{"id":12820,"date":"2014-07-29T18:00:46","date_gmt":"2014-07-29T16:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12820"},"modified":"2014-07-29T21:16:16","modified_gmt":"2014-07-29T19:16:16","slug":"il-battesimo-del-triathlon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/07\/29\/il-battesimo-del-triathlon\/","title":{"rendered":"Il battesimo del triathlon&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/toni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12822\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/toni-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/toni-300x216.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/toni-1024x738.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/07\/toni.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 sempre la prima volta. Per tutto. Un esame a scuola,\u00a0 una laurea, una vittoria o una sconfitta, una maratona, una moglie, un figlio&#8230;E anche per un triathlon. Che poi la prima volta\u00a0 \u00e8 sempre la pi\u00f9 bella, \u00a0perch\u00e8\u00a0 vuoi mettere l&#8217;ansia,\u00a0 la paura e quel groppo che ti blocca lo stomaco? Poi ci provi, fai, finisci e svanisce tutto. Gi\u00e0, perch\u00e8\u00a0 \u00e8 sempre l&#8217;attesa che d\u00e0 il giusto sapore alle cose, che te le fa godere, sognare, immaginare, che le modella con la fantasia. Che Natale sarebbe se non ci fosse la la magia della vigilia?\u00a0 Va cos\u00ec, poi l&#8217;attesa svanisce e tutto torna ad essere abbastanza normale. Ma\u00a0ognuno, per ogni cosa importante che fa, ha il suo &#8220;Sabato del villaggio&#8221; che\u00a0 \u00e8 sempre un giorno da ricordare, \u00a0finisce nella bacheca dei\u00a0 ricordi e l\u00ec resta. Per sempre. \u00a0Due settimane fa Giancarlo Pagani, un amico che corre con me,\u00a0 mi aveva chiesto come ci si poteva iscrivere al Triathlon di Milano. Se serviva un certificato, un body, la muta&#8230;insomma istruzioni per l&#8217;uso. Non aveva bisogno d&#8217;altro. Il resto c&#8217;era gi\u00e0 tutto: dal cuore, al fiato, \u00a0alle gambe perch\u00e8 uno che quest&#8217;inverno ha finito ( e bene) la Vasaloppet un &#8220;olimpico&#8221; se lo beve . E cos\u00ec \u00a0\u00e8 stato.\u00a0 Per\u00f2 vuoi mettere la soddisfazione. Vuoi mettere la prima volta. E mi piace finire con ci\u00f2 che ha scritto Luciana Rota. un&#8217;amica che ci conosce entrambi ma non sapeva che ci conoscevamo. Mi piace\u00a0 perch\u00e8 \u00e8 la sintesi perfetta della mia chimica dello sport, del mio doping, di come la fatica sia capace di unire anche persone che apparentemente sembrano distanti, diverse, con poco o nulla da spartire: &lt;\u00a0Incredibile: ci ho messo un po&#8217; a \u00a0capire ma come mai Antonio conosce\u00a0Giancarlo\u00a0e viceversa? Poi vi siete tuffati. E ho capito&#8230;&gt;<br \/>\n<strong>(foto di Dardo Gaudin)<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\u00a0Mia moglie era sicura che prima o poi ci avrei provato. Anche altri guardandomi in costume:\u201csei un triatleta&#8230;\u201d. Fino ad oggi non ci avevo dato tanto peso, lo consideravo un complimento\u00a0 tipo \u201cbeh, ti tieni in forma, vero?\u201d. Ieri per gioco, per curiosit\u00e0, e per una serie di fortunate coincidenze mi sono cimentato nel mio primo triathlon. A Milano, la mia citt\u00e0. Che molti non associano allo sport perch\u00e9 di fatto lo rigetta (maratona e Stramilano docet). Nel senso che un evento sportivo per il milanese \u00e8 una rottura di scatole infinita piuttosto che una bella occasione di vivere una giornata uniti, magari scoprendo una disciplina nuova. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra questione. In passato, quando correvo in bici avevo un allenatore che \u00e8 poi diventato uno dei guru del triathlon italiano e non solo. Ricordo un estate a St Moritz, con la mano rotto dopo un brutto incidente in bici, guardare quegli strani atleti che si allenavano tutto il giorno, in altura per preparare i mondiali. E ai tempi quello stesso allenatore mi diceva che io non avrei potuto perch\u00e9 velocista, tozzo e potente, sicuramente non adatto alla corsa e soprattutto al nuoto (neanche mi girano le spalle). Poi \u00e8 venuto il lavoro, il fidanzamento, i figli. La bici \u00e8 stata messa in garage e ho scoperto la corsa. Ho fatto qualche gara, conosciuto nuovi amici. Sono partito come tutti dalle tapasciate. Ho fatto anche un po di atletica sperando di riciclarmi come centometrista. Poi una mezza maratona. E infine il naturale epilogo, una maratona, Roma 2010, con la voglia di provare questa distanza mitica e allenamento scarso. E\u2019 venuta la famiglia, i figli, gli inverni freddi da riempire con qualcosa da fare per non stare all\u2019ingrasso davanti al camino. Ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 arrivato lo sci di fondo. Poi \u00e8 arrivata l\u2019ernia al disco, conseguenza anche di un po\u2019 troppi pesi. Forse. E di quel maledetto sollevamento pesi che tutti hanno criticato, ma che alla fine mi ha fatto conoscere mia moglie, rendendomi una persona nuova, felice e piena di vita. Perch\u00e9 lo sport fino a quel momento, quello agonistico dico, serviva a riempire un buco. Un vuoto d\u2019affetti, un senso di apatia. Nella sofferenza trovavo la pace e nella fatica la gioia di vivere. Ho passato momenti difficili nel passare dall\u2019agonismo puro allo sport come concezione ricreativa. Perch\u00e9 la testa non cambia con la stessa velocit\u00e0 con cui si scioglie il corpo. La testa, la ragione, la convinzione ti fanno credere di essere ancora competitivo, ma poi la realt\u00e0 delle cose \u00e8 che la vita, quella cosa bella e varia che solo alcuni fortunati provano, ha bisogno di essere vissuta con tale intensit\u00e0 da rubare le energie che prima servivano per spingere il rapportone. Per soffrire fino a diventare ombra di se stessi. Quest\u2019anno per risanare o quanto meno tenere a bada che la schiena capricciosa ho cominciato a nuotare. Corso Nuoto Master alla piscina di Bollate, con un istruttore ex triatleta. Un semino di ci\u00f2 che sarebbe venuto? Forse. <strong>Guido<\/strong>, uno degli amici della palestra della pausa pranzo ha cominciato a pensare\u00a0 al triathlon. Semino numero due? <strong>Antonio<\/strong>, altro amico della palestra ormai \u00e8 triatleta affermato, ha contagiato tutti in famiglia. E allora come fare a resistere al richiamo del triathlon? Impossibile. \u201cMa ci sono i bambini\u201d, \u201cquest\u2019anno hai gi\u00e0 usato tutti i crediti famiglia partecipando alla Vasaloppet\u201d, mi dicevo, forse un po\u2019 per scusa. Ma i bambini sono in montagna con i nonni. Morale mi sono iscritto ultimo giorno utile. Ho recuperato con tempi record un certificato agonistico per presentarmi abile ed arruolato. Ho recuperato la bici di quando correvo in garage in campagna. L\u2019ho messa a punto e l\u2019ho bene istruita sui suoi nuovi compiti. Ho comprato un body da gara giallo e grigio da vero professionista. Insomma\u00a0 pronto a seguire i consigli di Antonio che oltre ad andare forte, ha come doti principali la calma di un asceta indiano, l\u2019educazione di un lord inglese, mista alla testardaggine di un montanaro e la dialettica di un ambasciatore del 1800. Insomma \u00e8 quanto di meglio si possa avere come amico per cimentarsi nel primo triathlon della vita. Il <strong>triathlon di Milano<\/strong> si corre sulla distanza olimpica (1.500 nuoto nel naviglio grande, 40km bici intorno al castello sforzesco, 10km di corsa all\u2019interno del parco Sempione). \u00a0Una distanza non proibitiva ma impegnativa. Ma questo non vuole essere una cronaca della gara finita dignitosamente malgrado il panico iniziale della frazione di nuoto (causa acqua gelata, occhialini oscurati e acqua torbida) e il blocco di stomaco nella frazione di corsa. Vuole essere solo l\u2019evidenza di una scoperta. La storia di un\u2019esperienza che mi ha fatto pensare. In primo luogo a quanto il corpo umano sia flessibile, o come direbbero i guru sportivi moderni, resiliente. In secondo luogo quanto la mente sia dominante, volere \u00e8 potere. (ho corso l\u2019ultima frazione a 5\u2019 al km contorcendomi dal male). In ultima istanza, con un pizzico di modestia e tanto rammarico mi dico \u201cche peccato non averlo conosciuto prima\u201d. Come ciclista sono sempre stato un mediocre, come podista pure, e idem come nuotatore. Forse unendo tre mediocrit\u00e0 sarebbe venuto fuori uno sportivo completo? Non dico competitivo, ma quanto meno completo. Me lo chiedo mentre penso ad Antonio che mi ha appena confidato che l\u2019anno prossimo vuol provare a fare un Ironman. Lo osservo mentre si sistema il body dalle fantasie fibra di carbonio e verde ramarro. Sorride con gli occhialini viola di suo figlia, prima di tuffarsi borbotta sereno. \u201cChiss\u00e0 se mi andranno bene?\u201d Da lui vorrei imparare non solo a fare bene un triathlon, magari un correre un Ironman gomito a gomito, ma soprattutto a vivere cos\u00ec, con energia e sorriso contagioso. Perch\u00e9 dopo aver gareggiato Antonio fa la doccia d\u00e0 un&#8217;aggiustata ai capelli e si presenta puntuale al Giornale per raccontare le gioie di altri sportivi. Grazie, scrivi tante belle storie sugli altri, per una volta, concedimelo, non sono professionista come te, ma a nome di <strong>Alberto, Guido, Davide, Giorgino<\/strong> e tutti gli altri comuni mortali che come me, battagliano per vivere in armonia, vorrei ringraziarti dell\u2019energia che ci trasmetti. Quella energia che il 27 luglio 2014 credo che noi tutti 500 triatleti abbiamo diffuso nella sorniona Milano.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial;color: #5f5f5f;font-size: x-small\"><br \/>\n<\/span><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 sempre la prima volta. Per tutto. Un esame a scuola,\u00a0 una laurea, una vittoria o una sconfitta, una maratona, una moglie, un figlio&#8230;E anche per un triathlon. Che poi la prima volta\u00a0 \u00e8 sempre la pi\u00f9 bella, \u00a0perch\u00e8\u00a0 vuoi mettere l&#8217;ansia,\u00a0 la paura e quel groppo che ti blocca lo stomaco? Poi ci provi, fai, finisci e svanisce tutto. 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