{"id":10961,"date":"2014-01-27T18:13:05","date_gmt":"2014-01-27T17:13:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=10961"},"modified":"2014-01-27T18:20:46","modified_gmt":"2014-01-27T17:20:46","slug":"la-dolomitica-quando-la-salita-non-finisce-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/01\/27\/la-dolomitica-quando-la-salita-non-finisce-mai\/","title":{"rendered":"La Dolomitica, quando la salita non finisce mai"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/01\/DOLOMITI-STARS-panorama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/01\/DOLOMITI-STARS-panorama-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/01\/DOLOMITI-STARS-panorama-300x171.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/01\/DOLOMITI-STARS-panorama.jpg 490w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La &#8220;Dolomitica&#8221;\u00a0 \u00e8 un macigno che va al di l\u00e0 dell&#8217;immaginazione. Quando uno sale su una bicicletta e comincia a pedalare in salita sa a cosa va incontro. NOn ci sono sconti quando la strada sale. N\u00e8 sui monti della Liguria, n\u00e8 sugli Appennini, n\u00e8 sulle Alpi e neppure sulle Dolomiti. Ci mancherebbe. La salit\u00e0 \u00e8 l&#8217;essenza della bicicletta, \u00e8 la gioia, \u00e8 la gloria. Ma va conquistata,\u00a0 sofferta e goduta metro dopo metro, pedalata dopo pedalata, tornante dopo tornante. Non importa la velocit\u00e0. Non importa se le tue gambe non ne vogliono pi\u00f9 sapere, non importa se ti staccano. Sali e continui a salire perch\u00e8 basta guardare gi\u00f9, basta buttare l&#8217;occhio due tornanti pi\u00f9 sotto dove sei appena passato per trovare le energie. Anche quelle che non ti aspetti. La &#8220;Dolomitica&#8221; va\u00a0al di l\u00e0 di tutto questo. Ci sono tante gare che dicono di essere le pi\u00f9 dure al mondo. Certo, la fatica c&#8217;\u00e8 sempre ma spesso diventa uno slogan, il sottotitolo di una locandina. Qui no. La corsa che il si correr\u00e0 prossimo 5 settembre con il patrocinio del Comune di Cordignano e della provincia di Treviso \u00e8 davvero una prova estrema. In 24 ore di tempo, si dovranno percorrere circa 600 chilometri e si dovranno scalare quasi 16.000 metri di dislivello. Da Cordignano\u00a0fin sulle vette che hanno fatto la storia del ciclismo, dal \u00a0Medean-Pianezze al monte Tomba, al monte Grappa, al passo Broccon. E poi il passo Manghen, il San Pellegrino, il Fedaia, il Pordoi e il Campolongo. E non \u00e8 finita perch\u00e8 prima di ritornare a Cordignano arrivano il \u00a0ValParola, il Giau, lo Staulanza, il Duran,\u00a0 il Forcella-Aurine, l&#8217; Alpe del Nevegal,\u00a0il Crosetta e monte Gaiardin. Finisce qui. Per chi\u00a0 ne ha il coraggio&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La &#8220;Dolomitica&#8221;\u00a0 \u00e8 un macigno che va al di l\u00e0 dell&#8217;immaginazione. Quando uno sale su una bicicletta e comincia a pedalare in salita sa a cosa va incontro. NOn ci sono sconti quando la strada sale. N\u00e8 sui monti della Liguria, n\u00e8 sugli Appennini, n\u00e8 sulle Alpi e neppure sulle Dolomiti. Ci mancherebbe. La salit\u00e0 \u00e8 l&#8217;essenza della bicicletta, \u00e8 la gioia, \u00e8 la gloria. Ma va conquistata,\u00a0 sofferta e goduta metro dopo metro, pedalata dopo pedalata, tornante dopo tornante. Non importa la velocit\u00e0. Non importa se le tue gambe non ne vogliono pi\u00f9 sapere, non importa se ti staccano. 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