambini l&#8217;inizio deve sempre obbligatoriamente essere in una struttura sportiva organizzata. E necessario che a guidarli siano tecnici preparati che sappiano come gestire l&#8217;approccio&#8221;. Gi\u00e0 perch\u00e8 il rischio del &#8220;rigetto&#8221; c&#8217;\u00e8 perch\u00e8 il traithlon, nonostante tutto, resta un sport di estrema fatica. E capita che dopo un&#8217;overdose di allenamenti poi si molli tutto. &#8220;Capita ai pi\u00f9 giovani ma anche ai grandi- spiega<strong> Diamantini<\/strong>&#8211;\u00a0 C&#8217;\u00e8 il rischio di passare dal&#8217;entusiasmo iniziale, da una ubriaciatura ad un vero e proprio rifiuto. Per questo gl allenamenti vanno gestiti da chi sa farlo. La regola \u00e8 quella di saper adattare il propio corpo agli stimoli che d\u00e0. Bisogna imparare a riconoscere le sensazioni e finire gli allenamenti senza sfinirsi. Come dico spesso ai miei ragazzi\u00a0ci si deve alzare da tavola ancora con un po&#8217; di appetito&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Il triathlon in Italia \u00a0sta crescendo perch\u00e8 \u00e8 uno sport completo. 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