{"id":12584,"date":"2014-07-10T15:54:07","date_gmt":"2014-07-10T13:54:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12584"},"modified":"2014-07-10T16:56:13","modified_gmt":"2014-07-10T14:56:13","slug":"un-uomo-solo-al-comando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/07\/10\/un-uomo-solo-al-comando\/","title":{"rendered":"Un uomo solo al comando&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/image7.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/image7-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-12589\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/image8.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/image8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-12590\" \/><\/a>Tanti anni fa erano Abruzzi e Molise. Una regione sola. Pi\u00f9 o meno stesse tradizioni, stessa gente, stessi colori e stesse montagne. Da Vasto a Termoli, da Gissi a Cupello, da Furci a Montenero di Bisaccia \u00e8 tutto un dentro e fuori in una terra che, lasciato il mare, diventa improvvisamente silenziosa. Non che abbia poco da dire. Anzi. E&#8217; tutto un su e gi\u00f9 pieno di storia e profumi tra greggi al pascolo, campi di grano appena tagliato, vigneti carichi d&#8217;uva e ulivi gi\u00e0 pronti per la stagione dei raccolti. E tutto arrampicarsi su salite non impossibili ma toste come questa terra &#8220;forte e cortese&#8221; che non fa sconti a chi pedala. Cos\u00ec pi\u00f9 ti allontani dal clamore delle spiagge pi\u00f9 la sensazione che la tua fatica sia un premio per la tua mente diventa immediata. Pedali sullo strappo del frantoio di Monteodorisio e senti solo il &#8220;brecciare&#8221; delle tue gomme; scollini a Furci e senti il sibilare del vento che arriva dal mare, senti i profumi della salvia selvatica e dei ginepri e resti sopreso dalla vastit\u00e0 che ti regalano le vallate di questo pezzo incantato di Appennino. Cinquanta, sessanta, settanta chilometri senza incontrare anima viva. Quattro ore di bici navigando a vista, cercando un&#8217;indicazione, cercando una strada che ti riporti verso il mare. Che \u00e8 sempre pi\u00f9 laggi\u00f9 in fondo e ad un tratto sparisce, cancellato dalla voglia di entroterra, dalla magia dei borghi arroccati sulle cime che sembrano lontani anni luce dal viavai del lungomare. Quattro ore di fatica dove capisci quanto inutili siano tutte le diavolerie elettroniche che ti suggeriscono la strada, che ti indicano se in zona ci sono farmacie, cinema o centri commerciali, che ti dicono qual \u00e8 la tua media oraria, l&#8217;altitudine o l&#8217;umidit\u00e0. Qui non serve, \u00e8 il superfluo di cui non sai che fartene. Perch\u00e8 se ti perdi e finisci l&#8217;acqua il rimedio \u00e8 ancora quello antico di fermarsi un una masseria e chiedere la strada o di riempirti una borraccia. E ti sorprendi se il quel signore anziano dalla faccia cotta dal sole e dalla gentilezza di un tempo usa ancora il &#8220;voi&#8221;: &#8220;Se volete vi faccio uscire anche il caff\u00e8&#8230;&#8221;. La  differenza \u00e8 tutta qui. La stessa che c&#8217;\u00e8 tra il pedalare in gruppo o da solo su una strada dimenticata che ti porta verso Isernia risalendo la valle del Trigno. Due mondi. Forse due filosofie. Anche se poi, alla fine, ogni ciclista quando sale sulla sua bici \u00e8 sempre un uomo solo al comando&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tanti anni fa erano Abruzzi e Molise. Una regione sola. Pi\u00f9 o meno stesse tradizioni, stessa gente, stessi colori e stesse montagne. Da Vasto a Termoli, da Gissi a Cupello, da Furci a Montenero di Bisaccia \u00e8 tutto un dentro e fuori in una terra che, lasciato il mare, diventa improvvisamente silenziosa. Non che abbia poco da dire. Anzi. E&#8217; tutto un su e gi\u00f9 pieno di storia e profumi tra greggi al pascolo, campi di grano appena tagliato, vigneti carichi d&#8217;uva e ulivi gi\u00e0 pronti per la stagione dei raccolti. 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