{"id":11506,"date":"2014-03-30T16:29:02","date_gmt":"2014-03-30T14:29:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=11506"},"modified":"2014-03-30T17:53:43","modified_gmt":"2014-03-30T15:53:43","slug":"la-maratoma-fa-bene-al-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/03\/30\/la-maratoma-fa-bene-al-cuore\/","title":{"rendered":"La maratona fa bene al cuore"},"content":{"rendered":"<p>S\u00ec lo so che gli studi su quanto bene fa o quanto male fa corrre e allenarsi per una maratona sono ciclici. Ogni tanto ne viene pubblicato qualcuno e un altro ancora che magari sostiene il contrario. Per\u00f2 di menti scientifiche che applicano le loro conoscenze e la loro ricerca alla corsa di lunga lena ce ne sono parecchie e ci\u00f2 significa che la pratica dei maratoneti per la scienza qualche indicatore importante lo d\u00e0. E cos\u00ec come pubblichiamo le ricerche che spesso portano a conclusioni non troppo favorevoli mi sembra giusto pubblicare anche quelle che provano e sostengono quanto bene faccia correre, maratone comprese. Si perch\u00e8 la differenza \u00e8 tutta qui. Che correre faccia bene \u00e8 ormai pi\u00f9 che assodato da qualsiasi punto di vista medico e\u00a0 scientifico. Qualche dubbio in pi\u00f9 resta sulla maratona, pratica che molti, medici compresi, considerano troppo stressante per un fisico che non sia propriamente quello di un atleta. Ma\u00a0 questo studio fatto su alcuni partecipanti alla <strong>maratona di Boston<\/strong> sostiene esattamente il contrario.\u00a0 Gli allenamenti per partecipare a una maratona migliorano la salute del cuore dei corridori di mezza et\u00e0 non professionisti, stimolando la riduzione del colesterolo e incrementando la forma fisica e le prestazioni cardio-respiratorie. Allenarsi per una maratona potrebbe quindi essere una valida strategia per sostenere il benessere del cuore, secondo un nuovo studio presentato alla 63esima sessione scientifica annuale dell\u2019 <strong>American College of Cardiology<\/strong>. La ricerca ha analizzato lo stato di salute di 45 corridori maschi dai 35 ai 65 anni di et\u00e0 che stavano progettando di partecipare alla <strong>maratona di Boston<\/strong> del 2013. I partecipanti sono stati allenati dal <strong>Dana-Farber Marathon Challenge fundraising team<\/strong>, reclutati in un programma di formazione di diciotto settimane che includeva corse di gruppo, allenamento alla resistenza e consigli nutrizionali per arrivare a coprire dai 19 ai 57 chilometri a settimana. La partecipazione al programma di allenamento ha portato a significative trasformazioni di alcuni fattori determinanti per il rischio cardiovascolare. Il colesterolo \u00abcattivo\u00bb ad esempio \u00e8 sceso in media del cinque per cento mentre il colesterolo totale del quattro per cento e i trigliceridi del quindici per cento. Le diciotto settimane hanno portato in media anche a una riduzione dell\u2019un per cento dell\u2019indice di massa corporea e a un aumento del quattro per cento del massimo consumo di ossigeno, parametro della salute cardio-respiratoria, potente indicatore prognostico della mortalit\u00e0 cardiovascolare. Lo studio \u00e8 stato condotto da Jodi <strong>L. Zilinski<\/strong> del Massachusetts General Hospital.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>S\u00ec lo so che gli studi su quanto bene fa o quanto male fa corrre e allenarsi per una maratona sono ciclici. Ogni tanto ne viene pubblicato qualcuno e un altro ancora che magari sostiene il contrario. 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