{"id":12025,"date":"2014-05-21T17:34:48","date_gmt":"2014-05-21T15:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12025"},"modified":"2014-05-21T17:41:14","modified_gmt":"2014-05-21T15:41:14","slug":"fatica-e-disidratazione-aumentano-il-rischio-dinfortuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/05\/21\/fatica-e-disidratazione-aumentano-il-rischio-dinfortuni\/","title":{"rendered":"Fatica e disidratazione aumentano il rischio d&#8217;infortuni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/05\/Giro__10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12033\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/05\/Giro__10-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 un rapporto tra la fatica, lo stress e il rischio di infortunarsi? Pare di s\u00ec ed anche importante. Ma a spiegarlo con risultati scientifici saranno <strong>Diego Ulissi<\/strong> e <strong>Damiano Cunego<\/strong> che stanno correndo in\u00a0questa settimane il Giro d&#8217;Italia. O meglio a spiegarlo saranno i ricercatori dell&#8217; <strong>Universit\u00e0 Bicocca di Milano<\/strong> che hanno messo sotto stretta osservazione i due campioni della <strong>Lampre Merida<\/strong> e li terranno sotto controllo fino all&#8217;ultima tappa di Trieste. \u00a0L&#8217;obbiettivo di questo studio \u00e8 misurare tappa per tappa potenza, disidratazione e stress degli atleti, per valutare il rapporto tra fatica e rischio di infortunio. Il progetto si chiama\u00a0 <strong>&#8220;Vai In Giro&#8221;<\/strong> e parte dall&#8217;osservazione non solo di <strong>Cunego<\/strong> e <strong>Ulissi<\/strong> ma anche di altri loro sette compagni di squadra. Dai primi dati risulta che\u00a0la potenza media erogata da un ciclista in una tappa non particolarmente impegnativa del Giro \u00e8 intorno ai 160\/170 watt, che possono salire fino a punte di 1.200 in una volata in vista del traguardo; in salita si marcia invece intorno a 300\/400 watt in media.\u00a0 Alla fine del Giro si tireranno le somme cercando poi di capire quale sia la relazione tra lo stress accumulato da un ciclista durante una gara a tappee il rischio di infortunarsi.\u00a0 Qual \u00e8 il rapporto tra la fatica percepita dal ciclista e indicatori come livello di potenza e disidratazione, quale la \u00a0relazione tra stress, sonno, disidratazione e resa in gara. Queste i punti che l\u2019universit\u00e0 <strong>Bicocca<\/strong> cercher\u00e0 di \u00a0chiarire grazie alle misurazioni effettuate dallo scienziato<strong> Luca Pollastri<\/strong>. La ricerca, che ha ottenuto il patrocinio della commissione medica del Giro coordinata da <strong>Giovanni Tredici<\/strong>, docente del Dipartimento di chirurgia e medicina traslazionale dell\u2019ateneo, si propone di in particolare di valutare gli indici di stress del metabolismo ossidativo in atleti che effettuano carichi lavorativi intensi per 24 giorni consecutivi. \u00a0In tutte le giornate di tappa Pollastri, che insieme a Tredici, <strong>Francesca Lanfranconi, Giovanni De Vito e Antonio Zaza<\/strong> \u00e8 autore dello studio, colloca un\u00a0 potenziometro e un computer di bordo sulle biciclette di\u00a0 Cunego, \u00a0Ulissi e compagni e a fine tappa esegue una valutazione\u00a0 impedenziometrica per misurare il livello di disidratazione. \u00abSe si perde pi\u00f9 del 2% di peso in liquidi &#8211; spiega infatti <strong>Pollastri<\/strong> &#8211; le prestazioni risultano compromesse\u00bb. Nei giorni di riposo, invece, lo scienziato esegue sugli atleti una valutazione della Heart Rate Varibility, utile per valutare l\u2019interazione fra il\u00a0 sistema nervoso simpatico e parasimpatico in condizioni di stress.\u00a0\u00a0\u00abEsistono evidenze del fatto che un utilizzo prolungato e strenuo della catena trasporto-utilizzo dell\u2019ossigeno, senza adeguati tempi di recupero, possa indurre nell\u2019atleta patologie da sovraccarico &#8211; sottolineano gli autori dello studio &#8211; Con questa ricerca vogliamo stabilire in primo luogo la correlazione tra lo stress del metabolismo ossidativo e l\u2019infortunio muscolo scheletrico in un ciclista professionista, e in secondo luogo comparare la percezione soggettiva della fatica con indicatori di stress metabolico come\u00a0 potenza e disidratazione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 un rapporto tra la fatica, lo stress e il rischio di infortunarsi? 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