{"id":11667,"date":"2014-04-14T18:37:47","date_gmt":"2014-04-14T16:37:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=11667"},"modified":"2014-04-14T18:39:57","modified_gmt":"2014-04-14T16:39:57","slug":"una-vita-di-corsa-zatopek-maratoneta-anti-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/04\/14\/una-vita-di-corsa-zatopek-maratoneta-anti-regime\/","title":{"rendered":"Una vita di corsa, Zatopek maratoneta anti-regime"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/04\/Emil-Zatopek-winning-the-008.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-11670\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/04\/Emil-Zatopek-winning-the-008-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/04\/Emil-Zatopek-winning-the-008-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/04\/Emil-Zatopek-winning-the-008.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Famosa la sua frase: \u00abSe vuoi vincere corri i 100 metri, se vuoi vivere corri la maratona&#8230;\u00bb. E quella di <strong>Emil Zatopek<\/strong> \u00e8 la corsa di una vita. In direzione ostinata e contraria come solo le certe locomotive sanno fare. Ma al di l\u00e0 della citazioni musicali di De Andr\u00e8 e Guccini, <strong>Zatopek<\/strong> \u00e8 stato qualcosa in pi\u00f9 di un grandissimo atleta, l\u2019unico nella storia a vincere, nel 1952 ai <strong>Giochi di Helsinki,<\/strong> tre medaglie d\u2019oro sui 5mila metri, sui 10mila e in maratona dove decise di partecipare all\u2019ultimo momento. Correva e ansimava, sbuffava come una \u00abLocomotiva umana\u00bb e ci\u00f2 gli valse il soprannome che lo rese famoso. Ma corse anche attraverso la storia del suo Paese, la Cecoslovacchia. Un talento scomodo per il regime comunista di cui era dirigente ma dell\u2019ala pi\u00f9 democratica. Non sfugg\u00ec a nulla. N\u00e8 alla primavera di Praga, n\u00e8 al suo declino e neppure al confino in Siberia ai lavori in miniera. E quando, rimpatriato, fin\u00ec a fare il netturbino continu\u00f2 a correre dietro ai camion della spazzatura tra gli applausi della gente. La vita di Zatopek, quel pettorale numero 903 con cui entr\u00f2 nella storia da stasera (fino al 17 aprile) finiscono sul palcoscenico del <strong>Piccolo Teatro Melato di Milano<\/strong>: <strong>\u00abVolo nove zero tre. Emil Z\u00e0topek: il viaggio di un atleta\u00bb<\/strong>. Uno spettacolo prodotto da <strong>ArteVox<\/strong> e <strong>Aslico<\/strong>, con il supporto di <strong>Almostthere<\/strong> con <strong>Stefano Annoni e Daniele Gaggianesi<\/strong>. \u00abLo spettacolo tenta di restituire la contraddizione di un sistema coercitivo che vorrebbe normalizzare un uomo reso scomodo dal suo talento e dalla sua passione per la corsa\u00bb spiega il regista<strong> Massimiliano Speziani<\/strong>. Ma non solo. \u00abAbbiamo scelto di supportare Volo 903 &#8211; racconta <strong>Ippolito Alfieri<\/strong>, mente di <strong>Almostthere-<\/strong> perch\u00e8 il messaggio che porta con s\u00e8 \u00e8 in sintonia con il nostro credo, la passione per lo sport e l\u2019outdoor. Lo sport insegna valori, come salute, disciplina, lealt\u00e0, perseveranza, coraggio che possono essere trasferiti alle molteplici dimensioni del nostro vivere comune. In questo senso la storia raccontata da Volo 903 \u00e8 esemplare\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Famosa la sua frase: \u00abSe vuoi vincere corri i 100 metri, se vuoi vivere corri la maratona&#8230;\u00bb. E quella di Emil Zatopek \u00e8 la corsa di una vita. In direzione ostinata e contraria come solo le certe locomotive sanno fare. Ma al di l\u00e0 della citazioni musicali di De Andr\u00e8 e Guccini, Zatopek \u00e8 stato qualcosa in pi\u00f9 di un grandissimo atleta, l\u2019unico nella storia a vincere, nel 1952 ai Giochi di Helsinki, tre medaglie d\u2019oro sui 5mila metri, sui 10mila e in maratona dove decise di partecipare all\u2019ultimo momento. Correva e ansimava, sbuffava come una \u00abLocomotiva umana\u00bb e ci\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/04\/14\/una-vita-di-corsa-zatopek-maratoneta-anti-regime\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11667"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11674,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667\/revisions\/11674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}