{"id":12042,"date":"2014-05-22T15:12:33","date_gmt":"2014-05-22T13:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12042"},"modified":"2014-05-22T18:18:45","modified_gmt":"2014-05-22T16:18:45","slug":"in-campo-al-meazza-mica-pizza-e-fichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/05\/22\/in-campo-al-meazza-mica-pizza-e-fichi\/","title":{"rendered":"In campo al Meazza, mica &#8220;pizza e fichi&#8221;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/05\/unnamed-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-12043\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/05\/unnamed-2-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a>La voce che gira \u00e8 che i calciatori si allenino poco e facciano la bella vita. Sar\u00e0. Ma una partita di calcio resta una bella fatica. Tanto quanto un triathlon, tanto quanto una mezza maratona, tanto quanto un&#8217;uscita in bici. E forse di pi\u00f9. Ma chi l&#8217;ha detto che in campo non si suda e non ci si ammacca? Corri, ti fermi, riparti, scatti. allunghi, calci e ti scontri. Cos\u00ec per novanta minuti che correndo (per me) fanno quasi venti chilometri ma che sul campo del Meazza sembrano davvero molti di pi\u00f9. Gi\u00e0 il Meazza, la Scala del calcio che per una mattinata ha ospitato la squadra del<strong> Giornale<\/strong> e di<strong> Style<\/strong> per ricordare che\u00a0\u00a0quarant&#8217;anni fa cominciava questa avventura. Tutta una scusa per giocare a San Siro che altrimenti quando ricapita? E cos\u00ec tutti puntuali alle 9.30 davanti al cancello numero otto con la stessa faccia che avevi da bambino quando scoprivi che sotto l&#8217;albero era arrivata la pista <strong>Policar.<\/strong> E cos\u00ec passi\u00a0 dagli spogliatoi sotto il tunnel d&#8217;ingresso e sali\u00a0come un campione \u00a0le scale del tempio. Con una certa emozione, quasi con riverenza. Pazzesco. Fa impressione da vuoto stare l\u00ec in mezzo al campo \u00a0figurarsi con ottantamila persone che ti guradano, ti giudicano \u00a0e se va male ti fischiano. E capisci subito che la naturalezza con cui si muovono<strong> Zanetti<\/strong>, <strong>Montolivo<\/strong> e compagnia\u00a0bella \u00a0non sar\u00e0 la tua. Sembra tutto facile in tv, \u00a0qui \u00e8 un&#8217;altra cosa. Scopri che il tuo direttore <strong>Sallusti<\/strong> in porta ci sa stare e si vede che ha giocato, che <strong>Alessandro<\/strong>\u00a0\u00a0che di solito vola altissimo con le sue pagine di cultura ha anche i piedi buoni ( <strong>Gigi<\/strong> un po&#8217; meno) , che <strong>&#8220;Zuc&#8221;<\/strong> senza barba potrebbe anche assomigliare a\u00a0<strong> Sergio Ramos\u00a0<\/strong> , che <strong>Rudy<\/strong> e <strong>Riccardo,<\/strong> anche se un po&#8217; pi\u00f9 lenti di qualche anno fa, le geometrie ancora se le ricordano, che <strong>Vince<\/strong> \u00e8 rimasto &#8220;spigoloso&#8221; e<strong> Benny<\/strong> vive &#8220;vintage&#8221;\u00a0 e gioca anche un po&#8217; &#8220;vintage&#8221; . Scopri che i tuoi colleghi pi\u00f9 giovani del sito internet vanno\u00a0il doppio di te, che <strong>Davide<\/strong> se gli dai la palla non la butta via, che <strong>Natale<\/strong> nonostante gli anni resta il\u00a0baluardo delle telecronache di <strong>Bruno Pizzul<\/strong>, che<strong> Nino<\/strong> &#8220;vola&#8221;, <strong>Max, Felix e Giuseppe \u00a0<\/strong>hanno i piedi ben piantati per terra e <strong>Mimmo<\/strong> nonostante ce la metta tutta non \u00e8 <strong>Callejon<\/strong>. Novanta minuti novanta con il nostro &#8216;AD che oggi non \u00e8 in cravatta ma in braghette e arbitra con le stesse amnesie \u00a0di <strong>Paparest<\/strong>a, con \u00a0il direttore del personale in panca, mogli e figli sugli spalti\u00a0a chiedersi perch\u00e8 il pap\u00e0 oggi non nuoti e non\u00a0esca in bici ma si \u00e8 messo a correre dietro ad un pallone.\u00a0 Un family-day che fa tanto azienda americana. \u00a0Certo la maratona \u00e8 la maratona e il triathlon \u00e8 il triathlon. Si nuota, si pedala e si corre e alla fine hai la lingua sotto i piedi. Ma occhio a dire che una partita di calcio \u00e8 &#8220;roba&#8221;\u00a0 da\u00a0fighetti. Stesse gambe gonfie, dolori ovunque perch\u00e8 a cinquant&#8217;anni le botte fanno molto (ma molto pi\u00f9 male) che a venti o trenta, piedi distrutti perch\u00e8 un conto \u00e8 correre con un paio di morbide, ammortizzate, rinforzate scarpe da running,\u00a0un&#8217;altra con\u00a0le tue\u00a0vecchie Adidas a dodici tacchetti. Non c&#8217;\u00e8 partita. O meglio c&#8217;\u00e8 ma \u00e8 davvero tutta un&#8217;altra cosa.\u00a0Alla fine ti resta tutto dentro. Un paio di gol, quell&#8217;apertura sulla fascia che neanche <strong>Alemao<\/strong>&#8230;, i dai\u00a0e vai che si chiudono come ai tempi d&#8217;oro.\u00a0E&#8217;\u00a0una partirta di calcio sull&#8217;erba del Meazza&#8230;Mica&#8221;pizza e fichi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La voce che gira \u00e8 che i calciatori si allenino poco e facciano la bella vita. Sar\u00e0. Ma una partita di calcio resta una bella fatica. 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