{"id":12943,"date":"2014-08-07T22:52:13","date_gmt":"2014-08-07T20:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=12943"},"modified":"2014-08-08T04:29:11","modified_gmt":"2014-08-08T02:29:11","slug":"italiano-vai-nibali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/07\/italiano-vai-nibali\/","title":{"rendered":"Italiano? Vai Nibali&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Pedali in Germania e non riesci toglierti dalla testa una canzone di Dalla che, come solo lui sapeva fare, raccontava meravigliosamente Milano: &#8220;che le fai una domanda in inglese e ti risponde  in siciliano&#8230;&#8221;.Anche qui. E forse di pi\u00f9. Perch\u00e9 tra pizzerie da Antonio, Salvatore e Rocco che ti vedono arrivare e capiscono al volo che lingua parli e&#8217; facile sentirsi a casa. Cos\u00ec il lago di Costanza e ci\u00f2 che ti aspetti. Chilometri e chilometri di mondo perfetto, ordinato, organizzato e pulito. Chilometri di sponde un po&#8217; tedesche, un po&#8217; svizzere e un po&#8217; austriache dove s&#8217;incrociano le anime pedalanti di mezza europa, quelle che si muovono in sella ad una bici. Business e turismo che qui hanno capito come funziona e ci hanno costruito un sacco di cose intorno a cominciare, ovviamente, dalle piste ciclabili. Ed \u00e8 tutto uno sfrecciare di bici sempre pi\u00f9 tecnologiche, sempre pi\u00f9 cariche di borse dietro, davanti, sui fianchi, sempre pi\u00f9 elettriche che ti bagnano il naso anche quando a spingere sui pedali e&#8217; un&#8217;insospettabile signora pi\u00f9 sui sessanta che sui trenta, con tanto di foulard al posto del casco e un paio di calzoni appena sotto il ginocchio con i tulipani rossi. Si va cos\u00ec. Sulle sponde di un lago dove si tuffano tutti come se fossero a Rimini e allora capisci perch\u00e9 quando vengono a Rimini non vogliono pi\u00f9 tornare a casa. Si va cos\u00ec tra chiese e monasteri che a Reichnau sono uno spettacolo di affreschi del 1100 ma anche il segno di quanto lavoro sappiano fare i frati quando si tratta di rimboccarsi le maniche e dissodare la terra. E si va cos\u00ec anche quando la strada comincia a salire per lasciare le sponde ed avventurarsi nell&#8217;entroterra di Salem alla ricerca di un vecchio maniero che ti devi conquistare qualche ora di sterrato e di salite. Chilometri e chilometri. Incrociando bici da turismo, da corsa, mountain bike, carrettini carichi di valigie e di figli con il biberon, tandem, e bici da lavoro con tanto di cassonetto carico di frutta. Ciclisti di giornata, ciclisti in viaggio, randonneur, gente del posto, atleti&#8230;e fissati che ci sono sempre e li riconosci al volo. Si perch\u00e9 incroci il loro sguardo e ti rendi conto che \u00e8 una radiografia. Ti squadrano dalla testa ai piedi: maglia, calzoncini, scarpe, casco. E bici, ovviamente. E la tua mtb parla italiano. Gi\u00e0 perch\u00e9 Bianchi e uno dei biglietti da visita dal Made in Italy e basta lasciarla appoggiata al portabici di una caffetteria di Lindau per incuriosire un signore con un cappellino  Bottecchia che pedala su una Stevens nera pi\u00f9 da corsa che da turismo: &#8220;Tua la mountain bike? Italiano?&#8221;. Non fai neanche in tempo a dire di si&#8217;&#8230;&#8221;Grande italiano&#8230;Nibali. Vai Nibali&#8230;&#8221;. E vaglielo a spiegare che da noi e&#8217; tutta un&#8217;altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pedali in Germania e non riesci toglierti dalla testa una canzone di Dalla che, come solo lui sapeva fare, raccontava meravigliosamente Milano: &#8220;che le fai una domanda in inglese e ti risponde in siciliano&#8230;&#8221;.Anche qui. E forse di pi\u00f9. Perch\u00e9 tra pizzerie da Antonio, Salvatore e Rocco che ti vedono arrivare e capiscono al volo che lingua parli e&#8217; facile sentirsi a casa. 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