{"id":12848,"date":"2014-08-02T10:32:15","date_gmt":"2014-08-02T08:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12848"},"modified":"2014-08-02T10:32:16","modified_gmt":"2014-08-02T08:32:16","slug":"la-bici-va-di-moda-e-arriva-nel-quadrilatero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/02\/la-bici-va-di-moda-e-arriva-nel-quadrilatero\/","title":{"rendered":"La bici va di moda e arriva nel Quadrilatero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/10342810_795896007101073_2382657155795064457_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12909\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/10342810_795896007101073_2382657155795064457_n-222x300.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/10342810_795896007101073_2382657155795064457_n-222x300.jpg 222w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/10342810_795896007101073_2382657155795064457_n.jpg 711w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a>&lt;In bici io? Mai andato&#8230;\u00bb. Per\u00f2 le bici sono un bel pezzo della sua vita. E anche il suo \u00abbusiness\u00bb cominciato come meccanico nel negozio di cicli dei suo genitori a San Nicol\u00f2 Trebbia nel Piacentino e, dopo un bel girovagare, arrivato in via Borgospesso, nel quadrilatero della moda di Milano, nel palazzo dove ora al posto dei gioielli di stoffa di Laura Biagiotti ci sono gioielli a due ruote in carbonio e titanio. \u00abPer come intendo io un negozio di bici- racconta <strong>Claudio Raschiani<\/strong>&#8211; non potevo che aprire qui. \u00c9 la mia sfida: vendere biciclette che siano qualcosa in pi\u00f9 di un semplice strumento per fare sport o per muoversi. Chi viene qui \u00e8 perch\u00e8 cerca qualcosa di diverso, una bici fatta a sua immagine e somiglianza e comunque un pezzo unico che pu\u00f2 anche costuirse seguendo i lavori in fabbrica&#8230;\u00bb. Un atelier che ospiti delle bicilette non si era ancora visto. Ma lo stile \u00e8 lo stesso. Arredamento minimalista perch\u00e8 soprattutto devono risaltare ruote e pedivelle: in vetrina, sui muri, appese alle finestre, illuminate dai faretti, accarezzate dalla luce che brilla sulle cromature. \u00abHo aperto nello stesso giorno in cui \u00e8 iniziato il pontificato di Papa Francesco perch\u00e8 sono cattolico e un po\u2019 anche scaramantico. Mi hanno dato del \u201cmatto\u201c, del folle perch\u00e8 nel pensare comune la bici non \u00e8 un oggetto che che pu\u00f2 stare tra le grandi griffe. E invece io penso esattamente il contrario. Si possono vendere bici anche senza avere le mani sporche di grasso..\u00bb. Cos\u00ec nelle vetrine del<strong> Raschiani Bicycle<\/strong> store fanno bella mostra bici da corsa in titanio della Passoni, \u00abfuoriserie\u00bb da crono della Deda, stilose urban bike Taurus o le elettriche un po\u2019 retro della Velosolex, la stessa ditta che invent\u00f2 mezzo secolo fa la bici-motorino che si azionava con una leva. E la gente passa e si ferma a guardare, soprattutto stranieri che qui nel quadrilatero sono di casa. Guardano, entrano, fotografano, chiedono e alla fine comprano. \u00abUn paio di settimane fa- racconta Raschiani- \u00e8 entrato un signore distinto che fa il personal shopper ma non mi ha voluto dire per chi. Ha visto la Passoni in titanio che avevo in vetrina, ha chiesto il prezzo che \u00e8 di svariate migliaia di euro e non ha battuto ciglio. Il tempo di una telefonata e l\u2019ha comprata. Dopo un paio d\u2019ore \u00e8 arrivato un furgone e l\u2019ha portata a Linate. Credo sia volata negli Emirati&#8230;\u00bb. Ma via Borgospesso non \u00e8 l\u2019unica scommessa di <strong>Raschiani<\/strong> che ha aperto una vetrina anche in <strong>via Condotti<\/strong> a Roma e presto si allargher\u00e0 anche all\u2019estero anche se, da buon scaramatico, non vuol dire dove: \u00abIl mio sogno nel cassetto \u00e8 uno store nel centro di Parigi&#8230;vedremo\u00bb. Ma ora pedala nel quadrilatero sui tre piani di uno store che ospita anche un centro di biomeccanica dove si studia la posizione in bici dei ciclisti per metterli in sella nel modo migliore e presto anche una sezione riservata allo sci. Per\u00f2 la bici resta il cuore. E nel cuore. E sono i dettagli a fare la differenza. Dai mozzi cromati di una \u00abfissa\u00bb che sta in bilico su una finestra, alle selle in cuoio per i modelli pi\u00f9 retro, ai nuovi caschi Poc che stanno facendo tendenza al Tour de France alle prolunghe da triathlon in carbonio che pesano un soffio. Piccole opere d\u2019arte per chi ama le due ruote. Piccoli oggetti del desiderio per una trib\u00f9 che vive di fatica e che davanti a una pedivella, un cambio o a un reggisella resta incantata come davanti ad un quadro esposto al Louvre. E guai a disturbare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&lt;In bici io? Mai andato&#8230;\u00bb. Per\u00f2 le bici sono un bel pezzo della sua vita. 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