{"id":12814,"date":"2014-07-28T19:52:51","date_gmt":"2014-07-28T17:52:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12814"},"modified":"2014-07-28T19:52:51","modified_gmt":"2014-07-28T17:52:51","slug":"piove-ma-maratoneti-attenti-ai-colpi-di-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/07\/28\/piove-ma-maratoneti-attenti-ai-colpi-di-sole\/","title":{"rendered":"Piove ma maratoneti attenti ai colpi di sole"},"content":{"rendered":"<p>Fa ridere parlare di colpi di sole col tempo che fa. Un luglio dove a Milano ha piovuto per 21 giorn su trenta non \u00e8 proprio un&#8217;estate indimenticabile. Ma tant&#8217;\u00e8. Per chi corre d&#8217;estate in un posto &#8220;normale&#8221; durante una stagione &#8220;normale&#8221; luglio \u00e8 sempre un mese ad altissima temperatura. A volte, nelle ore pi\u00f9 calde, si sfiorano i 40 gradi e\u00a0 uno studio pubblicato sul\u00a0 <strong>Journal of American College of Cardiology <\/strong>\u00a0firmato dal team guidato dal cardiologo <strong>Sami Viskin<\/strong> del Tel Aviv Medical Center (Israele) spiega che non c&#8217;\u00e8 nulla da scherzare.\u00a0\u00a0I maratoneti hanno una probabilit\u00e0 10 volte pi\u00f9 alta di essere vittima di una morte improvvisa dovuta ad un colpo di calore (o ipertermia) rispetto ad eventi cardiaci (infarto o aritmie). Due delle cause pi\u00f9 conosciute di morte improvvisa durante una gara di resistenza (sopra i 10 chilometri) sono l\u2019aritmia (di solito causata da malattie cardiache non rilevate in atleti giovani e apparentemente in buona salute) e l\u2019infarto. \u00a0La crescente popolarit\u00e0 delle corse di resistenza tra semplici amatori della domenica, disposti a mettersi in gioco su lunghe e faticose distanze, ha messo i ricercatori sulle tracce del numero di eventi mortali, o in cui il corridore ha rischiato la vita, registrati durante le gare di resistenza. Tra questi ultimi sono stati inseriti: la ventilazione meccanica e il ricovero in un reparto di terapia intensiva.I ricercatori hanno esaminato i dati su tutti i decessi o i ricoveri urgenti avvenuti in 14 gare di lunga distanza organizzate a Tel Aviv dal marzo 2007 al novembre 2013. Complessivamente sono stati studiati 137.580 corridori. Solo due gravi eventi cardiaci sono stati riportati durante questo periodo di tempo e nessun atleta \u00e8 deceduto o ha rischiato la vita. Al contrario, nello stesso periodo, ci sono stati 21 casi gravi legati al colpo di calore, tra cui due fatali e 12 in pericolo di vita. \u00a0\u00abQuesta ricerca &#8211; afferma<strong> Sami Viskin<\/strong>, autore del lavoro &#8211; dimostra che il colpo di calore \u00e8 una vera minaccia per chi intende affrontare la maratona soprattutto durante i mesi pi\u00f9 caldi. Tuttavia, non ci sono studi clinici sulle possibili strategie per prevenire il colpo di calore durante questi tipi di eventi\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab\u00c8 importante &#8211; aggiunge Viskin &#8211; che i medici informino i corridori sui modi per ridurre al minimo il rischio di ipertermia. Ad esempio, optare per un periodo di 10-14 giorni di adattamento al clima del posto in cui \u00e8 organizzata la gara. Evitare, poi, di gareggiare se si \u00e8 appena usciti da una malattia, perch\u00e9 &#8211; conclude il cardiologo &#8211; un stato febbrile precedente alla competizione pu\u00f2 compromettere la capacit\u00e0 del corpo di controllare la temperatura corporea durante l\u2019attivit\u00e0 fisica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fa ridere parlare di colpi di sole col tempo che fa. Un luglio dove a Milano ha piovuto per 21 giorn su trenta non \u00e8 proprio un&#8217;estate indimenticabile. Ma tant&#8217;\u00e8. Per chi corre d&#8217;estate in un posto &#8220;normale&#8221; durante una stagione &#8220;normale&#8221; luglio \u00e8 sempre un mese ad altissima temperatura. 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